Wikileaks: un pericoloso grande inganno del governo USA

di F. William Engdahl

Global Research, 10 dicembre 2010

 

Alla superficie la storia va bene per il copione di un nuovo film giallo di Hollywood di Oliver Stone. Un hacker australiano di 39 anni tiene in ostaggio di una gigantesca "fuoruscita" informatica il presidente degli Stati Uniti e il suo Dipartimento di Stato, a meno che il presidente lasci liberi Julian Assange e il suo Wikileaks di pubblicare centinaia di migliaia di pagine di promemoria sensibili del governo USA. Uno sguardo più da vicino ai dettagli, finora attentamente trapelati dai più ultra-establishment dei media internazionali come il New York Times, rivela una chiara agenda. Questa agenda per coincidenza serve a rafforzare l'agenda della geopolitica degli USA attorno al mondo, dall'Iran alla Russia alla Corea del Nord. Wikileaks è un grande e pericoloso inganno dell'intelligence USA che probabilmente verrà utilizzato per controllare Internet.

E' scritto quasi troppo perfettamente per essere vero. Un insoddisfatto soldato di 22 anni dell'esercito USA in servizio a Baghdad, Bradley Manning, un analista dei servizi segreti di basso livello, descritto come un solitario, un omosessuale nelle forze armate, un "fanatico del computer" scontento, setaccia da cima a fondo informazioni classificate alla Base di Linea Avanzata Hammer. Decide di scaricare segretamente sui suoi CD vergini delle comunicazioni email del Dipartimento di Stato USA dal mondo intero in un periodo di otto mesi per diverse ore al giorno, mentre pretendeva di stare ascoltando Lady Gaga. In aggiunta ai cablogrammi diplomatici, si ritiene che Manning abbia fornito a WikiLeaks il video dall'elicottero di un errante attacco USA su dei giornalisti disarmati a Baghdad e dei bollettini di guerra da Iraq ed Afghanistan.

Quindi si presume che Manning abbia rintracciato un famigerato ex hacker di computer degli USA per portare fuori su internet le sue 250.000 pagine di cablogrammi classificati del Dipartimento di Stato USA perché li vedesse il mondo intero. Ha presumibilmente raccontato all'hacker USA che i documenti che aveva contenevano "delle cose incredibili, terribili che appartenevano al dominio pubblico e non a qualche server conservato in una oscura stanza a Washington, DC". L'hacker lo ha consegnato alle autorità, così dice la storia. Ora Manning è da mesi segregato in isolamento militare USA, in modo che convenientemente non possiamo chiederglielo. Il Pentagono assume di routine i migliori hacker per progettare i propri sistemi di sicurezza.

Quindi il complotto si infittisce. Le 250.000 pagine finiscono sulla scrivania di Julian Assange, il trentanovenne australiano fondatore di un sito web presumibilmente anti-establishment con il nome attraente di Wikileaks. Assange decide di scegliere selettivamente diversi dei media di notizie più ultra-establishment al mondo per perché maneggino esclusivamente la fuoruscita per lui, dal momento che sembra essere in fuga dall'Interpol, non per avere fatto trapelare informazioni classificate, ma secondo quanto si dice per avere avuto rapporti sessuali consensuali con due donne svedesi che più tardi hanno deciso che era stupro.

Seleziona come quotidiani esclusivi per decidere cosa deve essere fatto trapelare il New York Times, che fece un tale servizio nel promuovere la propaganda fasulla contro Saddam Hussein che portò alla guerra in Iraq, il Guardian di Londra e Der Spiegel. Assange pretende che non aveva tempo di esaminare minuziosamente così molte pagine, così le ha consegnate a editori fidati dei media dell'establishment perché decidessero loro cosa doveva essere pubblicato. Molto “anti-establishment” questo. Il New York Times ha persino incaricato a uno dei suoi uomini più importanti, David E. Sanger, di controllare il rilascio del materiale di Wikileaks. Sanger non è estraneo all'establishment. Siede come membro dell'elitario Council on Foreign Relations come pure dell'Aspen Institute Strategy Group assieme, tra altri, a gente simile a Condi Rice, all'ex segretario alla difesa William Perry, all'ex capo della CIA John Deutch, all'ex vice segretario del Dipartimento di Stato e ora capo della Banca Mondiale Robert Zoellick.

Veramente una strana scelta di media per una persona che pretende di essere anti-establishment. Ma poi Assange afferma anche di credere alla versione dell'11/9 del governo USA e chiama il Bilderberg Group una normale riunione di persone, un punto di vista molto istituzionale.

Cablogrammi non così segreti...

