Le ricette economiche sbagliate: austerità più pesante come "soluzione" all'austerità

di Kevin Zeese e Margaret Flowers

Global Research, 21 febbraio 2013

 

Le sanguisughe potrebbero essere usate anche per il salasso. Il prelievo di tanto sangue come per provocare una sincope (svenimento) era considerato giovevole e molte sedute finivano soltanto quando il paziente cominciava a perdere i sensi.

Mentre l'economia mostra segni di recessione, le sanguisughe ritornano. Alan Simpson e Erskine Bowles hanno pubblicato un nuovo rapporto che richiede austerità ancora più pesante. Non è ciò di cui ha bisogno l'economia poiché ristagna e scoppietta verso un possibile nuovo crollo. Il loro rapporto insieme allo Stato dell'Unione del presidente Obama, al sequestro e al dogma repubblicano stanno tutti combinando per provocare un'altra serie di tagli di bilancio, che renderà soltanto più probabile la recessione. E' importante mettere nel contesto l'attuale dibattito economico. Il Dr. Jack Rasmus, un economista che lo capisce bene più di ogni altro di cui sappiamo, fornisce il contesto con la sua analisi in profondità del PIL degli USA negli ultimi 15 mesi. Egli riassume la presente deprimente situazione:

"Quasi l'intera Unione Europea, comprese le sue economie centrali di Germania, Francia e Regno Unito sono ora tutte chiaramente impantanate nella recessione. La periferia meridionale dell'euro è in un'autentica depressione. Il Giappone è entrato nella sua terza recessione dal 2008. I tassi di crescita di Cina, India e Brasile sono calati della metà. E gli USA nel quarto trimestre del 2012 sono arrivati a un effettivo arresto economico, la seconda volta in due anni nei quali il PIL trimestrale non ha praticamente registrato nessuna crescita".

Rasmus predice che "La duplice strategia dei politici capitalisti attraverso il globodi QE e di iniezioni nelle banche e nel sistema finanziario combinato con l'austerità per gli altriè chiaramente fallita e continuerà a fallire ancora più palesemente". Rasmus prevede una recessione a doppio tuffo, con la contrazione del PIL USA dell'ultimo trimestre come foriero delle cose a venire.

Simpson e Bowles arrivano in questa situazione raccomandando la ricetta sbagliata altri tagli a Medicare, Medicaid, Social Security e ad altri programmi sociali, come pure completare le scappatoie fiscali delle società. Vogliono tagliare $2,4 trilioni dal deficit federale nel corso del prossimo decennio, $1,5 trilioni più di quanto ha richiesto il presidente Obama e questo in cima dei $2,7 trilioni di riduzioni che sono già state implementate causando la caduta più rapida del rapporto deficit/PIL dalla II Guerra Mondiale. Tutto ciò significa che una 'recessione Obama' diventa più probabile.

Non c'è dubbio che il dogma repubblicano di restringere il governo federale e di abbassare le imposte meriti molto biasimo, ma anche il presidente Obama. Il suo discorso sullo Stato dell'Unione e ha mantenuto sul tavolo il Grande Patto di tagli ai programmi essenziali assieme alla chiusura delle scappatoie fiscali societarie.

Il Richard Wolff penetra nella retorica del "baratro fiscale", dell'"austerità" e del "mercato" individuando chi beneficia dell'austerità, scrivendo che coloro che possiedono il "debito pubblico USA sono facili da elencare: grandi banche, compagnie di assicurazione, grandi società, ricchi individui e banche centrali per il mondo. L'austerità giustificata come soddisfare 'il mercato' serve di fatto prima di tutto a quei creditori USA".

Molteplici commentatori hanno osservato lo scaltro linguaggio del presidente Obama sui tagli a Medicare ed il suo silenzio sul proteggere la Social Security. Continuano a mostrarsi i sintomi di un sistema di assistenza sanitaria malato. Le retribuzioni degli alti dirigenti degli ospedali no profit sono continuate a salire nonostante un sistema sanitario fragile. E tuttavia gli USA si classificano ultimi arrivati tra i paesi sviluppati nell'aspettativa di vita maschile e proprio quasi al fondo nelle morti premature, nella mortalità infantile, nella copertura totale dell'assistenza sanitaria, nel numero di medici professionisti e nella prevenzione delle morti dovute a cardiopatie; potremmo cominciare rapidamente a sembrare migliori nelle classifiche internazionali non perché l'assistenza sanitaria qui stia migliorando ma perché i banchieri ora pretendono la privatizzazione dei sistemi sanitari europei che abbasserà anche i loro risultati.

