10 febbraio 2009 | di De-Construct.net |
La responsabilità penale dei leader della NATO è ancora senza un verdetto legaleIl Movimento Nazionale Serbo 1389 ed il Movimento del Popolo della Serbia hanno inviato una lettera al presidente del Tribunale Distrettuale di Belgrado, chiedendo che il pubblico sia informato sul progresso di una causa contro 14 leader di stati membri della NATO che presero parte all'aggressione alla Serbia dal 24 marzo all'11 luglio 1999. "Un intero decennio dopo l'aggressione della NATO non vi è nessun verdetto legale emesso contro i criminali di guerra responsabili della morte di circa 2.500 cittadini. Dopo la sospensione di un precedente verdetto della Corte Suprema, interrompendo il processo per conto del Tribunale Distrettuale e dopo la sospensione dei Tribunali Militari, non è chiaro se e davanti a quale tribunale venga condotto il processo contro i criminali della NATO. In conformità con la legge sull'assunzione di autorità dei Tribunali Militari, il caso avrebbe dovuto essere restituito al Tribunale Distrettuale di Belgrado nel 2004", affermava la dichiarazione emessa dall'SNM 1389. "Dal momento che il delitto di crimine di guerra non si estingue mai e che la maggioranza degli accusati non occupano più importanti funzioni statali nei loro paesi, consideriamo questo il momento giusto per aprire la questione della loro responsabilità penali. Nel caso risulti che il processo non sia condotto dinanzi a nessun tribunale, SNM 1389, in cooperazione con altre organizzazioni che prendono parte alla rappresentazione della commemorazione dei 10 anni dall'aggressione, sottoporranno una nuova causa dinanzi ai tribunali nazionali contro i criminali della NATO", dichiarava la lettera. In Serbia la NATO uccide ancoraLe ultime scoperte sulla drammatica crescita nel numero delle malattie maligne nel territorio della Serbia dimostra che la "Missione Angelo Misericordioso" della NATO — come è stato soprannominato da funzionari USA il bombardamento di 3 mesi della Serbia — dieci anni dopo continua ad uccidere la popolazione della Serbia.I dati raccolti dal Dr. Nebojsa Srbljak, presidente della ONG "Angelo Misericordioso" di Kosovska Mitrovica nella provincia meridionale serba del Kosovo-Metohija, mostrano che il numero dei pazienti di cancro dall'aggressione NATO del 1999 è del 200% più alto che prima del bombardamento. La causa principale della crescita accelerata delle malattie maligne è l'uranio impoverito che le forze della NATO utilizzarono per bombardare la Serbia per 78 giorni. Durante l'aggressione, la NATO sganciò sulla Serbia più di dieci tonnellate di uranio impoverito in 31.000 proiettili al DU. Srbljak ha messo in evidenza che i medici erano stupiti dal drastico incremento nelle malattie cancerogene, specialmente per il fatto che un gran numero di giovani erano colpiti dal cancro. - Soltanto in una unità che era appostata a Košare [avamposto dell'esercito jugoslavo nella provincia del Kosovo, vicino alla frontiera con l'Albania, bombardato pesantemente più volte] 12 soldati sono morti di cancro. - ha affermato Srbljak, aggiungendo che un paziente ha tossito fuori un pezzo di tessuto contenente iodio-131 radioattivo. Srbljak ha ricordato che le emanazioni radioattive maligne sono una conseguenza diretta del bombardamento e dell'utilizzo eccessivo di munizioni radioattive, caricate con uranio impoverito. Secondo i dati, prima dell'aggressione della NATO 10 cittadini serbi su 300.000 erano affetti da malattie cancerose a qualche punto della vita, mentre ora 20 persone su 60.000 prendono la malattia. A causa dell'improvvisa drastica crescita delle malattie maligne, egli consiglia che il problema dovrebbe essere sollevato a livello nazionale, con una serie di misure create dallo stato per la prevenzione ed il controllo della malattia.
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