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Perché abbiamo bisogno di una Rivoluzione

Venerdì, 29 maggio 2015

Scritto da Adam Booth

 

La mattina di mercoledì 27 maggio, la regina - per conto dei conservatori e del resto del marcio establishment dominante  - ha annunciato le misure che questo governo dei ricchi avrebbe implementato nel periodo davanti; le ultime in una lunga fila di attacchi contro lavoratori, giovani e disoccupati.

Più tardi quello stesso giorno, migliaia di giovani militanti e radicali hanno manifestato attraverso le vie di Westminster e di Whitehall, urlando slogan rivoluzionari contro l'elite politica che occupa questa cittadella del capitalismo. Marciando direttamente verso il 10 di Downing Street, dove la People’s Assembly aveva organizzato un raduno stazionario di oratori, questi giovani rivoluzionari hanno sfondato le barriere della polizia e "reclamato le strade", in una protesta rivolta non soltanto contro i conservatori, ma contro l'intero fallito e guasto sistema politico ed economico.

Questa scena dice più di quanto potevano dire un migliaio di parole sui compiti che la sinistra ed il movimento dei lavoratori hanno oggi di fronte. Mentre le forze più dinamiche ed energiche della società marciavano nelle strade intorno al parlamento richiedendo l'azione rivoluzionaria, i leader del movimento dei lavoratori erano pre-occupati a parlare ad una piccola dimostrazione di ritardatari, spiegando ciò che la maggior parte già sapeva: che questo ultimo governo conservatore per la gente comune sarà l'inferno; che i tagli hanno inflitto incalcolabile miseria su milioni di persone; che dobbiamo sbarazzarci dei conservatori e porre fine all'austerità.

Cambiare o morire

Prima quella mattina, articolo nel sito web del Guardian pubblicato da Owen Jones - giornalista, scrittore e commentatore politico - sosteneva che "la battuta, ammaccata e demoralizzata sinistra britannica" ha molto da imparare da Podemos, il nuovo partito politico (relativamente) radicale in Spagna, creato meno di 18 mesi fa come conseguenza di anni di mobilitazione di massa di lavoratori e giovani contro l'austerità, che di recente è sbalzato in prominenza alle elezioni regionali spagnole.

"Guardate Podemos in Spagna", proclama Jones, "Ha abbandonato i ferri vecchi della sinistra la terminologia e la retorica di una diversa era ed ha cominciato a vincere. Alcuni a sinistra sono troppo abituati a perdere; è diventato quasi confortante. Il resto di noi deve cambiare, proprio come Podemos,, o moriremo".

Così, ci viene raccontato, la sinistra ha bisogno di cambiare se vorrà vincere. Come conseguenza delle recenti elezioni, con i conservatori che per la prima volta in più di 20 anni hanno ottenuto la maggioranza, è chiaro che fino a questo punto è corretto. Il modello per questo cambiamento, suggerisce Owen Jones, dovrebbe essere Podemos, con la sua accettazione di nuove idee e l'abbandono della "vecchia terminologia e retorica".

Spegnere la sete con l'acqua salata

L'editorialista del Guardian identifica correttamente molti dei fallimenti di quella che si auto-definisce "sinistra". In particolare, Jones castiga quegli "attivisti che si ritirano in 'luoghi sicuri' online liberi da coloro che la pensano in maniera diversa" che utilizzano "un linguaggio che spesso sembra inteso ad escludere, pieno di retorica e di terminologia che soltanto coloro che sono associati ad ambienti di sinistra possono avere speranza di digerire".

Effettivamente, in un momento in cui madri sole sono di fronte allo sfratto dalla loro casa, in cui dimostranti pacifici vengono assaliti violentemente dalla polizia, vi sono alcuni che sono apparentemente soddisfatti di costruire i loro "spazi sicuri" - delle occupazioni il cui scopo non è di trasformare la società, ma semplicemente di creare il "socialismo in una stanza".

