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Il governo della Serbia ha arrestato
Ratko Mladic,
ex capo di stato maggiore dell'esercito serbo-bosniaco,
ed alcune persone affermano che questo metterà fine al capitolo
di questa brutale guerra civile. Tuttavia,
Srebrenica
è complessa perché gli eventi non sono avvenuti a causa di un
fattore ma erano basati sulla fredda realtà di una complessa guerra
civile, dove da tutte le parti sono stati uccisi degli
innocenti. Comunque, quale
Srebrenica
è "reale" e quale è "immaginaria"?
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Srebrenica
in tutta la sua complessità
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Questo argomento è molto complesso ed è abbondantemente chiaro
che, tutto considerato, i mass media giocano ancora una guerra di
propaganda poiché viene raccontata la stessa storia. Tuttavia la
realtà di
Srebrenica
è molto più complicata perché questo nome viene ancora apertamente
manipolato. Perciò, le vere questioni saranno sollevate oppure la
leadership di Bosnia, America, Regno Unito e NATO e di altri
continuerà soltanto con questa "imbiancata"?
Ora, prima che cerchi di concentrarmi sulle questioni
trascurate, mi piacerebbe innanzitutto specificare che a
Srebrenica,
una volta che questo posto è capitolato alle forze serbo-bosniache,
sono stati uccisi migliaia di musulmani. E' anche chiaro
che dei musulmani innocenti durante la confusione degli eventi.
Effettivamente,
Srdja Trifkovic,
storico, scrittore ed analista di affari esteri, commenta sulla
natura complessa di
Srebrenica
nel suo articolo intitolato "Il mito del genocidio: usi
ed abusi di
Srebrenica".
Srdja Trifkovic
afferma che "Durante
la guerra bosniaca tra maggio 1992 e luglio 1995, diverse migliaia
di uomini musulmani hanno perduto la vita a
Srebrenica
e dintorni. La maggior parte di loro morirono nel luglio 1995,
quando l'enclave capitolò inaspettatamente all'esercito
serbo-bosniaco e la guarnigione musulmana tentò uno sfondamento.
Alcuni scapparono nella città tenuta dai musulmani di
Tuzla, 38 miglia a nord. Molti furono uccisi mentre
combattevano per aprirsi la strada e molti altri furono presi
prigionieri e giustiziati dall'esercito serbo-bosniaco".
Perciò, proprio come dichiara
Srdja Trifkovic,
è chiarissimo che molti prigionieri furono giustiziati dall'esercito
serbo-bosniaco. Tuttavia, diversamente da
Srdja Trifkovic
che tenta di cercare risposte e di sollevare questioni importanti, è
chiarissimo che molti governi nazionali vogliono nascondere la vera
realtà di
Srebrenica.
Srdja Trifkovic
continua affermando che "Viene spesso rilevato che
Srebrenica
era una "zona protetta" dell'ONU, ma viene raramente notato che
l'enclave fu simultaneamente un accampamento armato utilizzato per
attacchi contro i villaggi serbi nelle zone circostanti.
Il generale musulmano Sefer Halilovic
nella sua testimonianza al tribunale dell'Aia ha confermato che a
Srebrenica
vi erano almeno 5.500 soldati dell'esercito bosniaco dopo avere
ottenuto lo status di "rifugio sicuro" e che aveva personalmente
organizzato numerose consegne di armi sofisticate a mezzo
elicottero".
Il generale francese
Philippe Morillon,
il comandante dell'UNPROFOR
che per primo richiamò l'attenzione internazionale sull'enclave di
Srebrenica,
è inflessibile che "i crimini davvero straordinari
commessi da quei soldati musulmani nella regione, resero inevitabile
il desiderio di vendetta dei serbi. Il 12 febbraio 2004 testimoniò
al tribunale dell'Aia che il comandante musulmano di
Srebrenica,
Naser Oric,
"ingaggiò degli attacchi durante le festività ortodosse (cristiane)
e distrusse villaggi, massacrando tutti gli abitanti. Ciò produsse
un livello di odio che nella regione era alquanto eccezionale".
