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"UNO SPETTRO sta ossessionando l'Europa--lo spettro del
comunismo. Tutte le potenze della vecchia Europa partecipano a una
santa alleanza per esorcizzare questo spettro". Così avvertiva
Il Manifesto
del Partito Comunista
di
Karl Marx
e Frederick Engels mentre veniva fuori dalle stampatrici a Londra negli
ultimi giorni di febbraio del 1848, contando diverse migliaia di
copie.
Grande dramma letterario se mai ve ne sono stati: fantasmi
rivoluzionari, esorcismi sacri e polizia segreta! Come nota
David McNally nel suo libro
Monsters of
the Market,
all'epoca i morti viventi erano
un tema popolare. Soltanto alcuni anni prima,
Charles Dickens
aveva sollevato Jacob Marley dalla
tomba per minacciare il simbolo del capitale misantropico del
decennio,
Ebenezer Scrooge.
Se
Dickens sperava che il suo carnefice
incappucciato
disponibile, il fantasma di Natale ancora da venire, potesse
spaventare il capitalista archetipo nel fargli cambiare rotta in
modo da evitare la dannazione, il Manifesto mirava a
destare il buon
Bob Cratchit e la sua
specie perché pretendessero i loro diritti ad un luogo di lavoro ben
riscaldato, a vacanze pagate ed alla copertura sanitaria familiare
gratuita--e, alla fine, a sollevarsi ed a rovesciare completamente
la classe degli Scrooge
Dopo diversi anni di febbrile attività rivolta a radunare un
esercito (molto piccolo) per portare avanti le loro idee, la vita
stessa sembrava convalidare la prosa infocata di
Marx and Engels. Il 29 gennaio 1848 il governo francese ordinò
l'espulsione di
Engels da Parigi per il reato di agitazione
politica contro il re Luigi Filippo. Ma Engels durò più a lungo dei
reali. La ribellione scoppiò il 23 febbraio, alimentata dalla
brutale repressione e dalla crisi economica. Il re abdicò, fuggendo
verso la frontiera con una borsa piena di titoli. Contate uno per
gli spettri.
Temendo la diffusione di questo contagio, nella prima settimana di
marzo, le autorità belghe arrestarono rozzamente
Karl Marx e suo moglie Jenny e li cacciarono da Bruxelles, dove
avevano vissuto da quando erano stati esiliati da Parigi nel 1845.
Contate uno per gli esorcisti.
Lo scopo di questo articolo è di aiutarvi a leggere il
Manifesto nei suoi particolari termini storici.
Se vi siete tenuti al passo con le
mie rubriche,
potete pensare a loro come ad un album di grandi
successi--Marx and Engels:
le sessioni di Parigi, Londra, Bruxelles, 1844-48. Molte di queste canzoni suoneranno familiari.
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Prefazione
Marx
ed Engels
non erano modesti. Credevano che le loro idee avrebbero velocemente
vinto un posto nel movimento proletario;
pensavano
persino
che "Il comunismo viene già riconosciuto da tutte le
potenze europee essere esso stesso una potenza". (Marx and Engels,
Collected Works, Volume 6. Mosca, Progress Publishers, 1975, p.
481)
Accanto a questa spacconeria, il saggio serviva ad uno scopo
più diretto. L'Autorità Centrale (comitato) della Lega dei Comunisti
commissionò loro di scrivere Il Manifesto del Partito Comunista
basato sulle decisioni adottate alla sua seconda conferenza nel
novembre del 1847 a Londra. Era inteso per l'uso in gruppi di
studio, conferenze e dibattiti all'interno ed attorno alle
organizzazioni radicali esistenti e correnti al loro tempo. Inoltre
Marx
ed Engels speravano di pubblicarlo a puntate
in giornali di sinistra in modo che potesse influenzare un pubblico
più ampio.
Quando lo leggete, dovete immaginare
Marx
ed Engels che cercano di reclutarvi nella
Lega.
