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L'economia mondiale 2013: illusioni e realtà

8 gennaio 2013

 

 

Quando si scriverà la storia economica del periodo recente, potrebbe ben essere che l'anno 2012 sia considerato essere stato importante quasi quanto il 2008.

Il crollo di Lehman Brothers quattro anni e mezzo fa è stata la causa che ha messo in moto il collasso del sistema capitalista globale. Ma l'anno passato ha avuto un effetto importante. Ha visto la distruzione di una serie di fantasticherie promosse assiduamente dai portavoce delle elite dominanti come conseguenza del principio della crisi finanziaria globale.

Prima di tutto, ha rivelato che la pretesa che l'economia mondiale si sarebbe in qualche modo sistemata attraverso le operazioni del ciclo economico e che la "magia del mercato" sarebbe arrivata al soccorso. Ma ben nel quinto anno del crollo globale, il sistema finanziario viene sostenuto soltanto dalle attività delle principali banche centrali mondiali, che stanno fornendo centinaia di miliardi di dollari alle maggiori banche ed imprese finanziarie attraverso varie forme di "alleggerimento quantitativo" un eufemismo per stampare denaro.

Tuttavia, lungi dal creare le condizioni per la "ripresa", queste operazioni stanno semplicemente finanziando l'accumulazione di profitti attraverso la speculazioneproprio la cosa che ha portato al collasso del 2008e preparando la scena per un altro crollo.

Scrivendo sull'edizione di lunedì del Financial Times, Mohamed El-Erian,  direttore esecutivo e copresidente ufficio investimenti della società d'investimenti Pimco, ha osservato che "ora diverse classi di attività hanno prezzi altamente manipolati a causa di attività bancarie sperimentali, sia reali che segnalate" e che "questa situazione è reminiscente del 2006-07".

I 12 mesi passati hanno anche messo fine all'illusione che dopo un periodo di turbolenza finanziaria, la "ripresa" era giusto dietro l'angolo. Tutti i dati sull'economia mondiale indicano una continua bassa crescita o una recessione in tutti i principali paesi.

Nel loro rapporto sull'economia mondiale pubblicato lo scorso mese, le Nazioni Unite hanno indicato che la "debolezza dei maggiori paesi sviluppati" è alla radice di continue "sofferenze economiche globali", con la maggior parte di queste economie, particolarmente in Europa, che vengono "trascinate in una spirale verso il basso"poiché alta disoccupazione, ridotta spesa per i consumi, rischio bancario continuo, stretta fiscale e crescita più lenta "si alimentano malignamente l'una dell'altra". I rapporti di tutte le principali istituzioni finanziarie internazionali evidenziano gli stessi processi.

Secondo l'ONU, ci si aspetta che nel 2013 la zona euro cresca soltanto dello 0,3% e di appena l'1,4% nel 2014, dopo una contrazione dello 0,5% nel 2012. Il tasso di crescita per gli USA è previsto cali allo 1,7% nel 2013 dopo avere raggiunto soltanto il 2,1%ben al di sotto del livello sperimentato durante tutte le altre "riprese" nel periodo successivo alla II Guerra Mondiale. Il Giappone, che lo scorso trimestre ha subito una contrazione, si aspetta che cresca soltanto dello 0,6% nel 2013, dopo una crescita dell'1,5% nel 2012.

Il rapporto ONU ha anche indicato cifre del commercio che evidenziano il sottostante processo di contrazione dell'economia mondiale. Nel 2009 il commercio mondiale è calato del 10%, ma quindi rimbalzato significativamente nel 2010. Tuttavia, nel 2011 la crescita delle esportazioni ha cominciato a rallentare e ha quindi decelerato nettamente nel 2012, "principalmente a causa della declinante domanda da importazioni in Europa... e dell'anemica domanda aggregata negli Stati Uniti ed in Giappone".

