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L'anno dell'ottimismo strabico
"Le fondamenta della nostra economia sono solide"
di Mike Whitney
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17 aprile 2009 "Information Clearing House" -- In marzo le vendite al dettaglio sono calate mentre le perdite di posti di lavoro in aumento vertiginoso e più strette condizioni creditizie hanno costretto i consumatori a ridurre decisamente la spesa discrezionale. Quasi tutti i settori hanno visto dei cali, compresa l'elettronica, i ristoranti, i mobili, gli articoli sportivi ed i materiali da costruzione. Le vendite di automobili hanno continuato la loro storica caduta in picchiata, nonostante la promozione aggressiva di nuovi veicoli e $13 miliardi di aiuti del governo federale. Il crollo nell'edilizia, che è iniziato nel luglio del 2006, accelerato dal calo di marzo, cadendo del 19% rispetto all'anno prima, ha segnalato altra sofferenza davanti. Le insolvenze sui mutui aumentano e nel 2009 i pignoramenti sono stimati essere nel campo dei 2,1 milioni, un piccolo rialzo di 400.000 dal 2008. La spesa dei consumatori è a terra, l'edilizia è nel caos e la produzione industriale è caduta ad un tasso annuale del 20%, il maggior decremento trimestrale dal VE Day (fine della II G.M.). La contrazione sistemica continua inesorabile con nessun segno di rallentare. Le condizioni nell'economia più generale sono ora ampiamente diverse da quelle di Wall Street, , dove l'S&P 500 ed il Dow Jones Industrials hanno recuperato per 5 settimane diritto riguadagnando più del 25% delle perdite precedenti. I $13 trilioni di stimolo monetario del presidente della Fed Ben Bernanke hanno dato l'avvio ad un rimbalzo nel mercato azionario mentre Main Street continua a languire sul macchinario per tenerla in vita aspettando lo stimolo fiscale di $787 di Obama per essere attivata e per compensare alla domanda che precipita ed alla disoccupazione che aumenta. La ripresa di Wall Street indica che il flusso di liquidità che Bernanke sta creando è una bolla nelle azioni dal momento che i valori attuali non riflettono sottostanti condizioni nell'economia. I fondamentali non sono stati così sfavorevoli dagli anni '30. I media finanziari sono vivaci di discorsi di un recupero mentre le azioni si spostano lentamente verso l'alto ogni settimana. Jim Cramer della CNBC, l'iperventilato capobanda del "Denaro veloce", la scorsa settimana ha annunciato: "Dichiaro che la depressione è finita". Cramer ed il suo sferragliamento di capi tifoseria dei media ignorano il fatto che ogni settore del sistema finanziario ora è puntellato con prestiti della Fed e buoni del Tesoro senza i quali il fittizio libero mercato crollerebbe in un cumulo. Bernanke ha mantenuto un flusso stabile di liquidità che scorre dalla camera blindata del Tesoro USA alla NYSE in centro a Manhattan. La Fed ha ricapitalizzato le istituzioni finanziarie tramite i suoi bassi tassi d'interesse, i suoi servizi di prestito multitrilionari ed il suo acquisto diretto del debito sovrano USA e dei titoli garantiti da mutui della Fannie Mae. (Monetizzazione) Il bilancio della Fed è diventato una discarica per tutti i tipi di rifiuti tossici e di strumenti di debito putridi per i quali non vi è nessun mercato attivo. Quando le banche centrali e gli investitori stranieri si renderanno conto che la valuta USA è sostenuta da ingannevoli collaterali subprime vi sarà una fuga dal dollaro seguita da una fuga precipitosa dalle azioni USA. Tuttavia, Bernanke assicura i suoi critici che "le fondamenta della nostra economia sono solide". Per quanto riguarda il recupero, l'analista di mercato Edward Harrison lo valuta in questo modo: "Questa è una falsa ripresa perché i sottostanti problemi sistemici del settore finanziario vengono nascosti attraverso svariati meccanismi progettati per ricapitalizzare furtivamente le banche mentre lo stimolo monetario e fiscale provoca un rimbalzo prima che l'insolvenza strutturale di molte banche diventi un problema. Ciò significa che il sistema bancario resterà debole anche dopo che il ricupero cominci ad avere un effetto. Il risultato probabile del sistema debole sarà un ritorno a condizioni finanziarie da depressione una volta che il balsamo temporaneo di stimolo si sarà consumato. Notate che ciò non preclude le borse da grandi riprese o che si formi un nuovo mercato al rialzo perché per quanto insostenibile possa essere la ripresa, sarà nondimeno una ripresa". (Edward Harrison, "The Fake Recovery", Credit Writedowns) La ripresa della borsa non sistemerà il sistema bancario, non rallenterà il crollo dell'edilizia, non raffazzonerà bilanci familiari malconci, non riassesterà industrie che falliscono e non invertirà il precipitoso