Perché i paragoni sionismo-nazismo sono giustificati

16 aprile 2008

Commento di Khalid Amayreh

 

Credo fortemente che agli ebrei per il mondo, compresi quelli in Israele, dovrebbe essere continuamente ricordato dei disgustosi crimini commessi in Palestina in nome loro collettivamente, come anche di comprendere la stretta somiglianza ideologica tra il nazismo ed il sionismo.

Credo che questo sia uno strumento legittimo per convincere gli ebrei, specialmente quelli che ancora apprezzano la giustizia e l'onestà, a riconsiderare la loro identificazione ed infatuazione con questa malvagia entità e le sue ugualmente perfide ideologia ed azioni.

Gli ebrei intorno al mondo semplicemente non possono amare Israele ed appoggiare la sua sfrenata criminalità contro il popolo palestinese mentre allo stesso tempo continuare a dare lezioni al mondo sulle malvagità del nazismo. La coerenza morale è assolutamente della massima importanza.

Appoggiare l'oppressione ed il razzismo è spesso tanto cattivo quanto praticare l'oppressione ed il razzismo. Davvero l'oppressione del genere di un'occupazione non può durare a lungo senza appoggio materiale e morale ed il sostegno da parte del popolo che spesso può sembrare amabile e parlare dolcemente. Anche molti dei sostenitori dell'apartheid in Sud Africa e del nazismo in Germania sembravano molto amabili e parlavano dolcemente, non sapendo (oppure sapendo) che tacitamente stavano appoggiando dei criminali malvagi e razzisti a commettere orrendi crimini contro l'umanità.

Il sionismo (l'espressione centrale del quale è lo stato di Israele dell'apartheid) è malvagio a causa della sua malvagia ideologia razzista e delle azioni criminali e del comportamento in Palestina.

Il sionismo ha dichiarato tutti gli ebrei una etnicità distinta, proprio come i nazisti avevano dichiarato i tedeschi una etnicità distinta.

Entrambe il sionismo ed il nazismo hanno lottato per costruire uno 'stato' che si sarebbe 'redento' attraverso la purificazione violenta (nel caso della Germania nazista) ed un 'muro di ferro' (nel caso dell'Israele sionista).

In entrambe le occasioni, la pulizia etnica era lo strumento principale utilizzato per annientare gli 'inferiori', i 'portatori d'acqua ed i taglialegna' per creare insediamenti di coloni 'solamente tedeschi' in Europa e 'solamente ebrei' in Palestina.

In tutta onestà, non vi è nessuna differenza fondamentale tra il nazionalsocialismo ebraico (sionismo) ed il nazionalsocialismo tedesco (nazismo). I nazisti predicavano la 'razza padrona' per giustificare il nazismo mentre i sionisti hanno adottato l'antico mito del 'popolo eletto' per giustificare il sionismo.

Inoltre, non possiamo veramente ignorare l'assoluta analogia tra la conquista etnica sionista della Palestina ed al riguardo l'innesto di 'coloni ebrei' a spese dei musulmani e cristiani nativi e la spinta nazista per lo 'spazio vitale' in Polonia e l'importazione di 'ariani' a spese della popolazione indigena.

Si, là in Europa, i nazisti cercarono di rubare i Sudeti e qui in Palestina i sionisti rubano la Cisgiordania. Gli argomenti sono gli stessi, le menzogne sono le stesse ed i mezzi sono quasi identici.

Occorre che mettiamo in risalto queste analogie ed il 'terreno comune' tra sionismo e nazismo, senza riguardo a quante persone saranno turbate da questi paragoni. La verità è sempre un valore supremo in se stessa.

Non vi è nessun dubbio che il Terzo Reich abbia commesso dei crimini mostruosi contro ebrei indifesi molto più grandi di quelli commessi da Israele contro gli ugualmente indifesi palestinesi. Si, tutti sappiamo di Auschwitz-Birkenau, Bergen Belsen, Treblinka e gli altri campi di detenzione dove molti ebrei, principalmente ebrei non sionisti ed anti-sionisti, hanno trovato la morte per mano degli sterminatori nazisti.

