Chi è chi a Wikileaks?

di Julie Lévesque

Global Research, 20 dicembre 2010

 

Nota del direttore di Global Research

Le organizzazioni progressiste hanno lodato lo sforzo di Wikileaks. Il nostro sito web Global Research ha fornito un'estesa copertura delle banche dati di Wikileaks e delle loro implicazioni, particolarmente riguardo ai crimini di guerra USA-NATO.

Il Progetto Wikileaks viene proclamato una vittoria incommensurabile contro la censura dei media corporativi, senza esaminare la sua struttura organizzativa.

Dovrebbe essere fatta una distinzione tra le banche dati di Wikileaks, che costituiscono una preziosa fonte di informazioni per merito loro ed i meccanismi per mezzo dei quali le fughe di notizie, utilizzate come fonte del materiale dai media corporativi, vengono trasformate in notizie.

Wikileaks ha collaborato strettamente dall'inizio con diversi media mainstream.

Questo articolo di Julie Lévesque si concentra sulla natura e le strutture organizzative del Progetto Wikileaks.

 


"In politica nulla avviene per caso. Se avviene, potete scommettere che è stato pianificato in quel modo". --Franklin D. Roosevelt

Dopo la pubblicazione di una serie di conferme piuttosto che di rivelazioni, vi sono alcune cruciali domande senza risposta in relazione alla natura e alla struttura organizzativa di Wikileaks.

Avvolti nella segretezza, gli ora famosi sito di denunzia e il suo direttore Julian Assange chiedono "trasparenza" ai governi e alle aziende per il mondo mentre trascurano di fornire alcune informazioni fondamentali riguardanti Wikileaks come organizzazione.

Chi è Julian Assange?

Nell' introduzione al libro Underground: Hacking, Madness and Obsession on the Electronic Frontier (1997), di Julian Assange e Suelette Dreyfus, Assange inizia con le seguenti citazioni:

"L'uomo è meno se stesso quando parla di persona. Dategli una maschera e vi racconterà la verità". -- Oscar Wilde

"Ciò che essenziale è invisibile all'occhio". -- Antoine De Saint-Exupery

Dal principio, Assange dichiara di avere intrapreso le ricerche per il libro; comunque, trascura di menzionare che in realtà era uno degli hacker analizzati nel libro, noto con il nome di Mendax, il termine latino per "bugiardo, falso...".

Sebbene non possiamo confermare che le suddette citazioni si riferissero a lui, nondimeno suggeriscono che Assange, all'epoca, nascondeva la sua vera identità.

Sappiamo molto poco del crittografo Julian Assange. E' veramente molto criptico quando si tratta di rivelare chi sia e dove abbia lavorato prima del progetto Wikileaks. Nella lista dei membri del consiglio precedentemente pubblicata da Wikileaks, possiamo leggere che Julian Assange:

n  ha "frequentato 37 scuole e 6 università", nessuna delle quali è citata per nome;

n  è "il più famoso hacker di computer etico d'Australia". Un caso legale del 1996 citato abbondantemente nella stampa mainstream è disponibile sul Australasian Legal Information Institute. Contrariamente a tutti gli altri casi elencati al collegamento prima menzionato, il testo completo del caso di Assange non è disponibile;      

n  "nel primo procedimento giudiziario del suo tipo... ha difeso alla corte suprema un caso per il suo ruolo come direttore di una rivista elettronica attivista". Il nome della rivista, l'anno del processo, il paese dove ha avuto luogo non sono menzionati;

n  secondo quanto si dice ha fondato "un gruppo di miglioramento dei diritti civili per bambini". Nessuna informazione su questo gruppo sembra essere disponibile, altro che nei rapporti relativi a Wikileaks. Non sappiamo se esista ancora, dove sia situato e quali siano le sue attività;

n   "ha studiato matematica, filosofia e neuroscienza". Non sappiamo dove abbia studiato o quali siano le sue credenziali;

n  "è stato argomento di diversi libri e documentari". In tal caso, perché non citarne almeno uno?

Effettivamente si potrebbe sostenere che Assange desideri restare anonimo allo scopo di proteggere se stesso, i delatori e/o i membri della sua organizzazione. D'altra parte, non può realisticamente aspettarsi che la gente si fidi di lui ciecamente se non sa chi sia realmente.

