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L'occidente flirta con il fascismo – di nuovo

20:10 23.07.2015(aggiornato 20:50 23.07.2015)

Finian Cunningham

 

Vi sono pochi dubbi che le cosiddette democrazie occidentali stiano sempre più gravitando verso politiche autocratiche. Il potere esecutivo viene esercitato dalla formulazione di politiche segrete, da imporsi all'elettorato, o su altri paesi, senza nessuna considerazione per la supervisione democratica.

Gli stati occidentali stanno flirtando ancora una volta con il fascismo - come in precedenti periodi oscuri del secolo passato.

Qui vi è una recente istantanea della preoccupante tendenza. Questa settimana il Segretario agli Esteri della Gran Bretagna Philip Hammond ha espresso apertamente la propria frustrazione verso il processo democratico come qualcosa di "ingombrante" per il perseguimento degli obiettivi di politica estera.

Nel frattempo, il più importante generale americano, Wesley Clark, ha raccontato ai media USA che Washington ha bisogno di potere per radunare i cittadini "sleali" in campi d'internamento senza il giusto processo legale.

Inoltre, oltre a questo questa settimana vi è  la condanna da parte del Ministro degli Esteri francese Laurent Fabius di una delegazione parlamentare francese che è andata in Russia in visita per indagare sui fatti rispetto alla crisi ucraina.

Quindi abbiamo il diktat in corso al popolo greco delle politiche finanziarie del suo paese, imposte dai creditori dell'Unione Europea guidata dal Cancelliere tedesco Angela Merkel.

In ogni caso vediamo incoraggiata tra gli stati occidentali una logica sinistra, per mezzo della quale il mandato democratico e gli standard legali vengono ignorati dalla classe dirigente politica. Quale altro modo per descrivere questa tendenza se non come una forma di fascismo incipiente?

Non dovremmo essere sorpresi da tale tendenza. Nonostante tanto vantate pretese di democrazia, diritti umani e legge, gli stati occidentali hanno sempre avuto un'inclinazione verso il fascismo.

La settimana scorsa, la pubblicazione di fotografie della regina britannica Elisabetta che faceva il saluto nazista, da ragazzina nel 1933, assieme a dei membri adulti della famiglia reale, è un crudo ricordo che durante gli anni '30 la classe dominante della Gran Bretagna era una sincera sostenitrice di Adolf Hitler e del suo regime fascista. Lo zio della regina Elisabetta, che divenne re Edoardo VIII, nel 1937 andò nella Germania nazista dopo la sua abdicazione. Non soltanto fu filmato mentre porgeva saluti nazisti al Führer, ma inoltre i reali britannici complottarono da traditori con il Terzo Reich per costituire un regime collaborazionista dei nazisti in Gran Bretagna.

Più o meno nello stesso modo in cui la classe dominante francese, guidata dal generale Philippe Pétain, formò lo spregevole regime di Vichy che operò assiduamente con la Germania nazista per assassinare ed incarcerare decine di migliaia di suoi compatrioti nel periodo 1940-44.

Per quanto riguarda i presumibilmente nobili campioni della democrazia, Washington ha una lunga e sanguinosa storia di sponsorizzazione di regimi fascisti e dei loro squadroni della morte per tutta l'America Latina per rendere quel continente "sicuro" per lo sfruttamento dei capitalisti degli USA.

La propensione di Washington per despoti ed autocrati è oggi palese nel suo fermo sostegno alle dittature arabe del Golfo Persico ed al regime israeliano. Lo stesso può affermarsi per Gran Bretagna, Francia e Germania, dove le vendite di armi e gli interessi petroliferi prevalgono sulle richieste di democrazia, diritti umani e giustizia legale internazionale del popolo.

Per diversi decenni dopo la II Guerra Mondiale, gli stati occidentali poterono fare la ragionevole affermazione di praticare la democrazia, almeno all'interno se non all'estero. Durante quegli anni, vi era l'apparenza di un processo elettorale e di politiche di governo affidate in mandato dal popolo. Vi è stato senza dubbio un progresso nella distribuzione democratica della ricchezza e la creazione dei sistemi di sicurezza sociale e dei servizi pubblici nell'istruzione e nell'assistenza sanitaria.

Tuttavia, nel corso dei due decenni passati, negli stati occidentali le riforme democratiche sono state implacabilmente rigettate. Questo processo reazionario è correlato alla vasta polarizzazione della ricchezza e del potere tra una minoranza oligarchica e la più ampia popolazione. I "governi" occidentali sono sempre più dei veicoli politici che servono gli interessi dell'oligarchia, mentre infliggono austerità economica e repressione sulla popolazione comune.

