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La mattina di mercoledì 27 maggio, la regina
-
per conto
dei conservatori e del resto del marcio
establishment
dominante
-
ha annunciato le misure
che questo governo dei ricchi
avrebbe implementato nel periodo davanti; le ultime in una lunga fila di
attacchi contro lavoratori, giovani e disoccupati.
Più tardi quello stesso giorno,
migliaia di giovani militanti e radicali
hanno manifestato
attraverso le vie di
Westminster
e di
Whitehall,
urlando slogan rivoluzionari contro l'elite politica che occupa questa
cittadella del capitalismo. Marciando direttamente verso il 10 di
Downing Street,
dove la
People’s Assembly
aveva organizzato un raduno stazionario di oratori, questi giovani
rivoluzionari hanno sfondato le barriere della polizia e "reclamato le
strade", in una protesta rivolta non soltanto contro i conservatori, ma
contro l'intero fallito e guasto sistema politico ed economico.
Questa scena dice più di quanto potevano dire un migliaio di parole
sui compiti che la sinistra ed il movimento dei lavoratori hanno oggi di
fronte. Mentre le forze più dinamiche ed energiche della società
marciavano nelle strade intorno al parlamento richiedendo l'azione
rivoluzionaria, i leader del movimento dei lavoratori erano pre-occupati
a parlare ad una piccola dimostrazione di ritardatari, spiegando ciò che
la maggior parte già sapeva: che questo ultimo governo conservatore per
la gente comune sarà l'inferno; che i tagli hanno inflitto incalcolabile
miseria su milioni di persone; che dobbiamo sbarazzarci dei conservatori
e porre fine all'austerità.
Cambiare o morire
Prima quella mattina,
articolo nel sito web del
Guardian pubblicato da
Owen Jones -
giornalista, scrittore e commentatore politico - sosteneva che "la battuta, ammaccata e demoralizzata sinistra britannica"
ha molto da imparare da Podemos, il nuovo partito politico
(relativamente) radicale in Spagna, creato meno di 18 mesi fa come
conseguenza di anni di mobilitazione di massa di lavoratori e giovani
contro l'austerità, che di recente è sbalzato in prominenza alle
elezioni regionali spagnole.
"Guardate Podemos in Spagna", proclama Jones, "Ha abbandonato i
ferri vecchi della sinistra
– la terminologia e la retorica di una diversa era
– ed ha cominciato a vincere. Alcuni a sinistra
sono troppo abituati a perdere; è diventato quasi
confortante. Il resto di noi deve cambiare, proprio come Podemos,, o
moriremo".
Così, ci viene raccontato, la sinistra ha bisogno di cambiare se
vorrà vincere. Come conseguenza delle recenti elezioni, con i
conservatori che per la prima volta in più di 20 anni hanno ottenuto la
maggioranza, è chiaro che fino a questo punto è corretto. Il modello per
questo cambiamento, suggerisce
Owen Jones, dovrebbe essere
Podemos, con
la sua accettazione di nuove idee e l'abbandono della "vecchia
terminologia e retorica".
Spegnere la sete con l'acqua salata
L'editorialista del
Guardian identifica
correttamente molti dei fallimenti di quella che si auto-definisce
"sinistra". In particolare, Jones castiga quegli "attivisti che si
ritirano in 'luoghi sicuri' online liberi da coloro che la pensano in
maniera diversa" che utilizzano "un linguaggio che spesso sembra inteso
ad escludere, pieno di retorica e di terminologia che soltanto coloro
che sono associati ad ambienti di sinistra possono avere speranza di
digerire".
Effettivamente, in un momento in cui madri sole sono di fronte allo
sfratto dalla loro casa, in cui dimostranti pacifici vengono assaliti
violentemente dalla polizia, vi sono alcuni che sono apparentemente
soddisfatti di costruire i loro "spazi sicuri"
- delle
occupazioni il cui scopo non è di trasformare la società, ma
semplicemente di creare il "socialismo in una stanza".