La cosa più interessante su Julian Assange è che il suo precedente datore di lavoro rimane sconosciuto. La sua biografia dichiara che è un "programmatore prolifico e consulente di molti progetti open-source e il suo software viene utilizzato dalle più grandi organizzazioni ed è all'interno di ogni computer Apple". Lavorava come libero professionista? Per chi ha lavorato?

Un vecchio scambio di email del 1994 tra Julian Assange ed il premiato dalla NASA Fred Blonder solleva delle questioni in relazione alle attività professionali di Assange prima di varare Wikileaks. Questo scambio è disponibile sul sito web del Massachusetts Institute of Technology:

 

Date: Fri, 18 Nov 1994 03:59:19 +0100

From: Julian Assange <proff@suburbia.apana.org.au>

To: Fred Blonder <fred@nasirc.hq.nasa.gov>

Cc: karl@bagpuss.demon.co.uk, Quentin.Fennessy@sematech.org,

        fred@nasirc.hq.nasa.gov, mcn@c3serve.c3.lanl.gov, bugtraq@fc.net

In-Reply-To: <199411171611.LAA04177@nasirc.hq.nasa.gov>

On Thu, 17 Nov 1994, Fred Blonder wrote: [EXCERPT]

 

>          From: Julian Assange <proff@suburbia.apana.org.au>

>

>                     .

>          Of course, to make things really interesting, we could have n files,

>          comprised of n-1 setuid/setgid scripts and 1 setuid/setgid binary, with

>          each script calling the next as its #! argument and the last calling the

>          binary. ;-)

>

> The '#!' exec-hack does not work recursively. I just tried it under SunOs 4.1.3

> It generated no diagnostics and exited with status 0, but it also didn't execute

> the target binary....


> Proff

 

L'e-mail di Julian Assange a Fred Blonder è stata inviata ad un indirizzo che terminava con “nasirc.hq.nasa.gov”, cioè NASA. L'e-mail è stata inviata anche a Michael C. Neuman, un esperto di computer al Los Alamos National Laboratory (LANL), New Mexico, una primaria istituzione di ricerca della sicurezza nazionale, sotto la giurisdizione del Dipartimento dell'Energia USA.

All'epoca, Fred Blonder lavorava ad un programma di sicurezza informatica chiamato NASA Automated Systems Incident Response Capability” (NASIRC), per il quale nel 1995 vinse il NASA Group Achievement Award. Un rapporto del 2 giugno 1995 spiega:

Il NASIRC ha migliorato significativamente la consapevolezza di tutta l'agenzia di minacce in seria evoluzione ai sistemi di computer/rete della NASA attraverso continue istruzioni sulla percezione della minaccia e sessioni di gruppo di lavoro tecnico in profondità e attraverso comunicazioni tra centri e la cooperazione collegata alla condivisione pronta e tempestiva di informazioni, strumenti e tecniche su incidenti. (Valerie L. Thomas, “NASIRC Receives NASA Group Award”, National Space Science Data Center, June 2, 1995)

Vi è qualche rapporto tra il processo ad Assange per hacking del 1996 e questo scambio?

Stava collaborando con queste istituzioni?

Per esempio, nella sua e-mail, Assange aggiorna Blonder sul suo lavoro, riferendosi ad "altre piattaforme che non ho finora esaminato", indicando apparentemente che stava collaborando con l'impiegato della NASA. Una cosa che possiamo confermare è che negli anni '90 Julian Assange era in comunicazione con persone che lavoravano per la NASA ed il Los Alamos Lab.

Chi è chi a Wikileaks? I membri del Comitato Consultivo

Qui vi sono alcuni fatti interessanti su diversi membri elencati nel 2008 nel comitato consultivo di Wikileaks, comprese delle organizzazioni alle quali appartengono o con le quali hanno dei collegamenti.

Philip Adams:

Philip Adams, tra le altre cose, "ha mantenuto posti chiave nell'amministrazione dei media governativi australiani" (Comitato Consultivo di Wikileaks, Wikileaks.org, 27 marzo 2008), ha presieduto l'Australia Council e contribuito a The Times, The Financial Times di Londra e The New York Times. Confermato da diversi rapporti, è il rappresentante dell'International Committee of Index on Censorship. Vale la pena menzionare che a Wikileaks l'Economist Index on Censorship Freedom of Expression award del 2008. (Philip Adams, Milesago.com)

Adams ha lavorato come presentatore per l'ABC (Australia) Radio's Late Night Live e come opinionista per The Australian sin dagli anni '60. The Australian è posseduto dalla News Corporation, una proprietà di Rupert Murdoch, membro del Council on Foreign Relations (CFR).