Quest'anno l'economia britannica ha iniziato con energia a muoversi in una recessione a "triplo tuffo", dopo che l'attività nel settore dei servizi, che compromette attorno al 75% dell'economia britannica, ha subito un marcato declino in dicembre.

L'economia tedesca a base manifatturiera è diretta giù per la stessa strada. Secondo l'ultimo rapporto pubblicato dall'Istituto Kiel per l'Economia Mondiale, ora la Germania guarda verso un "rallentamento economico pronunciato" dopo avere subito una "crescita in decelerazione" per tutto il 2012. Ci si aspetta che la produzione globale cali dell1,2% nel quarto trimestre come risultato di "esportazioni stagnanti" e di un "decremento significativo della spesa per investimenti delle imprese".

Gli eventi economici del 2012 hanno anche smascherato la fantasticheria che, nonostante la stagnazione dei paesi capitalisti avanzati, le cosiddette economie BRIC avrebbero procurato una nuova base per l'espansione del capitalismo globale. La pretesa che i mercati "emergenti" sarebbero stati in grado di "assorbire le scosse" delle principali economie è stata frantumata, poiché la loro dipendenza dai mercati maggiori si è manifestata in tassi di crescita calanti.

Lo scorso anno, il tasso di crescita della Cina è caduto dal 10,4% al 7,7%. Il Brasile, dove nel 2010 la crescita ha raggiunto il 7,5%, lo scorso anno ha registrato un tasso di appena l'1,3%, mentre la crescita dell'India è calata dell'8,9% al 5,5%.

Un recente rapporto pubblicato dal McKinsey Global Institute (MGI) chiarisce che l'economia capitalista mondiale non sta attraversando una crisi congiunturale, ma un crollo comparabile a quello che è iniziato nel 1914 ed è continuato per tre decenni. Questa analisi, che è stata avanzata dal World Socialist Web Site più di quattro anni fa, viene confermata da prove e cifre irrefutabili.

Il rapporto McKinsey ha riconosciuto che sottostante alla recessione in aggravamento in Europa è stato il collasso negli investimenti privati. Tra il 2007 ed il 2011, gli investimenti privati nell'Unione Europea di 27 membri sono calati di più di €350 miliardi, "maggiore di ogni precedente declino in termini assoluti". Ciò ha rappresentato più di 20 volte la caduta dei consumi privati e quattro volte il declino del prodotto interno lordo reale.

Adesso gli investimenti privati sono il 15% più bassi che nel 2007, che significa che le imprese non genereranno circa €543 miliardi in entrate tra il 2009 ed il 2020 che altrimenti avrebbero avuto. Il rapporto MGI ha osservato che le imprese europee avevano un eccesso di beni liquidi per €750 miliardi per i quali per i quali non sono riuscite a trovare sbocchi redditizi. Ammucchiare denaro contante indica il crollo della dinamica fondamentale della produzione capitalista, nella quale gli investimenti portano all'accumulazione di profitti, che quindi risultano in ulteriori investimenti e nell'espansione economica.

Lo stesso processo è all'opera nell'economia degli USA, dove le imprese ammucchiano denaro contante mentre i profitti vengono sempre più accumulati attraverso la speculazione nei mercati finanziari.

La logica obiettiva del sistema del profitto è la forza motrice dietro ai programmi di austerità che vengono implementati dalle classi dominanti negli USA, in Europa ed in tutto il mondo. Stanno cercando di risolvere la crisi attraverso l'impoverimento della classe lavoratrice, riducendone le condizioni a quelle degli anni '30 e peggio.

La classe lavoratrice internazionale deve rispondere con la propria strategia indipendente basata sul rovesciamento del fallito sistema del profitto e sull'istituzione del socialismo. L'errore peggiore che possa compiere è che siano sufficienti delle mezze misure o che l'economia capitalista alla fine si raddrizzi. Gli eventi del 2012 hanno mandato in frantumi questa illusione come pure gettato le basi per grandi lotte sociali nell'anno a venire.

Nick Beams