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Il vertice della UEaltri anni di austerità e di crisi

di Stefan Steinberg
15
dicembre 2012

 

 

Venerdì è terminato un vertice di due giorni dei capi di stato e dei ministri delle finanze europei con l'accordo generale di estendere ed accrescere le misure di austerità che hanno già gettato milioni di europei nella disoccupazione e nella povertà mentre hanno fatto mietere enormi ricavi alle banche.

Il mandato originale del vertice di dicembre era di elaborare le proposte presentate originariamente dalla Commissione Europea nel giugno di quest'anno per dei passi verso l'unione fiscale e politica dell'Europa.

Comunque, durante gli ultimi sei mesi di feroce contrattazione tra gli stati nazione, tutto ciò che rimane realmente dell'originale "piano europeo" è il fermo impegno di tutte le parti di spingere avanti i loro piani per una controrivoluzione sociale attraverso il continente. Questo è stato sottolineato da un editoriale pubblicato sul Financial Times tre giorni prima del vertice dal vicepresidente della Commissione Europea, Olli Rehn. Il commento era intitolato: "L'Europa deve rimanere sulla rotta dell'austerità".

Nel periodo che ha preceduto il vertice di questa settimana, il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso ed il presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy hanno avanzato una serie di proposte, inclusi dei titoli della zona euro e qualche finanziamento molto limitato a dei progetti industriali, rivolti ad incoraggiare i più importanti paesi europei a giocare un ruolo maggiore nel salvataggio finanziario delle economie sofferenti.

Di fatto, la proposta degli eurobond è stata eliminata dall'agenda ancora prima che iniziassero i colloqui ed i piani di Barroso e di Van Rompuy per un "meccanismo di solidarietà" europeo per incoraggiare la crescita sono stati tagliuzzati a una miseria entro la fine del vertice.

Ad una conferenza stampa un giorno dopo il vertice, Van Rompuy ha raccontato ai giornalisti che aveva presentato soltanto delle proposte per una forma embrionica di "meccanismo di solidarietà" per l'estate del prossimo anno. Quasi contemporaneamente ha chiarito che qualsiasi trasferimento di fondi dal "meccanismo" sarebbe stato dipendente sugli stati richiedenti che attuano tagli e riforme strutturali.

Nei suoi commenti sulla stampa, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha sottolineato che qualsiasi finanziamento comune della zona euro per tali misure di "solidarietà" sarebbe minimo. "E' una questione di bilancio molto limitato", ha dichiarato la Merkel. "... forse €10 miliardi o €15 miliardi".

L'unica misura sostanziale concordata dal vertice sono stati dei passi verso la supervisione bancaria delle banche europee. Ancora una volta su questa questione alla Germania è stato in gran parte permesso di dettare l'agenda.

Una settimana prima, i ministri delle finanze europei erano stati in grado di arrivare ad un accordo finale sui passi verso un'unione bancaria. L'opposizione principale è giunta dalla Germania, che resiste alle proposte che alla Banca Centrale Europea siano assegnati i poteri per finanziare direttamente le banche fallite. La Germania si oppone anche alla supervisione europea delle sue dozzine di casse di risparmio locali che giocano un ruolo importante nel finanziare l'industria tedesca a livello di stato.

Da parte sua, la Francia, con il sostegno di diversi piccoli paesi europei, ha richiesto poteri allargati per la BCE ed alla sua capacità di sorvegliare tutte le 6.000 banche del continente.

Su entrambe le questioni la Germania è stata in grado di compiere un accomodamento con la Francia e raggiungere al vertice il risultato desiderato. L'accordo concluso giovedì dai leader europei è stato che i poteri di supervisione siano estesi soltanto a circa 200 delle maggiori banche del continente e che le operazioni di supervisione comincino soltanto nel marzo 2014 al più presto. Nei commenti alla stampa, il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, ha sottolineato che persino a questa data successiva il finanziamento diretto delle banche europee da parte della BCE era "uno scenario relativamente improbabile".

Il rinvio della supervisione delle banche europee fino al 2014 significa che la politica che permette alla Commissione Europea ed alla BCE di dettare duri termini di austerità e di esercitare il controllo sulle economie dei paesi che richiedono prestiti continuerà senza impedimenti per i prossimi 18 mesi.

Questa è la singola decisione più significativa che emerge dall'accordo da parte della maggioranza dei membri della UE su un'unione bancaria europea. Allo stesso tempo, la Germania e la Francia progettano di stringere le viti dell'austerità sostenendo una proposta della Commissione Europea di istituire "contratti bilaterali" con ciascuno stato membro della zona euro. Lo scopo di questi contratti è di stipulare riforme del mercato del lavoro e fiscali rivolte ad aumentare la competitività.

In un articolo che tratta dell'insistenza della Germania su tali riforme strutturali, il Financial Times ha osservato che "Ms Merkel vuole l'accordo sui parametri da utilizzare per creare questi contratti, utilizzando paesi come la Cina, l'India ed il Brasile come punti di riferimento della competitività globale".

Mentre per le banche vengono preparate nuove enormi iniezioni finanziarie, i salari e le condizioni di lavoro per la popolazione dell'Europa saranno ridotti al livello di quelli prevalenti nelle aziende che sfruttano la manodopera in Asia.

Come è stato il caso dei cinque anni passati, la Grecia è il laboratorio di prova per la reazione sociale da introdurre dovunque in Europa. Giovedì, i ministri delle finanze della zona euro hanno infine concordato di concedere alla Grecia un prestito che era originariamente programmato per giugno di quest'anno. Il pagamento del prestito è stato reso a condizione che Atene introduca ancora un'altra serie di feroci misure di austerità.

Non un centesimo del prestito di €34 miliardi finirà nelle mani dei lavoratori e delle loro famiglie che lottano per sopravvivere dopo cinque anni di recessione. €16 miliardi sono destinati a ricapitalizzare le banche greche, €7 miliardi per il finanziamento di imprese statali ed i rimanenti €11 miliardi per riacquistare il debito pubblico.

Altri anni di austerità, di miseria e di crisi per tutta Europa. Questo è stato il messaggio dell'ultimo vertice europeo. Quattro anni dopo lo scoppio della crisi finanziaria nel 2008, l'Europa è ufficialmente in una recessione a doppio minimo. La Gran Bretagna è alle prese con una recessione a triplo minimo.

La disoccupazione è aumentata vertiginosamente da una parte all'altra del continente e l'indebitamento di molti paesi europei di primo piano è raddoppiato o persino triplicato mentre le banche guadagnano miliardi. Ed il peggio deve ancora venire.

Nelle sue osservazioni alla stampa la Merkel ha lodato apertamente le misure di austerità del primo ministro italiano Mario Monti per avere aumentato "la fiducia dei mercati internazionali nell'Italia" ed allo stesso tempo ha avvertito che l'Europa guarda verso ad anni di sofferenza davanti.