Ma, come dichiarava uno striscione ad una recente manifestazione studentesca: "una università libera in una società capitalista è come una sala conferenze in una prigione". Similmente, nel capitalismo, dove le reali decisioni sono prese non in parlamento, ma dall'1% dei padroni e dei banchieri della City e dove il 99% non ha nessun controllo reale sulla loro vita - sulla società, sullo stato o sull'economia - non vi può essere nessuno "spazio sicuro" per la classe lavoratrice.

"Per milioni di persone che non sono a conoscenza delle ultime teorie bizzarre", continua Jones, "questo significa essere cancellati. Essere "di sinistra" potrebbe diventare un'etichetta culturale, come essere un appassionato di jazz o un ragazzo emo, un modo per distinguersi dalla folla ed asserire differenza in un'Inghilterra dell'Ukip".

Non avendo nessuna analisi o spiegazione genuina del perché ci troviamo in questa crisi senza fine o - in maniera più importante - su come ne usciamo, gran parte della cosiddetta sinistra ha cercato di mantenere un senso di radicalismo e di scopo semplicemente scavando sempre più a fondo nella politica d'identità o in oscure teorie accademiche - che in definitiva equivale a spegnere la sua sete con l'acqua salata.

Il risultato sono movimenti autosufficienti, isolati che non sono né connessi con la massa della gente comune né contribuiscono a cambiare la società. Quindi, vi è chiaramente il bisogno della costruzione di una vera sinistra, di un genuino movimento di massa, con ampio sostegno e radici tra i lavoratori ed i giovani, come Podemos ha realizzato in Spagna. La questione è: come?

"Per quelli di noi che vogliono trasformare la società, piuttosto che soltanto criticare rumorosamente il modo in cui stanno le cose", asserisce correttamente Jones, "dobbiamo ripensare completamente il nostro approccio". Come ha affermato Karl Marx  stesso:

"i filosofi hanno soltanto interpretato il mondo, in vari modi; il punto, comunque, è di cambiarlo".

Quale la strada in avanti?

Owen Jones ammette che l'attuale impasse è "il suo fallimento tanto quanto il fallimento di chiunque altro", mentre si protegge da ulteriori critiche evidenziando che,

"Le opinioni a sinistra che raggiungono non importa cosa qualche rilievo sono castigate come arrivismo o altri motivi ulteriori, oppure per trascurare di utilizzare la loro piattaforma per promuovere la forma corretta di politica.

"Piuttosto che vedere come complementari delle strategie differenti, un fautore di un approccio diverso rischia di venire accusato di non agire in buona fede".

E' ovvio che vi è un'infestazione di arrivisti all'interno della politica parlamentare, in modo più evidente con un Partito Laburista che è sopraffatto da una cabala di blairiti di destra, come evidenziato dalla lotta in corso per la sua leadership.

Tuttavia, la nostra critica cameratesca di voci prominenti della sinistra - siano Owen Jones, Len McCluskey, Russell Brand o chiunque altro - non è che sono degli arrivisti, o che hanno "strategie diverse": è che sembra abbiano poca se non nessuna strategia affatto su come porre fine al capitalismo; nessuna risposta alla questione chiave su "quale la strada in avanti nella lotta contro l'austerità"?

Per esempio, Len McCluskey è il leader eletto della singola organizzazione più potente della classe lavoratrice nel paese. Con 1,5 milioni di membri e come il maggiore finanziatore del Partito Laburista, Unite e Len McCluskey sono in una posizione dalla quale potrebbero trasformare radicalmente la condizione della rappresentanza politica della classe lavoratrice in Gran Bretagna. E tuttavia cosa ha da mostrare per ciò?

Before the election, McCluskey and the other trade union leaders sowed illusions in the idea of a benevolent Miliband leadership, keeping quiet on the industrial front and placing all their faith in a Labour victory, which they claimed would put an end to the “ideological” cuts of the “nasty” Tories. Since the election, meanwhile, the union leaders have been notably absent from the debate surrounding the leadership contest, and have nothing to offer their members in terms of a left-wing candidate worth voting for.

