Perché il Sudan rifiuta le truppe dell'ONU
15 settembre 2006
|
Il 4 settembre i tentativi USA di ristabilire l'occupazione ed il dominio coloniale hanno subito una nuova battuta d'arresto. Il governo del Sudan si è rifiutato di permettere alle forze delle Nazioni Unite di essere dispiegate nella sua regione occidentale del Darfur. Il 1° settembre gli USA e la Gran Bretagna avevano spinto per mezzo della Risoluzione 1701 attraverso il Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Essa chiedeva l'invio di più di 20.000 truppe ONU in Sudan perché prendessero il posto di 7.000 soldati dell'Unione Africana. Il consigliere presidenziale Mustafa Osman Ismail rispose che il governo sudanese respingeva il passaggio dalle forze dell'Unione Africana, che aveva accettato, ad una maggiore presenza dell'ONU, perché l'obiettivo del mandato ONU è il "cambio di regime". (Reuters, 4 settembre) Gli USA hanno sostenuto che è essenziale che le forze ONU rimpiazzino le truppe dell'Unione Africana perché queste ultime non sono finanziate adeguatamente, con personale insufficiente e male equipaggiate per il ruolo di "peacekeeping" che era stato loro assegnato. Inoltre, è la NATO dominata dagli USA che si supponeva dovesse fornire la logistica, i trasporti aerei, l'equipaggiamento ed i rifornimenti per la forza dell'Unione Africana. La Russia, la Cina ed il Qatar si sono astenuti dal voto al Consiglio di Sicurezza dell'ONU e lo hanno criticato, sebbene né la Cina né la Russia abbiano esercitato il diritto di veto. La risoluzione stabilisce che il dispiegamento avrebbe luogo "sulla base dell'accettazione del governo [sudanese]". Viene organizzata dagli USA una campagna di pressione internazionale per costringere il Sudan ad accettare forze esterne. Il Sudan ha buone ragioni per essere sospettoso di qualsiasi risoluzione spinta da USA e Gran Bretagna. La Gran Bretagna è la brutale ex dominatrice coloniale del Sudan. Si è sempre opposta alla sovranità del Sudan. Per quanto riguarda Washington, il cambio di regime--il rovesciamento del governo--in Sudan è nell'agenda di entrambe i partiti Repubblicano e Democratico. Le sanzioni degli USA e le barriere agli investimenti, al commercio, ai crediti ed ai prestiti sono in vigore per più di un decennio. Nel 1998, durante l'amministrazione Clinton, 17 missili da crociera USA hanno distrutto la fabbrica di medicinali di El Shifa, la più importante fonte delle medicine di base delle quali il Sudan necessita disperatamente. Il Sudan è ben consapevole di come gli USA hanno utilizzato una risoluzione ONU del 1990 per giustificare i bombardamenti che distrussero le infrastrutture dell'Iraq. I 13 anni di sanzioni ONU all'Iraq, che Washington aveva chiesto, risultarono nella morte di più di 1,5 milioni di iracheni. Gli USA hanno occupato la Corea del Sud per più di 50 anni in base ad una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Più di 4 milioni di coreani sono morti nella guerra di Corea del 1950-53, che fu combattuta sotto la bandiera dell'ONU. Le forze ONU in Jugoslavia, Congo e Haiti sono state una copertura per l'intervento e l'occupazione USA ed europea. Non sono mai state una forza per la pace o la riconciliazione. Nonostante le espressioni della risoluzione ONU, degli importanti funzionari del Dipartimento di Stato USA hanno insistito perché il testo della risoluzione permetta alle truppe ONU di spostarsi nel Darfur, persino senza l'accordo del Sudan. Ma i diplomatici riconoscono che è improbabile che altri paesi contribuirebbero con delle truppe in una missione alla quale il governo sudanese si oppone. Il Sudan ha promesso di attaccare qualsiasi forza che entri nel paese non invitata. (French Press Agency [AFP], 1° settembre) Tutti i paesi dell'ONU sanno che il Pentagono ha la capacità di fare sbarcare forze ovunque sul pianeta. Sanno che utilizzando uno schiacciante potere di fuoco e tattiche di "urto e timore" può occupare un paese. Ma il mondo intero sa pure che in Iraq, Afghanistan ed ora in Libano, una resistenza popolare determinata non può essere sconfitta così facilmente. Il Sudan è il più grande paese dell'Africa--grande quanto tutta l'Europa occidentale. La regione occidentale del Darfur è più grande dell'Iraq. Se 150.000 truppe USA non possono sottomettere l'Iraq, 20.000 truppe ONU nel Darfur potrebbero fronteggiare una resistenza prolungata nella regione nota per il suo antico sentimento anticoloniale. Il