Le imminenti elezioni presidenziali negli USA sono il classico esempio calzante di come la "scelta" elettorale sia determinata dall'oligarchia finanziaria ed imprenditoriale. Chiunque vinca questa contesa sarà un servitore della classe dominante.

In Gran Bretagna, vediamo un'amministrazione conservatrice di milionari come il Primo Ministro David Cameron ed il suo Cancelliere George Osborne, che è stata "eletta" da una minoranza di elettori - soltanto il 36% - e fornita di fondi per entrare in carica dalla finanza della City di Londra. Ora il governo di Cameron sta infliggendo misure di austerità ancora più selvaggia che lasceranno molto peggio di prima milioni di cittadini, mentre arricchiranno i banchieri ed i ricchi.

I paesi occidentali stanno lottando con un problema sistemico - il decesso del capitalismo. Durante i decenni post-bellici, dovuto in parte alla ricostruzione dell'Europa e dell'Asia-Pacifico, il sistema realizzava relativamente bene, procurando alti livelli di occupazione e sostenendo i livelli di vita.

Il punto di svolta è stato raggiunto già alla metà degli anni '70 e certamente dopo i primi anni '90 quando il capitalismo è entrato in declino secolare. Il declino si è visto forse più drammaticamente negli Stati Uniti, dove i guadagni reali dei lavoratori ora sono meno di quanto erano negli anni '70. La disoccupazione reale - non la discutibile cifra ufficiale - è sopra il 20%. Circa 50 milioni di americani sono classificati come poveri su una popolazione totale di 310 milioni. I 400 individui americani più ricchi hanno più ricchezza combinata di 150 milioni di connazionali.

E' in questo contesto storico che i governanti occidentali stanno ricorrendo sempre di più a metodi di governo autoritari - per necessità.

Minacciati da una popolazione sempre più arrabbiata e deprivata, la classe dominante occidentale è messa in discussione da diritti democratici che si scontrano con la terrificante disfunzione del sistema.

E' inoltre in questo contesto che le potenze occidentali stanno cercando una via di fuga dalle tensioni sociali all'interno perseguendo il militarismo all'estero.

Non è affatto una coincidenza che i governi occidentali si siano imbarcati in una politica ostile alla Russia nel corso di un periodo in cui i paesi occidentali si contorcono per il collasso economico e sociale.

Il Ministro degli Esteri britannico Philip Hammond ha affermato che i paesi occidentali sono "in svantaggio" nel contrastare la Russia di Vladimir Putin perché la Gran Bretagna ed i suoi alleati sono ostacolati dalla procedura democratica.

Come ha riferito il Financial Times: "Martedì il segretario agli esteri ha raccontato ai parlamentari che il Regno Unito e gli altri membri della NATO erano meno in grado di reagire rapidamente ad eventi mondiali in cambiamento perché devono assicurarsi l'assenso del parlamento, dei media e del pubblico".

La logica di Hammond significa che la sua cricca al potere vuole sbarazzarsi della democrazia allo scopo di agire come ritiene giusto fare senza supervisione democratica. Il bombardamento segreto della Siria da parte dell'aeronautica britannica, svelato all'inizio di questo mese, in contravvenzione sia del divieto parlamentare che del diritto internazionale è un segno di dove Hammond voglia portare il potere del suo governo.

Forse ancora più nocivo è il punto di vista del generale americano a riposo Wesley Clark, che è una maggiore figura della classe politica USA. Ha raccontato al canale di notizie americano MSNBC che i tempi erano maturi perché le autorità trattengano ed incarcerino chiunque venga giudicato essere "sleale verso l'America". Ha citato apertamente come un precedente positivo l'incarcerazione di massa dei giapponesi-americani e dei germano-americani durante la II Guerra Mondiale

"Americani sleali" è un concetto pericolosamente mutevole. Qualunque cittadino che critichi il militarismo estero, la politica economica oligarchica di Washington oppure le sue pratiche sempre più da stato di polizia potrebbe essere soggetto alla detenzione senza processo.

Sembra che, ineluttabilmente, le potenze occidentali si stiano muovendo più ad adottare misure autoritarie contro la loro popolazione. Ancora una volta, come in periodi precedenti, stanno flirtando con il fascismo per puntellare il loro sistema economico profondamente disfunzionale. E' una relazione amorosa che non è mai realmente scomparsa.

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