Ma, come dichiarava uno striscione ad una recente manifestazione
studentesca: "una università libera in una società capitalista è come
una sala conferenze in una prigione". Similmente, nel capitalismo, dove
le reali decisioni sono prese non in parlamento, ma dall'1% dei padroni
e dei banchieri della City e dove il 99% non ha nessun controllo reale
sulla loro vita
- sulla società,
sullo stato o sull'economia
- non vi può
essere nessuno "spazio sicuro" per la classe lavoratrice.
"Per milioni di persone che non sono a conoscenza delle ultime
teorie bizzarre", continua Jones, "questo significa essere cancellati.
Essere "di sinistra" potrebbe diventare un'etichetta culturale, come
essere un appassionato di jazz o un ragazzo emo, un modo per
distinguersi dalla folla ed asserire differenza in un'Inghilterra dell'Ukip".
Non avendo nessuna analisi o spiegazione genuina del perché ci
troviamo in questa crisi senza fine o - in maniera più importante - su
come ne usciamo, gran parte della cosiddetta sinistra ha cercato di
mantenere un senso di radicalismo e di scopo semplicemente scavando
sempre più a fondo nella politica d'identità o in oscure teorie
accademiche - che in definitiva equivale a spegnere la sua sete con
l'acqua salata.
Il risultato sono movimenti autosufficienti, isolati che non sono
né connessi con la massa della gente comune né contribuiscono a cambiare
la società. Quindi,
vi è chiaramente il bisogno della costruzione di una
vera sinistra, di un genuino movimento di massa, con ampio sostegno e
radici tra i lavoratori ed i giovani, come Podemos ha realizzato in
Spagna. La questione è: come?
"Per quelli di noi che vogliono trasformare la società, piuttosto
che soltanto criticare rumorosamente il modo in cui stanno le cose",
asserisce correttamente Jones, "dobbiamo ripensare completamente il
nostro approccio". Come ha affermato
Karl Marx
stesso:
"i filosofi hanno soltanto interpretato il mondo, in vari modi; il
punto, comunque, è di cambiarlo".
Quale la strada in avanti?
Owen Jones ammette che
l'attuale
impasse è "il suo
fallimento tanto quanto il fallimento di chiunque altro", mentre si
protegge da ulteriori critiche evidenziando che,
"Le opinioni a sinistra che raggiungono non importa cosa qualche
rilievo sono castigate come arrivismo o altri motivi ulteriori, oppure
per trascurare di utilizzare la loro piattaforma per promuovere la forma
corretta di politica.
"Piuttosto che vedere come complementari delle strategie
differenti, un fautore di un approccio diverso rischia di venire
accusato di non agire in buona fede".
E' ovvio che vi è un'infestazione di arrivisti all'interno della
politica parlamentare, in modo più evidente con un Partito Laburista che
è sopraffatto da una cabala di blairiti di destra, come evidenziato
dalla lotta in corso per la sua
leadership.
Tuttavia, la nostra critica cameratesca di voci prominenti della
sinistra - siano
Owen Jones, Len McCluskey,
Russell Brand o chiunque altro
- non è che sono degli arrivisti, o che hanno "strategie diverse": è che
sembra abbiano poca se non nessuna strategia affatto su come porre fine
al capitalismo; nessuna risposta alla questione chiave su "quale la
strada in avanti nella lotta contro l'austerità"?
Per esempio,
Len McCluskey è il leader
eletto della singola organizzazione più potente della classe lavoratrice
nel paese. Con 1,5 milioni di membri e come il maggiore finanziatore del
Partito Laburista,
Unite
e Len McCluskey
sono in una posizione dalla quale potrebbero trasformare radicalmente la
condizione della rappresentanza politica della classe lavoratrice in
Gran Bretagna. E tuttavia cosa ha da mostrare per ciò?
Before the
election, McCluskey and the other trade union leaders sowed illusions in
the idea of a benevolent Miliband leadership, keeping quiet on the
industrial front and placing all their faith in a Labour victory, which
they claimed would put an end to the “ideological” cuts of the “nasty”
Tories. Since the election, meanwhile, the union leaders have been
notably absent from the debate surrounding the leadership contest, and
have nothing to offer their members in terms of a left-wing candidate
worth voting for.
Milliband e la sinistra laburista
Altrove,
Russell Brand ha 9 milioni di
seguaci su Twitter ed un milione di
spettatori regolari del suo
video blog su Youtube,
“the Trews”.
