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Un mondo da conquistare

Il Manifesto del Partito Comunista di Marx ed Engels è stato finora la più esplicita guida all'azione.

Todd Chretien

13 giugno 2013

 

"UNO SPETTRO sta ossessionando l'Europa--lo spettro del comunismo. Tutte le potenze della vecchia Europa partecipano a una santa alleanza per esorcizzare questo spettro". Così avvertiva Il Manifesto del Partito Comunista di Karl Marx e Frederick Engels mentre veniva fuori dalle stampatrici a Londra negli ultimi giorni di febbraio del 1848, contando diverse migliaia di copie.

Grande dramma letterario se mai ve ne sono stati: fantasmi rivoluzionari, esorcismi sacri e polizia segreta! Come nota David McNally nel suo libro Monsters of the Market, all'epoca i morti viventi erano un tema popolare. Soltanto alcuni anni prima, Charles Dickens aveva sollevato Jacob Marley dalla tomba per minacciare il simbolo del capitale misantropico del decennio, Ebenezer Scrooge. Se Dickens sperava che il suo carnefice incappucciato disponibile, il fantasma di Natale ancora da venire, potesse spaventare il capitalista archetipo nel fargli cambiare rotta in modo da evitare la dannazione, il Manifesto mirava a destare il buon Bob Cratchit e la sua specie perché pretendessero i loro diritti ad un luogo di lavoro ben riscaldato, a vacanze pagate ed alla copertura sanitaria familiare gratuita--e, alla fine, a sollevarsi ed a rovesciare completamente la classe degli Scrooge

Dopo diversi anni di febbrile attività rivolta a radunare un esercito (molto piccolo) per portare avanti le loro idee, la vita stessa sembrava convalidare la prosa infocata di Marx and Engels. Il 29 gennaio 1848 il governo francese ordinò l'espulsione di Engels da Parigi per il reato di agitazione politica contro il re Luigi Filippo. Ma Engels durò più a lungo dei reali. La ribellione scoppiò il 23 febbraio, alimentata dalla brutale repressione e dalla crisi economica. Il re abdicò, fuggendo verso la frontiera con una borsa piena di titoli. Contate uno per gli spettri.

Temendo la diffusione di questo contagio, nella prima settimana di marzo, le autorità belghe arrestarono rozzamente Karl Marx e suo moglie Jenny e li cacciarono da Bruxelles, dove avevano vissuto da quando erano stati esiliati da Parigi nel 1845. Contate uno per gli esorcisti.

Lo scopo di questo articolo è di aiutarvi a leggere il Manifesto nei suoi particolari termini storici. Se vi siete tenuti al passo con le mie rubriche, potete pensare a loro come ad un album di grandi successi--Marx and Engels: le sessioni di Parigi, Londra, Bruxelles, 1844-48. Molte di queste canzoni suoneranno familiari.

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Prefa
zione

Marx ed Engels non erano modesti. Credevano che le loro idee avrebbero velocemente vinto un posto nel movimento proletario; pensavano persino che "Il comunismo viene già riconosciuto da tutte le potenze europee essere esso stesso una potenza". (Marx and Engels, Collected Works, Volume 6. Mosca, Progress Publishers, 1975, p. 481)

Accanto a questa spacconeria, il saggio serviva ad uno scopo più diretto. L'Autorità Centrale (comitato) della Lega dei Comunisti commissionò loro di scrivere Il Manifesto del Partito Comunista basato sulle decisioni adottate alla sua seconda conferenza nel novembre del 1847 a Londra. Era inteso per l'uso in gruppi di studio, conferenze e dibattiti all'interno ed attorno alle organizzazioni radicali esistenti e correnti al loro tempo. Inoltre Marx ed Engels speravano di pubblicarlo a puntate in giornali di sinistra in modo che potesse influenzare un pubblico più ampio.

Quando lo leggete, dovete immaginare Marx ed Engels che cercano di reclutarvi nella Lega.

