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Perché è stato licenziato il generale McChrystal?

25 giugmo 2010

 

Le reazioni all'interno dell'establishment USA al licenziamento del gen. Stanley McChrystal indicano le sprezzanti osservazioni di McChrystal e dei suoi aiutanti di campo riguardo al presidente Obama e ad altri funzionari civili pubblicate nell'articolo di Rolling Stone non sono state la causa principale della sua destituzione.

Piuttosto, l'articolo ha fatto precipitare la crisi sempre più grave che risulta dal fallimento dei militari USA nel soffocare la resistenza popolare in Afghanistan alla guerra in stile coloniale di Washington. Il malcontento per la leadership di McChrystal stava montando all'interno dell'amministrazione Obama dal fallimento dell'offensiva contro Marjah lanciata lo scorso febbraio. La decisione annunciata all'inizio di questo mese di ritardare di almeno tre mesi l'assalto su Kandahar è stata largamente intesa come una imbarazzante sconfitta.

Nonostante la reputazione di McChrystal di spietato professionista della guerra di controinsurrezione, responsabile dell'uccisione di migliaia di iracheni, più di recente il generale è stato il bersaglio di crescenti critiche che l'efficacia dell'operazione in Afghanistan veniva minata dalla sua eccessiva preoccupazione per le vittime civili.

Questa preoccupazione non ha nulla a che fare con considerazioni umanitarie. Piuttosto, è fondata sul freddo calcolol'articolo del Rolling Stone si riferisce alla "matematica degli insorti" di McChrystal—che per ogni persona innocente uccisa vengono prodotti dieci nuovi nemici.

L'articolo, scritto da Michael Hastings, tratta relativamente in breve delle osservazioni di McChrystal e dei suoi aiutanti sui funzionari civili USA in Afghanistan. Sono prevedibilmente rozze e difficilmente sono state una sorpresa per Obama, e tanto meno per il Pentagono. Sono conformi al carattere fascista e degradato della cerchia di McChrystal. Hastings descrive concisamente lo staff del generale come "una collezione scelta attentamente di assassini, spie, geni, patrioti, operatori politici ed autentici maniaci".

I commenti fatti da McChrystal su Obama, sul vicepresidente Joseph Biden e sull'inviato speciale Richard Holbrooke hanno provocato la maggior parte dell'attenzione dei media. Ma Hastings dedica molto più spazio a riferire le lagnanze dei soldati americani che McChrystal sta loro legando le mani imponendo delle regole d'ingaggio che limitano l'utilizzo di attacchi aerei e fuoco di mortai contro potenziali bersagli civili e riducono la possibilità delle truppe USA di entrare nelle case dei civili afgani.

Hastings scrive che “McChrystal ha emanato alcune delle più severe direttive per evitare vittime civili che i militari USA abbiano mai incontrato in una zona di guerra". Egli continua: "Ma comunque possa essere la strategia, i nuovi ordini di marcia di McChrystal hanno provocato un forte contraccolpo tra le sue truppe. I soldati si lamentano che venir loro detto di trattenere il fuoco li mette in maggiore pericolo. 'Conclusione'? afferma un ex operatore delle Forze Speciali che ha passato anni in Iraq ed Afghanistan, ‘mi piacerebbe prendere McChrystal a calci nelle palle. Le sue regole d'ingaggio mettono in pericolo ancora maggiore la vita dei soldati. Ogni vero soldato vi racconterà la stessa cosa'".

Descrivendo una riunione vicino a Kandahar tra McChrystal e le sue truppe scontente, Hastings scrive: "I soldati si lamentano che non venga permessa la forza letale, di guardare gli insorti che detengono essere liberati per mancanza di prove. Vogliono combatterecome hanno fatto in Iraq, come avevano fatto in Afghanistan prima di McChrystal".

Non è chiaro se questa opinione sia realmente tenuta largamente tra i soldati. Ma pare che questo argomento stia guadagnando appoggio all'interno dell'elite politica di Washington e fra i media. Hastings indica il proprio punto di vistae, più ampiamente, quello di molti critici di McChrystal nell'establishment—quando dichiara: "Quando si tratta dell'Afghanistan, la storia non è dalla parte di McChrystal. L'unico invasore straniero ad avere qualche successo lì è stato Genghis Khan—e non è stato ostacolato da cose come diritti umani, sviluppo economico e scrutinio della stampa".

Il New York Times interviene mercoledì, prima dell'incontro alla Casa Bianca tra Obama r McChrystal al quale il generale ha presentato le dimissioni, con un articolo del suo corrispondente di guerra in Afghanistan,  C. J. Chivers, intitolato "Guerrieri irritati dalle regole per la guerra".

L'articolo compone il motivo perché gli USA "si tolgano i guanti" ed intensifichino drammaticamente l'assalto alla popolazione afgana. Chivers cita dei soldati anonimi che denunciano McChrystal di limitare l'utilizzo degli attacchi aerei e dell'artiglieria e dichiara: Mentre in Afghanistan i livelli della violenza salgono, vi è l'impressione palpabile e sempre più intensa di disagio tra le truppe che circonda una delle questioni più sconcertanti su come fare la guerra: quando e come dovrebbe essere utilizzata la forza letale".

Egli continua: "Le regole hanno spostato i rischi dai civili afgani ai combattenti occidentali... Giovani ufficiali e soldati e marines arruolati...parlano di 'essere ammanettati...'"

"Nessuno vuole sostenere la causa di allentare le regole che potrebbe vedere più civili uccisi", scrive. Ma questo è precisamente quello che chiede il New York Times.

Nel suo editoriale principale pubblicato giovedì, intitolato "L'Afghanistan dopo McChrystal,” il Times chiede una "seria valutazione adesso delle strategie militari e civili". Scrive quindi, con linguaggio agghiacciante: "Finché gli insorti non saranno realmente sanguinanti continueranno ad insistere per la completa restaurazione del loro potere repressivo. Anche i rapporti che alcuni funzionari del Dipartimento di Stato stanno sostenendo la causa di un rapido accordo con i talebani sono preoccupanti". [Enfasi aggiunta].

Questa dichiarazione, da parte della voce autorevole dell'establishment politico del liberal Partito Democratico, fornisce la comprensione delle questioni più profonde che riguardano la rimozione di McChrystal. Per il Times, a quanto pare, gli Stati Uniti non hanno perseguito con sufficiente vigore l'opera di "insanguinare seriamente" quelli che in Afghanistan si sono opposti all'occupazione straniera durante più di otto anni di guerra.

Decine di migliaia di afgani sono già stati uccisi dalle forze USA e NATOnessuno conosce le dimensioni totali del massacro, dal momento che Washington non si preoccupa di contare le sue vittime. Altre decine di migliaia sono stati feriti, incarcerati e torturati nelle prigioni USA.

Questa campagna di uccisioni e di terrore è mirata ad affogare nel sangue la lotta del tutto legittima del popolo afgano per la liberazione nazionale contro un occupante coloniale. Il problema principale che affrontano gli USA è che dopo otto anni di guerra e più di tre decenni di sovversione e provocazione USA la resistenza popolare delle masse afgane contro l'imperialismo americano sta crescendo. La risposta dell'elite dominante USA è di massacrare più afgani.

La guerra in Afghanistan è un crimine contro l'umanità e coloro che la perpetuano sono dei criminali di guerra.

La lotta per destare l'opposizione della classe lavoratrice all'interno degli Stati Uniti ed a livello internazionale deve essere rinnovata.

Barry Grey