Ma, di nuovo, a
cosa ha significato in pratica questo esercito di
social media?
Mentre Brand, nel corso del paio d'anni trascorso, ha contribuito
positivamente a dare espressione alla rabbia ed alla frustrazione che
esistono attraverso la società, nel periodo precedente alle elezioni ha
creato soltanto confusione, prima incoraggiando la gente ad astenersi e
quindi seminando le stesse illusioni in
Milliband
come hanno fatto McCluskey
ed altri leader
del movimento sindacale.
Nel frattempo,
Jones
e John McDonnell,
assieme ad altri di sinistra, come
Jeremy Corbyn ecc.,
nel corso degli anni hanno messo su una lotta coraggiosa
all'interno del Partito Laburista. Ma, la sinistra laburista non è mai
stata così debole.
Nel suo ultimo articolo su Guardian,
Jones
afferma che "Non
abbiamo tempo per prepararci emotivamente ad un governo a
maggioranza Tory" e che questa "demoralizzazione è combinata con la
farsa che è il 'dibattito' della
leadership laburista". Ma
chi in primo luogo ha creato questa "farsa"? Perché i leader sindacali e
della sinistra laburista non hanno organizzato una sfida opportuna per
la
leadership, lasciando il
campo spalancato ai blairiti?
"Loro non ci rappresentano!"
Owen Jones enfatizza il
bisogno di emulare Podemos,
richiedendo
argomenti appassionati che siano
"convincenti, coerenti e comunicati con un linguaggio che la gente possa
comprendere", mentre asserisce correttamente che "le statistiche ed i
fatti non otterranno il sostegno di milioni...Ma molti potrebbero
ottenersi al di sopra da una sinistra che abbia imparato a comunicare in
una maniera che sia convincente ed ispirata".
In realtà, il fattore principale dietro al successo di Podemos non
è questa o quella politica, questa o quella richiesta. Piuttosto, è la
sua immagine complessiva e come viene percepito dalla gente comune.
Podemos è più popolare quando chiama a raccolta contro i ricchi, contro
il capitalismo, contro la corruzione e
“la casta” -
l'Establishment.
Allo stesso tempo, mentre tutti i partiti ed i politici tradizionali in
Spagna sono visti come parte dell'Establishment, Podemos - a
causa delle sue origini nei movimenti sociali e negli scioperi nel corso
degli anni passati - viene visto come essere una voce reale della classe
lavoratrice e dei giovani.
Qui in Gran Bretagna, si può vedere in parte lo stesso fenomeno con
l'ascesa dell'SNP, sul dorso della campagna per l'indipendenza. Qui vi è
un partito, ora di oltre 100.000 membri, che ha attirato una massa di
lavoratori e di giovani sulla base di una retorica infuocata, rivolta
direttamente ai conservatori, a
Westminster
ed all'intero marcio
Establishment.
In ultima analisi, non saranno i discorsi o personaggi popolari a
cambiare la consapevolezza
en masse,
ma il colpo di
martello
degli eventi stessi, mentre la crisi eterna del capitalismo
infligge taglio su taglio, attacco dopo attacco, sulle condizioni di
vita del 99%. E sono questi stessi colpi di martello che creeranno
in Gran Bretagna il movimento di massa dal quale sorgerà una
genuina sinistra di massa - come è stato il caso con Podemos.
Naturalmente un simile movimento dovrà assumere le richieste e le
questioni del giorno - per posti di lavoro, salari, alloggi ecc. Ma per
collegarsi veramente con la massa dei lavoratori e dei giovani
radicalizzati, per collegarsi veramente con l'umore e la rabbia che oggi
esistono nella società, ogni vero movimento di massa ed una sinistra
genuina dovranno apparire fermamente contro il corrotto
Establishment ed il decrepito
sistema capitalista che difende ed offrire invece una genuina
alternativa rivoluzionaria all'austerità. Con il mondo ora nel suo
settimo anno di crisi economica globale e con nessuna fine in vista, la
gente comune può vedere le limitazioni di cercare di riformare il
capitalismo o di renderlo "responsabile". Le opzioni di "socialismo o
barbarie" non sono mai state più chiare.