Milliband e la sinistra laburista

Altrove, Russell Brand ha 9 milioni di seguaci su Twitter ed un milione di spettatori regolari del suo video blog su Youtube, “the Trews”. Ma, di nuovo, a cosa ha significato in pratica questo esercito di social media? Mentre Brand, nel corso del paio d'anni trascorso, ha contribuito positivamente a dare espressione alla rabbia ed alla frustrazione che esistono attraverso la società, nel periodo precedente alle elezioni ha creato soltanto confusione, prima incoraggiando la gente ad astenersi e quindi seminando le stesse illusioni in Milliband come hanno fatto McCluskey ed altri leader del movimento sindacale.

Nel frattempo, Jones e John McDonnell, assieme ad altri di sinistra, come Jeremy Corbyn ecc., nel corso degli anni hanno messo su una lotta coraggiosa all'interno del Partito Laburista. Ma, la sinistra laburista non è mai stata così debole.

Nel suo ultimo articolo su Guardian, Jones afferma che "Non abbiamo tempo per prepararci emotivamente ad un governo a maggioranza Tory" e che questa "demoralizzazione è combinata con la farsa che è il 'dibattito' della leadership laburista". Ma chi in primo luogo ha creato questa "farsa"? Perché i leader sindacali e della sinistra laburista non hanno organizzato una sfida opportuna per la leadership, lasciando il campo spalancato ai blairiti?

"Loro non ci rappresentano!"

Owen Jones enfatizza il bisogno di emulare Podemos, richiedendo argomenti appassionati che siano "convincenti, coerenti e comunicati con un linguaggio che la gente possa comprendere", mentre asserisce correttamente che "le statistiche ed i fatti non otterranno il sostegno di milioni...Ma molti potrebbero ottenersi al di sopra da una sinistra che abbia imparato a comunicare in una maniera che sia convincente ed ispirata".

In realtà, il fattore principale dietro al successo di Podemos non è questa o quella politica, questa o quella richiesta. Piuttosto, è la sua immagine complessiva e come viene percepito dalla gente comune. Podemos è più popolare quando chiama a raccolta contro i ricchi, contro il capitalismo, contro la corruzione e “la casta” - l'Establishment. Allo stesso tempo, mentre tutti i partiti ed i politici tradizionali in Spagna sono visti come parte dell'Establishment, Podemos - a causa delle sue origini nei movimenti sociali e negli scioperi nel corso degli anni passati - viene visto come essere una voce reale della classe lavoratrice e dei giovani.

Qui in Gran Bretagna, si può vedere in parte lo stesso fenomeno con l'ascesa dell'SNP, sul dorso della campagna per l'indipendenza. Qui vi è un partito, ora di oltre 100.000 membri, che ha attirato una massa di lavoratori e di giovani sulla base di una retorica infuocata, rivolta direttamente ai conservatori, a Westminster ed all'intero marcio Establishment.

In ultima analisi, non saranno i discorsi o personaggi popolari a cambiare la consapevolezza en masse, ma il colpo di martello degli eventi stessi, mentre la crisi eterna del capitalismo infligge taglio su taglio, attacco dopo attacco, sulle condizioni di vita del 99%. E sono questi stessi colpi di martello che creeranno in Gran Bretagna il movimento di massa dal quale sorgerà una genuina sinistra di massa - come è stato il caso con Podemos.

Naturalmente un simile movimento dovrà assumere le richieste e le questioni del giorno - per posti di lavoro, salari, alloggi ecc. Ma per collegarsi veramente con la massa dei lavoratori e dei giovani radicalizzati, per collegarsi veramente con l'umore e la rabbia che oggi esistono nella società, ogni vero movimento di massa ed una sinistra genuina dovranno apparire fermamente contro il corrotto Establishment ed il decrepito sistema capitalista che difende ed offrire invece una genuina alternativa rivoluzionaria all'austerità. Con il mondo ora nel suo settimo anno di crisi economica globale e con nessuna fine in vista, la gente comune può vedere le limitazioni di cercare di riformare il capitalismo o di renderlo "responsabile". Le opzioni di "socialismo o barbarie" non sono mai state più chiare.

