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Un collaboratore di SocialistWorker.org guarda ai profittatori di Wall Street ed ai loro alleati politici

dietro al movimento di "riforma" dell'istruzione--e a cosa possiamo fare per fermarli

7 maggio 2015

 

IL MESE scorso, una studentessa delle superiori di Warren, New Jersey, ha finito di sostenere la prova obbligatoria statale PARCC e ha fatto ciò che fanno tutti gli altri dopo avere sostenuto una prova. Ne ha parlato ai suoi amici. Essendo questo il 2015, la sua conversazione ha assunto la forma di un tweet, che citava una delle domande della prova.

Trenta miglia lontano, sono suonati dei campanelli d'allarme nel quartier generale di Manhattan della Pearson Corp., proprietaria della prova PARCC: il tweet aveva "avviato un Allarme Priorità I per violazione di argomento", ha scritto più tardi un funzionario della scuola. I funzionari dell'azienda sono scattati in azione, contattando i loro partner nel Dipartimento dell'Istruzione del New Jersey, con i quali hanno un contratto di $108 milioni.

Quella notte, a coordinatrice delle prove del distretto scolastico di Warren ha ricevuto una chiamata da un funzionario dello stato che la informava della "violazione" e richiedeva che la studentessa fosse sospesa. Il mattino successivo, la sovrintendente della scuola Warren Elizabeth Jewett ha inviato  ai suoi colleghi una e-mail sull'incidente:

Il DOE ci ha informato che la Pearson durante la prova PARCC sta monitorando tutti i social media. Devo dire che l'ho trovato un poco fastidioso--e se i nostri genitori si fossero preoccupati prima di una cospirazione su tutti i dati degli studenti, sono certa che staremmo ricevendo più lettere di rifiuto una volta che esce questo.

All'epoca, la Jewett non sapeva nemmeno che la Pearson stava facendo molto di più che "monitorare" i social media. Poiché gli studenti che maneggiavano Twitter non immischiavano il suo nome, la Pearson si è fatta consegnare da Twitter le sue informazioni personali private, sulla base che aveva violato la "proprietà intellettuale" della società delle prove.

Come ha predetto la Jewett, le rivelazioni sullo spionaggio hanno gettato benzina sul fuoco per genitori ed educatori che erano già turbati per l'intima relazione dello stato con la Pearson e sul loro programma congiunto di implementare un regime obbligatorio di prove in linea con gli standard della Common Core che hanno dato una nuova forma alle scuole da una parte all'altra del paese senza praticamente nessuna discussione democratica sul loro valore educativo.

La caccia con appostamento online della Pearson non è soltanto raccapricciante--essa rivela molte delle caratteristiche più minacciose della presa di controllo imprenditoriale dell'istruzione pubblica: la stretta associazione tra aziende e funzionari governativi, l'utilizzo di diritti di proprietà intellettuale per soffocare il libero scambio delle idee che è una parte vitale dell'apprendimento e la soppressione dei diritti di studenti, genitori ed insegnanti di resistere alla crescente enfasi sui "dati" delle prove per misurare l'istruzione e la conoscenza.

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"L'INTERO settore dell'istruzione ora rappresenta quasi il 9% del PIL degli USA", prorompeva l'annuncio pubblicitario di una conferenza di investitori del 2013 intitolata "Private Equity Investing in For-Profit Education Companies". L'annuncio continuava: "Lo scorso anno l'attività di fusioni ed acquisizioni nel settore dell'istruzione a scopo di lucro ha superato l'attività al picco del boom di Internet".

Sei anni prima, Jonathan Kozol avvertiva sulla rivista Harper's del futuro assedio all'istruzione pubblica. Citando un prospetto su Wall Street datogli da un amico, Kozol scrisse: "'L'industria dell'istruzione rappresenta...la frontiera finale di numerosi settori una volta sotto controllo pubblico' e 'la maggiore opportunità di mercato' da quando durante gli anni '70 sono stati privatizzati i servizi sanitari".

Proprio come l'industria sanitaria comprende un'ampia gamma di campi nei quali il capitale può sempre trovare modi per estrarre profitti dal nostro bisogno fondamentale di salute e benessere--dai farmaceutici agli ospedali all'esempio particolarmente egregio dell'assicurazione--così il settore dell'istruzione contiene una varietà di sotto-industrie.

Vi è l'impresa dei materiali educativi, che copre tutto, dai curricoli, libri di testo (digitali e stampati) ai materiali per i compiti a casa alle, naturalmente, prove standardizzate. Questi campi sono sempre più dominati dalla Pearson, una società britannica che lo scorso anno ha ottenuto $5 miliardi di entrate.