declino nella fiducia del consumatore. La borsa crescente indica semplicemente che degli speculatori spinti dal profitto sono tornati in affari prendendo vantaggio delle generose iniezioni di capitale della Fed che spingono le azioni nella stratosfera. Nel frattempo, le cifre della disoccupazione continuano a gonfiarsi, le banche del cibo continuano a prosciugarsi ed i rifugi per i senzatetto continuano a sovraffollarsi. Finora sono stati pompati dentro il sistema finanziario $12 trilioni, mentre meno di $450 di stimolo fiscale sono andati all'economia "reale" dove i lavoratori lottano semplicemente per tenere il cibo sulla tavola. Le priorità della Fed sono dirette alla classe degli investitori non al comune Joe che lavora. Bernanke sta cercando di mantenere felice Wall Street risvegliando i valori delle attività con capitale a buon prezzo, ma gli incrementi all'offerta di denaro mettono altra pressione verso il basso sul dollaro. Il capo della Fed ha anche cominciato ad acquistare buoni del Tesoro USA, che è l'equivalente di scrivere un assegno a se stessi per coprire uno scoperto nel proprio conto. Questo è il genere di discorso senza senso che passa come una sana politica economica. La Fed è incapace di sistemare il problema perché è la Fed il problema. La scorsa settimana, il mercato è salito alle stelle alla notizia che il guadagno netto del primo trimestre della Wells Fargo era aumentato del 50% a $3 miliardi spingendo su le azioni del 30% in una sessione. I media finanziari hanno celebrato il trionfo nella maniera tipica congratulandosi con tutti sulla tendenza ed annunciando che il "fondo" del mercato era stato raggiunto. La notizia della Wells Fargo è stata ripetuta fino alla nausea per due giorni anche se tutti sanno che le grandi banche possiedono centinaia di miliardi di attività garantite da mutui che sono registrate considerevolmente sopra il loro valore reale e che sono imminenti perdite gigantesche. Naturalmente, gli scettici sono stati tenuti lontani dalle telecamere oppure assaliti violentemente da presentatori turbolenti come profeti di sciagure e Cassandre. Malauguratamente, la contabilità creativa ed il pregiudizio dei media possono funzionare soltanto per un periodo. Alla fine le banche dovranno ridurre il valore delle loro perdite e tirare su altro capitale. La Wells Fargo questa volta è sfuggita al cappio, ma la prossima volta potrebbe non essere così fortunata. Qui come Bloomberg riassume la situazione della Wells: "Wells Fargo & Co., la seconda più grande prestatrice domestica USA, potrebbe avere bisogno di $50 miliardi per rimborsare il governo federale e per coprire le perdite sui prestiti mentre la recessione diventa più grave, secondo Frederick Cannon della KBW Inc. La KBW prevede $120 miliardi di perdite di "tensione" alla Wells Fargo, ritenendo che la recessione continui oltre il primo quadrimestre del 2010 e che la disoccupazione raggiunga il 12%, ha scritto oggi Cannon in un rapporto. Ha scritto che la banca di San Francisco potrebbe avere bisogno di ottenere $25 miliardi in aggiunta ai $25 miliardi che deve al Tesoro USA per il piano di salvataggio dell'industria. "I dettagli erano scarsi e crediamo che gran parte delle notizie positive nei risultati preliminari avessero a che fare con la contabilità di fusione, standard contabili modificati e moratorie sull'insolvenza di mutui piuttosto che con tendenze fondamentali", ha scritto Cannon, che ha declassato le azioni a "prestazione inferiore" da "prestazione di mercato". "Prevediamo che i guadagni ed il capitale siano sotto pressione a causa di continue debolezze economiche". Che cosa è accaduto a tutti quei prestiti non produttivi di risultato e MBS spazzatura? Sono semplicemente svaniti nell'etere di New York? L'improvvisa fortuna della Wells potrebbe avere qualcosa a che fare con i recenti cambiamenti della FASB alle direttive di condotta sul "valore di mercato" che permette alle banche maggiore flessibilità nell'assegnare un valore alle loro attività? Inoltre, giudicando dai prospetti su Internet, la Wells pare avere il minore "rapporto di riserve sulla perdita da prestiti" delle quattro maggiori banche. Ciò non è affatto rassicurante:
http://www.housingwire.com/2009/04/09/credit-cost-smoke-at-mirrors-at-wells-fargo/
"Su quelle grandi cifre della Wells Fargo....ricordate, i profitti riportati non sono una cifra severa; comportano molte presunzioni. Ed almeno alcuni analisti affermano che le supposizioni della Wells sulle perdite dei prestiti sembrano, um, strane. Forse, forse no; ma bisogna dire che per le banche sarebbe assai conveniente sembrare proprio ora al sicuro, giusto quando la questione su quanto tenace diventerà realmente l'amministrazione Obama è incerta".
