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Washington sta coreografando una guerra totale con la  Russia?

Finian CUNNINGHAM | 26.04.2015 | 00:00

 

Gli sprezzanti leader americani stanno mettendo in posizione degli elementi incendiari che innalzano il rischio di guerra totale con la Russia.

Da diverse settimane ora la milizia di autodifesa ucraina della regione secessionista orientale del Donbas avverte che il regime di Kiev appoggiato dagli USA si sta preparando a rompere un fragile cessate il fuoco ed a riprendere la sua offensiva. Il rifiuto, come prescritto dalla tregua, di ritirare completamente l'artiglieria pesante e la pratica in corso di esercitazioni a fuoco vicino alla zona del conflitto sono prove riportate.

Con il riferito arrivo in Ucraina di 300 paracadutisti americani che collaborano con le brigate della Guardia Nazionale neonazista di Kiev  – i peggiori trasgressori nel corso dei combattimenti dell'anno passato in Ucraina orientale  – questo sviluppo è messaggero di conflitto imminente.

Il cessate il fuoco di Minsk negoziato da Russia, Germania e Francia fino a questo momento tiene da più di due mesi. Date le passate violazioni del regime di Kiev di precedenti cessate il fuoco, la durata della tregua firmata il 12 febbraio ha sorpreso molti. Ma ora sembra che l'argine stia per rompersi introducendo altra violenza nella regione.

La preoccupazione massima è che, secondo quanto riferito, le forze militari USA si sono trasferite nella regione del Donetsk vicino alla zona del conflitto.

L'arrivo delle truppe USA è stato già descritto da Mosca come una violazione del cessate il fuoco di Minsk. E' stato abbastanza grave che gli americani avessero pensato di condurre le loro esercitazioni militari nell'estremo ovest del paese, vicino alla città di Lvov. In modo inesplicabile, secondo il ministero della difesa russo, truppe USA appartenenti alla 173^ Brigata Aviotrasportata hanno intrapreso posizioni di «addestramento» a Donetsk a soltanto 20-30 km. dalla zona del conflitto. Queste posizioni includono le città di  Artemivsk, Severodonetsk e Volnovakha. 

Inoltre, l'addestramento militare offerto dagli americani a loro spese comprende l'uso di armi fabbricate negli USA, non le solite munizioni stile sovietico che utilizzano tradizionalmente le forze armate ucraine. Il portavoce del ministero della difesa russo Alexander Lukashevich osserva che la modalità di addestramento indica che Washington si sta preparando a soddisfare le sue promesse di fornire armi letali al regime di Kiev.

Il preoccupante esito della rottura del cessate il fuoco in Ucraina orientale è che nel periodo attuale gli Stati Uniti saranno un partecipante dichiarato in ogni rinnovata guerra. Non soltanto gli USA, ma altri due membri strettamente allineati dell'alleanza NATO – Canada e Gran Bretagna. Quasi 600 truppe di questi tre paesi sono in posizione ad agire come «consiglieri militari» e fornire addestramento alle armi alle forze di Kiev.

Se il traballante cessate il fuoco di Minsk fallisce, come molti temono possa, allora la situazione ha stivali americani, canadesi e britannici sul terreno e dalla parte del regime di Kiev. Su questo non vi è nessuna ambiguità. Questi membri della NATO saranno quindi dichiaratamente in guerra in Ucraina a combattere per un regime neonazista che nel corso dell'anno passato  è stato responsabile di 6.000 morti nella sua sfrenata offensiva contro la popolazione di lingua russa di Donetsk e Luhansk. 

Quella nuova situazione avrà dissipato la finzione di un tempo di Washington e dei suoi alleati di fornire «soltanto» sostegno indiretto a Kiev. Perché queste potenze occidentali saranno in guerra ufficialmente.

In aggiunta al sinistro rafforzamento militare sul terreno, Washington ha cominciato una rinnovata attività coreografica di disinformazione e di propaganda bellica.

Negli ultimi giorni, l'ambasciatore USA a Kiev, Geoffrey Pyatt, si è esposto sui social media con pretese più insistenti di presenza militare russa in Ucraina orientale. Pyatt ha asserito che era «la più alta concentrazione di forze di difesa aeree russe in Ucraina orientale dallo scorso agosto». Ha pubblicato la fotografia di un sistema missilistico Buk, che risulta in realtà essere presa da un'esibizione militare commerciale tenuta in Russia due anni fa.