Gli ultimi documenti sensazionali di Wikileaks, presumibilmente dalle ambasciate attorno al mondo del  Dipartimento di Stato USA a Washington, certamente non sono, come ha affermato Hillary Clinton, "un attacco agli interessi di politica estera dell'America che hanno messo in pericolo gente innocente". E non equivalgono a ciò che il ministro degli esteri italiano ha chiamato "l'11 settembre della diplomazia mondiale". Il governo britannico li chiama una minaccia alla sicurezza nazionale e un assistente del primo ministro del Canada chiede alla CIA di assassinare Assange, come fa l'eccentrica aspirante candidata alla presidenza degli USA Sarah Palin.

Molto importante, i 250.000 cablogrammi non sono "top secret" come possiamo avere pensato. Tra due e tre milioni di dipendenti del governo USA sono autorizzati a vedere questo livello di documenti "segreti",[i][1] e circa 500.000 persone attorno al mondo hanno accesso al Secret Internet Protocol Network (SIPRnet) dove sono immagazzinati i cablogrammi. Siprnet non è consigliato per la distribuzione di informazioni top-secret. Soltanto il 6%, ovvero 15.000 pagine, dei documenti è stato classificato anche come segreto, un livello sotto top-secret. Un altro 40% erano del livello più basso, "confidenziale", mentre il resto erano non classificati. In breve, non era tutto quel segreto.[ii][2]

Finora la maggior parte delle rivelazioni non sono state spettacolari. In Germania le rivelazioni hanno portato alla rimozione di un eminente giovane politico dell'FDP vicino a Guido Westerwelle, al quale apparentemente piaceva parlare troppo con la sua controparte all'ambasciata USA. Le rivelazioni sulla politica russa, nelle quali un funzionario dell'ambasciata USA si riferisce a Putin e Medvedev come “Batman e Robin”, ci raccontano di più del livello culturale del personale attuale del Dipartimento di Stato che della politica interna russa.

Ma per chiunque abbia studiato il mestiere dell'intelligence e della disinformazione, nel dramma di Wikileaks emerge un modello chiaro. L'epicentro è posto su bersagli geopolitici selezionati degli USA, mostrando come Hillary Clinton si è espressa "per giustificare le sanzioni USA contro l'Iran". Pretendono che la Corea del Nord, con la Cina che accorda il libero passaggio alle navi coreane nonostante gli appelli del Dipartimento di Stato USA, mandi dei missili pericolosi all'Iran. Secondo quanto riferito, un malaticcio re Abdullah dell'Arabia Saudita ha chiamato il presidente dell'Iran un Hitler.

Scusa per controllare Internet?

Ciò che sta emergendo da tutto il rumore e la furia su Wikileaks a Washington è che l'intero scandalo serve per avanzare l'agenda di vecchia data di Obama e Bush di controllare la fino ad ora libera internet. Il governo USA ha già chiuso il server di Wikileaks negli Stati Uniti sebbene non sia stata violata nessuna identificabile legge USA.

Il processo di controllare il web era chiaramente in moto prima dell'attuale scandalo delle fughe di notizie. Nel 2009 il senatore democratico Jay Rockefeller e la repubblicana Olympia Snowe hanno presentato la Cybersecurity Act of 2009 (S.773). Essa darebbe al presidente il potere illimitato di disconnettere da internet i computer del settore privato. La legge "permetterebbe al presidente di 'dichiarare un'emergenza di sicurezza informatica' che riguardi reti di computer 'non governativi' e di fare ciò che è necessario per rispondere alla minaccia". Possiamo aspettarci che ora questo controverso disegno di legge otterrà la massima priorità quando in gennaio si riuniranno una nuova Camera repubblicana e il Senato.

Il Dipartimento della Sicurezza Interna USA, un'agenzia che è stata paragonata alla Gestapo, creata nell'isteria politica seguita all'11/9/2000, ha già iniziato a controllare internet. Senza far rumore sta sequestrando e chiudendo siti web (domini web) su internet senza le corrette procedure legali o un giusto processo. Il DHS semplicemente sequestra i domini web che vuole e pubblica sul sito web un minaccioso logo del "Dipartimento della Giustizia". Vedete un esempio a http://torrent-finder.com. Nelle ultime settimane sono stati confiscati e chiusi più di 75 siti web. Proprio adesso, il suo centro d'attenzione sono i siti web che afferma "violano i diritti d'autore", eppure il sito web torrent-finder.com che è stato sequestrato dal DHS non conteneva nessun contenuto di nessun genere protetto dal diritto d'autore. Era semplicemente il sito web di un motore di ricerca che collegava a destinazioni dove la gente poteva accedere a contenuto protetto dal diritto d'autore. Accuratamente, passo dopo passo, la libertà di espressione può essere portata via. Poi che cosa?

 

Note


1. BBCNews, Siprnet: Where the leaked cables came from, 29
novembre 2010, a http://www.bbc.co.uk/news/world-us-canada-11863618

2.  Ken Dilanian, Inside job: Stolen diplomatic cables show U.S. challenge of stopping authorized users, Los Angeles Times, 29 novembre 2010, a http://www.latimes.com/news/nationworld/nation/wire/sc-dc-1130-hackers-20101129,0,6716809.story