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Quando una civiltà
abbandona la propria moralità, non può essere concepita nessuna
razionalizzazione per giustificare la sua continua esistenza. E'
probabile che nel mondo occidentale possano essere date molte
ragioni per questa rinuncia, sebbene sia convinto che una predomina—l'espansione
della legge. La legge una volta governava diversi tipi di
comportamento. Ora ha usurpato diversi tipi di linguaggio e viene applicata
anche alla sfera della fede. Quando qualcuno viene accusato di aver
fatto qualcosa di sbagliato, la risposta presentata solitamente è
qualcosa come "Quello che è stato fatto si conformava a tutti i
requisiti legali". Ma "giusto" non è mai stato definito come
"conforme alla legge", perché le persone ponderate hanno da lungo
notato che la legge stessa può essere un grande crimine e i peggiori
criminali in una cultura possono essere i suoi legislatori, come ora
stanno scoprendo i popoli di Irlanda, Portogallo, Francia, Spagna,
Grecia e Gran Bretagna. Anche gli americani lo scopriranno presto.
Nei due secoli passati, numerosi critici degli economisti
classici hanno sostenuto che è immorale quando si viene giudicati da
qualsiasi codice morale riconosciuto. Gli aspetti principali di
questo violano chiaramente il principio riformatore. Viola molti,
forse tutti, i Dieci Comandamenti. E' in conflitto con diversi
insegnamenti di Gesù. Può essere utilizzata L'etica di
Aristotele per dimostrare la sua depravazione. Viola l'imperativo
categorico di Kant e l'utilitarismo di Mill. Tuttavia alcuni dei
suoi fautori continuano a sostenere che La ricchezza delle
nazioni non è in contrasto con principi morali. Recentemente
Clive Cook
e
Gavin
Kennedy hanno fatto una simile
pretesa,
ma ciò che citano come prova non resiste ad un esame accurato.
Innanzi tutto, fondano la pretesa sul primo libro di Smith,
La teoria dei sentimenti morali, nel quale sostiene che la
coscienza risulta dall'osservare le condizioni degli altri,
generando simpatia, che quindi serve come la base dei giudizi
morali.
Sebbene non abbia nessun dubbio che comunità diverse vedano
diversamente questo libro, la comunità filosofica lo ha generalmente
considerato sofomorico. Nei miei decenni come professore di
filosofia, non ho visto una volta il libro incluso nel curriculum
filosofico standard. La maggior parte dei docenti di filosofia che
conosco avevano scarsa conoscenza dell'esistenza del libro. Così
anche se qualcuno potrebbe sostenere in modo convincente che
La teoria dei sentimenti morali
e
La ricchezza delle
nazioni sono filosoficamente coerenti, questo argomento avrebbe
poca attinenza sul fatto se l'economia classica sia morale.
Nei
circoli filosofici Smith
non è mai stato riconosciuto come un grande pensatore.
Effettivamente, non è niente affatto riconosciuto. E anche alcuni
economisti hanno notato la natura sofomorica del suo pensiero. Un
economista altamente rispettato e famoso, il cui nome lascerò
indovinare al lettore, ha affermato questo: "Proprio la sua
limitazione ha prodotto il suo successo. Fosse stato più brillante,
non sarebbe stato preso così seriamente. Avesse scavato più a fondo,
avesse dissotterrato una verità più oscura, avesse utilizzato metodi
più difficili ed ingegnosi, non sarebbe stato compreso. Ma non aveva
affatto simili ambizioni; infatti non gradiva qualunque cosa andasse
oltre il semplice senso comune. Non si è mai mosso sopra le teste
dei lettori persino più ottusi. Li ha guidati gentilmente,
incoraggiandoli con futilità e osservazioni familiari, facendoli
sentire a proprio agio per tutto il tempo".
Nondimeno Kennedy elenca gli elementi di moralità che Smith
include in
La ricchezza delle
nazioni.
