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L'economia mondiale esposta a più intenso disordine

8 gennaio 2011

 

Il nuovo anno si è aperto con espressioni di preoccupazione che, due anni dopo il crollo finanziario scatenato dal collasso della Lehman Brothers,  l'economia globale ed il sistema finanziario, all'opposto dal riprendersi, siano entrati in un'era di disordine economico e politico senza precedenti. In breve, cresce la realizzazione che la crisi finanziaria non sia stata una depressione economica ciclica che sarà seguita da un miglioramento, ma l'inizio di una nuova era di crollo economico.

In un commento pubblicato lo scorso mese, Jeffrey Garten, sottosegretario al commercio nell'amministrazione Clinton ed ora docente di commercio e finanza internazionale alla Yale University, ha scritto: "Mentre si chiude il primo decennio del 21° secolo, lasciando la stabile crescita della seconda metà del secolo un lontano ricordo, cosa riserva il futuro per l'economia globale? Per diversi prossimi anni, possiamo aspettarci turbolenze eccezionali mentre i giorni declinanti dell'ordine economico globale che abbiamo conosciuto finiscono [sic] caoticamente, forse in maniera rovinosa".

L'epicentro dell'immediata attenzione è l'Europa, dove, secondo un commento dell'ex capo economista del Fondo Monetario Internazionale Simon Johnson pubblicato il 30 dicembre sul New York Times, "gli osservatori più esperti dell'eurozona prevedono un'altra grave crisi all'inizio del 2011, legata alle necessità del finanziamento del trasferimento di fondi da un investimento all'altro dei suoi governi più deboli".

Ma, come continua ad avvertire Johnson, la turbolenza non si fermerà all'Atlantico. "Quando i mercati finanziari hanno finito con l'Europa, verranno ad esaminare la determinazione fiscale degli Stati Uniti". Nonostante l'opinione dell'intera elite americana che "siamo diversi dagli europei perché emettiamo il dollaro e perciò abbiamo degli speciali privilegi", l'età del predominio americano, ha insistito, ora è finita.

Anche il Financial Times ha indicato la probabilità che la crisi finanziaria europea si diffonda nei prossimi pochi mesi. "Lo scorso anno ha portato all'eurozona la crisi del debito. La Grecia e l'Irlanda hanno dovuto essere salvate e grandi punti interrogativi restano in sospeso su Portogallo e Spagna. Ma è probabile che ora l'epicentro si allarghi. La domanda per il 2011 è quanto del mondo occidentale sarà raggiunto", ha osservato il 3 gennaio.

Il FT ha commentato citando uno studio condotto da una grande banca d'investimento USA sui suoi maggiori investitori istituzionali, ai quali è stato chiesto quando pensavano che la crisi del debito che affligge l'Europa avrebbe raggiunto gli Stati Uniti. Meno del 10% hanno dichiarato "mai".

Mentre in Europa e negli USA i problemi finanziari si aggravano, l'ancora crescente economia cinese, all'opposto dal fornire nuove fondamenta per l'espansione economica globale, potrebbe essa stessa diventare la fonte di una nuova ondata di turbolenze internazionali.

La crescente inflazione ha portato le autorità a innalzare i tassi d'interesse, causando preoccupazioni che se questi incrementi sono troppo rapidi, provocheranno un crollo degli investimenti e la bolla immobiliaregran parte di essa promossa dalle autorità governative localiche ha giocato un tale ruolo centrale nella crescita economica cinese nei due anni passati.

Secondo il professor Michael Pettis dell'università di Beijing: "I livelli del debito sono alti in maniera da causare preoccupazione e cominciano ad agire come serio vincolo al riequilibrio. Diventa sempre più difficile per la Banca Popolare della Cina alzare i tassi d'interesse senza provocare molto pericolo finanziario nelle entità relative al governo".

