World Socialist Web Site

 

 

 

La via in avanti nella lotta contro l'austerità in Grecia

13 novembre 2015

 

 

L'ampia partecipazione di centinaia di migliaia di persone allo sciopero di protesta di un giorno di ieri contro l'austerità in Grecia è un segnale che la classe lavoratrice sta cercando di combattere contro l'Unione Europea (UE) ed il governo di Syriza ("Coalizione della Sinistra Radicale").

L'opposizione sta crescendo dopo che Syriza ha tradito le sue promesse elettorali di gennaio e ha calpestato la vittoria schiacciante del voto per il "no" nel referendum del 5 luglio sull'austerità. Marinai, lavoratori portuali, lavoratori delle ferrovie e della metropolitana, lavoratori degli ospedali e delle farmacie ed insegnanti hanno tutti seguito l'appello allo sciopero. Anche gli studenti delle scuole superiori ed universitari hanno tenuto marce di massa in città da una parte all'altra della Grecia contro i tagli sociali programmati da Syriza.

Syriza si è assurdamente atteggiata a sostenitrice dello sciopero contro le proprie politiche, sulla base della sua alleanza di vecchia data con i sindacati che hanno proclamato lo sciopero.

" Le richieste dei lavoratori e della mobilitazione del lavoro in generale stanno diventando particolarmente critiche, che dovrebbero essere dirette contro le politiche neoliberiste e l'estorsione da parte dei centri economici e politici dentro ed al di fuori della Grecia", ha dichiarato il Dipartimento di Politica del lavoro di Syriza. "La lotta contro le politiche neoliberiste estreme che sono contrarie al nostro popolo continua in modo anche più intensivo". Ha promesso di lottare per "alloggio, salari e pensioni soddisfacenti, assistenza sanitaria ed istruzione per tutti".

Che inganno! Syriza e la UE stanno lavorando assieme per attaccare tutti i fondamentali diritti sociali conquistati dalla classe lavoratrice nel 20° secolo. In Grecia l'assistenza sanitaria universale non esiste più e Syriza minaccia di lanciare sfratti di massa di famiglie in ritardo sul mutuo, di tagliare le pensioni minime a miseri €392 al mese e di imporre nuovi tagli ai finanziamenti per l'istruzione.

Ogni giorno porta nuove prove che Syriza è un nemico crudele della classe lavoratrice. Aveva dichiarato che, come partito della "sinistra radicale", non avrebbe usato la polizia per attaccare il popolo. Tuttavia, mercoledì, ha mandato la polizia ad attaccare ed arrestare i lavoratori in sciopero contro i licenziamenti ed i tagli salariali all'impianto di riciclaggio Spider General di Giannena. Ieri ha fatto sgombrare dalla polizia dalle piazze di Atene i dimostranti che sventolavano striscioni che dicevano "No a nuovi e vecchi memorandum di austerità".

L'aumento della lotta sociale contro Syriza solleva soltanto con maggiore urgenza il bisogno di un riorientamento politico e strategico esauriente della classe lavoratrice. I dati del governo di Syriza sono un severo avvertimento che forme di mobilitazione sociale come lo sciopero di protesta di un giorno di ieri hanno fallito.

Da quando è iniziata l'offensiva di austerità della UE cinque anni fa, i lavoratori greci hanno tenuto non meno di scioperi nazionali di un giorno, presumibilmente per premere sui governi perché adottassero delle politiche più favorevoli. Questi non hanno modificato e nemmeno rallentato visibilmente le politiche di austerità dei successivi governi di Pasok, Nuova Democrazia e Syriza. Assieme, hanno attuato il più grande attacco ai livelli di vita dei lavoratori greci dall'occupazione nazista durante la II Guerra Mondiale.

