OrientalReview.org

Open Dialogue Research Journal

 

Allarme: rumor di sciabole di sospetti clintoniani

 alla Russia per l'Ucraina. Guerra in arrivo?

Martedì, 3 febbraio 2015

di William DUNKERLEY (USA)

 

Lunedì 2 febbraio l'Ucraina è sbalzata in cima alle notizie USA.

Nella settimana precedente i notiziari sono stati occupati da una tempesta di neve che ha minacciato di paralizzare il nordest degli USA; attacchi di militanti, situazioni con ostaggi e minacce di morte che riguardano tutte islamisti; squadra della NFL accusata di imbrogliare con palle morbide; pettegolezzi sull'imminente Super Bowl e, naturalmente, l'evento stesso la domenica. Ha attirato un pubblico senza precedenti di 114,5 milioni di spettatori.

Quindi, il giorno dopo, con poca preparazione, sbam, la storia importante era l'Ucraina. Ha colpito come una bomba.

Cosa era accaduto durante la notte per rafforzare tutto questo furore di notizie? Nulla che potevo vedere.

Ma per un opportunista era tempo di avere una giornata campale. La distrazione del Super Bowl era fuori dalle notizie. Come conseguenza vi era un grosso vuoto che aspettava di essere riempito. E così, bingo, vi era una immediata, grossa storia sull'Ucraina.

Sembra che il New York Times abbia giocato un ruolo iniziale avvio. “U.S. Considers Supplying Arms to Ukraine Forces, Officials Say” era il titolo che lunedì annodava a pagina uno della sua edizione di New York. La versione online collega ad un rapporto convenientemente appena pubblicato intitolato “Preserving Ukraine’s Independence, Resisting Russian Aggression: What the United States and NATO Must Do”.

Vi è qualcosa in questo rapporto che risaltava vividamente: tutti eccetto uno degli otto autori hanno connessioni prontamente verificabili con la famiglia Clinton.

Una degli autori è Michele A. Flournoy , che il Times descrive come il "primo candidato a servire come segretario della difesa se Hillary Rodham Clinton sarà eletta presidente".

Mentre leggevo oltre questo rapporto, la cosa principale che ho scoperto è che il suo contenuto è spazzatura.

Let me give you just a couple of concrete examples:

Lasciate che vi dia soltanto un paio di esempi concreti. [Il New York Times è uno dei media di testa nella falsa informazione sull'Ucraina]

Primo, il rapporto sostiene che il presidente ucraino Victor Yanukovych "ha abbandonato la sua posizione". Questa è in modo dimostrabile una menzogna. In realtà, i dati dimostrano che è fuggito per salvarsi la vita dopo essere stato minacciato da teppisti che premevano per il trasferimento incostituzionale del potere, quello che è avvenuto.

Quindi il rapporto è intessuto di accenni che suggeriscono che la Russia stia preparando un'avanzata militare anche in Europa. Quale è la base per questo? Il rapporto afferma che "Attualmente Mosca cerca di creare un conflitto congelato in Ucraina orientale come mezzo per fare pressione e destabilizzare il governo ucraino".

Ma dove sono le prove per sostenere queste asserzioni? La Russia non ha mai proclamato questi obiettivi. Questi clintoniani che hanno scritto il rapporto sono lettori della mente?

Questo mi sembra seminare paura mirato ai vulnerabili intellettualmente e ad altri che non si prendono il tempo di riflettere criticamente su questo. In altre parole, sono soltanto sciocchezze.

Paurosamente, il rapporto raccomanda: "Gli Stati Uniti e la NATO  devono rispondere, sia per appoggiare l'Ucraina che per respingere l'inaccettabile sfida della Russia all'ordine della sicurezza europeo post-bellico. Ciò richiederà più assistenza militare, alcuna letale ma nessuna offensiva. Dovessimo ritardare l'azione, l'occidente dovrebbe aspettarsi soltanto  che il prezzo aumenti. Se non dovessimo agire in modo più vigoroso, possiamo aspettarci di affrontare ulteriori incursioni russe, inclusi forse tentativi di ridisegnare altrove i confini e tentativi di intimidire gli ex stati sovietici per ché accettino l'influenza russa".

Quando compivo ricerche per il mio libro Ukraine in the Crosshairs, ho esaminato attentamente molte delle accuse sulla crisi ucraina ed il ruolo della Russia. Quello che ho scoperto è che la maggior parte delle storie erano senza basi reali. Molti rapporti dei media, per esempio, sostenevano che Yanukovych fosse stato messo sotto accusa. Ma non lo è stato. Persino l'attuale governo di Kiev lo ammette, non lo è stato. Ammette inoltre che nel rimpiazzarlo non è stata seguita la costituzione.

Quindi vi sono  stata le prove offerte dal Dipartimento di Stato dei russi che giocavano un ruolo nel conflitto in Ucraina orientale. Dei funzionari hanno distribuito delle fotografie confuse dichiarando che mostravano un operativo militare russo visto in Georgia durante la guerra con la Russia del 2008. Una fotografia compagna mostrava presumibilmente lo stesso uomo barbuto individuato in Ucraina orientale. Queste erano le prove.

Ma non era lo stesso uomo. Sono stato in grado di vedere rapidamente online delle copie ad alta risoluzione di quelle fotografie confuse. Ciò che ho visto è che vi erano due uomini diversi. Neppure le loro barbe erano le stesse. Questo è soltanto uno degli esempi che ho documentato in Ukraine in the Crosshairs.

Nel libro suggerisco inoltre chi è probabile tragga vantaggio dal genere di rumor di sciabole che è manifestato dei clintoniani.

Non possiedo nessuna informazione riservata su che ruolo la Russia stia o non stia giocando nella crisi ucraina. Ma, se la gente che sta cercando di convincerci della storia mainstream sta mentendo, cosa ci dice questo dei fatti? Cosa sta realmente accadendo? Se avessero dei fatti veri, perché non utilizzerebbero quelli invece di cercare di  rifilarci una misera fabbricazione?

Il rapporto “Preserving Ukraine’s Independence, Resisting Russian Aggression: What the United States and NATO Must Do” è fondamentalmente disonesto. Non dovrebbe essere creduto. E' un tentativo lucido ed attentamente disegnato di influenzare gli americani per far loro credere una trama che proprio non è reale.

William Dunkerley  è un analista e consulente delle imprese dei media basato a New Britain, Connecticut, USA. Lavora estesamente con organizzazioni dei media in Russia ed in altri paesi ex comunisti e ha consigliato leader governativi sulle strategie per costruire la libertà di stampa ed un settore dei media sano. E' Senior Fellow all'American University di Mosca.