Comunque, poniamoci la seguente domanda: I nazisti erano 'nazisti' solamente perché crearono ed utilizzarono le camere a gas per incenerire le loro vittime ebree e non ebree? I nazisti sarebbero stati meno malvagi e quindi 'meno nazisti' se avessero annientato le loro vittime con i proiettili invece dei forni oppure facendoli morire di fame come sta facendo Israele con i palestinesi? In aggiunta, se gli ebrei avevano ragione a chiamare la "nave dell'esodo' una Auschwitz galleggiante, perché è sbagliato per i palestinesi descrivere come 'nazista' lo sradicamento in corso di un intero popolo dalla loro patria ancestrale? Gli ebrei hanno il diritto esclusivo di chiamare i loro critici e nemici "nazisti" mentre altri, per esempio i palestinesi, non hanno un simile diritto di chiamare i crimini ed i criminali israeliani "nazisti"?

Inoltre, dovremmo astenerci dall'usare gli epiteti di nazisti per descrivere i criminali razzisti della nostra epoca, dovunque accada che si trovino e senza riguardo a quale religione aderiscano, fino ed a meno che inizino ad utilizzare camere a gas per sterminare le loro vittime?

Più pertinente, con quale logica Israele ed i suoi sostenitori usano la Seconda Guerra Mondiale (una guerra crudele nella quale perirono alcuni milioni di ebrei come pure quasi 50 milioni di non ebrei) come giustificazione e copertura per spossessare, disumanizzare e fare la pulizia etnica del popolo indigeno palestinese?

Bene, Israele teoricamente potrebbe annientare la maggior parte dei palestinesi con armi nucleari, chimiche o biologiche o semplicemente attraverso una prolungata campagna di massiccio bombardamento di artiglieria ed aereo. Un tale atto renderebbe gli israeliani meno 'nazisti'?

Voglio porre a coloro che potrebbero delirarmi e sbraitarmi contro la seguente domanda: A quale punto dovremmo iniziare a chiamare Israele 'nazista'? Quando il numero delle sue vittime raggiunge un milione? Due Milioni? O forse sei milioni? O quando i sionisti cominciano ad introdurre lo Zyklon B per ucciderci? o quando il 90% dei palestinesi sono stipati in campi di detenzione, circondati da mura di cemento alte 8 metri attrezzate con torri di guardia equipaggiate con la Gestapo sionista dal grilletto facile?

Conosco alcuni apologeti dei sionisti che saranno indotti, quasi istintivamente a sostenere che, diversamente da Israele, il Terzo Reich aveva concepito un piano, una soluzione finale, per sterminare tutti gli ebrei in Europa e nel mondo.

Bene, a dispetto dell'autenticità storica di tale affermazione, sfiderei i sionisti ed i loro sostenitori ed apologeti a provare che Israele non cova una soluzione finale per i palestinesi.

Non è il brutale sradicamento di praticamente un intero popolo dalla loro madrepatria equivalente a una specie di soluzione finale? Non è la pulizia etnica una forma di soluzione finale? Che dire del continuo affamare, accerchiare e perseguitare i palestinesi? Inoltre, vi è una differenza fondamentale tra tentare di distruggere un intero popolo in seguito ad un piano e tentare di distruggerlo senza un piano? Il risultato finale non sarebbe lo stesso?

Non invocate la calunnia del terrore. Sappiamo e voi sapete e l'intero mondo sa che parole come 'terrore', 'terroristi', 'asse del male' e 'nemici della libertà' sono tutte termini ideologici utilizzati tendenziosamente dai potenti e dagli arroganti, come Israele e gli Stati Uniti, per giustificare il loro vero terrore contro i deboli e gli oppressi. Perfino lo stesso Satana chiamerebbe terroristi i suoi nemici.

In ultima analisi, 'terrore' è la guerra del povero contro il potente e l'arrogante e 'guerra' è il terrore del forte contro il debole e l'oppresso.

Si, la portata dell'Olocausto dei nazisti è maggiore di quella della criminale occupazione sionista della Palestina. Ma la mentalità, la psicologia, la cattiveria, l'odiosità e specialmente il puro malvagio intento in entrambe i casi sono certamente non così tanto distanti l'uno dall'altro.