Le banche giocano tutte allo stesso nascondino, cercando di raggirare il pubblico a pensare che sono in una posizione di capitale più forte di quella nella quale si trovano realmente. E' giusto un altro sotterfugio di Wall Street nascosto dalla insulsa propaganda dei media. Le gigantesche case di intermediazione ed i media finanziari sono due raggi della stessa ruota che scorrono assieme in perfetta armonia. Sfortunatamente, la fanfara dei media e la distorsione delle cifre non tirerà fuori l'economia dalla sua spirale all'ingiù e non causerà una ripresa a lungo termine. Per questo ci vorrà una politica fiscale, programmi per l'occupazione, riduzione dei debiti, svalutazione dei mutui ed un piano progressista per ricostruire l'economia della nazione su delle solide fondamenta di produttività e regolare incremento dei salari. Finora, l'amministrazione Obama ha concentrato tutta la propria attenzione e le proprie risorse sul sistema finanziario piuttosto che sulla gente che lavora. Questo non risolverà il problema.
La deflazione si è attaccata all'economia come un pitbull ad una braciola. In marzo i prezzi di alimentari e carburanti sono diminuiti dello 0,1% mentre la disoccupazione ha continuato la sua scivolata verso il 10%. I prezzi all'ingrosso sono caduti del massimo dal 1950 negli ultimi 12 mesi. Secondo MarketWatch, "La produzione industriale è giù del 13,3% da quando è iniziata la recessione nel dicembre 2007, il maggiore declino percentuale dalla fine della 2^ Guerra Mondiale"....Il tasso di sfruttamento della capacità produttiva per l'industria nel totale è precipitato ulteriormente al 69,3%, un minimo storico per questa serie, che è iniziata nel 1967". (Federal Reserve) La caduta persistente nei prezzi degli immobili (30%) e le perdite nel calore delle case si aggiungono soltanto alla pressione deflazionistica. Il vento sta uscendo dall'enorme bolla creditizia in una grande raffica.
Lo stimolo di $787 di Obama è troppo piccolo per migliorare l'utilizzo delle risorse in un'economia da $14 trillioni annui dove la capacità manifatturiera ed industriale sono scivolate a minimi record e la disoccupazione cresce di 650.000 unità al mese. L'alta disoccupazione è letale per un'economia dove la spesa dei consumatori è il 72% del PIL. Senza riduzione dei debiti e compressione dei mutui il consumo sfrigolerà ed i profitti delle aziende continueranno a restringersi. Le società dell'S&P 500 hanno già visto una caduta del 37% dei profitti aziendali. A meno che non ci si occupi delle questioni sottostanti di riduzione dei debiti e dei salari, le attuali tendenze perdureranno. La crescita è impossibile quando i lavoratori sono in bolletta e non possono permettersi di comprare le cose che fabbricano.
Lo stimolo deve essere aumentato ad una misura alla quale possa spingere in su l'attività economica e creare posti di lavoro a sufficienza per passare la parte più difficile. Il docente di economia di Yale Robert Schiller spiega il motivo per un maggiore stimolo nel suo commento su Bloomberg il martedì:
"Nella Grande Depressione ... il governo USA ha avuto molti problemi per mantenere il proprio impegno per lo stimolo economico. Si parlava e si tentava di 'Lavoro per occupare i disoccupati', ma non coerentemente. La Depressione poteva essere per la maggior parte prevenuta, ma non lo fu.... In presenza di una simile psicologia da era della Depressione oggi, necessitiamo ancora di lavoro per occupare i disoccupati.
Sarebbe una vergogna che fossimo così sopraffatti dalla rabbia e dall'ingiustizia di tutto ciò da non prendere le misure positive necessarie per restituirci al pieno impiego. Ciò non solamente sarebbe ingiusto verso il contribuente USA. Questo sarebbe ingiusto verso quelli che vivono nelle Hoovervilles...; sarebbe ingiusto verso quelli che vengono sfrattati dalle loro case e che non possono trovarne di nuove perché non riescono a trovare posti di lavoro. Ciò sarebbe ingiusto verso quelli che devono ritirarsi dagli studi perché loro, o i loro genitori, non riescono a trovare posti di lavoro.