In ogni caso, non è la mancanza di consapevolezza o di
radicalizzazione ad essere il problema - il desiderio di un cambiamento
fondamentale esiste già dovunque, ma trova poca espressione, eccetto in
una maniera distorta, confusa e parziale. Come commenta lo stesso Jones
nel suo articolo, persino molti dei 3,8 milioni di voti dell'UKIP sono,
sotto certi aspetti, dei voti contro l'Establishment.
I movimenti spontanei e le adunate popolari che di recente hanno
avuto luogo attraverso il paese sono segni delle cose che verranno - un
riflesso del fatto che lo stesso processo generale sta accadendo nel
resto della Gran Bretagna come ciò che abbiamo visto in Scozia ed in
Spagna, sebbene in ritardo.
Nessuna alternativa sotto il capitalismo
Non vi è stata nessuna carenza di tentativi da parte di lavoratori
e giovani di resistere e fare ascoltare la loro voce. Ma, di nuovo, alla
gente comune non viene presentata nessuna alternativa. Nel 2011 la TUC
ha proclamato una "Marcia per l'Alternativa" - la più grande
manifestazione guidata da un sindacato nella storia recente, con oltre
un milione di persone nelle strade di Londra. Il 20 giugno, migliaia -
forse centinaia di migliaia - si ammasseranno ancora a Londra per
manifestare contro l'austerità.
Ma quale è la sua alternativa all'austerità? A questa domanda, i
leader sindacali non forniscono una risposta. Nella migliore delle
ipotesi, sentiamo parlare di tassare i ricchi ed altre mezze misure che
tentano semplicemente di riparare attorno ai bordi di questo guasto
sistema capitalista. In questo, i leader della sinistra britannica fanno
eco ai leader di Podemos che, nel loro tentativo di abbandonare le
"vecchie idee" di destra e sinistra, non dichiarano chiaramente come
porre fine all'austerità ed alla crisi apparentemente senza fine del
capitalismo.
Jones ci implora di
"Guardare a Podemos in Spagna". Ma guardiamo anche a
SYRIZA in Grecia. Ha
vinto sulla base di
un programma radicale che si è
appellato ad un movimento di massa di lavoratori e di giovani
radicalizzati. Tuttavia,
Tsipras, Varoufakis e gli altri
leader di SYRIZA
pensavano di poter riformare il capitalismo e di persuadere la classe
capitalista a lasciare loro attuare il loro programma di richieste
progressiste. Ma, senza alcuna chiarezza o spiegazione per quanto
riguarda la fonte del problema - vale a dire, il senile e decadente
sistema capitalista - i leader di SYRIZA hanno creato soltanto
confusione nei loro
appelli per concessioni
dalla “Troika”.
Owen Jones asserisce, in
relazione a Podemos,
"Ha abbandonato i ferri vecchi della sinistra -
la terminologia e la retorica di una diversa era
– ed ha cominciato a vincere".
Ha certamente inciso nell'umore. Ma, ciò che Jones ed altri che
cercano di emulare il successo di Podemos ignorano convenientemente è il
fatto che
in
realtà Podemos ha perduto
sostegno
a causa del suo
vago idee "né di sinistra né di destra". Tuttavia, quando Pablo Iglesias,
il leader
di Podemos, è passato di
nuovo ad un'offensiva radicale, combattendo le richieste di coloro che
desideravano vedere Podemos moderare il proprio programma, il partito è
nuovamente sollevato in avanti nei sondaggi che includevano le recenti
elezioni regionali.
Di fatto, gli elettori spagnoli
hanno
identificato Podemos come fosse il più
a sinistra
di tutti i
partiti, come dimostrato da varie indagini. Questo, comunque, non ha
impedito al partito di raggiungere la cima dei sondaggi d'opinione.
Proprio il contrario, infatti: Podemos ha costruito il suo successo
sulla base di appellarsi ai giovani, alla classe lavoratrice ed agli
strati impoveriti della classe media, che si sono tutti spostati
nettamente a sinistra sulla base dell'enorme impatto della crisi.
E, come dimostra l'esempio di
SYRIZA, non è
sufficiente vincere soltanto le elezioni.
