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La via in avanti in Europa nella lotta contro le misure di austerità

14 novembre 2012


Mentre oggi i lavoratori convocati dalla Confederazione Europea dei Sindacati (CES) marciano per protesta contro le politiche di austerità sociale per tutta l'Europa meridionale sono di fronte a questioni urgenti di prospettiva politica.

Scioperi e proteste precedenti, dominati dai sindacati ufficiali e limitati in scala e durata, non sono riusciti a fermare una devastazione sociale ad un grado mai visto in Europa occidentale dall'occupazione nazista durante la II Guerra Mondiale. Nonostante la schiacciante opposizione popolare e dozzine di scioperi nazionali di un giorno attraverso l'Europa ogni anno dal 2008, l'Unione Europea (UE) ha imposto tagli sociali che soltanto alcuni anni fa sarebbero stati impensabili.

Sia in Grecia che in Spagna, il 25% dei lavoratori e più di metà dei giovani sono disoccupati. L'economia della Grecia dal 2008 si è contratta del 25% e, con i salari che crollano e le tasse che salgono, masse di greci dipendono dalla beneficienza per il cibo e l'assistenza sanitaria elementare. Nondimeno la UE, osservando il fallimento delle sue politiche per ridurre l'indebitamento della Grecia, ha risposto sadicamente lavorando con il governo di coalizione del premier greco Antonis Samaras per approvare un nuovo pacchetto di tagli sociali da €13,5 miliardi ($17,2 miliardi).

In Spagna, dove più di 400.000 persone sono state sfrattate dalle loro case, le autorità hanno aumentato il bilancio dell'equipaggiamento della polizia antisommossa del 1.780%.

Recentemente l'ex cancelliere tedesco Helmut Schmidt ha avvertito che l'Europa si trova sull'orlo di una rivoluzione. Ciò dimostra che i rappresentanti politici della classe dominante sono molto chiari sui pericoli che hanno di fronte.

Questi attacchi risultano da una crisi storica del capitalismo mondiale che ha le sue implicazioni rivoluzionarie. Trilioni di euro vengono pompati nelle banche per saldare i ricchi, mentre i governi lavorano con i datori di lavoro ed i funzionari sindacali per mantenere le industrie competitive globalmente tagliando posti di lavoro e salari o chiudendole completamente.

Il capitale finanziario contrappone i lavoratori gli uni agli altri in una lotta fratricida per i posti di lavoro, alimentando una spirale verso il basso degli standard di vita ai livelli dell'Europa Orientale e dell'Asia. Il caso che crea il precedente ed il modello per tutta Europa è la Grecia, dove vi saranno presto delle Zone Economiche Speciali per profittare da salari ultra-bassi.

Queste politiche possono essere fermate soltanto da un'offensiva internazionale unitaria della classe lavoratrice per prendere il potere dello stato, espropriare le banche e subordinare l'economia europea e mondiale a pianificazione razionale nell'interesse delle masse. La classe lavoratrice non può combattere montando semplicemente un'altra azione di protesta. Come in precedenti mobilitazioni, le classi dominanti lavoreranno con la burocrazia sindacale per aspettare la fine dello sciopero giornaliero e quindi procedere con la loro offensiva contro i lavoratori.

La classe lavoratrice ha di fronte la necessità di una lotta rivoluzionaria per il socialismo. Questo implica la costruzione di un movimento di massa in Europa per il rovesciamento della UE e dei governi costituenti e la creazione di governi dei lavoratori all'interno di Stati Socialisti Uniti d'Europa.

Una simile lotta non può essere montata attraverso, ma soltanto contro, i sindacati pro-capitalisti che stanno aiutando gli attacchi in ciascun paese.

La burocrazia sindacale tedesca oggi centra la sua attività su una protesta alla porta di Brandeburgo a Berlino da parte di "singoli membri del sindacato DGB", che "trasmetteranno messaggi di solidarietà con i lavoratori europei" al cancelliere tedesco Angela Merkel. Il Congresso Sindacale Britannicoche non ha proclamato un singolo sciopero contro le £100 miliardi di misure d'austerità in Gran Bretagnaprogetta di fare pressioni sulla UE e di montare "azioni virtuali sulle reti sociali".

Dietro queste ciniche parodie si trova l'accordo di fondo del CES con le politiche del capitale finanziario. Il suo appello alle proteste del 14 novembre inizia informando la UE che sostiene l'"obiettivo dei conti in regola". Domanda quindi di assegnare "alla BCE (Banca Centrale Europea) il ruolo di prestatore di ultima istanza, permettendo così l'emissione di eurobond", ed un nuovo "patto sociale" tra federazioni dei datori di lavoro, la UE, i governi nazionali ed i sindacati.

La CES non sostiene la causa di milioni di posti di lavoro e di trilioni di euro per lavori pubblici, ma piuttosto di altra stampa di denaro per finanziare i salvataggi bancari e di continue negoziazioni sindacali con la classe dominante sui tagli sociali. Le politiche che porta avanti, e gli interessi di classe che difende, sono indistinguibili da quelle del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Centrale Europea e dell'Unione Europea.

Sono necessarie delle nuove, indipendenti organizzazioni di lotta della classe lavoratrice per montare una lotta efficace contro la controrivoluzione sociale che viene attuata dalle banche e dai governi dei banchieri. Il principio guida politico di queste nuove organizzazioni deve essere la lotta per unificare l'intera classe lavoratrice d'Europa e oltreattraverso tutti i confini nazionali, linguistici, etnici e razzialiin una lotta comune per il socialismo.

Questo richiede una ribellione contro i sindacati ufficiali ed una lotta intransigente contro i loro alleati nei vari partiti della pseudo-sinistra della classe media, come SYRIZA in Grecia, il Partito della Sinistra in Germania, il Nuovo Partito Anticapitalista in Francia, il Partito Socialista dei Lavoratori in Gran Bretagna e l'Organizzazione Socialista Internazionale negli USA.

Queste forze insistono perché i lavoratori si allineino dietro ai sindacati, tentando di coprire il sostegno all'austerità della burocrazia sindacale, perché loro stesse rappresentano degli strati privilegiati della classe medio alta che sono ostili alla classe lavoratrice e che appoggiano i tagli che vengono negoziati per tutta Europa.

Il Blocco della Sinistra portoghese, sebbene proclami di cercare un'alternativa al capitalismo, ha votato per il reazionario "salvataggio" greco quando se ne è presentata l'occasione nel parlamento portoghese.

Nelle ultime trattative sui tagli in Grecia, SYRIZA ha deciso di non uscire dal parlamento, il che avrebbe provocato la caduta del governo ed il collasso dei colloqui sul bilancio. Invece, il leader di SYRIZA Alexis Tsipras ha dato un'intervista al settimanale tedesco Die Zeit dichiarando che "il popolo greco" si prende la responsabilità del debito greco.

L'unico partito che sostiene la causa di una lotta politicamente indipendente e rivoluzionaria contro la UE ed i suoi governi borghesi costituenti è il Comitato Internazionale della Quarta Internazionale e le sue sezioni, i partiti dell'Uguaglianza Socialista. Chiediamo ai lavoratori di leggere il World Socialist Web Site, di contattarci e di appoggiare la nostra lotta per costruire l'ICFI come la nuova leadership socialista della classe lavoratrice europea ed internazionale.

Comitato di redazione del World Socialist Web Site