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“Denaro
per posti di lavoro e istruzione!
Posti
di lavoro e istruzione,
non guerra e occupazione!”
Questo slogan, impiegato da diversi movimenti sociali degli
USA, è profondamente sbagliato e dannoso—sia
in termini di moralità
che è realmente negli interessi dell'umanità che in termini di
comprensione scientifica dell'imperialismo e della guerra.
Perché le richieste contro la guerra dovrebbero concentrarsi
prima di tutto sull'impatto della guerra sugli americani e le loro
vite—e
non sulle vittime di aggressione degli USA: i pakistani assassinati
negli attacchi di droni USA, gli iracheni rastrellati e torturati
dalle forze USA, gli afgani presi e terrorizzati negli assalti
notturni ed innumerevoli altri? Le loro vite non sono altrettanto
preziose delle vite di coloro ai quali capita di vivere negli USA?
"Denaro per i posti di lavoro, non per la guerra" sostiene che
le vite degli americani sono più importanti delle vite degli altri
popoli. Questa logica va dal principio alla fine—ed
amplifica—la
mentalità implacabilmente incoraggiata dai governanti del sistema e
dalla loro macchina dei mass media: che le vite degli americani
vengono prima. Questa è proprio la mentalità sulla quale contano i
governanti per giustificare e costruire il sostegno del pubblico (o
l'acquiescenza) per le loro predatorie guerre imperiali.
Lo slogan promuove anche l'idea che i poteri forti politici—se
premuti da abbastanza gente—possano
ridurre le loro forze armate, smettere di attaccare altri paesi ed
usare invece il denaro per posti di lavoro, istruzione ed altri
programmi di sicurezza sociale in casa. Ma questo non è come
funziona realmente il sistema! Guerre, invasioni ed occupazioni non
sono politiche di una serie o di un'altra di politici, o di scelte
arbitrarie compiute da questo o quel presidente. A questo stadio
della storia, il capitalismo è un sistema globale, con gli USA la
potenza imperialista capitalista più importante al mondo, che
presiede su un impero universale di sfruttamento. Questo impero
poggia sulla dominazione dei paesi oppressi dove vive la vasta
maggioranza dell'umanità e sul controllo di lavoratori, mercati e
risorse. Questo comporta la repressione violenta delle masse
popolari nelle aree dominate—e
comporta pure scacciare le sfide degli altri imperialisti come pure
alzare forze in quei paesi che si mettono di traverso. Questo
richiede delle forze armate mostruosamente enormi che vengono
schierate in tutto il mondo, con basi in più di 100 paesi e guerre
quando necessario.
Le guerre per il dominio in Medio Oriente, Asia Centrale ed
altrove non "interferiscono" con il funzionamento del capitale USA—sono
per esso assolutamente essenziale e per il dominio globale
complessivo degli USA. E' per questo che i governanti USA sono
obbligati—e
disposti—a
spendere trilioni per le forze armate, compreso durante periodi di
grave tensione economica e fiscale, non importa a chi capiti di
sedere nella Casa Bianca o nel Congresso.
Questo sistema di capitalismo-imperialismo globale
guidato dagli USA è la fonte principale degli orrori che tormentano
così tanti da una parte all'altra del globo—dalla
pulizia etnica e dal lento genocidio del popolo palestinese da parte
di USA ed Israele all'incarcerazione di massa ed al lento genocidio
del popolo nero negli USA; dallo stupro del pianeta alla
degradazione sistematica ed alla violenza contro le donne—qui
ed intorno al mondo; dalla privazione estrema e dalla fame
affrontate da miliardi attraverso il pianeta alla crescente povertà
ed alla disperazione affrontate da milioni negli USA.
I governanti di queste metropoli imperiali distribuiscono un
poco del bottino dell'impero per fornire un livello di vita più alto
di quello nei paesi oppressi e per comprare la pace sociale e la
lealtà a casa (che il "Denaro per posti di lavoro, non per la
guerra"
incoraggia). Il popolo degli USA dovrebbe respingere questo
patto ripugnante! Negli USA la vasta maggioranza ha un profondo
interesse nel fare causa comune con i popoli oppressi del mondo, non
nell'appoggiare i "suoi" governanti".Ciò significa favorire una
mentalità che dichiara: "Le vite degli americani non sono più
importanti delle vite degli altri popoli!"—non
essendo compiacenti con lo sciovinismo americano, che rafforza il
sistema responsabile di così tanta miseria. Significa che il popolo
non dovrebbe appellarsi a quelli al vertice per "spendere di più per
i posti di lavoro", ma per domandare chiaramente ed
inequivocabilmente uno STOP agli orrori che gli USA commettono per
il mondo.
Attraverso questo processo di opporsi attivamente
all'aggressione USA ed alla mentalità "America n. 1" incoraggiata
per giustificarla, la gente può e deve essere conquistata a vedere
sempre più che questo sistema capitalista e questo stato sono
assolutamente non riformabili e che ci vorrà una
rivoluzione per sbarazzarsene, porre fine una volta per
tutte alle sue guerre predatorie e per portare alla vita un intero
nuovo sistema ed uno stato che siano nel reale interesse dei popoli
degli USA e del mondo.
Larry Everest
è corrispondente del giornale Revolution
(revcom.us),
dove questo articolo è comparso per la prima volta, ed autore di
Oil, Power & Empire: Iraq and the U.S. Global Agenda (Common Courage
2004).
Può contattarsi tramite
www.larryeverest.org.
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