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Capitolo I: Borghesi e proletari

La storia di tutta la società esistente finora è la storia delle lotte di classe. Uomini liberi e schiavi, patrizi e plebei, signore e servo della gleba, padrone di corporazione ed operaio a giornata, in una parola, oppressore ed oppresso, sono stati in costante opposizione l'uno all'altro, continua e ininterrotta, ora nascosta, ora lotta aperta, una lotta che ogni volta è terminata o in una ricostruzione rivoluzionaria della società in generale o in una comune rovina delle classi contendenti. (CW, Vol. 6, p. 482)

Marx (che molto probabilmente scrisse lui stesso questa sezione e la successiva) condensa quasi l'intero della sua teoria della storia in queste due frasi e sono tra le più famose delle sue formulazioni. Hegel afferma che le idee spingono la storia. Altri indicano la tecnologia, all'ambiente, alla natura umana, alla religione o a fattori politici e legali. Il presidente Obama crede che "L'America resta l'unica nazione indispensabile".

Marx propone una forza motrice molto differente: la lotta di classe. L'ascesa e la caduta di civiltà diverse non è garantita, ma determinata dal risultato di questa lotta: rivoluzione o comune rovina. Marx asserisce che il capitalismo ha condensato la lotta di classe "in due grandi classi che si fronteggiano direttamente l'un l'altra: la borghesia ed il proletariato". (CW, Vol. 6, p. 485)

La "scoperta dell'America, il giro del Capo, i mercati delle Indie Orientali e cinese, la colonizzazione dell'America" (CW, Vol. 6, p. 485) hanno tutti consentito ai capitalisti di guadagnare la ricchezza concentrata da altre società e, quindi, raccogliere la liquidità necessaria per lanciare questo nuovo--ed immensamente più produttivo--metodo di sfruttamento. Nel frattempo, la loro conquista dello stato moderno, che "non è altro che un comitato per gestire gli affari comuni dell'intera borghesia", (CW, Vol. 6, p. 486) ha dato loro uno strumento per difendere il loro sistema. Ed una volta che la borghesia arriva al potere, essa:

non può sopravvivere senza rivoluzionare costantemente gli strumenti di produzione e quindi le relazioni di produzione e con esse le intere relazioni della società...Tutto ciò che è solido si scioglie nell'aria, tutto ciò che è sacro è profanato e l'uomo è alla fine costretto ad affrontare sensi sobri, la sua reale condizione di vita e le sue relazioni con la sua specie. (CW, Vol. 6, p. 487)

Il denaro è la nuova regalità e chiunque lo possa accumulare può dominare gli altri. Marx pensa che proprio questa chiarezza affretti lo sviluppo della coscienza della classe lavoratrice. Allo stesso tempo, le specifiche relazioni sociali che il capitalismo ed il suo sistema di fabbrica stava imponendo in Inghilterra ed in parti dell'Europa sarebbe andato a tutta velocità intorno al mondo, attirando a se ogni anno sempre più gente nella sua ragnatela precisamente perché è così rapace:

La moderna società borghese, con le sue relazioni di produzione, di scambio e di proprietà, una società che ha evocato tali giganteschi mezzi di produzione e di scambio, è come lo stregone, che non è più in grado di controllare le potenze dell'oltretomba che ha chiamato con i suoi incantesimi. (CW, Vol. 6, p. 489)

Qui Marx non sta semplicemente denunciando il capitale. Attrae la nostra attenzione sulle meraviglie che sono state create sotto il suo dominio. Oggi, siamo più impregnati di annunci pubblicitari e di consumismo di quanto mai Marx avrebbe potuto immaginare. Molte persone sono giustamente disgustate dallo sbarramento di fesserie senza senso che  siamo educati a desiderare dal giorno che siamo nati. Parlando come padre di una bambina di 10 anni, dico morte a Disney!

