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Nel mondo biologico, un parassita vive a spese dell'ospite,
succhiando fuori le sue sostanze nutritive e le sue forze vitali e,
talvolta, uccidendolo. Naturalmente le analogie hanno i loro limiti, ma
nondimeno possono essere suggestive. E questo è certamente così nel caso
dello sfrenato parassitismo finanziario che è diventato la
caratteristica dominante dell'economia americana e, per estensione,
dell'economia mondiale nel complesso.
Un articolo pubblicato questa settimana sul
Wall Street Journal
espone dettagliatamente
parecchio dell'impatto degli
hedge fund
sulle operazioni delle
maggiori corporation USA e la maniera in cui la loro insaziabile
spinta al profitto attraverso manipolazioni finanziarie sta succhiando
la linfa vitale fuori dall'economia e contribuendo al suo crollo in
aggravamento.
L'articolo è basato su uno studio condotto per il quotidiano da
S&P Capital IQ.
Ha scoperto che le società dell'indice
S&P 500
avevano "nel 2013 decisamente incrementato la spesa per dividendi e
riacquisti [di azioni] ad una media del 36% del
cash flow operativo, dal 18% nel 2003". Il raddoppio di
questo tasso è stato accompagnato da un calo della spesa da parte di
quelle società in impianti ed attrezzature, dal 33% al 29% nel corso
dello stesso periodo.
Lo studio ha scoperto che nelle società prese di mira dai
cosiddetti "investitori attivisti"—vale
a dire,
hedge fund
che detengono centinaia di milioni di dollari e talvolta miliardi di
dollari
per conto dei loro ricchi investitori—le
cifre erano ancora più alte. Le società bersagliate hanno ridotto la
spesa di capitale dal 42% al 29% del
cash flow operativo ed aumentato la spesa per dividendi e
riacquisti di azioni dal 22% al 37% del
cash flow operativo.
Uno dei fattori principali che facilitano queste operazioni è stata
la fornitura di denaro ultra a buon mercato da parte della
Federal Reserve
USA, che ha tenuto i tassi ufficiali d'interesse a quasi zero, portando
a tassi d'interesse storicamente bassi nei mercati finanziari. Gli
hedge fund
sono in grado di utilizzare denaro preso in prestito per acquisire
grandi quote di proprietà nelle corporation e quindi premere per il
riacquisto di azioni ed il pagamento di accresciuti dividendi. A
loro volta i riacquisti possono essere finanziati attraverso fondi presi
in prestito a bassi tassi d'interesse.
Lo scopo è di produrre la crescita del prezzo delle azioni della
società o di generare un aumentato flusso di dividendi che ritornano
grandi profitti per gli "attivisti" spesso accompagnati da tagli dei
posti di lavoro o dalla totale chiusura di parti della società
bersagliata che si giudica non fornisca un contributo sufficiente ai
"fondi degli azionisti". Alla fine del processo, sono stati messi in
tasca vasti profitti, senza che sia stato creato un singolo atomo
di nuova ricchezza, mentre la capacità produttiva è stata ridotta.
La conseguenza di queste operazioni vampiresche sono più rilevanti
nelle grandi industrie. I giganti dell'energia USA, che hanno sprecato
miliardi in riacquisti, dividendi e fusioni, da decenni si rifiutano di
investire in infrastrutture, portando ad una situazione nella quale i
lavoratori sono sottoposti a 16 ore al giorno ed a condizioni lavorative
sempre più pericolose. Nello stesso modo, le imprese dell'industria
automobilistica e delle telecomunicazioni sono tristemente note per la
loro resistenza agli aumenti salariali, mentre sono impegnate nella
stessa manipolazione finanziaria.
Più grave la crisi economica, più frenetica la speculazione.