In stati come New York, la Pearson ha ottenuto contratti per fornire curriculum, prove ed esami ci certificazione degli insegnanti, creando un ciclo chiuso senza responsabilità, come ha spiegato lo scrittore d'istruzione Alan Singer quando nel 2012 venivano firmati i contratti: "Gli esami standardizzati della Pearson valuteranno quanto bene attueranno i moduli delle istruzioni Pearson e le prove standard common core della Pearson, ma non cosa apprendono veramente gli studenti o se gli studenti stiano realmente imparando delle cose che è importante conoscere".

Mentre la Pearson ed i suoi concorrenti spingono per un uso maggiore dei materiali delle loro prove standardizzate, il mercato per istitutori di prove continua a crescere. La preparazione delle prove ora è da sola un'industria da quasi un miliardo di dollari ed il numero dei centri di preparazione delle prove negli USA è più che raddoppiato nel corso dei 15 anni passati.

Ma queste industrie, che trovano le maniere per estrarre denaro da attorno agli orli del sistema della scuola pubblica, sono piccole patate paragonate alla prospettiva che veramente eccita Wall Street--la privatizzazione completa dell'istruzione pubblica.

Il decennio passato ha visto un'esplosione di istruzione a scopo di lucro a livello di college--con effetti disastrosi riepilogati da una serie investigativa di Bloomberg:

I college a scopo di lucro sono cresciuti come i funghi a spese dei contribuenti in un'industria da $30 miliardi l'anno bersagliando la popolazione vulnerabile--militari e veterani disabili, i senzatetto, gli immigrati e le minoranze--con promesse ingannevoli di bassi costi, aiuto accademico online e posti di lavoro rimunerativi dopo la laurea.

Mentre l'aiuto federale a questi college, posseduti da importanti corporation come Goldman Sachs Group e Washington Post Co., è aumentato sei volte in un decennio ed i loro dirigenti hanno intascato $2 miliardi in compensi e vendita di azioni, la maggior parte degli studenti dei college per profitto si sono ritirati e non riescono a rimborsare i prestiti, ha dimostrato la serie, servendo a provocare udienze della Camera e del Senato, un severo rapporto del Government Accountability Office ed un ribasso del 24% del valore di mercato delle azioni delle società.

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IL PROBLEMA per Goldman e Washington Post Co. è che l'istruzione secondaria americana è già dominata da scuole private ricche ma "non a scopo di lucro"--e da scuole "pubbliche" che ancora fanno pagare una piccola fortuna--lasciando poco spazio per operare ai college a scopo di lucro eccetto che come artisti della truffa al margine.

E' per questo che lo scopo principale dei privatizzatori è sempre stato di entrare a far parte del sistema dell'istruzione USA che è veramente pubblico. "Il mercato del K-12 è la Grande Enchilada", dichiarava il prospetto degli investitori citato da Kozol.

Entrano le scuole charter, che sono state inventate da educatori che volevano che gli insegnanti creassero scuole sperimentali, ma sono state sopraffatte da Wall Street quando gli hedge fund hanno capito che potevano essere uno strumento--come lo sono stati un decennio prima i mutui subprime--per guadagnare denaro, senza riguardo dei costi per la società.

Per gli investitori l'importanza delle scuole charter è che sono una finzione legale. Ricevono il denaro dei contribuenti, ma non sono vincolate da norme statali nel modo in cui lo sono le scuole pubbliche.

Ciò non soltanto permette alle charter di selezionare i loro studenti per punteggi delle prove superiori--che ancora principalmente non riescono a realizzare perché contano su insegnanti inesperti e sovraccarichi di lavoro--ma permette loro anche di essere gestite da un consiglio di amministrazione per il profitto o non profit che può essere un involucro per interessi imprenditoriali.

L'opinione pubblica è entrata in collisione con precedenti tentativi di privatizzazione come i buoni scolastici, ma si è piegata a favore delle scuole charter perché la gente non comprende che sono una minaccia per le scuole pubbliche.

La complicità del governo è la chiave per permettere che questa finzione continui. Gli stati da una parte all'altra del paese hanno permesso alle charter di pretendere sfacciatamente, davanti ai legislatori, di essere scuole pubbliche, in modo che possano continuare a ricevere finanziamenti pubblici--ma insistono, nei tribunali, di essere delle entità private così che possano combattere controlli ed iniziative sindacali degli insegnanti.

Ma questo è lungi dall'essere l'unico modo in cui il governo lavora fianco a fianco con i privatizzatori.

Nel 2009, Barack Obama ha inserito nella sua legge di stimolo economico il programma "Race to the Top", che ha fatto balenare fondi supplementari per l'istruzione di fronte ai governi statali, a condizione che approvassero "riforme" dell'istruzione. Obama stava utilizzando la terribile crisi di bilancio che la maggior parte degli stati affrontava durante la Grande Recessione fare passare un elenco di misure di Natale spinte dal Complesso Educativo-Industriale.