Inoltre Adams "presiede il Comitato Consultivo del Centre for the Mind alla Sydney University e l'Australian National University”. Anche il membro del CFR Michael Spence serve in questo comitato e anche il figlio di Rupert Murdoch, Lachlan Murdoch, vi ha servito fino al 2001. Il Membro Illustre 2008 del Center for the Mind è stato l'ex primo ministro britannico Tony Blair, che è minacciato da un giro di accuse per crimini di guerra. Adams ha fedeltà in conflitto: servendo nel comitato consultivo dell'organizzazione Wikileaks il cui mandato è di esporre crimini di guerra, nondimeno allo stesso tempo siede in un altro comitato che onora un imputato di crimini di guerra.

Secondo un articolo sul The Australian:

Adams, che non ha mai incontrato Assange, dichiara di avere lasciato il comitato a causa di cattiva salute poco dopo che è stata lanciata WikiLeaks e di non essere mai intervenuto a una riunione. "Non penso che il comitato consultivo abbia fatto alcuna consulenza", celia.

CJ Hinke:

CJ Hinke, “scrittore, accademico, attivista, vive dal 1989 in Thailandia, dove nel 2006 ha fondato Freedom Against Censorship Thailand (FACT) per fare una campagna contro la pervasiva censura nella società thai". (Comitato Consultivo di Wikileaks, Wikileaks.org, 27 marzo 2008)  FACT è parte di Privacy International, che tra gli altri comprende nel suo Comitato Direttivo o comitato consultivo, l'American Civil Liberties Union e l'Index on Censorship.

Nel 2009, FACT ha ricevuto finanziamenti dalle seguenti organizzazioni: Parlamento Europeo, programmi di finanziamento della struttura della Commissione Europea, Joseph Rowntree Reform Trust, Open Society Institute, Open Society Justice Initiative, American Civil Liberties Union, Electronic Privacy Information Center, The Fund for Constitutional Government, Stern Foundation, Privacy Foundation, German Marshall Fund e University of New South Wales (Sydney).

Negli USA, Privacy International è "amministrata attraverso il Fund for Constitutional Government di Washington DC”. (About Privacy International, 16 dicembre 2009).

Uno dei membri del consiglio di questo fondo è Steven Aftergood, che scrisse uno dei primi articoli su Wikileaks persino prima che il sito web fosse funzionale. In un rapporto di Technology Daily datato 4 gennaio 2007, viene dichiarato che "Recentemente Wikileaks ha invitato Steven Aftergood, un ricercatore sulla segretezza governativo alla Federation of American Scientists [FAS], a servire nel suo comitato consultivo".


Ben Laurie:
 

"Secondo quanto riferito, Wikileaks ha un comitato consultivo e secondo quanto si dice ne sono un membro... Non so chi lo diriga..." Laurie afferma che la sua unica interazione effettiva con il gruppo è stata quando Assange lo ha avvicinato perché contribuisse a progettare un sistema che avrebbe protetto l'anonimità dei delatori". (David Kushner, Inside Wikileaks' Leak Factory, Mother Jones, 6 aprile 2010)  

Questo articolo è apparso su Mother Jones nell'aprile 2010. Un articolo del New York Daily News datato dicembre 2010 cita Ben Laurie come segue: "'Julian è un tipo sveglio e questa è una tattica interessante', ha dichiarato Ben Laurie, un esperto di sicurezza informatica con sede a Londra che ha consigliato WikiLeaks".

Nonostante la sua smentita di essere un consigliere di WikiLeaks, secondo dei rapporti il suo nome compare ancora nell'elenco dei membri del comitato consultivo. Vale anche la pena osservare che Ben Laurie è un "Direttore della Sicurezza per The Bunker Secure Hosting, dove lavora dal 1984 ed è responsabile per la sicurezza, la crittografia e il progetto di rete". E' anche un direttore dell'Open Rights Groupfinanziato dal Joseph Rowntree Reform Trust Ltd e dalla Open Society Foundation.