L'articolo osservava che dal 2010 il numero delle campagne degli
attivisti dirette ad assicurare i riacquisti e gli accresciuti dividendi
era salito del 60%. Lo scorso anno vi sono state 348 di queste campagne,
il massimo dal 2008, ed ulteriori 108 nel primo trimestre di quest'anno.
Ora gli
hedge fund
controllano $130 miliardi di attività, più del doppio dell'ammontare che
detenevano nel 2011. Ciò significa che una volta che prendono in
prestito questi fondi attraverso prestiti a tassi ultra-bassi possono
prendere a bersaglio praticamente ogni corporation.
Gli aspiranti riformisti dell'economia capitalista sosterranno
senza nessun dubbio che questi pericoli possono essere superati
attraverso lo sviluppo di meccanismi di aumentate regole per promuovere
la parte "buona" dell'attività aziendale—ricerca
e sviluppo ed investimenti reali
—mentre si agisce per controllare la parte "cattiva"—parassitismo.
Ma la domanda resta: Perché è apparso ora?
Sono all'opera proprio le tendenze sottostanti al centro
dell'economia capitalista. La pressione a lungo termine verso il basso
del tasso di profitto, che ha portato alla continua ristrutturazione
dell'economia capitalista americana e globale nel corso dei quattro
decenni passati è la forza motrice dietro la crescita della speculazione
e del parassitismo.
Il ben noto vorace investitore di
hedge
fund
Carl Icahn, citato nell'articolo del
Wall Street Journal ,
ha indicato queste tendenze affermando che l'economia stava
"venendo trascinata giù da troppi CEO mediocri ed è pericoloso se la
redditività va giù nonostante i tassi d'interesse siano a zero".
Tuttavia, questo fare ricorso alla teoria dell'"uomo cattivo"
dell'economia non passa nemmeno un esame preliminare. Le stesse tendenze
sono chiaramente visibili anche in Europa e per tutte le maggiori
economie capitaliste mondiali dove, nonostante tassi d'interesse
ultra-bassi, gli investimenti restano a livelli storicamente depressi,
riflettendo la mancanza di sbocchi redditizi.
Inoltre, ogni tentativo di separare la parte "buona" e la parte
"cattiva" delle imprese incontra il fatto, come ha spiegato Marx
all'epoca della comparsa delle società per azioni alla metà del 19°
secolo, che l'origine del parassitismo è alloggiata proprio nella loro
struttura. La formazione di tali società, scrisse, "riproduce una nuova
aristocrazia finanziaria, un nuovo genere di parassita sotto la veste di
promotori della società, speculatori e semplici direttori nominali: un
intero sistema di imbrogliare e frodare riguardo alla promozione di
società, all'emissione delle azioni ed al commercio delle azioni".
Per un intero periodo di sviluppo capitalista, nonostante imbroglio
e frode, le imprese di società per azioni hanno facilitato lo sviluppo
delle forze produttive attraverso l'aggregazione di capitale per
finanziare sviluppi su vasta scala, che hanno sostenuto i livelli di
vita della massa della popolazione. Quei giorni sono da lungo andati.
L'elevazione del parassitismo al meccanismo fondamentale di
accumulazione del profitto è legato alla crisi oggettiva del capitalismo
e, connesso a questa, all'assoluta stretta alla gola dell'aristocrazia
finanziaria su ogni aspetto della vita politica ed economica.
L'imbroglio, la frode e la distruzione delle forze produttive—soprattutto
attraverso l'impoverimento della forza produttiva più importante di
tutte, la classe lavoratrice—sono
sintomi dell'imputridimento e della decomposizione dell'intero ordine
socioeconomico.
Questo stabilisce il caso irrefutabile per
prendere nella proprietà pubblica le maggiori corporation, le banche e
l'intera industria finanziaria come parte della ristrutturazione
socialista della vita economica. Questo è il prerequisito per fondare
una società dove le forze produttive, create dal lavoro della classe
lavoratrice, possano essere utilizzate per l'avanzamento sociale.
Nick Beams
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