In Defence of
Marxism

 

 

USA: I giovani scendono nelle strade, i lavoratori devono unirsi a loro!

Scritto da John Peterson negli USA Martedì, 4 ottobre 2011

 

"Quando è troppo è troppo! Noi siamo il 99%!" Questo è il sentimento che viene espresso dai giovani coraggiosi che ora occupano Freedom Plaza a New York City, soltanto pochi metri da Wall Street. Questo è il sentimento represso di milioni—no—di miliardi di persone per il mondo. Basta disoccupazione! Basta guerra! Basta povertà! Basta discriminazione!

Viviamo nell'era più ricca e produttiva della storia dell'umanità. Ma gli assurdi, irrazionali e disumani limiti del capitalismo significano che non vi sono sufficienti posti di lavoro, alloggi o cibo per soddisfare tutti in un mondo di abbondanza. E' sempre stata questa l'orribile realtà per centinaia di milioni di persone intorno al pianeta. Ma ora questo è arrivato in patria nell'epicentro mondiale dell'avidità, della speculazione e dell'indifferenza capitalista alla sofferenza umana: Wall Street.

E si sta diffondendo. Le occupazioni si sono estese a città intorno al paese ed intorno al mondo, ispirate a vicenda dall'eroica resistenza ai tagli, all'austerità ed alla miseria che vengono imposti su noi tutti. E' l'inizio di un nuovo risveglio, di una nuova consapevolezza e, in modo più importante, di un nuovo desiderio di agire, per fare realmente qualcosa. Migliaia di giovani, in passato derisi come apatici ed apolitici, hanno ora acceso l'immaginazione di milioni di persone.

Non vediamo una simile convergenza di lotte dal movimento antiglobalizzazione del 1999 e 2000. L'11 settembre, il Patriot Act, un decennio di guerre e sincere illusioni nei Democratici hanno in gran parte spinto sottoterra la rabbia e l'insoddisfazione. Ora ritornano furiosamente, ad un livello ancora più alto. Non è più la "globalizzazione" il nemico nell'astratto. Il nemico è più chiaro che mai: la dominazione corporativa dell'economia e della politica. Sempre più gente sta arrivando a comprendere che la radice di tutti questi mali è una e la stessa: il capitalismo.

Per definizione, il capitalismo è un sistema che difende gli interessi della classe capitalista. Dal momento che meno dell'1% della popolazione è realmente di capitalisti, è un sistema che opera contro gli interessi dell'altro 99%. Ne consegue che se ci limitiamo a trovare soluzioni alla crisi entro i confini del capitalismo, limitiamo noi stessi a delle soluzioni che possono veramente avvantaggiare soltanto l'1% al vertice. Abbiamo bisogno di un approccio differente. Abbiamo bisogno di guardare oltre i limitati orizzonti dell'attuale sistema. La maggioranza della classe lavoratrice ha tutti i diritti e l'urgente necessità di dirigere democraticamente la società nel proprio interesse.

Il movimento #occupazione deve ancora saldarsi attorno ad un programma chiaro e ad una leadership. Data la mancanza in questo paese di una guida audace da parte dei sindacati e l'assenza di un partito di massa dei lavoratori, ciò con dovrebbe arrivare come una sorpresa. Ma gli eventi e l'esperienza aiuteranno gli strati più avanzati a trarre delle conclusioni rivoluzionarie. Finora, il movimento non ha coinvolto gli strati più ampi della classe lavoratrice, del lavoro organizzato. Ma questo è sempre il modo nel quale iniziano i movimenti rivoluzionari di massa. I giovani sono il proverbiale "barometro" della società, i primi ad entrare in azione. Ma i problemi che i lavoratori hanno di fronte non possono essere risolti attraverso delle semplici o rappezzando il sistema. Speravano contro ogni speranza che la crisi sarebbe passatama è soltanto peggiorata. Prima o poi, dovranno entrare nel sentiero della lotta di massa e, quando lo faranno, cambierà l'intera dinamica.

Molti sindacati hanno già dichiarato la loro solidarietà con gli occupanti di Wall Street. Le dichiarazioni di solidarietà sono importanti. Ma ciò che è realmente necessario è un'azione decisiva. Gli 1,2 milioni di lavoratori organizzati di New York City potrebbero chiudere Wall Street in un battito congelando il trasporto, tagliando l'elettricità, linee telefoniche ed acqua, sospendendo i servizi di nettezza urbana e di custodia, chiudendo gli alberghi ed i ristoranti e mobilitando decine di migliaia di lavoratori per occupare fisicamente Manhattan inferiore. Il movimento #occupazione deve stendersi ai sindacati, deve diffondersi in tutti i luoghi di lavoro, in tutte le scuole ed in tutti i quartieri. Da parte loro, i sindacati devono prendere l'iniziativa e disporsi ad aiutare pubblicamente il movimento #occupazione, sostenendo le sue forze con i colossali numeri, potenza e risorse del lavoro organizzato.