In ogni caso, non è la mancanza di consapevolezza o di radicalizzazione ad essere il problema - il desiderio di un cambiamento fondamentale esiste già dovunque, ma trova poca espressione, eccetto in una maniera distorta, confusa e parziale. Come commenta lo stesso Jones nel suo articolo, persino molti dei 3,8 milioni di voti dell'UKIP sono, sotto certi aspetti, dei voti contro l'Establishment.

I movimenti spontanei e le adunate popolari che di recente hanno avuto luogo attraverso il paese sono segni delle cose che verranno - un riflesso del fatto che lo stesso processo generale sta accadendo nel resto della Gran Bretagna come ciò che abbiamo visto in Scozia ed in Spagna, sebbene in ritardo.

Nessuna alternativa sotto il capitalismo

Non vi è stata nessuna carenza di tentativi da parte di lavoratori e giovani di resistere e fare ascoltare la loro voce. Ma, di nuovo, alla gente comune non viene presentata nessuna alternativa. Nel 2011 la TUC ha proclamato una "Marcia per l'Alternativa" - la più grande manifestazione guidata da un sindacato nella storia recente, con oltre un milione di persone nelle strade di Londra. Il 20 giugno, migliaia - forse centinaia di migliaia - si ammasseranno ancora a Londra per manifestare contro l'austerità.

Ma quale è la sua alternativa all'austerità? A questa domanda, i leader sindacali non forniscono una risposta. Nella migliore delle ipotesi, sentiamo parlare di tassare i ricchi ed altre mezze misure che tentano semplicemente di riparare attorno ai bordi di questo guasto sistema capitalista. In questo, i leader della sinistra britannica fanno eco ai leader di Podemos che, nel loro tentativo di abbandonare le "vecchie idee" di destra e sinistra, non dichiarano chiaramente come porre fine all'austerità ed alla crisi apparentemente senza fine del capitalismo.

Jones ci implora di "Guardare a Podemos in Spagna". Ma guardiamo anche a SYRIZA in Grecia. Ha vinto sulla base di un programma radicale che si è appellato ad un movimento di massa di lavoratori e di giovani radicalizzati. Tuttavia, Tsipras, Varoufakis e gli altri leader di SYRIZA pensavano di poter riformare il capitalismo e di persuadere la classe capitalista a lasciare loro attuare il loro programma di richieste progressiste. Ma, senza alcuna chiarezza o spiegazione per quanto riguarda la fonte del problema - vale a dire, il senile e decadente sistema capitalista - i leader di SYRIZA hanno creato soltanto confusione nei loro appelli per concessioni dalla “Troika”.

Owen Jones asserisce, in relazione a Podemos, "Ha abbandonato i ferri vecchi della sinistra - la terminologia e la retorica di una diversa era ed ha cominciato a vincere". Ha certamente inciso nell'umore. Ma, ciò che Jones ed altri che cercano di emulare il successo di Podemos ignorano convenientemente è il fatto che in realtà Podemos ha perduto sostegno a causa del suo vago idee "né di sinistra né di destra". Tuttavia, quando Pablo Iglesias, il leader di Podemos, è passato di nuovo ad un'offensiva radicale, combattendo le richieste di coloro che desideravano vedere Podemos moderare il proprio programma, il partito è nuovamente sollevato in avanti nei sondaggi che includevano le recenti elezioni regionali.

Di fatto, gli elettori spagnoli hanno identificato Podemos come fosse il più a sinistra di tutti i partiti, come dimostrato da varie indagini. Questo, comunque, non ha impedito al partito di raggiungere la cima dei sondaggi d'opinione. Proprio il contrario, infatti: Podemos ha costruito il suo successo sulla base di appellarsi ai giovani, alla classe lavoratrice ed agli strati impoveriti della classe media, che si sono tutti spostati nettamente a sinistra sulla base dell'enorme impatto della crisi.

