L'oppressione è resa parte integrante del tessuto sociale delle società nelle quali
viviamo--e perciò deve essere esplicitamente ed apertamente messa in discussione.
9 ottobre 2009 | Pubblicazione 707
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DOVUNQUE CI voltiamo, troviamo le prove di una società dove le persone sono maltrattate sulla base di varie caratteristiche fisiche, sessuali (o preferenze sessuali), linguistiche, d'età e nazionali. -- Un uomo di colore di Chicago discolpato, che aveva passato 15 anni in prigione, va da un concessionario di automobili, mette giù $20.000 per un'auto e gli viene offerto un trattamento evasivo da parte degli impiegati, che pretendono di avere perduto la sua richiesta. Dopo che l'uomo vede la richiesta su una scrivania e solleva una protesta, viene chiamata la polizia che lo colpisce con il Taser e lo arresta. -- Un undicenne di Springfield, Mass., si impicca con un cavo di allungamento dopo essere stato angariato tutto l'anno dai suoi compagni di scuola per comportarsi da "effeminato". -- Un direttore di un ristorante di Silver Springs, Md., spiegando che il suo ristorante è una "istituzione familiare", chiede a due donne lesbiche di andarsene dopo che si erano abbracciate. -- Ad una madre migrante di Oaxaca viene portato via il suo neonato da un giudice di Pascagoula, Miss., perché non è capace di parlare inglese e questo la rende "inidonea". -- Gli annunci pubblicitari di un nuovo film includono la frase "Le ragazze sorde non vi sentono mai arrivare"--facendosi beffe sia dello stupro che della sordità. Potrebbero elencarsi migliaia di esempi come questi--alcuni più moderati, altri molto peggiori. La gente sperimenta molte di queste cose come atti individuali di discriminazione o di violenza. Mentre è certamente vero che gli individui possono essere e sono i portatori di idee e di comportamento razzisti, sessisti, xenofobi o omofobi, tutte queste oppressioni sono sistemiche--cioè, legalmente, istituzionalmente o in qualche altra forma sistematica, sono parte del tessuto delle società nelle quali viviamo. Prendete il problema dell'oppressione razziale negli Stati Uniti. Indiani ed afroamericani--e ad un grado in qualche modo inferiore, latinos--soffrono più alti tassi di disoccupazione, paghe inferiori, peggiori alloggi e maggiori tassi di molestie, arresto ed imprigionamento da parte della polizia delle loro controparti bianche. Le donne sono ancora relegate a posti di lavoro con paghe inferiori, esposte a molestie sessuali e stupro e ci si aspetta che lavorino sia dentro che fuori casa. E negli USA sono sempre più minacciate di restrizioni sul diritto a controllare la loro salute riproduttiva. Immagini e commenti sessisti che denigrano le donne sono sempre più parte dei principali media. Benché, in generale, il livello di accettazione nella società verso le persone LGBT sia aumentato negli ultimi decenni passati, sono ancora esposte alla sistematica discriminazione legale e sociale, come pure alla violenza ed alla brutalità della polizia. Una rapporto di Amnesty International del 2005 "ha documentato di cattivo comportamento e di brutalità della polizia rivolto alle persone LGBT, inclusi abusi che equivalgono a tortura e maltrattamento" negli USA. - - - - - - - - - - - - - - - - MENTRE ALCUNI attivisti ed accademici nel passato potevano esser stati tentati di sostenere che queste diverse forme di oppressione non hanno nessun collegamento l'una con l'altra, l'argomento è difficile da mantenere di fronte alla recente attività dei "raccoglitori di tè". Per questi intransigenti conservatori, pestare i gay, fare dei neri e dei migranti dei capri espiatori, opporsi al diritto di scegliere della donna ed opporsi alla spesa sociale sono tutti parte di un'intrecciata tappezzeria d'odio. Anche i marxisti sostengono che queste oppressioni sono intessute in una singola tappezzeria--la tappezzeria del capitalismo. Il capitalismo ha bisogno dell'oppressione. La Industrial Workers of the World aveva una massima che diceva che se tutti i lavoratori del mondo avessero sputato nello stesso momento, la minuscola classe capitalista sarebbe affogata. Per impedire un simile scenario, la classe lavoratrice viene divisa in pezzi e messa contro se stessa, tramite la razza, il sesso, la nazionalità, le preferenze sessuali e così via. Senza queste divisioni, il capitalismo non potrebbe sopravvivere. Non appena sono superate, il capitalismo è minacciato. Le origini e le caratteristiche specifiche di ciascuna forma di oppressione sono differenti, ma sono tutte legate assieme dalla loro utilità al sistema. Questo non è per affermare che il capitalismo ha inventato l'oppressione. Ma il capitalismo ha preso forme più antiche, ha dato loro una forma