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Quale via in avanti in Grecia?

19 giugno 2012

 

Ci si attende che in Grecia il leader di Nuova Democrazia (ND) Antonis Samaras formi un governo di coalizione incaricato di implementare le brutali misure di austerità concordate con la troikal'Unione Europea, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea.

La vittoria di ND è sopra tutto un atto d'accusa a SYRIZA, che è emerso come il principale partito d'opposizione, e la sua pretesa che l'austerità possa essere contrastata senza una lotta per rovesciare la UE e la borghesia greca.

Le elezioni generali in Grecia hanno crudamente confermato l'assenza di ogni risorsa per combattere i dettami della troika e delle banche attraverso l'esistente struttura politica.

La vittoria di ND è stata il risultato finale di una campagna fondata sul palese ricatto. Un leader europeo dopo l'altro ha minacciato che un voto contro NDil principale partito che appoggia il memorandum di austerità firmato con la troika—avrebbe portato al congelamento immediato del denaro utilizzato per salvare le banche greche, il ritiro forzato della Grecia dalla zona euro ed un catastrofico crollo economico.

Nondimeno, i partiti che formalmente si sono opposti al memorandum si sono assicurati la maggioranza, con i voti di SYRIZA che hanno raggiunto il 27%. Un record del 37,5% si è astenuto. Questo riflette il disgusto su ampia base per l'intero establishment politico, come pure l'incapacità di molti elettori di pagare per viaggiare dai loro villaggi alle città e ritorno allo scopo di votare.

Sebbene soltanto il 40% di coloro che hanno votato sostenga i partiti che sostengono apertamente il memorandum, ND ed il socialdemocratico PASOK, a quanto viene riferito questi due disprezzati partiti sono in trattative per formare un governo. Secondo le antidemocratiche leggi elettorali greche, avrebbero una maggioranza parlamentare grazie al premio di 50 seggi che riceve ND come partito vincente. Un simile governo non avrebbe nessun mandato popolare per le sue politiche ed apre soltanto la strada per uno scontro tra la borghesia e la classe lavoratrice.

Samaras sa che la sua posizione è precaria, di qui il suo tentativo di creare un "governo di salvezza" che comprenda "più partiti possibile"la Sinistra Democratica, una scheggia da SYRIZA ed un altro piccolo partitocombinato con la trattativa per rinegoziare aspetti dell'accordo.

I leader europei hanno respinto ogni possibilità di cambiamento significativo delle loro richieste, ripetendo le minacce preelettorali. Al G20 in Messico, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha dichiarato esplicitamente che "La cosa importante è che il nuovo governo aderisca agli impegni che sono stati resi. Non vi può essere nessun allentamento sui passi della riforma".

Che la maggioranza dell'elettorato abbia ancora rifiutato di appoggiare il memorandum o non abbia preso parte al voto descritto come determinante per il futuro della Grecia e dell'intera UE è prova della profonda ostilità suscitata dai tagli selvaggi imposti dal 2009. Comunque, SYRIZA ha soltanto incanalato l'opposizione in un vicolo cieco politico.

Il leader di SYRIZA Alexis Tsipras ha passato la campagna elettorale a rassicurare l'elite dominante che era impegnato verso la UE ed a ripagare i debiti della Grecia attraverso la raccolta aumentata di imposte, desiderando soltanto piccole concessioni ed un più esteso periodo di rimborso. Con i lavoratori, ha insistito che l'opposizione alla UE ed al capitalismo era irrealizzabile, non realistica ed una strada verso il suicidio nazionale.

Ciò riflette gli interessi di classe e le illusioni politiche degli strati benestanti della classe media per i quali parla SYRIZA. Sebbene siano arrabbiati per il disastro politico che si svolge in Grecia, i leader di SYRIZA sono organicamente ostili ad una strategia socialista per combatterlo: la vasta mobilitazione dell'intera classe lavoratrice europea nella lotta contro la UE ed il capitalismo.

Ora SYRIZA progetta di agire come opposizione leale. Ieri Tsipras ha affermato assurdamente che un governo di ND era in conformità con il "mandato del popolo". L'opposizione "dovrebbe essere critica e responsabile e ho informato Samaras che intendiamo esserlo", ha comunicato.

L'impatto paralizzante della linea di SYRIZA ed il sostegno che ha ricevuto a livello internazionale da gruppi della pseudo-sinistra permette libertà d'azione alla classe dominante, anche se l'opposizione di massa all'austerità manifestata in Grecia si diffonde per tutta Europa. I partiti associati con le misure d'austerità, qualunque sia il loro formale colore politico, sono ripetutamente puniti alle votazioni: il PSOE in Spagna, il Partito Socialista in Portogallo, il PDL di Berlusconi in Italia e l'UMP d Sarkozy in Francia sono tra le vittime. Comunque, ciascun governo che li rimpiazza spinge per altra austerità e si scontra con un contraccolpo politico e la dura resistenza della classe lavoratrice.

Per questa ragione, nei circoli dominanti non vi è nessuna fiducia che ciò che faranno in Greciacompresi altri tagli selvaggi e forse obbligare la Grecia ad uscire dalla zona euroimpedirà una catastrofe politica ed economica.

Nonostante la vittoria di ND in Grecia i mercati sono caduti nettamente. I buoni del tesoro di Spagna ed Italia continuano ad essere bersagliati dagli speculatori ed anche le azioni bancarie sono cadute in Germania e Francia. Il capo dell'Istituto di Finanza Internazionale Charles Dallara ha avvisato i leader del G20: "Il rischio di ancora una recessione globale, per la seconda volta in quattro anni, è molto reale".

In tali condizioni, il "Piano B" che SYRIZA e le sue controparti spingono la classe dominante ad adottare non sarà via una piega dall'austerità, ma attacchi  che vanno più in profondità contro la classe lavoratrice. Questi saranno imposti con qualsiasi mezzo necessariocompreso il ricorso alla repressione poliziesca-militare.

I lavoratori ed i giovani per tutta Europa devono trarre la lezione fondamentale della Grecia e compiere un cambiamento decisivo nella direzione politica. L'amara esperienza della Grecia conferma che il compito a portata di mano non è di riformare la UE o di costringere a concessioni i suoi governi costituenti, sotto la leadership di partiti di pseudo-sinistra come SYRIZA.

Devono essere formati dei nuovi partiti della classe lavoratrice per mobilitare l'offensiva industriale e politica contro il grande capitale, i suoi partiti e governi ed i suoi esecutori della UE e dell'FMI. L'obiettivo deve essere di governi dei lavoratori organizzati entro degli Stati Socialisti Uniti d'Europa. Niente di meno che la costruzione di una tale leadership genuinamente socialista ed internazionalistasezioni del Comitato Internazionale della Quarta Internazionalesarà sufficiente.

Chris Marsden