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Negli USA i giovani affrontano prospettive di lavoro squallide

di David Brown
9
giugno 2012

 

Secondo ogni standard, le condizioni che affronta la stragrande maggioranza dei giovani negli Stati Uniti sono squallide. Sia che abbiano una laurea o un'istruzione minima, le prospettive di un impiego stabile non sono neanche lontanamente ai livelli pre-recessione.

Sorprendentemente, in totale meno della metà degli americani sotto i 25 anni che non sono a scuola hanno un lavoro a tempo pieno. La situazione è molto più terribile per i giovani che si sono diplomati durante la recessione. Secondo un recente studio della Rutgers University, soltanto il 16% dei giovani che si sono diplomati tra il 2009 ed il 2011 ha trovato un lavoro a tempo pieno.

Il rapporto, del John J. Heldrich Center for Workforce Development, espone dettagliatamente l'impatto che ha la recessione sui giovani diplomati dalla scuola superiore ma che non hanno finito l'università. L'indagine ha coperto i giovani tra le età di 18 e 29 anni, che hanno ricevuto il diploma tra il 2006 ed 2011. In questo quadro demografico, i giovani che si sono diplomati tra il 2006 ed il 2008 avevano un tasso d'impiego del 60%, circa un quarto dei quali erano disoccupati e cercavano più lavoro. Per quelli che si sono diplomati durante la recessione, il tasso d'impiego è stato soltanto del 38%, un terzo pieno dei quali erano disoccupati.

Inoltre, i posti di lavoro che stanno ottenendo i giovani, indifferente di quando si siano diplomati, sono generalmente transitori e sottopagati. Il salario orario medio guadagnato al primo posto di lavoro da quelli esaminati era di $7,50 l'ora, soltanto 25 centesimi in più del salario minimo federale ed effettivamente inferiore al salario minimo in 14 stati. Per la maggior parte di quelli impiegati vi è stato poco miglioramento tra il loro primo ed il loro lavoro attuale. Il salario medio in questo quadro demografico per i posti di lavoro attuali è di $8,25 l'ora.

Legata a questa scarsità dei salari è la mancanza di sicurezza del lavoro. Soltanto l'8% dei diplomati considera come potenziale carriera il suo attuale lavoro. Anche il tasso di ricambio era estremamente elevato. Metà dei diplomati ha riferito di avere mantenuto un singolo posto di lavoro per più di un anno, ma, di quelli che non l'hanno fatto, il tempo medio passato nel loro posto di lavoro è stato soltanto di due mesi.

Data la natura sottopagata e temporanea del lavoro disponibile, gli autori dello studio concludono che era improbabile che molti "diplomati recenti sarebbero stati in grado di guadagnare un reddito annuo di $10.890 per superare il livello di povertà ufficiale federale per una famiglia singola. Chiaramente quelli che erano impiegati part-time nel loro primo lavorocirca il 58%hanno guadagnato considerevolmente meno dei reddito del livello di povertà".

Sebbene la crisi dell'occupazione sia più estrema per i settori meno istruiti dei giovani, la situazione dei giovani nell'insieme è deteriorata. Indifferente dall'istruzione, soltanto il 47,3% degli americani tra le età di 16 e di 24 anni che non vanno a scuola ha lavori a tempo pieno. Come documentato da Investor’s Business Daily, dal 2000 l'economia ha perduto più del 25% dei posti di lavoro a tempo pieno per quelli sotto i 25 anni.

Inoltre, sebbene vi sia un'occupazione più alta tra quelli con qualche istruzione universitaria, il 2012 indica per la prima volta nella storia che la maggioranza dei disoccupati con più di 25 anni aveva frequentato l'università. Così l'istruzione superiore non è affatto garanzia di un posto di lavoro, tanto meno di un minimo vitale. Di quelli che si sono laureati dal 2006 il debito per studente medio è stato di $20.000 e soltanto il 51% aveva trovato un posto di lavoro a tempo pieno, secondo un diverso studio della Rutgers, pure condotto dal John J. Heldrich Center.

Comprensibilmente, i giovani in America non hanno nessuna fiducia in una ripresa economica. Lo studio Rutgers rivela che più di metà dei recenti diplomati ed il 61% dei laureati crede che la loro generazione avrà meno successo finanziario dei suoi genitori. Meno di uno su cinque di entrambe i gruppi crede che la sua generazione starà meglio dei suoi genitori.

In definitiva, la crisi dei posti di lavoro tra la gioventù è espressione della maggiore crisi economica che la società ha di fronte. Il rapporto sull'occupazione USA per maggio era anemico con soltanto 69.000 posti di lavoro creati, molto meno dei 125.000 richiesti per eguagliare il numero di persone che entrano nella forza lavoro ogni mese. Allo stesso tempo, il numero dei disoccupati a lungo termine è salito a 5,4 milioni e la lunghezza media della disoccupazione è cresciuta a 39,7 settimane.

Secondo l'Investor’s Business Daily, il declino nell'occupazione giovanile è spiegato parzialmente dall'occupazione incrementata di quelli sopra i 55 anni. Con i posti di lavoro a tempo pieno per i giovani declinati di 1,9 milioni dal 2007, il numero di persone sopra i 55 anni con lavoro a tempo pieno è aumentato di 3,5 milioni nello stesso periodo di tempo. Con il declino dell'economia e la svalutazione di molti piani pensione, i lavoratori anziani trovano sempre più difficile andare in pensione.