Più veniamo a sapere della nomina a segretario del tesoro di Obama, Jacob Lew, meno siamo fiduciosi che dalla sua leadership vengano politiche decenti. Le udienze di conferma hanno portato alla luce la sua economia stile Romney: personal investimenti personali alle isole Cayman, creando paradisi fiscali esteri per i clienti quando era alla Citi e che prima della Citi, quando era dirigente della NYU, ha indirizzato gli studenti verso costosi prestiti della Citigroup. Naturalmente, ricordiamo il suo premio di $950.000 quando la Citigroup è stata salvata. Sembra impossibile che gli americani si fidino dell'etica economica e del plutocratico comportamento economico di Lew.

Tutto questo parlare sull'austerità arriva mentre veniamo a sapere che la Federal Reserve continua a salvare le grandi banche, non soltanto pompando $85 miliardi ogni mese nelle banche attraverso il Quantitative Easing, ma dei documenti di tribunale hanno rivelato che la Fed ha pure condonato $7 miliardi di perdite in titoli su mutui della Bank of America. I salvataggi continuano ma al di fuori dell'attenzione del pubblico e dovrebbero portare ad altri appelli per la trasparenza della Fed, che è improbabile arrivino dai due partiti di Wall Street.

E l'austerità arriva in un momento in cui la nuova analisi del censimento dimostra che durante la 'ripresa' di Obama soltanto i ricchi sono diventati più ricchi, i poveri sono diventati più poveri. Secondo una nuova analisi di Emanuel Saez, forse il più importante economista sui redditi del mondo, dal 2007-2009 il "reddito reale medio per il 99% più basso . . . è calato bruscamente dell'11,6% . . . di gran lunga il maggiore declino biennale dalla Grande Depressione". E i nuovi dati che riguardano il 2009-2011 indicano che "I redditi dell'1% in alto sono cresciuti dell'11,2% mentre i redditi del 99% in basso si sono contratti dello 0,4%. Quindi, l'1% in alto ha accaparrato il 121% degli aumenti di reddito dei primi due anni della ripresa". [Enfasi aggiunta]. Abbiamo avuto un barlume del sistema manipolato questa settimana quando è stato riportato che Facebook, che ha guadagnato $1 miliardo di profitti, non pagherà nessuna imposta sul reddito, riceverà effettivamente un rimborso di $429 milioni. Perché? Deduzioni fiscali concesse per la retribuzione in stock option degli alti dirigenti.

E non crediate che i ricchi che diventano più ricchi creeranno posti di lavoro. The La pretesa che i più ricchi siano dei creatori di posti di lavoro è stata dimostrato essere un mito. Un altro mito screditato con le notizie di questa settimana era che era importante pagare agli amministratori delle retribuzioni esorbitanti per impedire che il loro eccezionale talento venisse attirato via. Entrambe i miti non sono corrispondenti ai fatti.

Cosa ci costerà un altro crollo economico? Questa settimana il GAO ha pubblicato un rapporto che indicava che l'ultimo crollo è costato all'economia degli USA $22 trilioni; questo è circa 1,5 anni di PIL totale. E la maggior parte di questo è arrivato sulle spalle dei possessori di immobili che soffrono del crollo del settore immobiliare.

Qual'é l'alternativa? I paesi che si stanno distaccando dal Washington Consensus mostrano la strada. Questa settimana un'analisi del Centro Ricerche Economia e Politica dell'Ecuador ha trovato "lo stato che prende il controllo della banca centrale, l'implementazione di controlli dei capitali, tassazione aumentata sul settore finanziario e altre riforme regolatorie. Esso conclude che queste hanno giocato un ruolo importante nel determinare la forte crescita economica dell'Ecuador, accresciute entrate statali, un declino sostanziale nella povertà e nella disoccupazione e altri miglioramenti negli indicatori economici e sociali". La disoccupazione è calata al 4,1%, il livello più basso in 25 anni e la povertà è stata ridotta al 27% sotto il livello del 2006.

Il rapporto ci da speranza concludendo: "Il successo dell'Ecuador dimostra che un governo dedicato a riformare il sistema finanziario può con il sostegno popolare affrontare un'alleanza di potenti, trincerati interessi finanziari, politici e mediatici e vincere". A proposito, domenica Rafael Correa è stato rieletto con una maggioranza schiacciante di più del 60% dei voti in una corsa con otto candidati. C'è qualche politico USA che voglia mettersi dalla parte del popolo?

Kevin Zeese JD e Margaret Flowers MD co-ospitano Clearing The FOG su We Act Radio 1480 AM Washington, DC e su Economic Democracy Media, co-dirigono It’s Our Economy e sono stati organizzatori dell'Occupazione di Washington, DC. I loro twitter sono @KBZeese and @MFlowers8.

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