Crimini di guerra, genocidio e  'immunità democratica'

di David McGowan

10 aprile 2003---L'edizione domenicale del Los Angeles Times del 6 aprile era, come al solito, riempita da stupidaggini chauviniste celebranti l'America come il Grande e Nobile Liberatore; non valeva la pena di leggere quasi niente, ma nonostante tutto molto di questo veniva senza dubbio bevuto avidamente dai lettori del quotidiano.

Sicuramente molto pochi di quei lettori si imbatterono nella storia più importante scritta quel giorno. Inserita attentamente a pagina A32, tra altre storie trascurate nella sezione "In Brief", il rapporto aveva appena cinque frasi, ma quelle cinque frasi dicevano molto di più del mondo nel quale viviamo delle precedenti 31 pagine di 'giornalismo' di guerra che le precedeva:

Il Senato belga ha approvato una misura per limitare una legge sui crimini di guerra, mettendo fine alle denunce presentate contro l'ex presidente Bush, il segretario di stato Colin L. Powell ed il primo ministro israeliano Ariel Sharon.

In una votazione di 36 a 22 e cinque astensioni il Senato ha approvato un emendamento per invalidare i casi. La Camera dei rappresentanti lo aveva già fatto.

La legge, introdotta nel 1993, cercava di perseguire i crimini di guerra ed il genocidio ovunque questi avvenissero. Ma i legislatori hanno detto che non è mai stata intesa per l'uso contro paesi democratici.

Ora, quasi tutti concorderanno, almeno pubblicamente, che non vi era niente di sbagliato in quello che la legge originariamente stabiliva. Il genocidio è genocidio senza riguardo di dove e da chi è stato commesso e dovrebbe, penso che siamo tutti d'accordo, essere perseguito ovunque si verifichi.

Nondimeno, con la nuova e migliorata legge, è perfettamente lecito per i "paesi democratici" commettere crimini di guerra ed atti di genocidio. Credo che ora vi siano crimini di guerra ed atti di genocidio "democratici", e crimini di guerra ed atti di genocidio "non democratici". La legge internazionale adesso si preoccupa solamente di perseguire crimini di guerra ed atti di genocidio "non democratici".

L'articolo del Times del 6 aprile in realtà era la seconda volta negli ultimi giorni che lo stimato periodico seppelliva la cronaca di questa particolare storia. Giovedì 3 aprile, strategicamente piazzato a pagina A26, nuovamente nella sezione "In Briefs", vi era questo articolo di cinque frasi:

La Camera dei rappresentanti del Belgio ha votato per restringere una legge sui crimini di guerra che una volta veniva acclamata come uno strumento per una giustizia globale ma che era divenuta un peso diplomatico quando venivano bersagliati i leader democratici del mondo. I cambiamenti dovrebbero portare alla fine dei procedimenti contro l'ex presidente Bush ed altri.

La legge cercava di perseguire i crimini di guerra ed il genocidio ovunque avvenissero. La legge rivisitata si applicherebbe solamente ai crimini nei paesi che mancano di credenziali democratiche ed incapaci di offrire processi giusti. Oggi ci si aspetta che la approvi il Senato.

Queste parole sono in qualche modo fuorvianti, dal momento che la legge emendata si applica solamente per i crimini commessi da paesi che mancano di credenziali democratiche ed incapaci di offrire processi giusti. Di converso, la legge emendata non si applica per i crimini commessi da paesi che hanno credenziali democratiche ed in grado di offrire processi giusti.

Questo piccolo trucco legale viene evidentemente introdotto sulla dubbia nozione che i paesi "democratici" possano far applicare da soli le leggi e perciò sono, per ogni intenzione e scopo, al di sopra della legge internazionale. In altre parole, l'America non deve più agire solamente come se fosse al di sopra della legge; ora essa è letteralmente al di sopra della legge.

Naturalmente, perché la legge emendata venga applicata correttamente, qualcuno deve decidere chi ha le giuste "credenziali democratiche" e chi non le ha. Presumibilmente dovranno essere riscontrati certi requisiti minimi perché un paese sia certificato di possedere le "credenziali democratiche" per gestire i suoi procedimenti per crimini di guerra.

Per esempio, non vorreste che i processi per crimini di guerra vengano tenuti in paesi che apertamente discutono in favore della tortura per i sospetti e . . . oh, aspettate un minuto . . . questo non è corretto . . . volevo dire che non vorreste che i i processi per crimini di guerra vengano tenuti in paesi che permettono "tribunali militari" segreti extragiudiziali . . . oh, aspettate un altro minuto . . . nemmeno questo è corretto . . . ciò che realmente volevo dire è che non vorreste che i i processi per crimini di guerra vengano tenuti in paesi che permettono che i sospetti senza accuse vengano detenuti indefinitamente ed in isolamento . . . oh, aspettate . . . questo non è ancora corretto . . . non importa . . .

Quello che stavo cercando di dire è che vi è realmente un sistema molto semplice per determinare chi ha le corrette "credenziali democratiche" e chi non le ha: le hanno gli Stati Uniti ed i loro più stretti alleati, e chiunque venga indicato come un "nemico" non le ha. A proposito, probabilmente è tutto solamente una coincidenza che questa revisione della legge, velocemente e tranquillamente passata in entrambe le camere del Parlamento belga  arrivi proprio in tempo per evitare che Colin Powell divenga imputato a ripetizione e che George W. Bush segua le orme del padre.

La squadra Bush adesso ha la "immunità democratica" per qualsiasi azione che scelga di intraprendere.

Crimini di guerra? Quali crimini di guerra? Non avete sentito? Noi siamo sopra la legge. Infatti, noi siamo la legge.

David McGowan è l'autore di "Derailing Democracy" e "Understand the F-Word: American Fascism and the Politics of Illusion."

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