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Capitolo I: Borghesi e proletari
La storia di tutta la società esistente finora
è la storia delle lotte di classe. Uomini liberi e schiavi, patrizi
e plebei, signore e servo della gleba, padrone di corporazione ed
operaio a giornata, in una parola, oppressore ed oppresso, sono
stati in costante opposizione l'uno all'altro, continua e
ininterrotta, ora nascosta, ora lotta aperta, una lotta che ogni
volta è terminata o in una ricostruzione rivoluzionaria della
società in generale o in una comune rovina delle classi contendenti.
(CW, Vol. 6, p. 482)
Marx (che molto probabilmente scrisse lui stesso questa sezione
e la successiva) condensa quasi l'intero della sua teoria della
storia in queste due frasi e sono tra le più famose delle sue
formulazioni. Hegel afferma che le idee spingono la storia. Altri
indicano la tecnologia, all'ambiente, alla natura umana, alla
religione o a fattori politici e legali. Il presidente Obama crede
che "L'America resta l'unica nazione indispensabile".
Marx propone una forza motrice molto differente: la lotta di
classe. L'ascesa e la caduta di civiltà diverse non è garantita, ma
determinata dal risultato di questa lotta: rivoluzione o comune
rovina. Marx asserisce che il capitalismo ha condensato la lotta di
classe "in due grandi classi che si fronteggiano direttamente l'un
l'altra: la borghesia ed il proletariato".
(CW, Vol. 6,
p. 485)
La "scoperta dell'America, il giro del Capo, i mercati delle
Indie Orientali e cinese, la colonizzazione dell'America"
(CW, Vol. 6, p. 485) hanno tutti consentito ai capitalisti di guadagnare la
ricchezza
concentrata da altre società e, quindi, raccogliere la
liquidità necessaria per lanciare questo nuovo--ed immensamente più
produttivo--metodo di sfruttamento. Nel frattempo, la loro conquista
dello stato moderno, che "non è altro che un comitato per gestire
gli affari comuni dell'intera borghesia",
(CW, Vol. 6, p. 486) ha dato loro uno strumento per difendere il loro
sistema. Ed una volta che la borghesia arriva al potere, essa:
non può sopravvivere senza rivoluzionare costantemente gli
strumenti di produzione e quindi le relazioni di produzione e con
esse le intere relazioni della società...Tutto ciò che è solido si
scioglie nell'aria, tutto ciò che è sacro è profanato e l'uomo è
alla fine costretto ad affrontare sensi sobri, la sua reale
condizione di vita e le sue relazioni con la sua specie.
(CW, Vol. 6, p. 487)
Il denaro è la nuova regalità e chiunque lo possa accumulare
può dominare gli altri. Marx pensa che proprio questa chiarezza
affretti lo sviluppo della coscienza della classe lavoratrice. Allo
stesso tempo, le specifiche relazioni sociali che il capitalismo ed
il suo sistema di fabbrica stava imponendo in Inghilterra ed in
parti dell'Europa sarebbe andato a tutta velocità intorno al mondo,
attirando a se ogni anno sempre più gente nella sua ragnatela
precisamente perché è così rapace:
La moderna società borghese, con le sue relazioni di
produzione, di scambio e di proprietà, una società che ha evocato
tali giganteschi mezzi di produzione e di scambio, è come lo
stregone, che non è più in grado di controllare le potenze
dell'oltretomba che ha chiamato con i suoi incantesimi.
(CW, Vol. 6,
p. 489)
Qui Marx non sta semplicemente denunciando il capitale. Attrae
la nostra attenzione sulle meraviglie che sono state create sotto il
suo dominio. Oggi, siamo più impregnati di annunci pubblicitari e di
consumismo di quanto mai Marx avrebbe potuto immaginare. Molte
persone sono giustamente disgustate dallo sbarramento di fesserie
senza senso che siamo educati a desiderare dal giorno che
siamo nati. Parlando come padre di una bambina di 10 anni, dico
morte a
Disney!