Tuttavia Marx vuole che comprendiamo che il capitalismo ha pure, in maniere spesso sadiche e distorte, edificato proprio i mezzi della nostra liberazione. L'industria, le comunicazioni, l'agricoltura, la medicina ed i trasporti moderni non sono, in e di loro stessi, il problema. Invece, sotto il capitalismo, sembra che "le potenze dell'oltretomba" ci controllino.

Effettivamente, i commentatori parlano spesso di recessioni, licenziamenti e liberi mercati come se fossero dei sistemi meteorologici sui quali gli esseri umani non hanno nessun controllo. La "mano nascosta del mercato" di Adam Smith è non soltanto invisibile, sembra sia decisa a distruggere il pianeta. E poiché questa mano sembra muoversi senza nessuna coordinazione, senza un cervello, tutta la sua frenetica energia porta ad una forma molto particolare di crisi, una che "in tutte le epopee precedenti sarebbe sembrata un'assurditàl'epidemia della sovrapproduzione". (CW, Vol. 6, p. 490)

Proprio ora stiamo vivendo attraverso una di queste epidemie. Milioni di case sequestrate e vuote, milioni di senzatetto. Infrastrutture che crollano, disoccupazione di massa dei lavoratori edili. Scuole sovraffollate, licenziamenti per gli insegnanti. Un bisogno disperato di sviluppo dell'energia solare ed il fallimento di Solyndra, spinta fuori dal mercato dalla concorrenza dei fabbricanti cinesi.

Tuttavia, il capitale non può coordinare i mezzi produttivi che ha portato in esistenza allo scopo di beneficare l'umanità nel complesso. Marx propone un altro candidato che può:

Ogni tanto, i lavoratori sono vittoriosi, ma soltanto per un periodo. Il vero frutto delle loro battaglie si trova, non nei risultati immediati, ma nell'unione in continua espansione dei lavoratori. Questa unione è aiutata dai migliorati mezzi di comunicazione che sono creati dall'industria moderna e mettono in contatto l'uno con l'altro i lavoratori di località diverse...Questa organizzazione dei proletari in una classe e conseguentemente in un partito politico, è continuamente sconvolta nuovamente dalla competizione tra gli stessi lavoratori. Ma non si solleva mai nuovamente, più forte, più salda, più potente. (CW, Vol. 6, p. 493)

Alla fine questa lotta porterà la classe lavoratrice a rovesciare la borghesia, rispondendo alla domanda "rivoluzione o comune rovina" affermativamente. E questo porterà a qualcosa senza precedenti nella storia umana:

Tutti i precedenti movimenti storici erano movimenti di minoranze, o nell'interesse di minoranze. Il movimento proletario è il movimento cosciente di se, indipendente dell'immensa maggioranza, nell'interesse dell'immensa maggioranza. (CW, Vol. 6, p. 495)

Queste sono cattive notizie per i capitalisti, ma essi non possono fare a meno di gettare le basi per il loro rovesciamento. I loro avidi moventi incrementano--in maniera caotica e disumana, dobbiamo ammetterlo--i mezzi economici per fornire a tutto il popolo un livello di vita decente, persino mentre fanno infuriare i lavoratori ostentando disuguaglianze. Come scrive Marx: "Ciò che la borghesia, perciò, produce, soprattutto, sono i suoi becchini. La sua caduta e la vittoria del proletariato sono ugualmente inevitabili". (CW, Vol. 6, p. 496)

Marx inveisce contro la classe dominante e vuole che lo facciate anche voi. Schiavitù e guerra, sessismo e sfruttamento. Essa miete i vantaggi mentre noi facciamo tutto il lavoro. Seppellitela!

Ma Marx non aveva iniziato il Manifesto affermando che la vittoria non era inevitabile? Rivoluzione o comune rovina? Penso che Marx non abbia ancora lui stesso stabilito questo. O forse questa è semplicemente una fioritura retorica? Comunque lo prendiate, è il caso che salti immediatamente da questo passaggio ad una discussione su come intraprendere ad organizzare la rivoluzione. Non lascia al caso l'inevitabile.