"[Smith]
non era affatto un libertario. . . .La sua idea di 'libertà
naturale' era quasi l'opposto di quello che è solitamente assunta
significare (cioè, 'come tu vuoi'). Ha sofferto in entrambe i libri
per enfatizzare l'importanza dell'autocontrollo, di considerazione
per le opinioni degli altri e di un ruolo esteso del governo nel
fornire la sicurezza, la regola della legge e l'infrastruttura
economica. Assai avanti nel suo tempo, era anche a favore
dell'istruzione obbligatoria". Una lista interessante, ma che non
giustifica l'opinione che il punto di vista di Smith sull'economia
sia morale. Da un moralista ci si sarebbe aspettato di vedere
qualcosa su povertà, fame e sofferenza, i quali sono tutte assenti.
Una prova seria, irrefutabile dell'immoralità materializzata in
La ricchezza delle
nazioni
e nell'economia classica in generale è concepita facilmente.
I teorici classici come Smith asseriscono che i prodotti
derivano il loro valore dal lavoro che va nel produrli e che il
lavoro, esso stesso, viene comprato e venduto. I salari, che sono il
prezzo del lavoro, hanno un prezzo naturale che è il prezzo
necessario per permettere ai lavoratori di sostenersi e di
perpetuarsi senza aumento o diminuzione. Questi dogmi sono noti come
la teoria del lavoro del valore e la teoria della sussistenza dei
salari rispettivamente. Da queste si possono trarre delle
implicazioni significative.
In primo luogo notiamo questa singolarità: il lavoro produce
prodotti e l'ammontare di lavoro consumato determina il loro valore.
Ma il lavoro non viene pagato il valore dei prodotti che produce ma
soltanto un salario di sussistenza. Sfido chiunque, economista
oppure no, a giustificare quel principio su basi morali. Possono
Cook
e
Kennedy
trovare un'applicazione di simpatia verso questo principio?
In secondo luogo, la teoria della sussistenza dei salari
descrive una condizione simile a quella utilizzata dagli economi di
animali nel trattare con il bestiame. L'economia classica tratta il
lavoro come l'allevamento del bestiame tratta le vacche. Può mai
essere moralmente giustificato trattare un essere umano come un
animale da fattoria? Dove si trova in questo la commiserazione? La
classe lavoratrice, il lavoro, quelli che creano tutta la ricchezza
della cultura, non sono che fattoria, fabbrica e, quando necessario,
carne da cannone.
Ma gli economisti diranno che a tutti questi aspetti
dell'economia classica non viene più prestata molta attenzione.
Forse, ma ciò a cui gli economisti prestano attenzione e quello che
succede nell'economia sono cose diverse. Il
rapporto
del
Wall Street Journal
che il 70% delle persone in Nord America vive da paga a paga
dimostra conclusivamente che la teoria della sussistenza dei salari
viene ancora applicata; i nostri economisti non sono soltanto
abbastanza onesti da raccontarcelo.
Se il salario di sussistenza è tutto quello che questa economia
paga la classe lavoratrice, come potrebbe la cultura determinare
come trattare quelle persone che non sono nella forza lavoro—gli
anziani, gli infermi e i disabili, persino i disoccupati? L'economia
classica non ha risposte a questa domanda perché l'economia classica
non esiste per provvedere al popolo in genere. L'economia classica
divide la popolazione in due gruppi—capitale
e lavoro. Chiunque non sia in questi gruppi è in qualche modo
irrilevante, il che spiega perché il presidente e altri funzionari
governativi parlino sempre della classe elevata e della classe
media, ma non menzionino mai i ceti bassi. Tuttavia nessuno sembra
notare che parlare di una classe elevata e media senza parlare dei
ceti bassi sia senza senso.
Il risultato è che se i dogmi dell'economia classica sono
applicati coerentemente, non vi è nessuna necessità di qualunque
persona non in grado di funzionare nella forza lavoro. Così, secondo
questa implicazione,
Andrew Mellon,
segretario al tesoro del presidente
Herbert Hoover
raccomandava che Hoover combattesse la depressione "liquidando
gli agricoltori, liquidando gli operai e spingendo giù
i salari".
Naturalmente, se questo fosse stato sostenuto apertamente, il
risentimento sarebbe stato incontrollabile e il sistema sarebbe
stato fatto a pezzi. Così questo fatto viene oscurato provvedendo
con "reti di sicurezza" che forniscono poca sicurezza, dal momento
che sono comprese o non possono eccedere o persino eguagliare il
salario di sussistenza. Così gli americani hanno la sicurezza
sociale che non fornisce nessuna sicurezza, il sussidio di
disoccupazione che è troppo misero per sostenersi, il welfare che in
realtà è illfare e nella migliore delle ipotesi accesso incerto
all'assistenza sanitaria. Tuttavia coloro che promuovono questa
economia possono, sembra, trovare sempre denaro per appoggiare le
imprese, creare macchine per uccidere e combattere guerre continue.
