Black Agenda Report

The journal of African American political thought and action

 

La guerra sostenuta dagli USA in Somalia arriva in Uganda,

minaccia di appiccare il fuoco all'intera regione

Martedì 20/07/2010

Un commento di Glen Ford a Black Agenda Radio

 

La guerra USA contro la Somalia si espande verso l'esterno e "ora è scoppiata indietro all'Uganda", l'alleato degli USA che, "assieme alla minoranza della dittatura tutsi in Ruanda, è la più fidata forza mercenaria dell'America nell'Africa nera". L'Etiopia ed il Kenia si preparano ad unirsi all'Uganda in un'offensiva contro la resistenza somala, per salvare il mini-stato fantoccio degli americani a Mogadiscio.

 

La guerra sostenuta dagli USA in Somalia arriva in Uganda, minaccia di appiccare il fuoco all'intera regione

Un commento di Glen Ford a Black Agenda Radio

 

Le bombe che sono esplose a Kampala all'inizio di questo mese, uccidendo 76 persone e scatenando un'ondata di arresti e deportazioni del regime ugandese, sono le conseguenze di precedenti azioni che si fanno sentire della guerra sponsorizzata dagli USA in Somalia. I media controllati USA trascurano ripetutamente di osservare che i militari ugandesi ed altri alleati africani degli USA sono tutto ciò che evita al farsesco mini-governo sostenuto dagli USA in Somalia di essere sfrattato dai pochi quartieri che ancora controlla a Mogadiscio, la capitale somala. Il resto della Somalia meridionale e centrale appartiene allo Shabab e ad altri gruppi islamisti, che hanno guadagnato le loro credenziali nazionaliste combattendo le truppe etiopiche che hanno invaso la Somalia con il pieno appoggio degli USA alla fine del 2006. L'invasione ha interrotto un breve periodo di relativa pace in Somalia e precipitato il paese in quella che i funzionari delle Nazioni Unite hanno chiamato la peggiore crisi umanitaria in Africa – peggiore del Darfur".

Lo Shabab ha giustificato gli attentati esplosivi in Uganda per il fatto che le truppe ugandesi uccidono da anni civili somali. Sotto la maschera di peacekeepers dell'Unione Africana, i soldati dell'Uganda e del Burundi sono stati capaci di tenere aperta la strada per l'aeroporto di Mogadiscio, l'ancora di salvezza del regime somalo per le armi ed i rifornimenti USA. Ma lo stato fantoccio è un governo soltanto di nome, senza l'appoggio popolare per mettere in campo un esercito in grado di difendersi. La fazione residua è stata ridotta a reclutare soldati bambini di 12 anni,  costringendo il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a minacciare sanzioni. Di tutti i governi del mondo, soltanto gli Stati Uniti e la Somalia non si sono preoccupati di ratificare la Convenzione dell'ONU sui Diritti dell'Infanzia, che bandisce l'utilizzo di soldati bambini.

Frustrati dal fallimento del massiccio impiego di armi e denaro USA in Somalia, Washington ha incoraggiato i suoi stati protetti di Uganda, Kenia, Etiopia ed altri a lanciare la loro offensiva contro la resistenza somala, in violazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite. Gli alleati africani di Washington propongono di inviare altre 15.000 truppe in Somalia per partecipare a operazioni offensive. Questo comprenderebbe il rientro formale dei soldati etiopici, alcuni dei quali non hanno mai lasciato la Somalia, e migliaia di truppe dalla grande minoranza somala del Kenia e altre dai campi profughi somali una violazione del diritto internazionale.

Gli attentati a Kampala devono essere intesi nel contesto di questo allargamento pianificato della guerra in Somalia. Il conflitto si è ora ritorto contro l'Uganda, il cui uomo forte, Yoweri Museveni, ora utilizza gli attentati per  giustificare la già programmata offensiva somala. Assieme alla dittatura della minoranza tutsi in Ruanda, l'Uganda è la più fidata forza mercenaria dell'America nell'Africa nera. Entrambe i paesi portano gran parte della responsabilità per la morte di milioni di persone nel Congo orientale, in seguito alle loro invasioni con l'appoggio degli Stati Uniti.

Anche il Kenia certamente sarà ulteriormente destabilizzato nel corso dell'offensiva in Somalia.

Questo è ciò che passa per "influenza indiretta" nell'amministrazione Obama: armare ed istigare gli africani a combattersi l'un l'altro. Si ritorcerà contro gli Stati Uniti, più presto che più tardi ma non prima che altre molte migliaia di africani siano morti. Per Black Agenda Radio, Sono Glen Ford. In rete, andate a www.BlackAgendaReport.com.

Il direttore esecutivo di BAR Glen Ford può contattarsi a Glen.Ford@BlackAgendaReport.com.