Dissidenti cinesi e tibetani nel Comitato Consultivo

Tashi Namgyal Khamsitsang:

Tashi Namgyal Khamsitsang, a “Esule & attivista tibetano è ex presidente della Washington Tibet Association ed è stato membro del Governo Tibetano in Esilio. Nel luglio di quest'anno è stato nominato dal governatore dello Stato di Washington alla Commissione statale sugli affari asiatici, del Pacifico e americani. (A Tibetan Appointed to the Washington State Commission on Asian Pacific American Affairs, Tibetan Association of Washington, 17 luglio 2010)

Wang Youcai

Wang Youcai ha cofondato il Partito Democratico Cinese ed è un altro leader delle proteste di Piazza Tienanmen. Imprigionato per "avere cospirato per rovesciare il governo della Cina... è stato esiliato nel 2004 sotto le pressioni politiche internazionali, specialmente dagli Stati Uniti. E' anche "membro del Chinese Constitutional Democratic Transition Research e membro della Coordinative Service Platform of the China Democracy Party” (Comitato Consultivo di Wikileaks, Wikileaks.org, 27 marzo 2008)

Xiao Qiang:

Xiao Qiang è uno dei dissidenti cinesi elencati nel consiglio di Wikileaks. E' "direttore del Berkeley China Internet Project...E' diventato attivista per i diritti umani a tempo pieno dopo il massacro di Tienanmen del 1989... e attualmente è vicepresidente del Comitato Direttivo del World Movement for Democracy”, secondo la descrizione di Wikileaks. Nel 2001 ha ricevuto la MacArthur Fellowship dalla John D. and Catherine T. MacArthur Foundation ed è commentatore per Radio Free Asia. (Comitato Consultivo di Wikilieaks, Wikileaks.org, 27 marzo 2008) 

Xiao Qiang è inoltre "il fondatore ed editore di China Digital Times" (Biografie, National Endowment for Democracy), che è un assegnatario del National Endowment for Democracy (NED) (Directives from China's Ministry of Truth on Liu Xiaobo winning Nobel, Democracy Digest, 8 ottobre 2010). 

Il Comitato Direttivo del World Movement for Democracy è un'iniziativa del NED, che ha sede a Washington, DC. (World Movement for Democracy). Nel 2008, Xiao Qiang ha fatto parte di una commissione di discussione intitolata "Diritti legali e democrazia in Cina: prospettive e principali sostenitori", tenuta dal NED prima della Democracy Award Ceremony. (2008 NED Democracy Award Honors Heroes of Human Rights and Democracy in China, National Endowment for Democracy, 17 giugno 2008).

Radio Free Asia è finanziata dal Broadcasting Board of Governors (BBG) che descrive se stesso come un corpo che "racchiude tutte le trasmissioni internazionali civili degli USA, comprese Voice of America (VOA), Radio Free Europe/Radio Liberty (RFE/RL), Radio Free Asia (RFA), Radio and TV Martí e la Middle East Broadcasting Networks (MBN)—Radio Sawa e Alhurra Television.” Otto dei suoi nove membri sono nominati dal presidente e confermati dal Senato USA; il nono è il segretario di stato, che serve d'ufficio". (Broadcasting Board of Governors

La RFE/RL non copre più le sue nascoste origini: "Inizialmente, entrambe la RFE e la RL erano finanziate principalmente dal Congresso USA attraverso la Central Intelligence Agency (CIA)... Nel 1971, ogni coinvolgimento della CIA terminò e da allora in poi la RFE e la RL furono finanziate da stanziamenti del Congresso attraverso il Board for International Broadcasting (BIB) e dopo il 1995 dal Broadcasting Board of Governors (BBG). (A Brief History of RFE/RL

In maniera interessante, in un rapporto del 2002, il CFR suggeriva di "creare una Public Diplomacy Coordinating Structure (PDCS) per aiutare a definire strategie delle comunicazioni e strutture di diplomazia pubblica semplificate. 'In molti modi, la PDCS sarebbe simile al Consiglio per la Sicurezza Nazionale'...I membri della PDCS includerebbero i segretari di stato, della difesa, del tesoro e del commercio, come pure il direttore della Central Intelligence Agency (CIA) e il presidente della BBG", una proposta opposta ufficialmente dal BBG "per preservare l'integrità giornalistica". (BBG Expresses Concern With Report Recommendations on U.S. International Broadcasting, 31 luglio 2002)

Wang Dan:

