26 giugno 2006
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"Tutta la nostra storia rivela che non abbiamo mai combattuto una
guerra difensiva". -- Generale USMC Smedley Butler, 1933 E' ben documentato che tutti i governi mentono. E' anche ben noto che mentono di più quando si tratta di guerra. Un governo che propone di attuare una guerra che non finirà durante la nostra vita mente incessantemente e dobbiamo finirla di offrirgli obbedienza. Dobbiamo rifiutarci di dargli i nostri figli. Sfrattiamo i reclutatori delle forze armate dalle nostre scuole e dai centri commerciali della nazione. Senza carne i cannoni del militarismo e dell'impero non possono funzionare. I nostri soldati non hanno niente da guadagnare andando in guerra e tutto da perdere. La guerra è uno stratagemma dell'uomo ricco che, se si sapesse la verità, ignora la volontà del popolo che riguardo ad essa non ha nessuna autorità. Le guerre moderne non hanno nessun eroe ma producono inevitabilmente atrocità ed innumerevoli vittime innocenti. Non vi può essere nessuna giustificazione morale perché delle persone civili di una qualsiasi nazionalità prendano le armi l'una contro l'altra, a meno che una nazione sia direttamente aggredita da un'altra. La guerra è lo strumento di barbari e tiranni e sono provocate da codardi che si nascondono in luoghi sicuri. I motivi fondamentali per la guerra sono sempre avvolti da oscurità e segretezza, altrimenti nessuna persona equilibrata le combatterebbe e saremmo costretti a vivere in reciproco accordo. Comunque, i nostri plutocratici governanti ritengono che la guerra sia più redditizia della pace. Le imprese belliche non possono fare miliardi facendo la pace. D'altra parte, quale presidente degli USA si vanterebbe si essere il presidente del "tempo di pace"? Nella pace non vi è nessuna spacconeria. Armati fino ai denti, gli eroi americani, come esemplificati e glorificati a Hollywood, sono invariabilmente uomini di violenza estrema. Mentre coloro che iniziano la guerra nascondono invariabilmente le loro intenzioni con il linguaggio del patriottismo, le guerre hanno sempre delle cause economiche ed ideologiche. In America le cause della guerra hanno la loro origine nella plutocrazia corporativa. Qui, la guerra è promossa su ordine di una corporation o di un gruppo di corporation che fanno affari in un paese straniero. La ragione abituale è che un governo straniero ha imposto qualche tipo di restrizione su una di queste corporation. Nei casi più virulenti questi paesi non permettono che il loro capitale naturale venga rapinato dai saccheggiatori corporativi o privatizzato ed esportato. Alcuni paesi persino insistono sulla proprietà pubblica delle loro materie prime, il che li rende una grande minaccia per la pace. Le nazioni che non hanno adottato il capitalismo come loro religione tradizionalmente rifiutano di permettere che le loro risorse o il loro popolo vengano sfruttati per il profitto. Questi paesi nazionalizzano i loro beni e, piuttosto che invadere ed occupare altre nazioni, forniscono ai loro cittadini sanità gratuita, istruzione illimitata ed altri programmi di crescita sociale e spirituale. Questi sono i pericoli del socialismo e del comunismo contro i quali veniamo indottrinati dalla nascita; il più grande flagello del male che il mondo abbia mai conosciuto. Questo è ciò che ci insegnano a scuola ed è radicato nella nostra psiche fino alla tomba. Naturalmente, utilizzare la base fiscale per il bene pubblico, creare una economia di pace fiorente per tutti, è certamente non americano ed anticapitalista. E' una pericolosa ideologia alla quale non deve essere permesso diffondersi, perché non risulti in scoppi di democrazia, prolungate esplosioni di pace ed equa distribuzione dei beni e della ricchezza. Se gli è concesso di prosperare, il socialismo significherebbe l'abolizione della plutocrazia e la fine delle divisioni socioecomoniche di classe. Significherebbe l'emancipazione della classe lavoratrice dai suoi dominanti plutocratici. I plutocrati nei loro cuori di pietra sanno che il popolo manca dell'intelligenza e della saggezza per autogovernarsi. Sanno che richiediamo dei capi che siano a noi superiori moralmente ed intellettualmente perché possano insegnarci il valore dei liberi mercati, del libero scambio, della conquista, della proprietà privata e dell'avidità insaziabile. Grazie a Dio, abbiamo loro che si curano di noi e ci stritolano come hamburger per il consumo dell'elite globale. In poche parole, è questo è ciò cui la guerra è relativa quando si riferisce all'esperienza americana. Non vi è nessuna nobile causa per la quale combattere e morire. La guerra riguarda la proprietà di tutto e tutti; la mercificazione della natura e delle persone, soggetti al dominio di una elite economica globale corrotta. La guerra è il risultato delle più vecchie e peggiori nemesi dell'umanità-l'avidità e la brama per il potere sulle vite degli altri. La guerra da parti all'incirca uguali di razzismo, fervente nazionalismo, propaganda e menzogne, mentalità da gregge, religione e la proprietà privata di materiali e mano d'opera. La guerra è l'ammontare dei peggiori attributi dell'umanità, acquistati e pagati nel sangue. Tanto la guerra è terribile che forse esige il suo maggiore pedaggio sui combattenti stessi-i soldati. Agendo secondo l'opinione che stanno diffondendo la luce nelle tenebre del mondo, essi, di fatto, stanno facendo esattamente l'opposto. Stanno soffocando la luce della comprensione, della razionalità e della speranza. Il soldato diventa così la cosa orribile che stanno cercando vanamente di distruggere. Tutto ciò è possibile perché hanno ciecamente seguito uomini senza cuore e senza coscienza, uomini privi di anima, che li hanno tratti con l'inganno nelle fiammeggianti profondità di un inferno dal quale non vi è via di uscita. Questa è la triste realtà della quale siamo testimoni in Iraq e nei 135 paesi dove sono stazionate le nostre forze armate, realizzando l'agenda sociopatica di dominazione globale e dell'impero. Coloro le cui menti non sono veramente le proprie sono suscettibili di controllo da parte degli psicopatici che li userebbero il male, proprio come i soldati tradizionalmente sono stati nei tempi le pedine di re ed imperatori. Le menzogne sposate dai nostri cosiddetti leader non contano sul campo di battaglia. Non contano quando i corpi tornano in scatole di cartone troppo grandi, trainati da carrelli elevatori ai bordi dell'aeroporto e depositati ai piedi di famiglie afflitte come una merce. In un certo senso, è questo quello che sono. Questa è la catena di montaggio di guerra, dove i corpi vengono confezionati ed inviati a casa come un pacco, con la bandiera come un logo aziendale stampato su una scatola con il timbro "Made in America"; dove le vite vengono convertite in contanti per l'elite globale, un dono dalla plutocrazia.
Il
Generale Smedley Butler aveva ragione quando nel 1933 diceva che la
guerra è un crimine. Lo è ancora e lo sarà sempre. La guerra è il
sommo disprezzo per la vita; il supremo tradimento del potenziale
umano.
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