Nella mia mente non vi è nessun dubbio che Israele avrebbe sterminato, o almeno cercato di sterminare, il popolo palestinese molto tempo fa se fossero state disponibili le 'circostanze oggettive'. Inutile dire che qui 'circostanze oggettive' potrebbero significare un enorme avvenimento internazionale (per esempio una guerra nucleare, un disastro nazionale globale o un evento gigantesco di qualche tipo) che possa distogliere o spostare l'attenzione internazionale da una simile impresa genocida.

E' vero che Israele preferirebbe 'risolvere il problema' senza una campagna di stragi e terrore di massa, come intimorire e terrorizzare i palestinesi o la vasta maggioranza di loro, fino a farli lasciare la loro patria ancestrale.

Comunque, non vi è nessun dubbio che Israele si proporrebbe di ricorrere allo 'scenario peggiore' nel caso si aggrappino alla loro patria e restino risoluti nelle loro case, città e villaggi.

Nel 2001, pochi giorni dopo gli avvenimenti dell'11/9 negli USA, l'allora Ministro della Difesa israeliano Benjamin Ben Eliezer si vantava di come la preoccupazione dei media internazionali per gli eventi negli USA permetteva ad Israele di uccidere più palestinesi in Cisgiordania senza essere criticato dalla comunità internazionale.

Analogamente, nel 1989 l'ex Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha raccontato ai suoi studenti all'Università di Bar Ilan che "Israele avrebbe sfruttato la repressione delle dimostrazioni in Cina (gli avvenimenti di Piazza Tienanmen) dove l'attenzione del mondo era concentrata su quel paese, per eseguire espulsioni di massa tra gli arabi dei territori".

Anche oggi, i capi israeliani dicono sfacciatamente che vorrebbero svegliarsi e vederci tutti morti.

In realtà, la fine della nazione palestinese è sempre stato e continua ad essere lo scopo fondamentale del sionismo, ed è per questo che il sionismo non riconosce veramente proprio la nostra esistenza come un popolo e quando lo fa o è costretto a farlo sotto la pressione della realtà sostiene fermamente che la Palestina è la Giordania e che Amman, non Gerusalemme, è la capitale della Palestina.

In aggiunta, non vi è nessun dubbio che le azioni quotidiane di omicidio, terrore, umiliazione e ferocia alle quali sono ripetutamente soggetti i comuni palestinesi per mano di soldati israeliani dal grilletto facile che prendono posto ai punti di controllo ed ai blocchi stradali per tutti i territori occupati sotto molti aspetti siano paragonabili alle stesse azioni di umiliazione e terrore che ebrei e non ebrei dovettero sopportare nell'Europa occupata dai nazisti.

I nazisti imprimevano numeri di serie sugli avambracci degli ebrei internati e gli israeliani hanno fatto lo stesso ai palestinesi.

I nazisti trattavano gli ebrei come dei meri numeri piuttosto che come esseri umani e gli israeliani hanno fatto lo stesso con i palestinesi.

La Gestapo attaccava con ferocia, brutalizzava ed affamava gli ebrei nel Ghetto di Varsavia per spezzare la loro volontà collettiva ed Israele sta facendo lo stesso ai palestinesi a Gaza e nella Cisgiordania.

I nazisti praticavano tutti i tipi di comportamento sadico con gli ebrei, come, per esempio, costringere i musicisti ebrei a suonare musica per i soldati della Gestapo e della Wehrmacht, e gli israeliani hanno fatto lo stesso ai posti di controllo in Cisgiordania.

Non so se gli ebrei fossero costretti a bere l'urina dei soldati tedeschi, mentre in diverse occasioni i poliziotti di confine israeliano hanno costretto le loro vittime palestinesi a farlo.

Durante gli anni delle due Intifada (insurrezioni), ho viaggiato per tutta la Cisgiordania, passando attraverso punti di controllo e blocchi stradali dell'esercito israeliano. Lì ho visto il grado al quale i soldati israeliani, molti dei quali nipoti dei sopravvissuti dell'Olocausto, si comportano bestialmente con i palestinesi indifesi.