Tra i dissidenti cinesi una volta elencati nel consiglio vi è Wang Dan. E' stato un leader del movimento per la democrazia di Piazza Tienanmen, che "gli ha fatto ottenere la posizione più importante sulla lista cinese dei '21 più ricercati leader degli studenti di Beijing'". E' stato incarcerato per le sue attività sovversive e "esiliato negli Stati Uniti nel 2008 dietro pressioni politiche internazionali". (Comitato Consultivo di Wikilieaks, Wikileaks.org, 27 marzo 2008) 

E' presidente della Chinese Constitutional Reform Association e siede nel comitato di redazione del Beijing Spring, una rivista finanziata dal NED, la "principale fondazione per la promozione della democrazia" secondo un articolo di Judith Miller sul The New York Times. Uno dei fondatori del NED è stato citato mentre dichiarava che "Molto di ciò che noi al NED facciamo oggi veniva fatto clandestinamente dalla CIA 25 anni fa". (citato in William Blum, Rogue State: A Guide to the World's Only Superpower, 2000, p. 180).

Nel 1998, a Wang Dan è stato assegnato il Democracy Award del NED "per rappresentare un'alternativa pacifica per raggiungere la democrazia e per il coraggio e la fermezza nella causa della democrazia". 1998 Democracy Award honors Heroes of Human Rights and Democracy in China, National Endowment for Democracy)


La battaglia per la "trasparenza"

Nel 2007, Wikileaks ha descritto se stessa come una "Wikipedia incensurabile per masse irreperibili di fuoruscita di documenti e di analisi". La sua priorità? "Esporre i regimi oppressivi in Asia, nell'ex blocco sovietico, nell'Africa sub-sahariana e nel Medio Oriente". Come la lista dei membri del Comitato Consultivo, questa descrizione non compare più nel sito web di Wikileaks. Inoltre, l'organizzazione ha affermato di essere "fondata da dissidenti cinesi, giornalisti, matematici e tecnologi di società innovetive da USA, Taiwan, Europa, Australia e Sud Africa". (Wikileaks.org, 17 dicembre 2007)

Nella descrizione attualmente disponibile, il riferimento ai dissidenti cinesi e alle origini degli altri membri è stato rimosso. Piuttosto Wikileaks mette enfasi sul non essere un'operazione clandestina. 

Assange incoraggia la fede cieca in Wikileaks mentre mette molta enfasi sull'affidabilità della sua opaca organizzazione. Con le parole di Assange:

"Una volta che qualcosa comincia a circolare e viene considerato attendibile in un'area particolare e si incontra qualcuno e dice 'Ho sentito che questo è attendibile', allora riconferma improvvisamente il sospetto che la cosa sia attendibile. Così è per questo che il marchio è tanto importante, proprio come è con qualunque cosa di cui ci si deve fidare". (Andy Greenberg, An Interview with Wikileaks' Julian Assange, Forbes, 29 ottobre 2010, enfasi aggiunta)    

"La gente dovrebbe comprendere che Wikileaks ha dimostrato di essere sostenibilmente la fonte di notizie più attendibile che esista, perché pubblichiamo materiale di fonte primaria e analisi basate su questo materiale di fonte primaria", ha raccontato Assange alla CNN. "Altre organizzazioni, con alcune eccezioni, semplicemente non sono attendibili".(The secret life of Julian Assange, CNN, 2 dicembre 2010, enfasi aggiunta)

Mentre Wikileaks non rende più noti i nomi dei membri del suo comitato consultivo né rivela le sue fonti di finanziamento, dobbiamo fidarcene perché, secondo il suo fondatore Julian Assange, "ha dimostrato di essere la fonte di notizie più attendibile che esista".

Inoltre, se seguiamo l'affermazione di Assange che vi sono soltanto poche organizzazioni di media che possono essere considerate attendibili, dobbiamo assumere che queste sono le uniche che sono state scelte da Wikileaks per fungere da "partner" nella pubblicazione e nella revisione delle fughe di notizie, compresi The New York Times, Der Spiegel, The Guardian, El Paìs, Le Monde. 

Nondimeno The New York Times, che impiega membri del Council on Foreign Relations (CFR), compreso il collaboratore di Wikileaks David E. Sanger, ha dimostrato più di una volta di essere uno strumento di propaganda del governo USA, della quale l'esempio più infame è il racconto sulle armi di distruzione di massa irachene promosso dalla vincitrice del Premio Pulitzer Judith Miller.

