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Il nuovo anno si è aperto con espressioni di preoccupazione
che, due anni dopo il crollo finanziario scatenato dal collasso
della
Lehman Brothers,
l'economia globale ed il sistema finanziario, all'opposto dal
riprendersi, siano entrati in un'era di disordine economico e
politico senza precedenti. In breve, cresce la realizzazione che la
crisi finanziaria non sia stata una depressione economica ciclica
che sarà seguita da un miglioramento, ma l'inizio di una nuova era
di crollo economico.
In un commento pubblicato lo scorso mese,
Jeffrey Garten,
sottosegretario al commercio nell'amministrazione Clinton ed ora
docente di commercio e finanza internazionale alla
Yale University,
ha scritto: "Mentre si chiude il primo decennio del 21° secolo,
lasciando la stabile crescita della seconda metà del secolo un
lontano ricordo, cosa riserva il futuro per l'economia globale? Per
diversi prossimi anni, possiamo aspettarci turbolenze eccezionali
mentre i giorni declinanti dell'ordine economico globale che abbiamo
conosciuto finiscono [sic] caoticamente, forse in maniera rovinosa".
L'epicentro dell'immediata attenzione è l'Europa, dove, secondo
un commento dell'ex capo economista del Fondo Monetario
Internazionale
Simon Johnson
pubblicato il 30 dicembre sul
New York Times,
"gli osservatori più esperti dell'eurozona prevedono un'altra grave
crisi all'inizio del 2011, legata alle necessità del finanziamento
del trasferimento di fondi da un investimento all'altro dei suoi
governi più deboli".
Ma, come continua ad avvertire
Johnson, la turbolenza non si fermerà all'Atlantico.
"Quando i mercati finanziari hanno finito con l'Europa, verranno ad
esaminare la determinazione fiscale degli Stati Uniti". Nonostante
l'opinione dell'intera elite americana che "siamo diversi dagli
europei perché emettiamo il dollaro e perciò abbiamo degli speciali
privilegi", l'età del predominio americano, ha insistito, ora è
finita.
Anche il
Financial Times
ha indicato la probabilità che la crisi finanziaria europea si
diffonda nei prossimi pochi mesi. "Lo scorso anno ha portato
all'eurozona la crisi del debito. La Grecia e l'Irlanda hanno dovuto
essere salvate e grandi punti interrogativi restano in sospeso su
Portogallo e Spagna. Ma è probabile che ora l'epicentro si allarghi.
La domanda per il 2011 è quanto del mondo occidentale
sarà raggiunto", ha osservato il 3 gennaio.
Il FT ha commentato citando uno studio condotto da una grande
banca d'investimento USA sui suoi maggiori investitori
istituzionali, ai quali è stato chiesto quando pensavano che la
crisi del debito che affligge l'Europa avrebbe raggiunto gli Stati
Uniti. Meno del 10% hanno dichiarato "mai".
Mentre in Europa e negli USA i problemi finanziari si
aggravano, l'ancora crescente economia cinese, all'opposto dal
fornire nuove fondamenta per l'espansione economica globale,
potrebbe essa stessa diventare la fonte di una nuova ondata di
turbolenze internazionali.
La crescente inflazione ha portato le autorità a innalzare i
tassi d'interesse, causando preoccupazioni che se questi incrementi
sono troppo rapidi, provocheranno un crollo degli investimenti e la
bolla immobiliare—gran
parte di essa promossa dalle autorità governative locali—che
ha giocato un tale ruolo centrale nella crescita economica cinese
nei due anni passati.
Secondo il professor
Michael Pettis
dell'università di
Beijing:
"I livelli del debito sono alti in maniera da causare preoccupazione
e cominciano ad agire come serio vincolo al riequilibrio. Diventa
sempre più difficile per la Banca Popolare della Cina alzare i tassi
d'interesse senza provocare molto pericolo finanziario nelle entità
relative al governo".