E' tempo di riconoscere cosa è
necessario venga fatto. Lo stupore per il prezzo da pagare richiesto
sarà grande, ma i costi in termini di produzione perduta per non
avere affrontato l'obiettivo del credito o l'obiettivo della domanda
aggregata saranno ancora maggiori". (Robert Schiller, Depression Lurks unless there's
more Stimulus, Bloomberg) Un anno di ottimismo strabico
"Stiamo iniziando a vedere dei barlumi di speranza attraverso l'economia". Presidente Barack Obama, conferenza stampa di aprile
Anche se la produzione industriale, il manifatturiero, le vendite al dettaglio e l'edilizia sono in caduta libera, il discorso su Wall Street ancora si concentra sulla sfuggente ripresa. l'S&P 500 ha toccato il fondo a 666 il 6 marzo e da allora è tornato sui suoi passi a 852. Chiaramente le iniezioni di capitale che distorcono il mercato di Bernanke hanno giocato un ruolo considerevole nel cambio di direzione. L'ex Segretario al Lavoro sotto Bill Clinton e docente di economia all'Università della California Berekley, Robert Reich, lo spiega in questo modo nel suo blog:
"Tutte queste notizie di ripresa sono collegate da un fatto: il flusso di denaro che la Fed sta mettendo in circolazione nell'economia. ... Così tanto denaro sta picchiando attorno all'economia che il suo prezzo è obbligato a cadere. Ed il denaro a buon prezzo è destinato a spingere alcuni a richiedere prestiti. La vera domanda è se ciò significhi un'inversione di tendenza. La risposta è che non lo è.
Ricorderete che il denaro a buon prezzo ci ha messo in questo caos. Sei anni fa, la Fed (Alan Greenspan ed altri) abbassarono i tassi d'interesse all'1%.... I grandi prestatori fecero esattamente ciò che ci si poteva aspettare facessero con il denaro gratis -- ottenerne quanto più possibile e quindi prestarlo via a chiunque potesse alzarsi diritto (ed a molti che non potevano). Con nessun regolatore a controllare le loro spalle, la passarono liscia per l'equivalente finanziario di assassinio.
L'unico fondamentale economico che da allora è cambiato è che così tanta gente è rimasta gravemente scottata che la fiducia necessaria perché consumatori, investitori ed imprese ripetano ciò che fecero allora è svanita.... si, alcuni consumatori si rifinanzieranno ed utilizzeranno il denaro extra che hanno estratto dalle loro case per spendere di nuovo. Ma la maggior parte utilizzeranno il denaro extra per pagare i debiti e cominciare a risparmiare di nuovo, come facevano anni fa....
Ammiro l'ottimismo strabico e comprendo perché Wall Street ed i suoi portavoce vogliono vedere un ritorno del mercato toro. Accidenti, tutti quelli con un portafoglio azionario vogliono vederlo crescere ancora. Ma desiderare qualcosa è diverso dall'ottenerlo. E l'ottimismo strabico può infliggere danni enormi ad un'economia. Non l'abbiamo già imparato questo? (Blog di Robert Reich, "Why We're Not at the Beginning of the End, and Probably Not Even At the End of the Beginning")
Se lo scopo del grande esperimento economico di Bernanke era di creare inflazione ineguale nei mercati dei capitali ed in questo modo allargare l'abisso tra l'economia finanziaria e quella reale, sembra che ci sia riuscito. Ma per quanto? Quanto sarà prima che le banche e gli investitori stranieri si rendano conto che le "facilitazioni di prestito" dal suono innocuo della Fed hanno rilasciato un'ondata di liquidità speculativa a basso interesse nei mercati dei capitali? Come altro si spiegano le borse che salgono quando la capacità industriale, il manifatturiero, le esportazioni, i profitti aziendali, le vendite al dettaglio e tutti gli altri settori sono stati mandati in macerie? La liquidità non è mai inerte. Naviga nel sistema finanziario come il mercurio nell'acqua lanciandosi evasivamente nell'area che offre la maggiore opportunità di profitto. E per questo che l'aumento è apparso inaspettatamente in primo luogo nella borsa. (finora) Quando si rovescia sulle merci--ed i prezzi del petrolio e degli alimentari salgono--Bernanke capirà che il suo piano è fallito..
Il piano di salvataggio finanziario di Bernanke è un disastro. Avrebbe dovuto passare un po' meno tempo con Milton Friedman ed un po' di più con Karl Marx. E' stato Marx che ha scoperto la radice di tutte le crisi finanziarie. Lo ha ricapitolato in questo modo:
"La ragione ultima di tutte le crisi
reali rimane sempre la povertà ed il limitato consumo delle masse
come rispetto alla spinta della produzione capitalista a sviluppare
le forze produttive come se soltanto il potere di consumare assoluto
della società costituisse il loro limite". Karl Marx, Capital, vol. 3, New York International
publishers, 1967; Grazie alla Monthly review, John Bellamy Foster)
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