I problemi in aggravamento all'interno dell'economia cinese, mentre sono esacerbati dalla crisi finanziaria globale, sono radicati in processi a lungo termine. Secondo un commento dell'ex membro del comitato politico monetario della Banca Popolare della Cina Yu Yongding, pubblicato nell'edizione del 23 dicembre del China Daily, il "modello di crescita dell'est asiatico" che ha formato la base del progresso della Cina nei tre decenni passati "ha ora quasi esaurito il suo potenziale". Di conseguenza "la Cina ha raggiunto una congiuntura cruciale" e "senza aggiustamenti strutturali dolorosi, lo slancio della sua crescita economica potrebbe essere perduta".

Le azioni degli Stati Uniti stanno alimentando le turbolenze in aumento nell'economia mondiale.

Per gran parte del periodo post bellico gli USA hanno funzionato come l'ancora dell'economia capitalista mondiale. Oggi sono una delle fonti principali di destabilizzazione dal momento che cercano di superare i loro crescenti problemi economici a spese dei loro rivali.

La politica della Federal Reserve USA di cosiddetto "alleggerimento quantitativo", che la vede pompare miliardi di dollari nel sistema finanziario globaleaumentando la disponibilità di finanze a buon mercato e spingendo in giù il valore del dollaro USAsta mandando onde d'urto nell'economia mondiale.

Una delle conseguenze immediate è stata la rinnovata speculazione nel cibo e nelle altre merci fondamentali, come il petrolio. Questa settimana, l'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura dell'ONU ha emesso l'avvertimento che i prezzi degli alimentari hanno ora superato i livelli raggiunti nell'aumento dei prezzi del 2007-2008.

Minacciati da afflussi di "denaro bollente" scatenati dall'alleggerimento quantitativo, molti paesi hanno cercato di imporre dei nuovi controlli finanziari. Il Brasile ha appena annunciato nuove regole bancarie per tentare di tenere a freno l'afflusso di attività finanziarie, mentre le autorità cilene sono intervenute nei mercati monetari per cercare di tenere giù il valore del peso.

Indicando le divisioni in aggravamento nell'economia mondiale, l'economista premio Nobel Joseph Stiglitz ha osservato che la risposta di politica coordinata delle maggiori potenze alla crisi economica nel 2009 era ora un "vago ricordo".

"Cosa peggiore", ha continuato, "l'alleggerimento quantitativo dell'America ora viene considerato come un aggiornamento delle politiche che hanno segnato la Grande Depressione. Il mondo si sta mettendo all'erta dal modo in cui i tassi di cambio possono essere utilizzati nell'autopromozione a spese di altriscoraggiando le importazioni e aumentando le esportazioni.... Simili politiche da "impoverisci il tuo vicino" non hanno funzionato negli anni '30, perché i paesi hanno risposto allo stesso modo. Oggi accadrà lo stesso".

L'eruzione della guerra valutaria minaccia di fratturare il mercato mondiale nello stesso modo in cui le barriere tariffarie negli anni '30 hanno diviso il mondo in una serie di blocchi economici ostili, portando allo scoppio della guerra per la fine del decennio.

Le crescenti tensioni tra le grandi potenze vengono accompagnate da un crescente feroce assalto alla posizione sociale della classe lavoratrice. Lo scatenamento della violenza di stato contro studenti, giovani e lavoratori da parte dei governi di Gran Bretagna, Grecia, Spagna e Francia allo scopo di imporre le misure di austerità che vengono dettate dalle banche e dai mercati finanziari è soltanto un'anticipazione di ciò che verrà dal momento che dovunque le classi dominanti cercano di far pagare alla classe lavoratrice il fallimento storico del sistema del profitto.

Proprio mentre il collasso dell'ordine capitalista procede attraverso confini e continenti, così la classe lavoratrice deve sviluppare la sua risposta globale. Il compito davanti è di sviluppare un movimento unito della classe lavoratrice internazionale che prenderà il potere politico ed istituirà il governo dei lavoratori, ponendo le risorse chiave economiche e finanziarie in mani pubbliche e riorganizzando l'economia per soddisfare i bisogni sociali. Questa è la prospettiva del Comitato Internazionale della Quarta Internazionale.

Nick Beams