Tuttavia Marx vuole che comprendiamo che il capitalismo ha
pure, in maniere spesso sadiche e distorte, edificato proprio i
mezzi della nostra liberazione. L'industria, le comunicazioni,
l'agricoltura, la medicina ed i trasporti moderni non sono, in e di
loro stessi, il problema. Invece, sotto il capitalismo, sembra che
"le potenze dell'oltretomba"
ci controllino.
Effettivamente, i commentatori parlano spesso di recessioni,
licenziamenti e liberi mercati come se fossero dei sistemi
meteorologici sui quali gli esseri umani non hanno nessun controllo.
La "mano nascosta del mercato" di
Adam Smith è non soltanto invisibile,
sembra sia decisa a distruggere il pianeta. E poiché questa mano
sembra muoversi senza nessuna coordinazione, senza un cervello,
tutta la sua frenetica energia porta ad una forma molto particolare
di crisi, una che "in tutte le epopee precedenti sarebbe sembrata
un'assurdità–l'epidemia della sovrapproduzione".
(CW, Vol. 6,
p. 490)
Proprio ora stiamo vivendo attraverso una di queste epidemie.
Milioni di case sequestrate e vuote, milioni di senzatetto.
Infrastrutture che crollano, disoccupazione di massa dei lavoratori
edili. Scuole sovraffollate, licenziamenti per gli insegnanti. Un
bisogno disperato di sviluppo dell'energia solare ed il fallimento
di
Solyndra, spinta fuori dal mercato dalla
concorrenza dei fabbricanti cinesi.
Tuttavia, il capitale non può coordinare i mezzi produttivi che
ha portato in esistenza allo scopo di beneficare l'umanità nel
complesso. Marx propone un altro candidato che può:
Ogni tanto, i lavoratori sono vittoriosi, ma soltanto per un
periodo. Il vero frutto delle loro battaglie si trova, non nei
risultati immediati, ma nell'unione in continua espansione dei
lavoratori. Questa unione è aiutata dai migliorati mezzi di
comunicazione che sono creati dall'industria moderna e mettono in
contatto l'uno con l'altro i lavoratori di località diverse...Questa
organizzazione dei proletari in una classe e conseguentemente in un
partito politico, è continuamente sconvolta nuovamente dalla
competizione tra gli stessi lavoratori. Ma non si solleva mai
nuovamente, più forte, più salda, più potente.
(CW, Vol. 6, p. 493)
Alla fine questa lotta porterà la classe lavoratrice a rovesciare la
borghesia, rispondendo alla domanda "rivoluzione o comune rovina"
affermativamente. E questo porterà a qualcosa senza precedenti nella
storia umana:
Tutti i precedenti movimenti storici erano movimenti di
minoranze, o nell'interesse di minoranze. Il movimento proletario è
il movimento cosciente di se, indipendente dell'immensa maggioranza,
nell'interesse dell'immensa maggioranza.
(CW, Vol. 6, p. 495)
Queste sono cattive notizie per i capitalisti, ma essi non
possono fare a meno di gettare le basi per il loro rovesciamento. I
loro avidi moventi incrementano--in maniera caotica e disumana,
dobbiamo ammetterlo--i mezzi economici per fornire a tutto il popolo
un livello di vita decente, persino mentre fanno infuriare i
lavoratori ostentando disuguaglianze. Come scrive Marx: "Ciò che la
borghesia, perciò, produce, soprattutto, sono i suoi becchini. La
sua caduta e la vittoria del proletariato sono ugualmente
inevitabili".
(CW, Vol. 6,
p. 496)
Marx inveisce contro la classe dominante e vuole che lo
facciate anche voi. Schiavitù e guerra, sessismo e sfruttamento.
Essa miete i vantaggi mentre noi facciamo tutto il lavoro.
Seppellitela!
Ma Marx non aveva iniziato il Manifesto affermando che la
vittoria non era inevitabile? Rivoluzione o comune rovina? Penso che
Marx non abbia ancora lui stesso stabilito questo. O forse questa è
semplicemente una fioritura retorica? Comunque lo prendiate, è il
caso che salti immediatamente da questo passaggio ad una discussione
su come intraprendere ad organizzare la rivoluzione. Non lascia al
caso l'inevitabile.