Questi paragrafi da soli dipingono il quadro reale, perché
Srebrenica
era stata teatro di molti massacri di cristiani serbi all'interno
della regione circostante e le forze musulmano-bosniache chiaramente
non erano innocenti.
Effettivamente, si deve rilevare che le forze serbo-bosniache
permisero alle donne musulmane e ad altri di fuggire da
Srebrenica.
Tuttavia, alle forze musulmano-bosniache chiaramente
di questo importava poco e molte donne, anziani e serbi in
generale furono massacrati nei villaggi circostanti.
Anche il maggiore generale canadese a riposo
Lewis Mackenzie solleva seri dubbi sul cosiddetto "bene"
e "male". Nel suo articolo intitolato "La vera storia dietro
Srebrenica.
Il massacro nel "rifugio sicuro" dell'ONU non è stato un evento in
bianco e nero", che è stato pubblicato sul
Globe and Mail (14
luglio
2005),
evidenzia chiaramente le parti trascurate.
Lewis MacKenzie
ha dichiarato il seguente:
"Mentre i combattenti musulmani bosniaci
diventavano meglio equipaggiati ed addestrati, iniziavano ad
avventurarsi fuori da
Srebrenica,
bruciando i villaggi serbi ed uccidendo i loro occupanti prima di
ritirarsi rapidamente verso la sicurezza fornita dal rifugio sicuro
dell'ONU. Questi attacchi
raggiunsero un crescendo nel 1994 e continuarono
fino all'inizio del 1995 dopo che la compagnia di fanteria canadese
che era stata lì per un anno fu rimpiazzata da un più grande
contingente olandese.
I serbo-bosniaci potevano avere avuto le armi più
pesanti, ma i musulmani bosniaci li rivaleggiavano con abilità di
fanteria che erano molto richieste nel terreno accidentato attorno a
Srebrenica.
Mentre la neve si scioglieva nella primavera del 1995, divenne ovvio
a Naser Oric,
l'uomo che guidava i combattenti
musulmani bosniaci, che l'esercito serbo-bosniaco stava per
attaccare
Srebrenica
per impedirgli di attaccare i villaggi serbi. Così lui ed un gran
numero dei suoi combattenti scapparono via dalla città.
Srebrenica
fu lasciata indifesa con la considerazione strategica che, se i
serbi attaccavano una città indifesa, ciò sicuramente avrebbe
provocato che la NATO e l'ONU concordassero che degli attacchi aerei
della NATO contro i serbi erano giustificati. E così l'esercito
serbo-bosniaco passeggiò dentro a
Srebrenica
senza resistenza".
Dopo che l'esercito serbo-bosniaco entrò a
Srebrenica
è chiaro che accaddero molte cose perché gli eventi sul terreno
stavano cambiando rapidamente. Questo si applica a molte forze
musulmane che fuggivano da
Srebrenica
ed è chiaro che le elite all'interno dell'esercito
musulmano-bosniaco erano fuggite verso la salvezza e
lasciato altri al loro destino.
Anche il generale francese Morillon chiarisce che l'esercito
musulmano-bosniaco fu brutale e questo proverebbe quello che afferma
MacKenzie.
Perciò, è chiaro che la gente dovrebbe essere resa completamente
informata sulla
“reale
Srebrenica”
e non soltanto su un punto di vista anti-serbo.
Il generale Morillon commenta che "Naser Oric era un
signore della guerra che regnava con il terrore nella sua zona e
sulla stessa popolazione. Penso che avesse capito che queste erano
le regole di questa orribile guerra, che non poteva permettersi di
prendere prigionieri. Secondo i miei ricordi, non cercava neppure
una scusa. Era semplicemente una dichiarazione. Non ci si può
infastidire con i prigionieri".
Morillon racconta anche come "i serbi mi portarono
in un villaggio per mostrarmi l'evacuazione dei corpi degli abitanti
che erano stati gettati in una fossa, un villaggio vicino a Bratunac.
E questo mi fece comprendere il grado al quale questa condizione
infernale di sangue e di vendetta [...] aveva portato ad una
situazione durante la quale temevo personalmente che sarebbe
accaduto il peggio se i serbi di Bosnia riuscivano ad entrare nelle
enclave di Srebrenica".