Si presenta rapidamente la questione su cosa un simile partito fa
della propria vittoria e del potere appena procurato. Se, come
Tsipras
ed i leader di SYRIZA,
non prende il controllo delle leve chiave dell'economia - le banche e le
grandi imprese - e, allo stesso tempo, richiede che altri in tutto il
mondo seguano l'esempio, allora a questo partito non sarà rimasta
nessuna altra opzione che continuare sulla base del capitalismo, che per
le masse significa continua austerità ed impoverimento.
Il sistema è guasto: abbiamo bisogno di una rivoluzione!
In definitiva, l'articolo di Jones è un appello a "idee nuove". Ma
la nozione che abbiamo bisogno di
"idee nuove" è essa stessa l'idea più vecchia al mondo - il
ripetuto tentativo da parte di coloro che desiderano trovare una
scorciatoia per aggirare il processo di radicalizzazione che si sta
aprendo davanti a noi ed il bisogno di spiegare pazientemente ciò che è
necessario. "Socialismo" e "Rivoluzione" sono vecchie idee, ma sono le
più rilevanti per i problemi di oggi.
Il valore di un'idea non si trova nella sua novità o nella sua età,
ma nella sua capacità di spiegare e di rispondere - e, fondamentalmente,
di offrire una soluzione ed una via d'uscita. Sotto questo aspetto, le
idee del marxismo, mentre sono vecchie più di 150 anni, sono la serie di
idee più moderna. Il Manifesto del Partito Comunista, nonostante essere
stato composto da
Marx
ed Engels
nel 1848,
si legge come se fosse stato scritto ieri. Con la sua descrizione
della globalizzazione selvaggia e della disuguaglianza sempre crescente,
è un documento rivoluzionario inspiratorio che è ancora più rilevante ed
appropriato ora di quanto lo fosse al tempo di Marx.
Ciò che ora è necessario è tradurre in pratica queste idee
rivoluzionarie - per sostenere e combattere per una coraggiosa
alternativa socialista all'anarchia del capitalismo in ogni occupazione:
nelle nostre scuole ed università, nei nostri posti di lavoro e nelle
nostre comunità, nel movimento sindacale e nelle strade. In tutte le
varie lotte su particolari richieste che hanno luogo nella società,
dobbiamo portare alla luce il problema generale, comune, alla radice: il
malato sistema capitalista, che non può più portare in avanti la
società. Piuttosto che diluire le nostre richieste allo scopo di
renderle più appetitose, dobbiamo raccontare la verità: sotto il
capitalismo non vi è nessuna via d'uscita. Abbiamo bisogno di una
rivoluzione.
"Nulla è più potente di un'idea il cui momento è arrivato"
Dei personaggi prominenti della sinistra, come
Owen Jones
e Russell Brand,
come Pablo Iglesias ed i leader di
Podemos, hanno ispirato la gente comune con i loro discorsi
anti-Establishment ed
anticapitalisti. Nel farlo, hanno chiaramente giocato un ruolo
estremamente positivo e hanno galvanizzato molte migliaia di persone a
diventare attive ed impegnate.
Ma, diversamente dai leader di Podemos, non propongono alla gente
nessuna organizzazione alla quale unirsi, nessun programma per cui la
gente lotti. Come singoli, nonostante la migliore delle intenzioni e con
tutti i loro discorsi appassionati, nessuno di loro ha fornito alcuna
direzione a quelli che entrano nell'attività politica o dato una
risposta alla domanda vitale di "poi dove"?
Come singoli, siamo tutti impotenti. Ma organizzati attorno ad una
serie di idee rivoluzionarie - attorno ad un programma socialista per
trasformare la società - possiamo cambiare il mondo. Come dichiarò il
grande scrittore francese
Victor Hugo, "Nulla
è più potente di un'idea il cui momento è arrivato".
Ma, come aggiunse lo stesso
Karl Marx, "Le idee
diventano una forza materiale soltanto
quando
hanno afferrato la mente delle masse". Il compito è di costruire
una simile forza materiale in grado di attuare la trasformazione
socialista della società - di costruire un'organizzazione
rivoluzionaria. Vi imploriamo di
unirvi a noi,
i marxisti di Socialist Appeal
e della International
Marxist Tendency in questo
compito.
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