Il Race to the Top ha messo gli stati uno contro l'altro in una competizione per il denaro di cui hanno disperatamente bisogno, basata su quali dipartimenti dell'istruzione statali andrebbero più lontano nell'implementare i regimi di curricoli e prove della Common Core, basando la valutazione degli insegnanti sui punteggi delle prove ed incrementando il numero delle scuole charter.

Attraverso questa mossa cinica, il Dipartimento dell'Istruzione di Obama ha cambiato radicalmente l'istruzione pubblica attraverso gli stati senza nemmeno dovere sottoporre questi cambiamenti ad un dibattito significativo. Così, quando nel 2010 la News Corp. ha annunciato l'acquisto di una società di tecnologia dell'istruzione, il suo presidente di destra Rupert Murdoch ha dichiarato che l'istruzione K-12 era "un settore da $500 miliardi nei soli USA che sta disperatamente aspettando di essere trasformato".

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MURDOCH SEMBRAVA come i funzionari dell'amministrazione Bush che dichiaravano baldanzosamente che gli iracheni stavano aspettando disperatamente un'invasione USA a liberarli. I risultati sono stati circa gli stessi, sia in termini del disastro che hanno causato che della resistenza che hanno provocato--dal numero senza precedenti di boicottaggio delle prove alla rianimata ala militante all'interno dei sindacati degli insegnanti.

La resistenza è alimentata dal fatto che il motivo del profitto che spinge le riforme dell'istruzione aziendale va contro così chiaramente alla buona pratica educativa.

I riformatori enfatizzano le prove standardizzate non perché la ricerca dimostri che questo sia la maniera migliore per misurare l'apprendimento, ma perché è la maniera più semplice ed economica.

Si vantano di valutare dei buoni insegnanti, ma mirano a degradarli sistematicamente in basso a lettori di curricoli e somministratori di prove--e di volgere la conoscenza dal serbatoio condiviso che gli insegnanti possiedono e che gli studenti possono scoprire dentro loro stessi in una serie limitata di fatti e di tecniche di memorizzazione che possono essere posseduti e tutelati in base ai diritti d'autore.

Infine, pretendono di stare cercando di salvare l'istruzione pubblica mentre in realtà hanno un interesse acquisito nel vederla fallire.

"Guardate la condizione attuale dell'istruzione pubblica K-12", osservava allegramente  l'annuncio della conferenza Private Investor Equity. "I distretti scolastici attraverso gli USA sono sottofinanziati, sotto un livello decente e ben dietro la curva quando si tratta di adottare tecnologie di qualità...I finanziamenti pubblici e le sovvenzioni private sono entrambe giù e non saranno particolarmente affidabili in futuro. Così il 2013 ed oltre vedrà numerose società a scopo di lucro che compiono incursioni nell'istruzione pubblica e senza scopo di lucro assumendo la direzione di grandi falciate del mercato".

Il Complesso Educativo-Industriale non vede qui nessun conflitto d'interesse. I suoi leader pretendono che ciò che è valido per i profitti è valido anche per l'istruzione--e molti di loro probabilmente lo credono proprio tanto sinceramente quanto il conquistatore vede le ricchezze che ha ottenuto attraverso l'incendio ed il saccheggio come prova che sta attuando la volontà divina.

Bill Gates era indignato quando i giornalisti hanno osservato che un accordo per mettere il Common Core System of Courses della Pearson sui tablet prodotti da Microsoft poteva far guadagnare a Bill Gates--possessore di azioni Microsoft per un valore di più di $13 miliardi--un considerevole profitto dai curricoli della Common Core che è in gran parte una creazione della Fondazione Bill and Melinda Gates.

"Questa è filantropia", ha arricciato il naso Gates. "Questo è cercare di accertarsi che gli studenti abbiano il genere di opportunità che ho avuto io...e, secondo me, è quasi oltraggioso affermare altrimenti".

Forse Gates si sente in difesa perché il crescente movimento contro le prove della Common Core sta chiarendo che, diversamente dai distretti scolastici e dai dipartimenti dell'istruzione statali, la gente normale non beve quello che viene raccontato--come manifestato dal tremendo sostegno dei genitori della scuola pubblica allo sciopero degli insegnanti di Chicago nel 2012 e dal crescente movimento di scelta contro le prove standardizzate negli ultimi anni.

Mentre più genitori, studenti ed insegnanti si uniscono alla lotta per difendere le loro scuole, abbiamo bisogno di approfondire la nostra comprensione della portata della minaccia che abbiamo di fronte dal Complesso Educativo-Industriale--e costruire sostegno all'idea che l'istruzione pubblica libera e ben finanziata è un diritto umano fondamentale, un diritto che è molto più importante dell'ultimo piano di Wall Street che promette facili guadagni.