
LA LEGGENDA DI AL-ZARKAWI
Abu Musab al-Zarqawi in Siria:
altra propaganda sporca dalla
fabbrica delle menzogne di Bush
di Kurt Nimmo
19 maggio 2005
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Come esempio principale del modo nel quale i media corporativi addentino senza discutere la disinformazione dal Pentagono, creata deliberatamente come una forma di guerra psicologica contro il popolo americano, considerate il seguente passo di Paul Garwood della Associated Press: I capi del più famigerato gruppo terrorista iracheno recentemente hanno tenuto una riunione segreta nella vicina Siria, dove hanno tramato la recente ondata di violenza insurrezionale che ha ucciso centinaia di persone e che si riprometteva di rompere nella violenza il momento di calma post elettorale... Come sanno questo Mr. Garwood e la Associated Press? Bene, lo ha raccontato loro un "alto funzionario militare USA", in altre parole il Pentagono di Bush, proprio l'epicentro di così tante menzogne sull'Iraq e Saddam Hussein, che ha fatto spacciare per notizie all'ingenuo consumatore di notizie americano una gran massa di insensatezze. L'incontro siriano, al quale forse ha assistito lo stesso Abu Musab al-Zarqawi, ha portato ad uno dei periodi più sanguinosi dall'invasione guidata dagli USA due anni fa. E forse al-Zarqawi vive in una caverna sulla luna e la luna è fatta di formaggio verde. Secondo l'intelligence militare al Pentagono, gli avverbi che descrivono fatti che possono o non possono essere accaduti non dovrebbero essere usati in articoli passati per notizie sotto la presumibilmente rispettabile copertura dell'Associated Press. Qualcuno ricorda il “divario di credibilità” della guerra del Vietnam? Oppure che dire dell'Ufficio dei Piani Speciali, concepito per spacciare tutti i tipi di menzogne ed invenzioni come fatti? Siamo abbastanza stupidi da credere qualsiasi cosa ci dica il Pentagono attraverso i suoi compari, i media corporativi? Sembrerebbe di si. Lo scorso dicembre Thom Shanker e Eric Schmitt del New York Times ci raccontarono che il Dipartimento alla Guerra (in passato noto come Dipartimento alla difesa) pensava di intraprendere "un programma ufficiale che utilizzasse la disinformazione per foggiare la percezione all'estero", sebbene le percezioni tenute dalla gente all'estero siano ovviamente di minore importanza di quella del popolo americano, che deve essere ingannato perché sostenga bombardamenti, invasioni ed occupazioni nel mondo islamico. Secondo Shanker e Schmitt, in un "mondo moderno collegato dalla televisione via satellite e da Internet, ogni informazione fuorviante ed ogni falsità possono essere ripetute facilmente dalle imprese di news americane". Infatti, queste "informazioni fuorvianti" vengono rifilate da decenni al popolo americano e le "informazioni e falsità fuorvianti" sono create primariamente per il consumo domestico. All'inizio del 2002, il Pentagono annunciò la sua intenzione di costituire un "nuovo dipartimento" dal "nome orwelliano di Ufficio influenza strategica", come riferì all'epoca la BBC. "La proposta più controversa è l'impianto segreto di disinformazione nei media stranieri, un procedimento noto come propaganda sporca". Subito dopo, il maestro delle menzogne e della propaganda, lo strausscon Douglas Feith (che lavorò per l'Ufficio dei Piani Speciali, la fabbrica delle menzogne per l'invasione dell'Iraq), ci raccontò che progettava di chiudere il nuovo ufficio perché, come ha esposto Donald Rumsfeld, vi erano "speculazioni inesatte" che il nuovo ufficio sarebbe "divenuto coinvolto in attività che in realtà il dipartimento non ha fatto, non sta facendo e non perdonerà", secondo un Defense Department briefing. Se ci credete, ho una fetta di formaggio verde dalla luna che vorrei vendervi. "La menzogna come strategia governativa è conosciuta come propaganda sporca", scrive John Pilger per il Mirror. “I britannici ne inventarono la forma moderna. Josef Goebbels, il capo della propaganda nazista, era pieno di ammirazione per il modello britannico. Dall'11 settembre 2001, tutti i tentativi degli addetti alla propaganda