In un'intervista, Assange rivela che Wikileaks ha scelto una varietà di media per evitare l'utilizzo delle fughe di notizie a scopi di propaganda. E' importante osservare che, sebbene questi media possano essere posseduti da gruppi diversi e abbiano politiche editoriali diverse, sono senza eccezione entità di notizie controllate da grandi società di media occidentali.

Un modo molto migliore per evitare l'utilizzo delle fughe di notizie a scopi di disinformazione sarebbe stato lavorare con media di regioni del mondo differenti (per esempio Asia, America Latina, Medio Oriente) come pure costituire accordi di associazione con i media alternativi. Lavorando principalmente con organizzazioni di media di paesi della NATO, Wikileaks ha scelto di sottoporre le sue fughe di notizie a una singola "visione del mondo", quella dell'occidente.

Alcuni critici di Wikileaks hanno osservato che il progetto Wikileaks fa ricordare le "raccomandazioni" di Cass Sunstein, capo dell'Office of Information and Regulatory Affairs della Casa Bianca di Obama. Sunstein è l'autore di un autorevole saggio della Harvard Law School intitolato “Conspiracy Theories: Causes and Cures”. Come descritto a grandi linee da Tencer in Obama Staffer Calls for "Cognitive Infiltration" of " 9/11 Conspiracy Groups":

Sunstein “ha sostenuto che il governo dovrebbe furtivamente infiltrare i gruppi che presentano teorie alternative degli eventi storici tramite ‘chat room, reti sociali online e anche gruppi dello spazio reale e tentare di indebolire' questi gruppi".

Sunstein intende che le persone che credono alle teorie complottiste hanno un numero limitato di fonti d'informazione delle quali si fidano. Perciò, ha sostenuto Sunstein nell'articolo, semplicemente confutare in pubblico le teorie complottiste non funzionerebbe dovrebbero essere infiltrate proprio le fonti che cui i complottisti credono.

Sunstein, i cui articoli si concentrano largamente sulle teorie complottiste sull'11/9, suggerisce che il governo "impieghi funzionari non governativi nel tentativo di contrastare le teorie. Dovrebbe assicurarsi che degli esperti indipendenti credibili presentino la confutazione, piuttosto che gli stessi funzionari governativi. Comunque, vi è un compromesso tra credibilità e controllo. Il prezzo della credibilità è che il governo non può essere visto a controllare gli esperti indipendenti". (enfasi aggiunta)


Collegamenti alla comunità dei servizi segreti

Wikleaks sente la necessità di riassicurare l'opinione pubblica che non ha nessun contatto con la comunità dei servizi segreti. Ironicamente, vede anche la necessità di definire le attività delle agenzie di intelligence e le paragona a quelle di Wikleaks:

"1.5 Le persone dietro WikiLeaks

WikLeaks è un progetto della Sunshine Press. Ormai è probabilmente piuttosto chiaro che WikiLeaks non è la facciata di nessuna agenzia di intelligence o governo nonostante le voci su questa impressione. Queste voci sono cominciate all'inizio dell'esistenza di WikiLeaks, forse da parte delle stesse agenzie di intelligence. WikiLeaks è un gruppo globale indipendente di persone con una dedizione di lunga data all'idea di una stampa libera e di una migliorata trasparenza nella società che viene da questo. Il gruppo include giornalisti accreditati, programmatori di software, ingegneri di rete, matematici ed altri.

Per determinare la verità delle nostre dichiarazioni su questo, semplicemente guardate alle prove. Per definizione, le agenzie di intelligence vogliono incettare informazioni. Al contrario, WikiLeaks ha dimostrato di voler fare proprio l'opposto. I nostri precedenti dimostrano che andiamo lontano per portare al mondo la verità senza paura o benevolenza". (Wikileaks.org, enfasi aggiunta)

"Wikileaks è una copertura della CIA?

Wikileaks non è una facciata per CIA, MI6, FSB o qualunque altra agenzia. In realtà proprio tutto l'opposto.. […] Per definizione, le agenzie di spionaggio vogliono nascondere informazioni. Noi vogliamo farle uscire al pubblico". (Wikileaks.org, 17, dicembre 2007, enfasi aggiunta) 

Alquanto vero. Ma, per definizione, un'operazione clandestina vuole sempre far credere di essere qualcosa che non è e non pretende mai di essere ciò che è.