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II.
Proletari e comunisti

Nella prima parte di questa sezione, Marx imposta una strategia mirata a realizzare due obiettivi apparentemente contraddittori: non formare un distinto Partito Comunista e formare un Partito Comunista distinto:

In quale relazione sono i comunisti con i proletari nell'insieme? I comunisti non formano un partito separato contrario ad altri partiti della classe lavoratrice. Non hanno nessun interesse separato ed a parte da quelli del proletariato nel complesso. Non istituiscono nessun principio settario proprio, con il quale formare e modellare il movimento proletario. (CW, Vol. 6, p. 496)

Potete ben chiedere, "Ma Marx ed Engels non hanno passato gli ultimi due anni intenti a creare un 'partito separato'? Non è tutto ciò di cui tratta la Lega dei Comunisti? Che dire di tutti gli attacchi a Kriege ed ai Liberali ed a Proudhon"? Confusi? Le righe successive non aiutano molto:

I comunisti sono distinti da altri partiti della classe lavoratrice soltanto da questo: 1. Nelle lotte nazionali dei proletari di diversi paesi, indicano e portano davanti gli interessi comuni dell'intero proletariato, indipendentemente da tutte le nazionalità. 2. Nei vari stadi di sviluppo che la lotta della classe lavoratrice contro la borghesia deve attraversare, rappresentano sempre e dovunque gli interessi del movimento nell'insieme. (CW, Vol. 6, p. 496)

"Esatto", dite voi. "così ora Marx sta sostenendo che il comunisti sono distinti, sono separati. E, due cose che menziona sembrano come precisamente il genere di cose che rendono molto difficile per dei rivoluzionari ottenere udienza tra i lavoratori più conservatori o apolitici. Che diavolo significa questo?

In primo luogo, come abbiamo visto, Marx ed Engels erano diventati sempre più ostili ai critici ipercritici (ricordate Bruno Bauer e compagnia) che credevano che il loro compito fosse semplicemente di proclamare la Verità e quindi aspettare che il resto del mondo venisse a loro. Questo era elitismo e settarismo per antonomasia e loro non volevano avervi nulla a che fare.

In secondo luogo, come dimostra Michael Löwy nel suo meraviglioso libro, The Theory of Revolution in the Young Karl Marx, Marx è qui per sospingere un'idea innovativa. In breve, il suo tentativo di "essere o non essere" un partito separato proviene dalla 3^ Tesi su Feuerbach dove Marx indica la "pratica rivoluzionaria" come la chiave per risolvere l'indovinello di "chi educa l'educatore".

Nel Manifesto, Marx sostiene che non è una questione di individui isolati, piuttosto, di uno strato o di una parte della classe lavoratrice, che formato come partito o partiti, deve simultaneamente educare i suoi membri meno radicali mentre deve anche imparare dalla lotta generale contro lo sfruttamento e l'oppressione. Questa è la dialettica della politica rivoluzionaria della classe lavoratrice, opposta all'azione individuale.

Basti dire che, questo è più facile a dirsi che a farsi. Fondersi con i "proletari nell'insieme", che sono soggetti alla pressione dell'ideologia borghese--come diremmo oggi, al sessismo, al razzismo, all'omofobia, al nazionalismo ecc.--mentre simultaneamente si sostengono principi socialisti porta a molte discussioni.

Per parafrasare leggermente l'11^ Tesi su Feuerbach, "I settari hanno messo in evidenza nella testa dei lavoratori soltanto le cattive idee, il punto, comunque, è di cambiare quelle idee organizzando dall'interno dei 'vari stadi di sviluppo' di lotte concrete della classe lavoratrice allo scopo di rafforzare quelle lotte, giusto fino al punto di confronti rivoluzionari con il capitale".