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II.
Proletari e comunisti
Nella prima parte di
questa sezione, Marx imposta una strategia mirata a
realizzare due obiettivi apparentemente contraddittori: non
formare un distinto Partito Comunista e formare un Partito
Comunista distinto:
In quale relazione sono i comunisti con i proletari
nell'insieme? I comunisti non formano un partito separato contrario
ad altri partiti della classe lavoratrice. Non hanno nessun
interesse separato ed a parte da quelli del proletariato nel
complesso. Non istituiscono nessun principio settario proprio, con
il quale formare e modellare il movimento proletario. (CW, Vol. 6, p. 496)
Potete ben chiedere, "Ma
Marx
ed Engels non hanno
passato gli ultimi due anni intenti a creare un 'partito separato'?
Non è tutto ciò di cui tratta la Lega dei Comunisti? Che dire di
tutti gli attacchi a Kriege ed ai Liberali ed a
Proudhon"? Confusi? Le righe successive non aiutano molto:
I comunisti sono distinti da altri partiti della classe
lavoratrice soltanto da questo: 1. Nelle lotte nazionali dei
proletari di diversi paesi, indicano e portano davanti gli interessi
comuni dell'intero proletariato, indipendentemente da tutte le
nazionalità. 2. Nei vari stadi di sviluppo che la lotta della classe
lavoratrice contro la borghesia
deve attraversare, rappresentano sempre e dovunque gli
interessi del movimento nell'insieme.
(CW, Vol. 6,
p. 496)
"Esatto", dite voi. "così ora Marx sta sostenendo che il
comunisti sono distinti, sono separati. E, due cose che
menziona sembrano come precisamente il genere di cose che rendono
molto difficile per dei rivoluzionari ottenere udienza tra i
lavoratori più conservatori o apolitici. Che diavolo significa
questo?
In primo luogo, come abbiamo visto,
Marx
ed Engels erano diventati sempre più ostili
ai critici ipercritici (ricordate
Bruno Bauer e compagnia)
che credevano che il loro compito fosse semplicemente di
proclamare la Verità e quindi aspettare che il resto del mondo
venisse a loro. Questo era elitismo e settarismo per antonomasia
e loro non volevano avervi nulla a che fare.
In secondo luogo, come dimostra
Michael Löwy nel suo meraviglioso libro,
The Theory of Revolution in the Young Karl Marx,
Marx
è qui per sospingere un'idea innovativa. In breve, il
suo tentativo di "essere o non essere" un partito separato proviene
dalla
3^ Tesi su
Feuerbach
dove Marx indica la "pratica rivoluzionaria" come la chiave per
risolvere l'indovinello di "chi educa l'educatore".
Nel
Manifesto, Marx sostiene che non è una questione di individui
isolati, piuttosto,
di uno strato o di una parte della classe lavoratrice,
che formato come partito o partiti, deve
simultaneamente educare i suoi membri meno radicali mentre deve
anche imparare dalla lotta generale contro lo sfruttamento e
l'oppressione. Questa è la dialettica della politica rivoluzionaria
della classe lavoratrice, opposta all'azione individuale.
Basti dire che, questo è più facile a dirsi che a farsi.
Fondersi con i "proletari nell'insieme", che sono soggetti alla
pressione dell'ideologia borghese--come diremmo oggi, al sessismo,
al razzismo, all'omofobia, al nazionalismo ecc.--mentre
simultaneamente si sostengono principi socialisti porta a molte
discussioni.
Per parafrasare leggermente l'11^ Tesi su Feuerbach,
"I settari hanno messo in evidenza
nella testa dei lavoratori
soltanto le cattive idee, il punto, comunque, è di cambiare
quelle idee organizzando dall'interno dei 'vari stadi di sviluppo'
di lotte concrete della classe lavoratrice allo scopo di rafforzare
quelle lotte, giusto fino al punto di confronti rivoluzionari con il
capitale".