L'entourage di Wikileaks. Chi sostiene Wikileaks?   

La gente che gravita intorno a Wikileaks ha connessioni e/o è affiliata a numerose organizzazioni dell'establishment, a grandi fondazioni ed associazioni di beneficenza aziendali. Nel Wikileaks’ leak pubblicato da John Young, una corrispondenza datata 4 gennaio 2007 indica lo scambio di Wikileaks con la Freedom House:

"Stiamo cercando uno o due membri iniziali del comitato consultivo della FH che possano consigliare su questo:

 1. Le necessità di FH come consumatrice di fughe di notizie che rivelano la corruzione economica e politica

 2. le necessità di fonti di fughe di notizie come sperimentate da FH

 3. le raccomandazioni di FH per altri membri del comitato consultivo

 4. consulenza generale su finanziamenti, formazione di coalizioni, operazioni decentrate e struttura politica

Queste posizioni inizialmente saranno non retribuite, ma pensiamo che il ruolo potrebbe essere di significativo interesse per FH".

La richiesta di finanziamenti da diverse organizzazioni ha dato l'avvio a qualche dubbio tra i collaboratori di Wikileaks.

John Young è diventato molto scettico riguardo al progetto Wikileaks, specificamente circa l'obiettivo iniziale di 5 milioni di dollari della raccolta fondi, i contatti con organizzazioni dell'elite, compresi Freedom House e National Endowment for Democracy, e i presunti milioni di documenti:

"Annunciare un obbiettivo di $5 milioni della raccolta fondi per luglio distruggerà questo sforzo. Farà apparire WL una truffa di Wall Street.

Questo ammontare potrebbe essere non necessario così presto eccetto che per scopi sospetti.

Direi lo stesso dei presunti 1,1 milioni di documenti pronti per la fuoruscita. Considerevolmente troppi per essere credibili senza prove. Non credo al numero. Finora, un documento, di provenienza altamente sospetta".

Alla fine Young il 7 gennaio 2007 abbandona l'organizzazione. Le sue parole conclusive: "Wikileaks è una frode... che lavora per il nemico".

Da anni dopo la sua creazione, ancora non sappiamo chi finanzia il sito di delazione.
 

Wikileaks, gli hacker e "La prima guerra cibernetica"

Le ambigue circostanze attorno all'arresto di Julian Assange per "reati sessuali" hanno dato l'avvio a quella che alcuni media mainstream hanno chiamato la "prima guerra cibernetica". Il Guardian per esempio, un altro partner di Wikileaks, ci avverte con questo titolo scioccante: “Contraccolpo WikiLeaks: gli hacker sostengono che la prima guerra cibernetica globale è cominciata".

Alcune persone sospettano che questa sia un'operazione false flag intesa a tenere sotto controllo internet.

Non è affatto un segreto che spesso  degli hacker vengano reclutati dalle autorità governative per scopi di sicurezza informatica. Peiter Zatko, noto anche come "Mudge", è uno di loro. Qui vi è un estratto da un'intervista di Forbes a Assange in relazione al suo legame con Peiter Zatko:

Assange: Si, conosco Mudge. E' un tipo molto sveglio.

Greenberg: Ora Mudge sta guidando un progetto alla Defense Advanced Research Projects Agency del Pentagono per trovare una tecnologia che possa fermare le fughe di notizie, che sembra piuttosto attinente [sic] alla tua organizzazione. Puoi raccontarmi del tuo passato rapporto con Mudge?

Assange: Bene, ...nessun commento.

Greenberg: Facevi parte dello stesso ambiente di hacker? Quando eri un hacker di computer, devi averlo conosciuto bene.

Assange: Eravamo nello stesso ambiente. Parlavo con tutti in quell'ambiente.

Greenberg: Cosa pensi della sua attuale attività per impedire fughe di notizie digitali all'interno di organizzazioni, un progetto chiamato Cyber Insider Threat o Cinder?

Assange: Non ne so nulla.