Dopo l'esperienza del governo Syriza, è divenuto chiaro ad numero sempre maggiore di persone che i partiti che controllano le lotte sindacaliil Pasok e pure gli autoproclamatisi partiti "radicali" come Syrizaappoggiano l'austerità. Essi legano la classe lavoratrice al capitalismo greco, che è moribondo, in frantumazione sotto i suoi debiti, incapace di creare nuovi posti di lavoro per milioni di disoccupati ed impegnato ai suoi legami con l'euro, la UE e la NATO.

Oggi, il Comitato Internazionale della Quarta Internazionale ha pubblicato una dichiarazione dettagliata, The Political Lessons of Syriza’s Betrayal in Greece, che elabora la via in avanti per i lavoratori, i giovani e gli intellettuali inclini a sinistra che cercano di lottare contro questo establishment politico reazionario.

Esaminando la crisi greca del debito e rifiutando gli argomenti di Syriza in difesa delle sue politiche, la dichiarazione indica il significato storico e politico dello smascheramento di Syriza come partito di classe reazionario e contro i lavoratori. La classe lavoratrice non può difendersi da una crisi economica senza precedenti e dagli assalti feroci dell'intera classe dominante eleggendo dei governi capitalisti di "sinistra".

Viene ricordato perché, nell'ottobre del 1917, i lavoratori russi furono costretti a rovesciare il capitalismo in una rivoluzione guidata dal Partito Bolscevico di Vladimir Lenin e Leon Trotsky. Non vi è nessuna via in avanti eccetto la strada rivoluzionaria. Ciò richiede l'assalto alla classe capitalista, la requisizione della sua ricchezza, la confisca delle banche e delle maggiori forze produttive da parte della classe lavoratrice e la creazione di stati dei lavoratori che perseguano politiche socialiste da una parte all'altra dell'Europa e del mondo.

La dichiarazione illustra anche la base politica e storica sulla quale costruire partiti in Grecia ed a livello internazionale per guidare la classe lavoratrice in queste lotte rivoluzionarie. Essa analizza l'abisso di classe che separa la critica totskyista dell'ICFI di Syriza dalle razionalizzazioni delle politiche di Syriza offerte dall'intera confraternita internazionale di partiti piccolo borghesi ed accademici antimarxisti d'accordo con Syriza.

Queste forze politiche hanno acclamato Syriza, hanno falsamente annunciato che la sua elezione sarebbe stata un grande passo avanti contro l'austerità e hanno reagito con indifferenza ai suoi attacchi alla classe lavoratrice. La loro prospettiva, radicata nei loro interessi di classe privilegiati, trova la sua espressione più virulenta nelle proclamazioni irrazionaliste, "post-marxiste" del professor Ernesto Laclau, la cui insistenza che la classe lavoratrice fosse finita come forza politica è stata enormemente influente dentro Syriza. Oggi queste forze sono state smascherate come reazionari politici, complici negli attacchi di Syriza al popolo greco.

Il solo ICFI, sulla base della sua difesa dei principi e della continuità storica del trotskyismo, si è opposto a Syriza e ha avvertito che avrebbe attaccato i lavoratori. La dichiarazione riassume l'analisi dell'ICFI dell'evoluzione delle varie fazioni staliniste ed ex studentesche radicali di Syriza in partiti pro-capitalisti all'epoca della restaurazione del capitalismo nell'URSS. Questa analisi ha permesso all'ICFI di fare degli avvertimenti unici e lungimiranti su Syriza, che è una rivendicazione storica della lotta lunga decenni per difendere la prospettiva rivoluzionaria del marxismo.

E' sulla base di questa eredità che l'ICFI cerca di costruire nuovi partiti in Grecia e d ogni parte del mondo. Ci appelliamo ai lettori del World Socialist Web Site in Grecia ed in tutto il mondo perché leggano e discutano la dichiarazione, traggano le lezioni dell'esperienza di Syriza e lottino per costruire l'ICFI come leadership rivoluzionaria della classe lavoratrice internazionale.

Alex Lantier