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Alla superficie
la storia
va bene per il copione di un nuovo
film giallo di
Hollywood
di
Oliver Stone. Un hacker australiano di 39 anni tiene in
ostaggio di una gigantesca "fuoruscita" informatica il presidente
degli Stati Uniti e il suo Dipartimento di Stato, a meno che il
presidente lasci
liberi
Julian Assange
e il suo Wikileaks di pubblicare
centinaia di migliaia di pagine di promemoria sensibili del governo
USA. Uno sguardo più da vicino ai dettagli, finora attentamente
trapelati dai più ultra-establishment dei media internazionali come il
New York Times,
rivela una chiara agenda. Questa agenda per
coincidenza serve a rafforzare l'agenda della geopolitica degli USA
attorno al mondo, dall'Iran alla Russia alla Corea del Nord.
Wikileaks è un grande e pericoloso
inganno dell'intelligence USA che probabilmente verrà utilizzato per
controllare Internet.
E' scritto quasi troppo perfettamente per essere vero. Un
insoddisfatto soldato di 22 anni dell'esercito USA in servizio a
Baghdad,
Bradley Manning,
un analista dei servizi segreti di basso
livello, descritto come un solitario, un omosessuale nelle forze
armate, un "fanatico del computer" scontento, setaccia da cima a
fondo informazioni classificate alla Base di Linea Avanzata Hammer.
Decide di scaricare segretamente
sui suoi CD vergini delle comunicazioni email del
Dipartimento di Stato USA dal mondo intero in un periodo di otto
mesi per diverse ore al giorno,
mentre pretendeva di stare ascoltando
Lady Gaga. In aggiunta ai
cablogrammi diplomatici, si ritiene che Manning abbia fornito a
WikiLeaks il video dall'elicottero di
un errante attacco USA su dei giornalisti disarmati a
Baghdad e dei bollettini di guerra
da
Iraq
ed Afghanistan.
Quindi si presume che
Manning abbia rintracciato un famigerato ex hacker
di computer degli USA per portare fuori su internet le sue 250.000
pagine di cablogrammi classificati del Dipartimento di Stato USA
perché li vedesse il mondo intero. Ha presumibilmente raccontato
all'hacker USA che i documenti che aveva contenevano "delle cose
incredibili, terribili che appartenevano al dominio pubblico e non a
qualche server conservato in una oscura stanza a
Washington, DC". L'hacker lo ha consegnato alle autorità,
così dice la storia. Ora Manning è da mesi segregato in isolamento
militare USA, in modo che convenientemente non possiamo
chiederglielo. Il Pentagono assume di routine i migliori hacker per
progettare i propri sistemi di sicurezza.
Quindi il complotto si infittisce. Le 250.000 pagine finiscono
sulla scrivania di
Julian Assange,
il trentanovenne australiano fondatore di
un sito web
presumibilmente
anti-establishment con il nome
attraente di
Wikileaks. Assange decide di scegliere selettivamente
diversi dei media di notizie più
ultra-establishment al mondo per perché maneggino
esclusivamente la fuoruscita per lui, dal momento che sembra essere
in fuga dall'Interpol, non per avere fatto trapelare informazioni
classificate, ma secondo quanto si dice per avere avuto rapporti
sessuali consensuali con due donne svedesi che più tardi hanno
deciso che era stupro.
Seleziona come quotidiani esclusivi per decidere cosa deve
essere fatto trapelare il
New York Times, che fece un tale servizio nel promuovere
la propaganda fasulla contro Saddam Hussein che portò alla guerra in
Iraq, il
Guardian
di Londra e
Der Spiegel.
Assange pretende che non aveva tempo di esaminare
minuziosamente così molte pagine, così le ha consegnate a editori
fidati dei media dell'establishment perché decidessero loro cosa doveva essere
pubblicato. Molto
“anti-establishment” questo. Il
New York Times ha persino incaricato a uno dei suoi
uomini più importanti,
David E. Sanger,
di controllare il rilascio del
materiale di
Wikileaks. Sanger non è estraneo all'establishment. Siede come membro dell'elitario
Council on Foreign Relations come pure dell'Aspen Institute Strategy Group assieme, tra altri, a gente simile a
Condi Rice, all'ex segretario alla difesa
William Perry, all'ex capo della CIA
John Deutch,
all'ex vice segretario del Dipartimento di
Stato e ora capo della Banca Mondiale
Robert Zoellick.
Veramente una strana scelta di media per una persona che
pretende di essere
anti-establishment.
Ma poi Assange afferma anche di credere
alla versione dell'11/9 del governo USA e chiama il
Bilderberg Group una normale riunione di persone, un punto
di vista molto
istituzionale.
Cablogrammi non così segreti...
Gli ultimi documenti sensazionali di
Wikileaks, presumibilmente dalle ambasciate attorno
al mondo del Dipartimento di Stato USA a
Washington,
certamente non sono, come ha affermato
Hillary Clinton, "un attacco agli interessi di politica
estera dell'America che hanno messo in pericolo gente innocente".