O come si esprime Marx con grande ostentazione:
I comunisti, perciò, sono da una parte, praticamente, la parte
più avanzata e risoluta della classe lavoratrice di ogni paese,
quella parte che spinge avanti tutte le altre; dall'altra parte,
teoricamente, hanno su una grande massa del proletariato il
vantaggio di comprendere chiaramente la linea di marcia, le
condizioni ed i risultati generali definitivi del movimento
proletario.
(CW, Vol. 6, p. 497)
Penso che possiate vedere chiaramente cosa sta raggiungendo.
Tuttavia, deve anche essere detto che
Marx
ed Engels
erano ancora dei relativi principianti quando si tratta di
organizzare praticamente e penso che in queste righe vi sia una
certa ambiguità.
Mentre
Marx
ed Engels si sentivano fiducioso che la Lega
dei Comunisti fosse l'unica organizzazione tedesca soddisfacente,
erano in grande pena di non allontanarsi dall'ala sinistra dei
cartisti inglesi. Infatti, come riconoscono nel Manifesto,
i cartisti di sinistra stavano, di fatto, formando un gruppo
separato chiamato i Democratici Fraterni, che mirava a trascinare il
più ampio movimento a sinistra. Questo provocò alcune critiche
poiché venivano accusati di fomentare disaccordo e divisione entro i
cartisti nel complesso. Allo stesso tempo,
Marx
ed Engels stavano fondando un gruppo chiamato l'Associazione
Democratica per unire i rivoluzionari di varie nazioni che erano
membri di gruppi maggiori.
Così, in termini più generali, i comunisti sono un partito
separato, come la Lega, o semplicemente la "parte più avanzata e
risoluta" o più grosse organizzazioni della classe lavoratrice o
democratiche, come i
Democratici Fraterni all'interno dei cartisti? O ciò dipende
dal contesto? E' difficile dirlo ed è questo precisamente il punto.
E' sempre difficile comprenderlo bene ed se il
Manifesto non fornisce un progetto completo, è perché non vi è
nessun progetto completo--soltanto un metodo generale che deve
essere adattato alle condizioni concrete.
Andando avanti attraverso questa sezione, Marx elimina
sarcasticamente le paure conservatrici che il comunismo abolirà la
proprietà privata, libererà le donne e cancellerà i confini
nazionali. "Precisamente così; questo è proprio ciò che ci
proponiamo", replica.
(CW,
Vol. 6, p. 500)
Cambiando linea di condotta, Marx elabora il modello generale
che crede seguiranno le rivoluzioni proletarie:
Abbiamo visto sopra che il primo passo nella rivoluzione da
parte delle classi lavoratrici per elevare il proletariato alla
posizione di classe dominante, vincere la battaglia della
democrazia. Il proletariato userà la sua supremazia politica per
strappare, per gradi, tutto il capitale alla borghesia, per
centralizzare tutti gli strumenti di produzione nelle mani dello
Stato, cioè, del proletariato organizzato come la classe
dominante ed incrementare il totale delle forze produttive quanto
rapidamente possibile.
(CW, Vol. 6, p.
504)
Questo è uno di quei paragrafi dove praticamente dovete urlare,
"Rallenta"! E' così stipato di grandi idee che potete facilmente
mancare sia le percezioni che contiene e alcune delle
domande che lascia senza risposta.
Una rivoluzione non è semplicemente un cambio di governo. E'
rimpiazzare il dominio di una classe con quello di un'altra. La
forma che questo assumerà quando la classe lavoratrice vince "la
battaglia della democrazia" non viene elaborata in grande dettaglio,
ma sembra chiaro che Marx si aspetta che ciò accadrà attraverso
qualche combinazione di mezzi insurrezionali e democratici
(elettorali). Le vecchie, rigide strutture dello stato legate
all'aristocrazia dovranno essere rovesciate con la forza e, quindi,
forse, qualche forma di processo democratico può aprirsi dove la
classe lavoratrice possa raggiungere la "supremazia politica".