vicepresidente sudanese Ali Osman Taha ha promesso che il suo paese manterrebbe la propria opposizione ad una forza ONU per il Darfur e ha inneggiato a Hezbollah come ad un modello di resistenza. "Abbiamo opzioni e piani per fronteggiare l'intervento internazionale", ha detto. (AFP, 1° settembre) La campagna "Salvare il Darfur" La campagna internazionale per fare pressione sul Sudan ha tra i suoi sponsor proprio le forze politiche che sono state le più forti sostenitrici dell'invasione USA dell'Iraq. Un raduno ben finanziato per "Salvare il Darfur" viene organizzata per il 17 settembre a New York in Central Park per chiedere che le forze ONU siano inviate in Sudan. Il raduno avrà come protagonisti delle celebrità, famosi gruppi musicali ed importanti politici USA--sia repubblicani che democratici. Il raduno è un deliberato tentativo di dividere il movimento contro la guerra USA in Iraq, di demonizzare ulteriormente gli arabi ed i musulmani e di cercare di vendere una nuova guerra come un'impresa umanitaria. Alcuni dei gruppi che esprimono grande preoccupazione per i rifugiati nel Darfur sono stati zitti o degli attivi sostenitori dei bombardamenti israeliani sul Libano che hanno prodotto oltre 1 milione di rifugiati. Erano tra i più energici sostenitori dell'invasione e dell'occupazione USA dell'Iraq. Il presidente George W. Bush ha incontrato gli organizzatori della Campagna Salvare il Darfur alla Casa Bianca ed ha elogiato i loro sforzi. Sebbene la Campagna Salvare il Darfur elenchi molti difensori civili e religiosi dei diritti umani, la campagna è una iniziativa delle organizzazioni evangelico-cristiane di estrema destra e delle principali organizzazioni sioniste. Il Jerusalem Post del 27 aprile, in un articolo intitolato "Gli ebrei USA guidano la pianificazione del raduno per il Darfur", ha descritto il ruolo di prominenti organizzazioni sioniste in un simile raduno "Salvare il Darfur" a Washington, D.C. il 30 aprile. L'Associazione Nazionale degli Evangelici, l'Alleanza Evangelica Mondiale ed altri gruppi religiosi che sostengono vigorosamente Bush sono l'altra forza principale nella coalizione per il Darfur. La pretesa di un genocidio nel Darfur è stata per primo sollevata dal gen. Colin Powell nel 2004, quando era segretario di stato. Il Sudan era nella lista degli obiettivi degli USA per il "cambio di regime" sia durante l'amministrazione Clinton che durante quella Bush. Nonostante gli sforzi grossolani da parte dei media corporativi di semplificare il conflitto come una lotta di invasori "Janjaweed" arabi contro dei popoli africani, è importante sapere che tutti i gruppi che si combattono sono africani, tutti sono indigeni o locali della regione e tutti i gruppi in lotta sono musulmani sunniti. L'arabo è la lingua comune, assieme a centinaia di dialetti locali. Il Sudan ha una delle popolazioni del mondo delle più etnicamente diverse. Oltre 400 gruppi etnici hanno la loro lingua o il loro dialetto. Nell'area infuria una carestia dovuta ad una siccità lunga due decenni attraverso il nord Africa. La lotta per gli scarsi approvvigionamenti idrici ha opposto agricoltori di sussistenza a pastori nomadi di sussistenza. Vi è un argomento che tutte le forze che affermano di essere preoccupate per il popolo del Sudan non menzionano mai: il ruolo dell'imperialismo nel mantenere il Sudan povero e sottosviluppato. Il Sudan ha vaste risorse e ricchezze minerali. La politica di Washington verso il Sudan è imperniata sull'infiammare gli antagonismi nazionali e religiosi sia nel sud che nell'ovest cosicché le società USA potessero prendere il controllo dello sviluppo dei ricchi depositi di petrolio, oro, uranio e rame che potrebbero rendere prospero il Sudan. Il governo USA potrebbe essersi assicurato una risoluzione ONU nel suo più recente tentativo di tiranneggiare il Sudan. Ma il problema vero è che l'impero USA è esteso eccessivamente ed incapace di riuscire in nessuna delle guerre che ha scatenato per dominare il globo. L'utilizzo da parte di Bush del termine bigotto "islamofascismo" e la sua dichiarazione di una infinita III guerra mondiale contro i paesi che lottano per difendere la loro sovranità nazionale ha incontrato resistenza dall'Iraq all'Afghanistan al Libano. Le sue nuove minacce contro Siria, Iran, Somalia e Sudan faranno pensare due volte a più paesi prima di firmare per essere servitori sul terreno per il dominio delle società degli USA.
|
![]()