Ho visto soldati uccidere persone innocenti sul posto senza nessuna valida ragione. Ho visto soldati costringere giovani palestinesi a spogliarsi nudi e restare in piedi per ore sotto la pioggia pesante. Ho visto soldati rilassati e godersi il dolore e la sofferenza inflitti su migliaia di palestinesi, passeggeri ed automobilisti, il cui unico 'delitto' era quello di essere palestinese e debole.

Ho visto faccia a faccia gli osceni atti sadici praticati da ebrei contro le loro vittime indifese. Questo comportamento non si esaurisce in incidenti isolati. Questa è la norma, non l'eccezione.

L'occupazione stile nazista della Palestina da parte di Israele non è l'atto di alcuni ebrei israeliani. E non è neppure l'atto della sola istituzione militare. E' l'atto collettivo di una società moralmente desensibilizzata che ha quasi perduto la sua umanità e ha ceduto ad una psicosi collettiva che non è dissimile dalla cecità morale che colpì il popolo tedesco più di sessanta anni fa.

Oggi la maggior parte degli ebrei sono più o meno entusiasticamente sostenitori o silenti ed indifferenti sulle atrocità che vengono perpetrate in loro nome a Gaza, in Cisgiordania ed in Libano.

Infatti, esagererei un poco dicendo che molti, probabilmente la maggioranza, degli ebrei israeliani perfino godono e traggono beneficio dall'occupazione.

Per certi versi, i palestinesi hanno passato di molto peggio che le vittime di Hitler; per i palestinesi la tragedia è in corso e, diversamente dagli ebrei, che ancora ricevono compensazioni per perdite risalenti a sessanta anni fa, non ricevono nessun risarcimento per la proprietà personale perduta, neppure un riconoscimento dai loro torturatori per qualsiasi responsabilità per la loro spoliazione.

Sessanta anni fa i sionisti demolirono 438 villaggi palestinesi ed avvelenarono o distrussero i pozzi per assicurarsi che i loro legittimi possessori non sarebbero ritornati. Oggi i sionisti continuano a comportarsi più o meno lungo le stesse tradizioni, demolendo case, distruggendo fattorie e restringendo l'orizzonte della gente, tutto con l'obiettivo di farla emigrare.

Oggi in ogni scuola media in America gli studenti leggono Anna Frank, mentre in ogni scuola media è richiesta la lettura di 'Notte' di Elie Wiesel. Questo è l'uomo che dice sfacciatamente che si identifica volentieri con i crimini israeliani e che non poteva decidersi a dire brutte cose di Israele.

Le vittime della prima Notte dei Cristalli godono dell'approvazione e della simpatia del mondo, mentre allo stesso tempo sono riuscite a demonizzare un intero popolo, per il quale la Notte dei Cristalli rimane ancora una notte senza fine.

Ma, diversamente dai nazionalsocialisti tedeschi, i nazionalsocialisti ebrei falsificano la storia e la realtà per giustificare i loro crimini contro l'umanità. La narrativa dell'Olocausto, che è stata elevata allo status di una religione, permette allo Yad Vashem, il museo dell'Olocausto di Gerusalemme, di invocare il mantra 'Mai più' mentre rimane su terre arabe rubate da Ein Karem e dominando le tombe non contrassegnate di palestinesi massacrati dai terroristi giudeo-nazisti a Deir Yassin.

E' triste, veramente triste, scoprire che la maggior parte degli ebrei si trovino ora nei panni dei loro precedenti oppressori, deliberatamente e consapevolmente.

Il 23 agosto 1947, quasi un anno prima della nascita di Israele, Harry Truman scrisse ad Eleanor Roosevelt la seguente, chiaramente come conseguenza di un'altra atrocità ebraica in Palestina:

"Temo davvero molto che gli ebrei siano come tutti i derelitti. Quando arrivano in cima sono proprio tanto intolleranti e crudeli quanto la gente lo è stata con loro quando erano sotto. Mi dispiace moltissimo di questa situazione perché la mia simpatia è sempre stata dalla loro parte".