Marx quindi sostiene--e questo è importante--che non tutto
cambierà il giorno dopo la rivoluzione. invece, inizierà un nuovo
processo di riforme, per mezzo del quale i capitalisti perdono il
loro potere economico "per gradi". Alcune cose devono essere fatte
immediatamente, come abolire il diritto di eredità, istituire una
imposta sul reddito "pesantemente
progressiva", nazionalizzare le banche, i mezzi di
comunicazione e di trasporto e fornire istruzione gratuita
universale.
(CW, Vol. 6, p. 505)
Con "soltanto" queste riforme, potete immaginare quanto
fragorosamente urlerebbe la classe dominante americana? Non possiamo
nemmeno portare sotto controllo le società di assicurazione
sanitaria! Tuttavia questo lascerebbe ancora un'enorme libertà
d'azione per la proprietà privata che verrebbe socializzata soltanto
gradualmente mentre la classe lavoratrice diventa sempre più capace
di dirigere la società senza dirigenti e senza concorrenza.
Soltanto allora, comincerebbe la reale storia umana, e:
Al posto della vecchia società borghese, con le sue classi ed i
suoi antagonismi di classe, avremo un'associazione, nella quale il
libero sviluppo di ciascuno è la condizione per il libero sviluppo
di tutti.
(CW, Vol. 6,
p. 506)
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III.
Letteratura socialista e comunista
Nella sezione precedente, Marx sostiene che i comunisti non
dovrebbero fondare "partiti separati opposti agli altri partiti
della classe lavoratrice". Tuttavia,
in questa
successiva sezione, Marx--con Engels che si riunisce--mette
in ridicolo gli oppositori radicali, chiamandoli "reazionari",
"conservatori", "feudali" e persino "borghesi"!
Cosa succede qui? Questo non suona come istituire dei "propri
principi" ed opporsi direttamente ad altri partiti o tendenze
politiche della classe lavoratrice? Non secondo
Marx
ed Engels. Posto semplicemente, non
considerano i loro oppositori essere parte del movimento della
classe lavoratrice. Invece, rappresentano le ideologie di altre
classi che tentano di influenzare i lavoratori.
In alcuni casi, questo è piuttosto semplice da capire. Ciò è
stato specialmente vero negli anni 1840 quando fazioni concorrenti
della borghesia in ascesa e la declinante aristocrazia feudale si
appellavano ai lavoratori in una sorta di politica "il nemico del
mio nemico è mio amico":
L'aristocrazia, allo scopo di raccogliere attorno a se il
popolo, sventolava ai proletari la borsa dell'elemosina per una
bandiera. Ma il popolo, così spesso non appena vi si univa,
vedeva nei suoi quarti posteriori i vecchi blasoni feudali e
l'abbandonava con una risata sonora ed irriverente.
(CW, Vol. 6,
p. 507)
Vi sono inoltre delle tendenze che nascono dall'interno delle
classi che sono loro stesse vittime del capitalismo, come i piccoli
agricoltori e i proprietari di piccole imprese. Marx ed Engels danno
loro credito per criticare giustamente degli aspetti del capitalismo
come "la miseria del proletariato, l'anarchia della produzione
[e]..la guerra industriale di sterminio tra le nazioni".
(CW, Vol. 6, p. 509)
Tuttavia, come
Proudhon,
questi autori vogliono retrocedere ad un'economia
pre-capitalista, invece di guardare ad una rivoluzione della classe
lavoratrice.
Marx ed Engels
asseriscono che questi critici "desiderano l'esistente stato
della società senza i suoi elementi rivoluzionari e disintegratori.
Desiderano una borghesia senza un proletariato".
(CW, Vol. 6,
p. 513)
Secondo l'opinione di
Marx ed Engels, non vi può essere nessuna questione di compromesso
con queste idee. Esse non sono
opinioni sbagliate che sono derivate dall'interno
della realtà e della lotta della classe lavoratrice. Sono idee
aliene, che originano dal di fuori della classe
lavoratrice.
Il Manifesto rende omaggio ad una tendenza di pensiero
associata ai comunisti utopici, come
il
Conte di Saint-Simon, Charles Fourier
e Robert Owen. Mentre questi pensatori
rigettavano la rivoluzione, non volevano retrocedere a forme
economiche precedenti. Invece, miravano ad istituire utopie
comuniste basate sulla completa uguaglianza--nel caso di Fourier,
anche l'estrema uguaglianza di genere.