sporca di Whitehall e Washington per giustificare un attacco non provocato all'Iraq collegando il regime di Baghdad al terrorismo di al Qaeda sono falliti". Naturalmente, ciò è discutibile, dal momento che milioni di americani credono che Saddam ed Osama fossero in combutta, un'idea screditata completamente molte volte e che, di fatto, sfida la logica. "L'antiterrorismo e la propaganda di guerra sono intrecciati. L'apparato della propaganda imbecca la disinformazione nella catena delle notizie. Gli allarmi terroristici devono sembrare essere 'genuini'. L'obiettivo è presentare i gruppi terroristici come 'nemici dell'America'", scrive Michel Chossudovsky. “L'obiettivo sottostante è galvanizzare l'opinione pubblica a sostegno dell'agenda bellica americana". Così Abu Musab al-Zarqawi, un terrorista invisibile con qualità sovrumane (descritto come "talmente riservato che persino alcuni agenti con i quali opera non conoscono la sua identità") appare in Siria, un paese che figura preminentemente nella lista dei bersagli dell'"asse del male", come dettata dall'"agenda bellica americana" e dai suoi autori strausscon. Come scrisse Chossudovsky lo scorso giugno, il mito di al-Zarqawi viene perpetuato dai media corporativi, che fungono da Ministero della Disinformazione di Bush: In alcuni casi, immediatamente dopo un fatto terroristico, vi è un rapporto iniziale che ne menziona al-Zarkawi come possibile ideatore. Spesso il rapporto dice (sostanzialmente): si, pensiamo lo abbia fatto lui, ma non è ancora confermato e vi è qualche dubbio sull'identità dei responsabili dell'attentato. Uno o due giorni dopo, la CNN può venire fuori con una dichiarazione definitiva, che cita funzionari di polizia, militari e/o fonti dell'intelligence. In sostanza, questo è quello che ha fatto la Associated Press con l'affermazione, attribuita ad un anonimo "funzionario militare USA" che "i capi del più famigerato gruppo terrorista iracheno" sono intervenuti ad una chiacchierata in Siria (l'accusa non specificata è che la Siria condona tale comportamento) dove "hanno tramato la recente ondata di violenza insurrezionale". Insieme a questo preteso incontro, ci viene raccontato di "un raggelante, sconnesso nastro audio su Internet presumibilmente di al-Zarqawi” che ha "denunciato gli sciiti iracheni come collaboratori degli USA ed ha detto che è giustificato ucciderli". In breve, il Pentagono vorrebbe farci credere che la Resistenza irachena sia un affare interamente sunnita guidata in parte dal troppo esagerato scisma tra l'islam sciita e quello sunnita e che sia principalmente una lotta religiosa ed etnica. Come riferisce la AP, questa violenza è indiscriminata, apparentemente, nelle parole di al-Zarkawi, diretta sia contro gli "infedeli armati" (sciiti) che contro "donne e bambini", perché "la priorità è per la jihad, cosicché qualsiasi cosa che rallenti la jihad dovrebbe essere sopraffatta". In quello che ora è un avvertimento standard, la AP riferisce che il "non è stato possibile autenticare immediatamente il nastro", come i nastri precedenti (sia di al-Zarqawi che di bin Laden) non sono mai stati convalidati. Naturalmente, l'autenticazione non è importante perché, come ben sa il Pentagono, una volta che queste fantasiose asserzioni sono in circolazione, esse diventano verità de facto per molti americani, come è accaduto per la storia da osteria che Saddam aveva armi di distruzione di massa ed operò in tandem con Osama bin Laden ed al Qaeda per attaccare l'America l'11/9. La guerra civile (nel modello al-Zarqawi) è precisamente quello che vogliono gli strausscon di Bush ed i likuditi in Israele. "Una indecente insurrezione ha seminato la devastazione attraverso l'Iraq mercoledì mentre qui gli esperti hanno detto che il paese è sull'orlo della guerra civile o già nel mezzo della stessa", ha riferito la scorsa settimana Newsday. "Altri esperti hanno detto che l'Iraq è sul punto di una guerra civile su larga scala con i civili da entrambe le parti che vengono massacrati. Gli incidenti a sud di Baghdad nelle due settimane passate, con uccisioni a quanto pare di rappresaglia di