Tre anni fa, molti di questi giovani si sono radunati dietro la promessa di cambiamento di Obama. Ora stanno prendendo le cose nelle loro mani. Con le elezioni presidenziali lontane appena 12 mesi, gli americani sono frustrati ed arrabbiati. Il 90% ritiene che l'economia sia marcia, un nuovo record. Il governo ha i più bassi indici di gradimento che mai. Soltanto il 15% degli americani ha fiducia che il governo federale faccia ciò che è giusto sempre oppure la maggior parte delle volte. Soltanto un anno fa questa cifra stava al 25%. E tuttora vogliono in modo schiacciante che il governo procuri posti di lavoro, assistenza sanitaria, istruzione, Sicurezza Sociale e che ricostruisca le infrastrutture del paese che vanno in rovina.

Questa potrebbe sembrare un'inspiegabile contraddizione. Ma, nel profondo, dimostra che gli americani stanno cercando una soluzione collettiva ai loro problemi. Comunque, non si fidano degli attuali rappresentanti e delle strutture statali per farlo. Così giustamente! Entrambe i Democratici ed i Repubblicani sono obbedienti ai desideri delle grandi imprese. Sono queste entità non elette e non responsabili che decidono realmente nel governo e nell'economia. Sono loro che determinano chi lavora, che ha una casa per vivere, chi ha accesso all'assistenza sanitaria ed all'istruzionee chi no.

L'elettorato vuole "gettare fuori i corrotti!" Ma chi dovrebbe sostituirli? Il governo può difendere gli interessi dei lavoratori o può difendere gli interessi dei capitalisti. O utilizzerà il suo potere e le sue risorse per migliorare la vita della maggioranza o sfrutterà questa per arricchire ulteriormente i ricchi. Se non pone in atto incursioni sulla ricchezza e sulla proprietà dei ricchi, spingerà ancora più in basso le condizioni di lavoro e di vita delle masse.

Non importa quali "intenzioni" possa avere un politico, ciò che conta è quello che realmente fa. Non saltare alle conclusioni. Le amministrazioni repubblicane e democratiche offrono soltanto delle variazioni delle stesse politiche pro-corporative. Anche se ammettiamo che vi sono dei "buoni democratici" e persino dei "buoni repubblicani", il fatto indiscutibile è questo: non andranno mai da nessuna parte all'interno dell'apparato complessivo dei loro rispettivi partiti, che sono totalmente dominati dalla grande impresa. E' per questo che abbiamo bisogno di un governo dei lavoratori. E, per realizzare questo, abbiamo bisogno di un partito armato di un programma socialista.

Finora, il movimento dei lavoratori non ha offerto una guida, nelle strade o nella politica. Ma questo può e deve cambiare. La pressione si sta formando. L'umore in favore di un partito dei lavoratori sta ribollendo nelle fila dei sindacati. L'anemico disegno di legge di Obama sui posti di lavoro viene spinto dai vertici sindacali, ma la massa sa che non è sufficiente. Questa legge farà poco per invertire la completa decimazione di milioni di buoni posti di lavoro sindacalizzati. Non può riuscire a colmare la crescente polarizzazione della ricchezza e della società. Nel corso degli ultimi dieci anni, il reddito dell'1% al vertice è salito del 18%, mentre quello dei colletti blu maschi è calato del 12%. Il cosiddetto "Sogno Americano" è stato frantumato.

Dopo la crisi del 2008, ci è stato raccontato che i "germogli verdi" della ripresa economica erano giusto dietro l'angolo. La ripresa è arrivatama soltanto per i ricchi. In Grecia, Spagna, Tunisia ed Egitto, l'esplosione sociale è arrivata più presto. Ma condizioni simili portano a risultati simili. Le condizioni che lavoratori e giovani affrontano per il mondo sono fondamentalmente le stesse. Come la notte segue il giorno, la crisi del capitalismo ha ora portato i "germogli verdi" della lotta di classe proprio qui nel ventre della bestia.

La Lega Internazionale dei Lavoratori accoglie il movimento #occupazione a braccia aperte. Vi partecipiamo in città per il paese dall'inizio. Ma è soltanto l'inizio del principio. Le masse di lavoratori non sono ancora entrate nella scena della storia e preso il loro destino nelle mani. Ma ad un certo stadio lo faranno, di questo possiamo essere certi. Noi della WIL siamo fiduciosi che questa piccola piantina con il tempo crescerà in una potente quercia di rivoluzione, che spazzerà da parte il capitalismo e tutti i suoi mali una volta per tutte. Il nostro compito è di collegare le idee del socialismo rivoluzionario con questo movimento, che contiene all'interno molti dei futuri leader della rivoluzione socialista americana.

 

Contattate la Lega Internazionale dei Lavoratori negli USA ed impegnatevi nella lotta per un mondo migliore!

[Questo è l'editoriale di Socialist Appeal USA, 63, www.socialistappeal.org]