Marx ed Engels criticano i loro piani, ma sostengono che molto può
apprendersi dalle loro visioni radicali del futuro, inclusa la:
abolizione della distinzione tra città e campagna, della
famiglia, del mandare avanti industrie per conto di singoli privati
e del sistema del salario, per la proclamazione dell'armonia
sociale, la conversione delle funzioni dello Stato in solo controllo
della produzione.
(CW, Vol. 6, p. 516)
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IV.
Posizione dei comunisti rispetto ad altri partiti di
opposizione
Marx, che ha finito
la sezione
finale del Manifesto
mentre Engels
era a Parigi, conclude elencando i movimenti che considera essere
alleati naturali dei comunisti, mentre ci ricorda che "essi non
cessano mai, per un solo istante, di instillare nella classe
lavoratrice il riconoscimento più chiaro possibile dell'ostile
antagonismo tra borghesia e proletariato".
(CW, Vol. 6, p. 519):
In breve, ovunque i comunisti sostengono ogni movimento
rivoluzionario contro l'esistente ordine delle cose sociale e
politico. In tutti questi movimenti portano davanti, come la
questione preminente in ciascuno, la questione della proprietà, non
importa quale il suo grado di sviluppo al momento. Infine, lavorano
ovunque per l'unione e l'accordo dei partiti democratici di tutti i
paesi.
(CW, Vol. 6, p. 519)
Di nuovo, Marx sta enfatizzando la duplice mossa che abbiamo
esaminato nella Sezione II: unirsi con il movimento più ampio
possibile per combattere per la democrazia e per riforme concrete,
mentre simultaneamente preparare i lavoratori a combattere per la
loro liberazione e per l'abolizione completa della proprietà privata
e del capitalismo.
Questa tensione è presente all'interno del Manifesto, ma questa
è la più chiara dichiarazione di idee e la più esplicita guida
all'azione che Marx ed Engels avevano finora prodotto.
Essa rappresenta la cristallizzazione della loro attività di
ricerca e pratica, fusa con l'esperienza dei movimenti dei
lavoratori radicali meglio organizzati all'epoca in Europa. Con
essa, miravano a prevalere su uno strato di migliaia di lavoratori
ed intellettuali radicali. Tutto ciò in un'atmosfera di crescente
tensione sociale e di aspettative in aumento di confronti
rivoluzionari con il vecchio ordine europeo. Bruciando tutti i ponti
con il suo passato accademico, Marx va tutto alla fine:
I comunisti disdegnano nascondere le loro opinioni ed i loro
scopi. Dichiarano apertamente che i loro fini possono raggiungersi
soltanto con il rovesciamento forzato di tutte le esistenti
condizioni sociali. Lasciate tremare le classi dominanti per la
rivoluzione comunista. I proletari non hanno nulla da perdere che le
loro catene. Hanno un mondo da conquistare.
LAVORATORI DI TUTTI I PAESI UNITEVI! (519)
Nel corso dei decenni seguenti, questa chiamata all'azione
sarebbe diventata la più importante dichiarazione di principi per il
movimento socialista rapidamente in espansione e sempre più
internazionale. Il Manifesto ha introdotto centinaia di
migliaia di persone alle idee fondamentali del socialismo
rivoluzionario e continua a farlo oggi. Così no aspettate che
Jacob Marley sferragli le sue catene nel vostro soffitto--prendete
una copia oggi e mettetevi a lavorare.
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La mia prossima rubrica offrirà una rassegna critica di questo
primo periodo della teoria politica di
Marx and Engels mentre si sviluppava prima delle rivoluzioni del 1848
con riferimento alle
mie rubriche
precedenti.
Todd Chretien è un attivista di
lunga data della Bay Area.
Contribuisce
frequentemente all'International Socialist Review
ed a Socialist Worker
sui temi della politica USA e latinoamericana e
sulle idee della tradizione marxista.
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