Peiter Zatko è un esperto di guerra cibernetica. Ha lavorato per BBN Technolgies (controllata dalla Raytheon) con ingegneri "che realizzano ricerca e sviluppo avanzati per proteggere i dati del Dipartimento della Difesa... Zatko è concentrato su anticipare e proteggere contro la prossima generazione di minacce alle informazioni e alla sicurezza di rete di governi e reti commerciali". (Peiter "Mudge" Zatko, Information Security Expert Who Warned that Hackers "Could Take Down the Internet in 30 Minutes" Returns to BBN Technologies, Business Wire, 1° febbraio 2005, enfasi aggiunta)

In un'altra intervista di Forbes, apprendiamo che Zatko è "un ricercatore di sicurezza informatica protagonista alla Defense Advanced Research Projects Agency [DARPA], il lato degli scienziati pazzi del Pentagono". Il suo progetto "mira a sbarazzare il mondo dalle fughe di notizie digitali". (Forbes, enfasi aggiunta)

Sembra inoltre che vi sia un collegamento tra Zatko e l'ex hacker Jacob Appelbaum, un portavoce di Wikileaks. Zatko e Appelbaum facevano presumibilmente parte di un gruppo di hacker chiamato Cult of the Dead Cow.

Attualmente Appelbaum lavora per il Progetto Tor, un'iniziativa del United States Naval Research Laboratory. Gli sponsor di questo progetto elencati nel suo sito web sono:

NLnet Foundation (2008-2009), Naval Research Laboratory (2006-2010), un anonimo ISP nordamericano (2009-2010), ha fornito fino a $100k. Google (2008-2009), Google Summer of Code (2007-2009), Human Rights Watch, Torfox (2009) e Shinjiru Technology (2009-2010) hanno dato a loro volta fino a $50k.

Gli sponsor passati comprendono: Electronic Frontier Foundation (2004-2005), DARPA e ONR tramite il Naval Research Laboratory (2001-2006), Cyber-TA project (2006-2008), Bell Security Solutions Inc (2006), Omidyar Network Enzyme Grant (2006), NSF tramite la Rice University (2006-2007).

Zatko e Assange si conoscono l'un l'altro. Anche Jacob Appelbaum ha ricoperto un ruolo a Wikileaks.

I vari collegamenti ci raccontano qualcosa in relazione all'entourage di Assange. Comunque, non ci forniscono prove che delle persone all'interno di queste diverse organizzazioni fossero dei sostenitori del progetto Wikileaks.

Sviluppi recenti: il ruolo del Frontline Club

Negli ultimi sette mesi, il Frontline Club basato a Londra è servito come "quartier generale" di fatto di Wikileaks nel Regno Unito. Il Frontline Club è un'iniziativa di Henry Vaughan Lockhart Smith, un ex capitano delle Guardie Granatieri britanniche. Secondo la NATO, Vaughan Smith è diventato un "giornalista di video indipendente [...] che ha sempre odiato la guerra, ma che è rimasto [...] amichevole verso i militari". (Across the Wire, New media: Weapons of mass communication, NATO Review, febbraio 2008) 

Subito dopo il rilascio in libertà provvisoria, a Julian Assange è stato fornito rifugio all'Ellingham Manor di Vaughan Smith a Norfolk.

Il Frontline Club è un'organizzazione di media dell'establishment. Vaughan Smith scrive per la NATO Review. (Vedi NATO Web TV Channel and NATO Nations: Accurate, Reliable and Convenient). La sua relazione con la NATO risale al 1998 quando ha lavorato come video giornalista in Kosovo. Nel 2010, è stato "assegnato a un plotone delle Guardie Granatieri britanniche" durante l'Operazione Moshtarak nella provincia di Helmand in Afghanistan. (PBS NewsHour, 19 febbraio 2010). Secondo il New York Times, il Frontline Club "ha ricevuto finanziamenti per i suoi eventi dall'Open Society Institute". (In London, a Haven and a Forum for War Reporters - New York Times, 28 agosto 2006)

Osservazioni conclusive: il racconto della guerra cibernetica

Ora Wikileaks viene utilizzata dalle autorità, particolarmente negli USA, per promuovere il racconto della guerra cibernetica, che potrebbe cambiare drammaticamente internet e soffocare la libertà di espressione che Wikileaks pretende di difendere.

Peter Kornbluh, analista al National Security Archive, sostiene che "vi sarà molto strillare su Wikileaks e la nuova legge federale per punire, sanzionare e attaccare ferocemente organizzazioni come Wikileaks, in modo che le loro reazioni possano essere giudicate illegali".

In definitiva, Wikileaks potrebbe mettere in moto, intenzionalmente o no, norme e regolamentazioni completamente nuove.

Julie Lévesque è una giornalista di Global Research, Centre for Research on Globalization (CRG).