"Temevo che i serbi, i serbi locali, i serbi di
Bratunac, questi miliziani, volevano prendersi la loro vendetta per
tutto quello che attribuivano a Naser Oric. Non era soltanto su
Naser Oric che volevano vendicarsi, quello sul quale prendere la
loro vendetta; volevano vendicare i loro morti del Natale
ortodosso".
Di nuovo, il commento di Morillon pare essere provato da
Lord Owen,
perché
Lord Owen
era evidentemente preoccupato della caduta di
Srebrenica.
A pagina 143 del suo libro, Odissea Balcanica,
Lord Owen evidenzia che "Il 16 aprile parlai
al telefono con il presidente Milosevic della mia ansia che,
nonostante ripetute assicurazioni dal Dr. Karadzic che non aveva
nessuna intenzione di prendere
Srebrenica,
l'esercito serbo-bosniaco ora stava procedendo per fare proprio
quello. La sacca era grandemente ridotta di dimensione. Avevo
raramente sentito Milosevic così esasperato, ma anche così
preoccupato: temeva che se le truppe serbo bosniache entravano a
Srebrenica
vi sarebbe stato un bagno di sangue a causa del tremendo rancore che
esisteva tra i due eserciti. I serbo-bosniaci ritenevano il giovane
comandante musulmano di
Srebrenica,
Naser Oric,
responsabile di un massacro vicino a
Bratunac nel dicembre del 1992, nel quale erano stati uccisi molti
civili serbi. Milosevic credeva che sarebbe stato un grosso errore
per i serbo-bosniaci prendere
Srebrenica
e promise di dirlo a Karadzic".
Ho portato citazioni di persone che erano sul terreno e di
persone che sapevano molto degli eventi reali in Bosnia ed a
Srebrenica.
Sarebbe difficile pretendere che
Lord Owen,
il generale
Morillon
e
Lewis MacKenzie
siano pro-serbi oppure che siano dei negazionisti dell'olocausto.
Di conseguenza, è chiaro che la "reale
Srebrenica"
non viene raccontata e lo stesso si applica alla "jihad islamica
nascosta" che ebbe luogo durante la guerra civile ed a come l'ex
presidente
Bill Clinton
diede luce verde agli islamisti da tutto il mondo perché entrassero in
Bosnia.
Si,
Srebrenica
deve essere ricordata e questo si applica alle migliaia di cristiani
e musulmani innocenti che furono uccisi da entrambe le parti
dentro ed attorno a
Srebrenica. Tuttavia, questa
Srebrenica
deve raccontare al mondo dei fatti reali e di come questa città
abbia avuto un grande esercito musulmano-bosniaco che aveva ucciso e
massacrato cristiani serbi innocenti.
Lewis MacKenzie commenta
che
"due torti non hanno mai fatto del bene, ma quei
momenti nella storia che disonorano tutti noi a causa della nostra
indifferenza non dovrebbero venire considerati in isolamento fuori
dal contesto che li ha prodotti".
Quindi, con
in mente questo commento e con la natura complessa
di
Srebrenica
e dell'intera guerra civile,
Ratko Mladic
dovrebbe essere visto per quello che
Srebrenica
era diventata e in tutte le guerre vi sono dei massacri
ed
in Bosnia –
proprio come in tutte le guerre civili
–
sono stati uccisi molti innocenti da tutte le parti, ma ciò non
significa che la storia debba essere riscritta e che una parte debba
essere incolpata di tutto quando i fatti
indicano diversamente.
http://real-srebrenica-genocide.blogspot.com/
(QUESTO SITO WEB EVIDENZIA IL BRUTALE ASSASSINIO DI SERBI
– PER
FAVORE ENTRATE SOLTANTO A CONDIZIONE CHE COMPRENDIATE CHE LE
FOTOGRAFIE E LE IMMAGINI SONO BRUTALI)
(Il sito è stato rimosso n.d.r. -
ora lo trovate soltanto
qui nella cache di Google).
leejay@moderntokyotimes.com
http://moderntokyotimes.com
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