diversa e le ha rimodellate per i propri bisogni, come anche ne ha create di nuove. Il divide et impera senza dubbio precede il capitalismo, ma il capitalismo lo ha perfezionato. I britannici hanno incoraggiato deliberatamente l'ostilità tra hindu e musulmani come un mezzo per mantenere il loro dominio in India. "Mi dispiace di sentire del crescente attrito tra hindu e maomettani", scrisse a Lord Elgin nel 1897 un ufficiale britannico. "Si sa appena per cosa sperare; unità di idee ed azioni sarebbero molto pericolose politicamente. Divergenza di idee e scontro sono amministrativamente fastidiosi. Dei due l'ultimo è il meno rischioso". Karl Marx scrisse di come nella stessa Gran Bretagna, la classe capitalista alimentò il fuoco dell'odio tra lavoratori inglesi ed irlandesi pagati miseramente, il lavoratore inglese essendo incoraggiato a vedere il lavoratore irlandese come un "concorrente che abbassa il suo standard di vita. In rapporto al lavoratore irlandese si sente un membro della nazione dominante e così si trasforma in uno strumento degli aristocratici e dei capitalisti del suo paese contro l'Irlanda, rafforzando così la loro dominazione su se stesso". Marx paragona l'atteggiamento del lavoratore inglese verso il lavoratore irlandese a quello dei bianchi poveri nel Sud verso gli ex schiavi neri: Questo antagonismo è mantenuto vivo artificialmente ed intensificato dalla stampa, dal pulpito. dai giornali a fumetti, in breve, da tutti i mezzi a disposizione delle classi dominanti. Questo antagonismo è il segreto dell'impotenza della classe lavoratrice inglese, nonostante la sua organizzazione. E' il segreto per mezzo del quale la classe capitalista mantiene il proprio potere. E quella classe ne è pienamente consapevole. Lo spietato e potente uomo d'affari USA del 19° secolo Jay Gould fu più schietto, dichiarando: "Posso far si che metà della classe lavoratrice uccida l'altra metà". - - - - - - - - - - - - - - - - L'OPPRESSIONE di donne e della gente LGBT ha una provenienza diversa, ma che non è meno collegata alla sopravvivenza del capitalismo. Il capitalismo dipende dalla famiglia "privata", dai ruoli delle donne come casalinghe e madri per la propria sopravvivenza. Come scrisse la scrittrice Sharon Smith: La riproduzione privatizzata all'interno della famiglia nucleare consiste nel generare ed allevare la generazione successiva di lavoratori per il capitalismo e nel preparare i lavoratori attuali a riprodurre ogni giorno il loro lavoro. Questa funzione della famiglia è divenuta essenziale per l'esistenza del capitalismo, come mezzo a buon mercato per mantenere la forza lavoro. Il capitalismo crea una situazione contraddittoria per le donne. Da una parte, l'entrata in massa delle donne nella forza lavoro salariata crea le condizioni nelle quali possono diventare consapevoli del loro potere ed iniziare a lottare per la loro liberazione. D'altra parte, la dipendenza del capitalismo dalla famiglia privata significa che le donne affrontano un doppio carico di lavoro salariato e domestico. La stessa contraddizione causata dall'ascesa del capitalismo industriale spiega entrambe la creazione di un'identità gay e l'oppressione delle persone LGBT. Da una parte, l'aumento del lavoro salariato e la crescita delle città hanno creato le condizioni nelle quali le persone con preferenze sessuali diverse potevano trovare i modi per collegarsi al di fuori del tradizionale ambiente familiare. D'altra parte, la continua dipendenza del capitalismo dalla famiglia per allevare a buon prezzo la generazione successiva di lavoratori è stata appoggiata da un'ideologia che enfatizza l'eterosessualità e stigmatizza altre forme di sessualità. Finché il capitalismo dipende dalla famiglia, sarà quasi impossibile eliminare completamente l'oppressione delle persone LGBT. Il capitalism0 insidia la famiglia nucleare trascinando i suoi membri nella forza lavoro ed indebolendo i legami economici che una volta tenevano assieme le famiglie e la rinforza ideologicamente perché dipende da essa. Mentre certe cose--come l'istruzione e, fino ad un certo punto, l'asilo--hanno portato via alcune delle funzioni precedentemente assegnate alla famiglia, il capitalismo dipende ancora da essa per allevare la generazione successiva di lavoratori. "Mentre il capitalismo ha sbattuto via le fondamenta materiali dalla vita familiare", scrive John D'Emilio, "lesbiche, gay e femministe eterosessuali sono diventati i capri espiatori per l'instabilità sociale del sistema". Il punto è questo. Il capitalismo dipende per la sua sopravvivenza da queste oppressioni, quindi la lotta contro di esse deve essere collegata a ciascun'altra--e ad una lotta contro il capitalismo stesso.
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