O come si esprime Marx con grande ostentazione:

I comunisti, perciò, sono da una parte, praticamente, la parte più avanzata e risoluta della classe lavoratrice di ogni paese, quella parte che spinge avanti tutte le altre; dall'altra parte, teoricamente, hanno su una grande massa del proletariato il vantaggio di comprendere chiaramente la linea di marcia, le condizioni ed i risultati generali definitivi del movimento proletario. (CW, Vol. 6, p. 497)

Penso che possiate vedere chiaramente cosa sta raggiungendo. Tuttavia, deve anche essere detto che Marx ed Engels erano ancora dei relativi principianti quando si tratta di organizzare praticamente e penso che in queste righe vi sia una certa ambiguità.

Mentre Marx ed Engels si sentivano fiducioso che la Lega dei Comunisti fosse l'unica organizzazione tedesca soddisfacente, erano in grande pena di non allontanarsi dall'ala sinistra dei cartisti inglesi. Infatti, come riconoscono nel Manifesto, i cartisti di sinistra stavano, di fatto, formando un gruppo separato chiamato i Democratici Fraterni, che mirava a trascinare il più ampio movimento a sinistra. Questo provocò alcune critiche poiché venivano accusati di fomentare disaccordo e divisione entro i cartisti nel complesso. Allo stesso tempo, Marx ed Engels stavano fondando un gruppo chiamato l'Associazione Democratica per unire i rivoluzionari di varie nazioni che erano membri di gruppi maggiori.

Così, in termini più generali, i comunisti sono un partito separato, come la Lega, o semplicemente la "parte più avanzata e risoluta" o più grosse organizzazioni della classe lavoratrice o democratiche, come i Democratici Fraterni all'interno dei cartisti? O ciò dipende dal contesto? E' difficile dirlo ed è questo precisamente il punto. E' sempre difficile comprenderlo bene ed se il Manifesto non fornisce un progetto completo, è perché non vi è nessun progetto completo--soltanto un metodo generale che deve essere adattato alle condizioni concrete.

Andando avanti attraverso questa sezione, Marx elimina sarcasticamente le paure conservatrici che il comunismo abolirà la proprietà privata, libererà le donne e cancellerà i confini nazionali. "Precisamente così; questo è proprio ciò che ci proponiamo", replica. (CW, Vol. 6, p. 500)

Cambiando linea di condotta, Marx elabora il modello generale che crede seguiranno le rivoluzioni proletarie:

Abbiamo visto sopra che il primo passo nella rivoluzione da parte delle classi lavoratrici per elevare il proletariato alla posizione di classe dominante, vincere la battaglia della democrazia. Il proletariato userà la sua supremazia politica per strappare, per gradi, tutto il capitale alla borghesia, per centralizzare tutti gli strumenti di produzione nelle mani dello Stato, cioè, del proletariato organizzato come la classe dominante ed incrementare il totale delle forze produttive quanto rapidamente possibile. (CW, Vol. 6, p. 504)

Questo è uno di quei paragrafi dove praticamente dovete urlare, "Rallenta"! E' così stipato di grandi idee che potete facilmente mancare sia le percezioni che contiene e alcune delle domande che lascia senza risposta.

Una rivoluzione non è semplicemente un cambio di governo. E' rimpiazzare il dominio di una classe con quello di un'altra. La forma che questo assumerà quando la classe lavoratrice vince "la battaglia della democrazia" non viene elaborata in grande dettaglio, ma sembra chiaro che Marx si aspetta che ciò accadrà attraverso qualche combinazione di mezzi insurrezionali e democratici (elettorali). Le vecchie, rigide strutture dello stato legate all'aristocrazia dovranno essere rovesciate con la forza e, quindi, forse, qualche forma di processo democratico può aprirsi dove la classe lavoratrice possa raggiungere la "supremazia politica".