civili sunniti e sciiti, puntano in quella direzione, dicono". Come il scrisse il defunto Shahak nella prefazione di "Una strategia per Israele negli anni '90" di Oded Yinon, "l'idea che tutti gli stati arabi debbano essere frantumati da Israele in piccole unità si presenta continuamente nella dottrina strategica israeliana". Shahak cita Zeev Shiff, un corrispondente militare di Ha’aretz, che dice che la "dissoluzione dell'Iraq in uno stato sciita, uno stato sunnita e la separazione della parte kurda..." è lo scenario "migliore" per gli interessi israeliani (già nel 1982, molto prima che gli strausscon sionisti afferrassero il potere politico a Washington). Mentre attualmente il Pentagono è sotto il dominio degli strausscon di Bush, come è bene documentato, specialmente da Karen Kwiatkowski, un tenente colonnello dell'USAF al Pentagono a riposo (v. il suo Spies in the Pentagon? e specialmente About Those Neocons: Thinking Again, or Just Wondering?), e sono ben documentate le loro menzogne e prevaricazioni, il trucchetto della propaganda sporca di al-Zarkawi non dovrebbe essere una sorpresa. “L'obiettivo sottostante è galvanizzare l'opinione pubblica a sostegno dell'agenda bellica americana", ci ricorda Michel Chossudovsky. "Per raggiungere i suoi obiettivi di politica estera, le immagini del terrorismo devono rimanere vivide nella mente dei cittadini cui viene costantemente ricordata la minaccia terrorista. La campagna della propaganda presenta i ritratti dei capi dietro alla rete terrorista. In altre parole, al livello di ciò che costituisce una campagna 'pubblicitaria', 'essa da un volto al terrore'. La 'guerra al terrorismo' poggia sulla creazione di uno o più spauracchi malvagi, i capi terroristi, Osama bin Laden, Abu Musab al-Zarqawi e gli altri, i cui nomi e le cui foto vengono mostrati illustrati fino alla nausea nei notiziari giornalieri".
Altre favole su al-Zarqawi di Kurt Nimmo 19 maggio 2005 Abu Musab al-Zarqawi, la chimera terrorista inventata nel laboratorio della propaganda di Bush, ora è "sfuggito" due volte in Iraq, possedendo qualità sovrumane, sebbene ci viene raccontato che "è un ex ladruncolo semianalfabeta con basso quoziente di intelligenza". Come riferisce Mohamad Bazzi su Newsday, al-Zarqawi “è stato ferito e quasi catturato durante una recente offensiva USA vicino al confine Iraq-Siria, secondo funzionari della sicurezza iracheni" che hanno così tanto da guadagnare dallo spacciare storie fantasiose sull'inafferrabile superterrorista, così come Bush ed i suoi alti prelati di distruzione di massa straussiani. "Al-Zarqawi non è stato ferito gravemente ed è riuscito a fuggire durante l'assedio USA di una settimana alla città di Qaim, hanno detto due funzionari superiori della sicurezza che hanno parlato al telefono dall'Iraq e chiesto di non essere nominati. I funzionari hanno detto che le loro informazioni sono basate sugli interrogatori di insorti catturati nell'area". Naturalmente al-Zarqawi non è stato ferito gravemente perché non era in Iraq, infatti, è morto, come è morto anche Osama, e le sole persone uccise ad al-Qaim e dintorni sono state una manciata di combattenti delle resistenza e moltissimi civili innocenti, secondo il Comitato Internazionale della Croce Rossa, un'organizzazione ignorata dai media corporativi (per leggere tali rapporti, ci si deve rivolgere ad al-Jazeera) a favore della propaganda sporca dispensata dal Pentagono. Continua Bazzi su Newsday: L'ufficiale ha detto che al-Zarkawi probabilmente era un bersaglio primario dell'offensiva USA, chiamata Operazione Matador, che ha coinvolto una task force dei marines in una delle maggiori missioni di combattimento in Iraq sino dall'invasione di Fallujah sei mesi fa. L'offensiva è durata dall'8 al 15 maggio e concentrata su una regione principalmente musulmana sunnita vicino a Qaim, in un'area desertica dove il fiume Eufrate incrocia dalla Siria all'Iraq. I militari USA hanno detto che sono stati uccisi diverse centinaia di insorti, ma funzionari iracheni hanno dato stime più basse, diverse dozzine. Se era veramente al-Zarqawi il "bersaglio principale", come