I problemi in aggravamento all'interno dell'economia cinese,
mentre sono esacerbati dalla crisi finanziaria globale, sono
radicati in processi a lungo termine. Secondo un commento dell'ex
membro del comitato politico monetario della
Banca Popolare della Cina
Yu Yongding,
pubblicato nell'edizione del 23 dicembre del
China Daily,
il "modello di crescita dell'est asiatico" che ha formato la base
del progresso della Cina nei tre decenni passati "ha ora quasi
esaurito il suo potenziale". Di conseguenza "la Cina ha raggiunto
una congiuntura cruciale" e "senza aggiustamenti
strutturali dolorosi, lo slancio della sua crescita economica
potrebbe essere perduta".
Le azioni degli Stati Uniti stanno alimentando le turbolenze in
aumento nell'economia mondiale.
Per gran parte del periodo post bellico gli USA hanno
funzionato come l'ancora dell'economia capitalista mondiale. Oggi
sono una delle fonti principali di destabilizzazione dal momento che
cercano di superare i loro crescenti problemi economici a spese dei
loro rivali.
La politica della
Federal Reserve
USA di cosiddetto "alleggerimento quantitativo", che la
vede pompare miliardi di dollari nel sistema finanziario globale—aumentando
la disponibilità di finanze a buon mercato e spingendo in giù il
valore del dollaro USA—sta
mandando onde d'urto nell'economia mondiale.
Una delle conseguenze immediate è stata la rinnovata
speculazione nel cibo e nelle altre merci fondamentali, come il
petrolio. Questa settimana, l'Organizzazione per l'Alimentazione e
l'Agricoltura dell'ONU ha emesso l'avvertimento che i prezzi degli
alimentari hanno ora superato i livelli raggiunti nell'aumento dei
prezzi del
2007-2008.
Minacciati da afflussi di "denaro bollente" scatenati
dall'alleggerimento quantitativo, molti paesi hanno cercato di
imporre dei nuovi controlli finanziari. Il Brasile ha appena
annunciato nuove regole bancarie per tentare di tenere a freno
l'afflusso di attività finanziarie, mentre le autorità cilene sono
intervenute nei mercati monetari per cercare di tenere giù il valore
del peso.
Indicando le divisioni in aggravamento nell'economia mondiale,
l'economista premio Nobel
Joseph Stiglitz
ha osservato che la risposta di politica coordinata delle maggiori
potenze alla crisi economica nel 2009 era ora un "vago
ricordo".
"Cosa peggiore", ha continuato, "l'alleggerimento quantitativo
dell'America ora viene considerato come un aggiornamento delle
politiche che hanno segnato la Grande Depressione. Il mondo si sta
mettendo all'erta dal modo in cui i tassi di cambio possono essere
utilizzati nell'autopromozione a spese di altri—scoraggiando
le importazioni e aumentando le esportazioni.... Simili politiche da
"impoverisci il tuo vicino" non hanno funzionato negli
anni '30, perché i paesi hanno risposto allo stesso modo. Oggi
accadrà lo stesso".
L'eruzione della guerra valutaria minaccia di fratturare il
mercato mondiale nello stesso modo in cui le barriere tariffarie
negli anni '30 hanno diviso il mondo in una serie di blocchi
economici ostili, portando allo scoppio della guerra per la fine del
decennio.
Le crescenti tensioni tra le grandi potenze vengono
accompagnate da un crescente feroce assalto alla posizione sociale
della classe lavoratrice. Lo scatenamento della violenza di stato
contro studenti, giovani e lavoratori da parte dei governi di Gran
Bretagna, Grecia, Spagna e Francia allo scopo di imporre le misure
di austerità che vengono dettate dalle banche e dai mercati
finanziari è soltanto un'anticipazione di ciò che verrà dal momento
che dovunque le classi dominanti cercano di far pagare alla classe
lavoratrice il fallimento storico del sistema del profitto.
Proprio mentre il collasso dell'ordine capitalista procede
attraverso confini e continenti, così la classe lavoratrice deve
sviluppare la sua risposta globale. Il compito davanti è di
sviluppare un movimento unito della classe lavoratrice
internazionale che prenderà il potere politico ed istituirà il
governo dei lavoratori, ponendo le risorse chiave economiche e
finanziarie in mani pubbliche e riorganizzando l'economia per
soddisfare i bisogni sociali. Questa è la prospettiva del Comitato
Internazionale della Quarta Internazionale.
Nick Beams
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