E non equivalgono a ciò che il ministro degli esteri italiano
ha chiamato "l'11 settembre della diplomazia mondiale". Il governo
britannico li chiama una minaccia alla sicurezza nazionale e un
assistente del primo ministro del Canada chiede alla CIA di
assassinare Assange, come fa l'eccentrica aspirante candidata alla
presidenza degli USA
Sarah Palin.
Molto importante, i 250.000 cablogrammi non sono
"top secret" come possiamo
avere pensato. Tra due e tre milioni di dipendenti del governo USA
sono autorizzati a vedere questo livello di documenti "segreti",[i][1]
e circa 500.000
persone attorno al mondo hanno accesso al Secret Internet
Protocol Network (SIPRnet) dove sono
immagazzinati i cablogrammi.
Siprnet
non è consigliato
per la distribuzione di informazioni top-secret. Soltanto il 6%,
ovvero 15.000 pagine, dei documenti è stato classificato anche come
segreto, un livello sotto top-secret. Un altro 40% erano del livello
più basso, "confidenziale", mentre il resto erano non classificati.
In breve, non era tutto quel segreto.[ii][2]
Finora la maggior parte delle rivelazioni non sono state
spettacolari. In Germania le rivelazioni hanno portato alla
rimozione di un eminente giovane politico dell'FDP vicino a
Guido Westerwelle,
al quale apparentemente piaceva parlare
troppo con la sua controparte all'ambasciata USA. Le rivelazioni
sulla politica russa,
nelle quali un funzionario dell'ambasciata USA si riferisce a
Putin
e Medvedev
come “Batman
e Robin”, ci raccontano di più del livello culturale
del personale attuale del Dipartimento di Stato che della politica
interna russa.
Ma per chiunque abbia studiato il mestiere dell'intelligence e
della disinformazione, nel dramma di Wikileaks emerge un modello
chiaro. L'epicentro è posto su bersagli geopolitici selezionati
degli USA, mostrando come
Hillary Clinton si è espressa "per giustificare le
sanzioni USA contro l'Iran". Pretendono che la Corea del Nord, con
la Cina che accorda il libero passaggio alle navi coreane nonostante
gli appelli del Dipartimento di Stato USA, mandi dei
missili pericolosi all'Iran. Secondo quanto riferito, un malaticcio
re
Abdullah dell'Arabia Saudita
ha chiamato il presidente dell'Iran un Hitler.
Scusa per controllare Internet?
Ciò che sta emergendo da tutto il rumore e la furia su
Wikileaks
a Washington è che l'intero
scandalo serve per avanzare l'agenda di vecchia data di Obama e Bush
di controllare la fino ad ora libera internet. Il governo USA ha già
chiuso il server di
Wikileaks negli Stati Uniti sebbene non sia stata
violata nessuna identificabile legge USA.
Il processo di controllare il web era chiaramente in moto prima
dell'attuale scandalo delle fughe di notizie. Nel 2009 il senatore
democratico
Jay Rockefeller
e la repubblicana Olympia Snowe hanno presentato
la
Cybersecurity Act of 2009 (S.773).
Essa darebbe al presidente il potere illimitato di disconnettere da
internet i computer del settore privato. La legge "permetterebbe al
presidente di 'dichiarare un'emergenza di sicurezza informatica' che
riguardi reti di computer 'non governativi' e di fare ciò che è
necessario per rispondere alla minaccia". Possiamo aspettarci che
ora questo controverso disegno di legge otterrà la massima priorità
quando in gennaio si riuniranno una nuova Camera repubblicana e il
Senato.
Il Dipartimento della Sicurezza Interna USA, un'agenzia
che è stata paragonata alla Gestapo,
creata nell'isteria politica seguita all'11/9/2000, ha già
iniziato a controllare internet. Senza far rumore sta sequestrando e
chiudendo siti web (domini web) su internet senza le corrette
procedure legali o un giusto processo. Il DHS semplicemente
sequestra i domini web che vuole e pubblica sul sito web un
minaccioso logo del "Dipartimento della Giustizia". Vedete un
esempio a
http://torrent-finder.com. Nelle ultime settimane sono stati
confiscati e chiusi più di 75 siti web. Proprio adesso, il suo
centro d'attenzione sono i siti web che afferma "violano i diritti
d'autore", eppure il sito web
torrent-finder.com
che è stato sequestrato dal DHS non
conteneva nessun contenuto di nessun genere protetto dal diritto
d'autore.
Era semplicemente il sito web di un motore di ricerca che
collegava a destinazioni dove la gente poteva accedere a contenuto
protetto dal diritto d'autore.
Accuratamente, passo dopo passo, la libertà di espressione può
essere portata via.
Poi che cosa?
Note
1. BBCNews, Siprnet: Where the
leaked cables came from, 29
novembre 2010,
a
http://www.bbc.co.uk/news/world-us-canada-11863618
2. Ken Dilanian, Inside job: Stolen
diplomatic cables show U.S. challenge of stopping authorized users,
Los Angeles Times, 29 novembre 2010,
a
http://www.latimes.com/news/nationworld/nation/wire/sc-dc-1130-hackers-20101129,0,6716809.story
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