Si può ricordare che Pyatt, assieme al funzionario del Dipartimento di Stato Victoria Nuland, nel febbraio scorso è stato l'architetto del colpo di stato a Kiev quando la CIA americana appoggiò il rovesciamento violento del governo eletto del presidente Viktor Yanukovych.

Nel frattempo, indietro a Washington, il Dipartimento di Stato USA ha utilizzato la stessa formulazione di termini per sostenere che la Russia che la Russia stava installando in Ucraina orientale dei sistemi missilistici di difesa aerea avanzati. Non vi è «nessun dubbio che la Russia sia coinvolta» ha dichiarato la portavoce Marie Harf, senza, come al solito, fornire nessuna prova. Quando le è stato chiesto sui numeri esatti delle presunte forze russe in Ucraina orientale, il comportamento cosmetico della Harf è sembrato sbriciolarsi nell'incertezza. «E' veramente difficile ottenere informazioni precise sul numero di truppe russe specificamente, ma sappiamo che vi è una consistente presenza russa», ha raccontato ai cronisti.

Ironicamente, Washington ha citato queste presunte infrazioni per accusare la Russia di «violare il cessate il fuoco di Minsk». Questo potrebbe interpretarsi come un atto di guerra «richiedente» alle forze di Kiev di «rispondere». L'ironia è sdolcinatamente ricca dato che sono gli USA ad avere inviato dei paracadutisti in Ucraina orientale ad addestrare le brigate neonaziste su come uccidere altri di etnia russa.

A parte la vera e propria falsificazione sulla asserita presenza di forze russe in Ucraina, il potenziale è abbondante per dei cosiddetti attacchi terroristici false-flag eseguiti dal regime di Kiev e dai suoi manipolatori americani. Una simile atrocità, amplificata dai deferenti notiziari occidentali, potrebbe a sua volta essere citata come «giustificazione» per rilanciare le ostilità.

Per esempio, all'inizio di quest'anno, il 13 gennaio, vicino alla città di Volnovakha, un autobus che portava dei civili è stato fatto saltare in aria secondo quanto riferito da una mina sul ciglio della strada uccidendo 12 persone a bordo. Il presidente appoggiato dagli USA a Kiev ha immediatamente incolpato «terroristi russi». Nel corso dell'anno passato è stata una routine familiare la cui coreografia suggerisce una pianificazione premeditata. Nel massacro dell'autobus di Volnovakha soltanto più tardi è emerso che l'ordigno esplosivo apparteneva alle forze di Kiev che detengono quella zona e può effettivamente essere stato fatto esplodere deliberatamente per attribuirlo ai ribelli filorussi. Volnovakha è una delle città in Ucraina orientale dove ora secondo quanto riferito le truppe USA stanno attuando delle esercitazioni militari con la malfamata Guardia Nazionale i cui crimini contro i civili in Ucraina orientale sono ampiamente documentati, anche dai gruppi per i diritti umani occidentali.

I fattori combinati di questa equazione non sono di buon augurio. Truppe USA e NATO in Ucraina orientale che operano con paramilitari neonazisti più rinnovati sfacciati tentativi dei media occidentali di criminalizzare la Russia. Questa gamma di fattori è uguale al ritorno ad una guerra totale, questa volta con la NATO che partecipa apertamente. La provocazione alla Russia deve intendersi nel più ampio sempre più preoccupante contesto del rafforzamento della NATO a guida americana di truppe, aeroplani, navi da guerra e missili attraverso l'Europa orientale e tutti puntati alla Russia.

Ciò richiede l'ineguagliabile conclusione che Washington stia coreografando gli eventi per una guerra totale con la Russia.

E, dato lo stato decrepito, in sbriciolamento dell'impero globale dell'America e la sua economia capitalista in bancarotta, il pernicioso movente per una simile guerra inizia a sembrare irresistibile.

A meno che, naturalmente, il popolo americano ed il resto del mondo in qualche modo si uniscano per sopprimere il regime fuori controllo di Washington.