affermato, allora l'operazione è stata un fallimento, dal momento che il superterrorista con una gamba è scappato per sopravvivere e servire come una versione aggiornata di Emmanuel Goldstein, l'arciterrorista di Orwell sempre un passo avanti di Oceania e così agevolando le sessioni dei Due Minuti di Odio sullo schermo. Infatti, per la gente di al-Qaim, la "maggiore missione di combattimento in Iraq dall'invasione di Fallujah" è stata un perfetto disastro. "Migliaia di persone sono fuggite da al-Qaim dopo che gli aerei e gli elicotteri USA hanno colpito la regione all'inizio di questa settimana", ha riferito il 17 maggio al-Jazeera. Ad Akachat, situato in un'area desertica isolata vicino ad al-Qaim, la ICRC fornisce 135.000 litri di acqua fresca al giorno a centinaia di famiglie sfollate. Anche l'Associazione della Mezzaluna Rossa irachena ha cominciato a trasportare aiuti con gli autocarri ad al-Qaim dal 13 maggio. Sono stati distribuiti generi alimentari e non a circa 200 famiglie a Rawa, a 250 famiglie ad Ana ed a 500 famiglie ad Akachat. Naturalmente, per il Pentagono la gente di al-Qaim e dintorni, come quella di Fallujah, non meritava di meglio, dal momento che "ufficiali USA descrivono l'area come una nota pista del contrabbando ed un rifugio per i combattenti stranieri", "combattenti stranieri", bisogna dire, che, come al-Zarqawi, non esistono o sono in numero talmente esiguo da essere completamente trascurabile (un fatto persino riferito nell'occasione dai media corporativi). Riportava il 15 maggio Mohammed Barakat dell'Associated Press: I militari USA, che 6 giorni prima avevano lanciato una importante offensiva nell'area, dicono che la remota regione desertica è un rifugio dei combattenti stranieri che scivolano attraverso il confine lungo antiche piste del contrabbando e raccolgono armi da utilizzare in alcuni dei più letali attacchi in Iraq. Ma i combattenti che restano in questa città sunnita dicono che tra loro non vi sono stranieri. Non dovrebbe sorprendere che gli Stati Uniti conducano "operazioni" al confine siriano, descritto come un "rifugio" per i tipi come Abu Musab al-Zarqawi, un semiritardato che, stando alle supposizioni, è responsabile di ogni attacco (se dobbiamo credere ai media corporativi, al-Zarqawi è la resistenza irachena) ed anche della progettazione di attentati al sarin e ricina, dell'uccisione di un diplomatico USA, degli attentati alle stazioni ferroviarie di Madrid, ed in qualche modo trova il tempo di guidare una vasta organizzazione terrorista (Jamaat al-Tawhid wa’l-Jihad) in Francia, Gran Bretagna, Spagna ed Italia. Per qualche strana ragione, l'americano medio, sintonizzato su Fox News per l'ultima paurosa storia da osteria, non pare trovare tutto ciò un poco strampalato. D'altra parte, milioni credevano all'assurda idea di una squadra del terrorismo Osama-Saddam. In luglio, i funzionari USA hanno elevato la ricompensa per informazioni che portino all'arresto o all'uccisione di al-Zarkawi a 25 milioni di dollari, uguale alla taglia sulla testa di bin Laden. Coerentemente l'amministrazione Bush ha etichettato al-Zarkawi come la forza principale dietro all'insurrezione irachena. Per alcuni iracheni, l'attenzione USA per al-Zarkawi è parte di una strategia politica per ritrarre l'insurrezione irachena come guidata da militanti stranieri. Ed "alcuni" iracheni avrebbero ragione; concentrarsi su al-Zarkawi è non soltanto parte di una "strategia politica" per fare sembrare la "insurrezione" irachena niente più che una banda di criminali tagliagole quando di fatto è un genuino movimento di resistenza in opposizione violenta ad un'occupazione illegale e sanguinaria, ma è anche parte di un piano più vasto per ritrarre i musulmani come terroristi, specialmente i musulmani in Siria, Iran ed Arabia Saudita, paesi nella lista dei bersagli degli strausscon-likuditi. Se il mito di Abu Musab al-Zarqawi non esistesse, gli strausscon in controllo del cervello di Bush dovrebbero inventarlo, come il Grande Fratello inventò la sua nemesi, Emmanuel Goldstein.
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