E, come dimostra l'esempio di SYRIZA, non è sufficiente vincere soltanto le elezioni. Si presenta rapidamente la questione su cosa un simile partito fa della propria vittoria e del potere appena procurato. Se, come Tsipras ed i leader di SYRIZA, non prende il controllo delle leve chiave dell'economia - le banche e le grandi imprese - e, allo stesso tempo, richiede che altri in tutto il mondo seguano l'esempio, allora a questo partito non sarà rimasta nessuna altra opzione che continuare sulla base del capitalismo, che per le masse significa continua austerità ed impoverimento.

Il sistema è guasto: abbiamo bisogno di una rivoluzione!

In definitiva, l'articolo di Jones è un appello a "idee nuove". Ma la nozione che abbiamo bisogno di "idee nuove" è essa stessa l'idea più vecchia al mondo - il ripetuto tentativo da parte di coloro che desiderano trovare una scorciatoia per aggirare il processo di radicalizzazione che si sta aprendo davanti a noi ed il bisogno di spiegare pazientemente ciò che è necessario. "Socialismo" e "Rivoluzione" sono vecchie idee, ma sono le più rilevanti per i problemi di oggi.

Il valore di un'idea non si trova nella sua novità o nella sua età, ma nella sua capacità di spiegare e di rispondere - e, fondamentalmente, di offrire una soluzione ed una via d'uscita. Sotto questo aspetto, le idee del marxismo, mentre sono vecchie più di 150 anni, sono la serie di idee più moderna. Il Manifesto del Partito Comunista, nonostante essere stato composto da Marx ed Engels nel 1848, si legge come se fosse stato scritto ieri. Con la sua descrizione della globalizzazione selvaggia e della disuguaglianza sempre crescente, è un documento rivoluzionario inspiratorio che è ancora più rilevante ed appropriato ora di quanto lo fosse al tempo di Marx.

Ciò che ora è necessario è tradurre in pratica queste idee rivoluzionarie - per sostenere e combattere per una coraggiosa alternativa socialista all'anarchia del capitalismo in ogni occupazione: nelle nostre scuole ed università, nei nostri posti di lavoro e nelle nostre comunità, nel movimento sindacale e nelle strade. In tutte le varie lotte su particolari richieste che hanno luogo nella società, dobbiamo portare alla luce il problema generale, comune, alla radice: il malato sistema capitalista, che non può più portare in avanti la società. Piuttosto che diluire le nostre richieste allo scopo di renderle più appetitose, dobbiamo raccontare la verità: sotto il capitalismo non vi è nessuna via d'uscita. Abbiamo bisogno di una rivoluzione.

"Nulla è più potente di un'idea il cui momento è arrivato"

Dei personaggi prominenti della sinistra, come Owen Jones e Russell Brand, come Pablo Iglesias ed i leader di Podemos, hanno ispirato la gente comune con i loro discorsi anti-Establishment ed anticapitalisti. Nel farlo, hanno chiaramente giocato un ruolo estremamente positivo e hanno galvanizzato molte migliaia di persone a diventare attive ed impegnate.

Ma, diversamente dai leader di Podemos, non propongono alla gente nessuna organizzazione alla quale unirsi, nessun programma per cui la gente lotti. Come singoli, nonostante la migliore delle intenzioni e con tutti i loro discorsi appassionati, nessuno di loro ha fornito alcuna direzione a quelli che entrano nell'attività politica o dato una risposta alla domanda vitale di "poi dove"?

Come singoli, siamo tutti impotenti. Ma organizzati attorno ad una serie di idee rivoluzionarie - attorno ad un programma socialista per trasformare la società - possiamo cambiare il mondo. Come dichiarò il grande scrittore francese Victor Hugo, "Nulla è più potente di un'idea il cui momento è arrivato".

Ma, come aggiunse lo stesso Karl Marx, "Le idee diventano una forza materiale soltanto quando hanno afferrato la mente delle masse". Il compito è di costruire una simile forza materiale in grado di attuare la trasformazione socialista della società - di costruire un'organizzazione rivoluzionaria. Vi imploriamo di unirvi a noi, i marxisti di Socialist Appeal e della International Marxist Tendency in questo compito.