Marx quindi sostiene--e questo è importante--che non tutto cambierà il giorno dopo la rivoluzione. invece, inizierà un nuovo processo di riforme, per mezzo del quale i capitalisti perdono il loro potere economico "per gradi". Alcune cose devono essere fatte immediatamente, come abolire il diritto di eredità, istituire una imposta sul reddito  "pesantemente progressiva", nazionalizzare le banche, i mezzi di comunicazione e di trasporto e fornire istruzione gratuita universale. (CW, Vol. 6, p. 505)

Con "soltanto" queste riforme, potete immaginare quanto fragorosamente urlerebbe la classe dominante americana? Non possiamo nemmeno portare sotto controllo le società di assicurazione sanitaria! Tuttavia questo lascerebbe ancora un'enorme libertà d'azione per la proprietà privata che verrebbe socializzata soltanto gradualmente mentre la classe lavoratrice diventa sempre più capace di dirigere la società senza dirigenti e senza concorrenza.

Soltanto allora, comincerebbe la reale storia umana, e:

Al posto della vecchia società borghese, con le sue classi ed i suoi antagonismi di classe, avremo un'associazione, nella quale il libero sviluppo di ciascuno è la condizione per il libero sviluppo di tutti. (CW, Vol. 6, p. 506)

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III.
Letteratura socialista e comunista

Nella sezione precedente, Marx sostiene che i comunisti non dovrebbero fondare "partiti separati opposti agli altri partiti della classe lavoratrice". Tuttavia, in questa successiva sezione, Marx--con Engels che si riunisce--mette in ridicolo gli oppositori radicali, chiamandoli "reazionari", "conservatori", "feudali" e persino "borghesi"!

Cosa succede qui? Questo non suona come istituire dei "propri principi" ed opporsi direttamente ad altri partiti o tendenze politiche della classe lavoratrice? Non secondo Marx ed Engels. Posto semplicemente, non considerano i loro oppositori essere parte del movimento della classe lavoratrice. Invece, rappresentano le ideologie di altre classi che tentano di influenzare i lavoratori.

In alcuni casi, questo è piuttosto semplice da capire. Ciò è stato specialmente vero negli anni 1840 quando fazioni concorrenti della borghesia in ascesa e la declinante aristocrazia feudale si appellavano ai lavoratori in una sorta di politica "il nemico del mio nemico è mio amico":

L'aristocrazia, allo scopo di raccogliere attorno a se il popolo, sventolava ai proletari la borsa dell'elemosina per una bandiera. Ma il popolo, così spesso non appena vi si univa, vedeva nei suoi quarti posteriori i vecchi blasoni feudali e l'abbandonava con una risata sonora ed irriverente. (CW, Vol. 6, p. 507)

Vi sono inoltre delle tendenze che nascono dall'interno delle classi che sono loro stesse vittime del capitalismo, come i piccoli agricoltori e i proprietari di piccole imprese. Marx ed Engels danno loro credito per criticare giustamente degli aspetti del capitalismo come "la miseria del proletariato, l'anarchia della produzione [e]..la guerra industriale di sterminio tra le nazioni". (CW, Vol. 6, p. 509) Tuttavia, come Proudhon, questi autori vogliono retrocedere ad un'economia pre-capitalista, invece di guardare ad una rivoluzione della classe lavoratrice. Marx ed Engels asseriscono che questi critici "desiderano l'esistente stato della società senza i suoi elementi rivoluzionari e disintegratori. Desiderano una borghesia senza un proletariato". (CW, Vol. 6, p. 513)

Secondo l'opinione di Marx ed Engels, non vi può essere nessuna questione di compromesso con queste idee. Esse non sono opinioni sbagliate che sono derivate dall'interno della realtà e della lotta della classe lavoratrice. Sono idee aliene, che originano dal di fuori della classe lavoratrice.