Oggi, alla luce del comportamento stile nazista di Israele in Palestina, è difficile considerare con indifferenza le parole profetiche di Truman. Infatti, è un'obbligazione morale di primo ordine opporsi al sionismo con lo stesso vigore e la stessa determinazione che il mondo ha dimostrato di fronte al nazismo.

Alcuni ebrei, dall'ignoranza o dalla lealtà tribale oppure da entrambe, insistono che l'opposizione al sionismo sia antisemitismo. Bene, se l'oppressione ed i razzismo sono corrispondenti all'essere ebreo, allora, si, il mondo sarà obbligato ad essere in un certo senso anti-ebraico. In realtà, se se antisionismo è antisemitismo, quindi l'antisemitismo stesso diventa un'obbligazione morale sopra tutti i popoli coscienziosi, come in modo così eloquente sostiene Michael Neumann, docente di filosofia alla Trent University dell'Ontario, Canada.

"Oggi, quando Israele potrebbe essere disponibile a prendere vantaggio dall'avere pace, conduce un'altra serie di spoliazione, lentamente, deliberatamente, rendendo la Palestina invivibile per i Palestinesi e vivibile per gli ebrei. E qui lo scopo non è ottenere sicurezza, come vorrebbero farci credere i propagandisti israeliani ed i narratori della 'spiegazione'. Il vero scopo è l'estinzione di un popolo, il popolo palestinese.

"Ed Israele ha sufficiente comprensione di PR da eliminare i palestinesi con un livello di violenza americano piuttosto che hitleriano. Questo è un genocidio più gentile, leggero (strisciante) che ritrae gli esecutori come vittime e le vittime come terroristi".

"E' abbondantemente chiaro che Israele sta edificando uno stato razziale, non uno religioso. Come i miei genitori, sono sempre stato ateo. Dalla biologia della mia nascita sono autorizzato alla cittadinanza israeliana; voi, forse, siete i più ferventi credenti nell'ebraismo, ma non c'è. I palestinesi vengono oppressi ed uccisi per me, non per voi. Saranno obbligati ad andare in Giordania, a perire nella guerra civile. Così no, sparare ai palestinesi non è come sparare ai civili vietnamiti o ceceni. I palestinesi non sono 'danni collaterali' in una guerra contro comunisti bene armati o forze separatiste. Gli si spara perché Israele pensa che tutti i palestinesi dovrebbero scomparire o morire, così gente con un nonno ebreo può erigere suddivisioni di terre sulle macerie delle loro case. Questo non è il sanguinario errore di un pasticcione ma un male emergente, la strategia deliberata di uno stato concepito e dedicato ad un nazionalismo etnico feroce in modo crescente. Finora ha relativamente pochi cadaveri a suo credito, ma le sue armi nucleari possono uccidere forse 25 milioni di persone in poche ore".

Francamente non credo che i sionisti siano moralmente idonei a dare lezioni al mondo neppure sui mali del nazismo e la ragione di ciò si trova non soltanto nei crimini stile nazista del sionismo contro il popolo palestinese ed altri popoli in Medio Oriente. Va molto più lontano di questo.

Il sionismo ha cooperato e collaborato con il nazismo, non necessariamente per salvare ebrei, come i campioni delle menzogne pretenderebbero, ma piuttosto per soddisfare il sionismo e l'entità statale sionista. E per accelerare il diabolico obiettivo, i sionisti hanno acconsentito tranquillamente alla strage di centinaia di migliaia di ebrei che potevano essere salvati ed inviati in altre parti del mondo, specialmente in Nord America.

Nel 1949, i servizi segreti israeliani impiegarono Walter Rauff, un ufficiale delle SS che si ritiene sia stato responsabile dell'assassinio di almeno 100.000 persone e che era ricercato dagli Alleati come criminale di guerra. Israele, invece di portarlo davanti alla giustizia, lo pagò per i suoi servizi e lo aiutò a fuggire in Sud America. Rauff, che aveva escogitato un piano per distruggere gli ebrei in Palestina, non fu per niente il solo criminale nazista impiegato da Israele.

Si, è sbagliato incolpare ogni singolo ebreo sulla terra dei crimini di Israele. Comunque, gli ebrei potrebbero far cambiare la situazione se lo volessero, parlando contro la criminalità ed il razzismo di Israele.