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ENGLISH ROSE (Epic BN 26446, febbraio 1969)
BLUES JAM AT CHESS (Blue Horizon 7-66227, 1969)
THEN PLAY ON (Reprise RSLP 9000, settembre 1969) Coming Your Way / Closing My Eyes / Show-biz Blues / Underway / Oh Well / Although The Sun Is Shining / Rattlesnake Shake / Searching For Madge / Fighting For Madge / Like Crying / Before The Beginning Peter Green: chs.v. / Jeremy Spencer: ch.v. / Danny Kirwan: ch. / John McVie: bs. / Mick Fleetwood: bt. - Prod. Fleetwood Mac
Then Play On è l'ultimo album registrato dai Fleetwood Mac con la presenza della chitarra di Peter Green, rappresenta l'espressione più progressiva della loro musica e costituisce l'epitaffio di un modo moderno quanto rigoroso di affrontare la materia blues da parte del gruppo originale. Pur essendo presenti momenti di minor brillantezza e nonostante l'album venga commercializzato in modo caotico, con svariate differenti versioni sia per il mercato inglese sia per quello americano, Then Play On contiene sprazzi di buona e, a tratti, grande musica. Due composizioni si collocano ai vertici dell'album: la splendida, mutevole Oh Well, che passa con disinvoltura dal torrido clima hard blues dell'ouverture (con un riff che, a detta dello stesso Jimmy Page, servirà non poco ai Led Zeppelin per la realizzazione del classico Black Dog) all'arrangiamento classicheggiante e romantico della lunga, suggestiva coda acustica; l'elettrizzante Rattlesnake Shake, caratteristica nell'incedere pesante e caracollante, poggiata su una serie di marmorei riff delle chitarre che rendono il brano un vero manuale del moderno rock blues. Tra i brani sparsi occorre ricordare i notevoli contributi di Green in Show-biz Blues, che calca la mano sul folk blues più coinvolgente e spettacolare, in Underway, dotata di un'avvolgente melodia che si collega a certo suono "acquatico" alla Hendrix anticipando atmosfere poi spaziate nel solista The End Of The Game, nella pacata Before The Beginning, che mostra il suo stile caldo e passionale, ancora nell'introspettivo blues di Closing My Eyes. Buone anche l'iniziale Coming Your Way (la miglior composizione di Kirwan), un originale blues compresso sostenuto da un folto tappeto percussivo che si apre nel finale grazie alla chitarra impressionista di Peter Green, e la sequenza Searching For Madge / Fighting For Madge (McVie-Fleetwood) organizzata a livello di jam informale, frammentata però in modo non troppo convincente da inserti forzati che rendono la struttura piuttosto caotica. valutazione: 7,5 LIVE AT THE BBC (as Peter Green's Fleetwood Mac - Castle Comm. EDF CD 297, 1995) KILN HOUSE (Reprise RSLP 9004, settembre 1970) RUMOURS (Warner Bros. K/K4 56344, febbraio 1977)
- Piersandro Pallavicini (Quei bravi ragazzi del rock progressivo, Theoria 1998, pagg. 23-24) - Last but not least, tra le band che sviluppano da basi blues il progressive rock, vanno citati i Fleetwood Mac. Chi li conosce per i grossi successi pop dei tardi anni '70 (l'ellepì Rumours ! ) potrà rimanerne sorpreso, ma i primissimi lavori della band vengono considerati addirittura fondamentali dalla critica inglese, parlando delle origini del rock progressivo. Vengono fondati nel 1967 da Peter Green, abilissimo chitarrista che abbandona il proprio posto... nei Bluesbreakers di John Mayall (di nuovo!) per fondare una propria band più sperimentale. Il batterista si chiama Mick Fleetwood, il nome è dunque presto trovato e altrettanto un ingaggio con la Blue Horizon (etichetta specializzata in british blues), dopo un'osannatissima esibizione al festival nazionale del jazz e del blues (lo stesso che, l'anno dopo, lancerà i Jethro Tull su scala nazionale). Negli album Fleetwood Mac (1968) e Then Play On (1969) sono ben rappresentate le fantasie compositive di Peter Green, il gusto per lo stacco inaspettato e per il riff mozzafiato, che portarono i Mac, insieme ad alcuni singoli (Albatross, Man Of The World, Oh Well), ai vertici delle classifiche inglesi. |