Il Manifesto rende omaggio ad una tendenza di pensiero associata ai comunisti utopici, come il Conte di Saint-Simon, Charles Fourier e Robert Owen. Mentre questi pensatori rigettavano la rivoluzione, non volevano retrocedere a forme economiche precedenti. Invece, miravano ad istituire utopie comuniste basate sulla completa uguaglianza--nel caso di Fourier, anche l'estrema uguaglianza di genere. Marx ed Engels criticano i loro piani, ma sostengono che molto può apprendersi dalle loro visioni radicali del futuro, inclusa la:

abolizione della distinzione tra città e campagna, della famiglia, del mandare avanti industrie per conto di singoli privati e del sistema del salario, per la proclamazione dell'armonia sociale, la conversione delle funzioni dello Stato in solo controllo della produzione. (CW, Vol. 6, p. 516)

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IV.
Posizione dei comunisti rispetto ad altri partiti di opposizione

Marx, che ha finito la sezione finale del Manifesto mentre Engels era a Parigi, conclude elencando i movimenti che considera essere alleati naturali dei comunisti, mentre ci ricorda che "essi non cessano mai, per un solo istante, di instillare nella classe lavoratrice il riconoscimento più chiaro possibile dell'ostile antagonismo tra borghesia e proletariato". (CW, Vol. 6, p. 519):

In breve, ovunque i comunisti sostengono ogni movimento rivoluzionario contro l'esistente ordine delle cose sociale e politico. In tutti questi movimenti portano davanti, come la questione preminente in ciascuno, la questione della proprietà, non importa quale il suo grado di sviluppo al momento. Infine, lavorano ovunque per l'unione e l'accordo dei partiti democratici di tutti i paesi. (CW, Vol. 6, p. 519)

Di nuovo, Marx sta enfatizzando la duplice mossa che abbiamo esaminato nella Sezione II: unirsi con il movimento più ampio possibile per combattere per la democrazia e per riforme concrete, mentre simultaneamente preparare i lavoratori a combattere per la loro liberazione e per l'abolizione completa della proprietà privata e del capitalismo.

Questa tensione è presente all'interno del Manifesto, ma questa è la più chiara dichiarazione di idee e la più esplicita guida all'azione che Marx ed Engels avevano finora prodotto.

Essa rappresenta la cristallizzazione della loro attività di ricerca e pratica, fusa con l'esperienza dei movimenti dei lavoratori radicali meglio organizzati all'epoca in Europa. Con essa, miravano a prevalere su uno strato di migliaia di lavoratori ed intellettuali radicali. Tutto ciò in un'atmosfera di crescente tensione sociale e di aspettative in aumento di confronti rivoluzionari con il vecchio ordine europeo. Bruciando tutti i ponti con il suo passato accademico, Marx va tutto alla fine:

I comunisti disdegnano nascondere le loro opinioni ed i loro scopi. Dichiarano apertamente che i loro fini possono raggiungersi soltanto con il rovesciamento forzato di tutte le esistenti condizioni sociali. Lasciate tremare le classi dominanti per la rivoluzione comunista. I proletari non hanno nulla da perdere che le loro catene. Hanno un mondo da conquistare.

LAVORATORI DI TUTTI I PAESI UNITEVI! (519)

Nel corso dei decenni seguenti, questa chiamata all'azione sarebbe diventata la più importante dichiarazione di principi per il movimento socialista rapidamente in espansione e sempre più internazionale. Il Manifesto ha introdotto centinaia di migliaia di persone alle idee fondamentali del socialismo rivoluzionario e continua a farlo oggi. Così no aspettate che  Jacob Marley sferragli le sue catene nel vostro soffitto--prendete una copia oggi e mettetevi a lavorare.

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La mia prossima rubrica offrirà una rassegna critica di questo primo periodo della teoria politica di Marx and Engels mentre si sviluppava prima delle rivoluzioni del 1848 con riferimento alle mie rubriche precedenti.

 

Todd Chretien è un attivista di lunga data della Bay Area. Contribuisce frequentemente all'International Socialist Review ed a Socialist Worker sui temi della politica USA e latinoamericana e sulle idee della tradizione marxista.