Quello che pochi sembrano capire è che queste conseguenze sono delle
logiche implicazioni dei dogmi dell'economia classica e vengono
fuori direttamente da
La ricchezza delle
nazioni
di
Adam Smith.
Il bestiame, quando non necessario, viene regolarmente spedito al
macello.
Gli Stati Uniti e gran parte del cosiddetto mondo occidentale
sta sguazzando in una generale crisi di bilancio e del debito
sovrano e l'elite finanziaria mondiale stanno costringendo molti
paesi europei a severi programmi di austerità tanto a mortificazione
dei popoli europei. Alcuni di questi paesi sono menzionati con
l'acronimo PIGS, che è appropriato dal momento che i maiali sono una
specie di bestiame. Così ciò che abbiamo, naturalmente, sono dei
porcari che sacrificano il loro bestiame a beneficio della comunità
finanziaria internazionale cui non importa nulla del popolo o
persino dei paesi nei quali risiede. Questi finanzieri convalidano
il punto di vista di
Jefferson
che i mercanti non hanno nessun paese. Non hanno nemmeno nessuna
moralità, neppure una briciola. Né gli economisti che promuovono
questa economia.
I segni che i porcari americani si preparano ad abbandonare il
loro branco imponendo su di esso un programma di austerità sono
rivelati nel rapporto della Commissione per la Riduzione del Deficit
di Obama e nell'insistenza dei congressisti repubblicani che la
spesa sui "diritti acquisiti" sia ridotta o pagata mentre alla spesa
per le guerre, gli aiuti esteri e le forze armate sia permesso di
continuare e anche di aumentare senza alcun provvedimento comunque
per pagarli. L'unica conclusione che può trarsi è che la guerra e
gli aiuti esteri sono beni economici necessari mentre il popolo
americano è caduto in quel gruppo di persone irrilevanti
economicamente che quelli come
Andrew Mellon
avrebbero voluto che il governo liquidasse. Così i disoccupati
dovrebbero essere destinati a morire di fame e i malati
dovrebbero essere destinati a perire—entrambe
i quali principi sono perfettamente coerenti con la "moralità"
dell'economia classica.
Nondimeno la cosa più difficile da comprendere è ciò che i
fautori di questa economia ritengono sia lo scopo di tutto questo.
Quale è l'obiettivo di tutta questa distruzione, sofferenza e
uccisione? Da loro qualche tipo di orgoglio sconvolto? Un banchiere
si sente veramente bene quando gli viene raccontato che la scorsa
settimana la sua banca ha sfrattato centinaia di famiglie? Un
generale si rallegra quando gli viene raccontato che decine di
nemici e decine dei suoi soldati sono stati uccisi nella battaglia
appena combattuta? Un legislatore fa un brindisi al progresso quando
apprende che centinaia di bambini nel suo distretto vanno a letto
affamati ogni notte? Se è così, che genere di esseri umani sono? Se
non è così, cosa possono forse stare pensando?
Tutti i codici morali menzionati in questo articolo sono in
origine occidentali; tuttavia nessuno gioca ora un ruolo in come il
popolo di questa civiltà si comporta. Quando una civiltà abbandona
la sua moralità, non può essere concepita nessuna razionalizzazione
per giustificare la sua continua esistenza. E' probabile che possano
essere offerte molte ragioni per questa rinuncia, sebbene sia
convinto che una predomina—l'espansione
della legge. Una volta la legge governava diversi tipi di
comportamento, ora ha usurpato
diversi tipi di linguaggio e viene applicata anche alla sfera della
fede.
Se vi è un singolo aspetto della vita umana che ora non è
circoscritto dalla legge, non so di esso. Così, quando qualcuno
viene accusato di
aver fatto qualcosa di sbagliato, la risposta presentata solitamente
è qualcosa come "Quello che è stato fatto si conformava a tutti i
requisiti legali". Ma "giusto" non è mai stato definito come
"conforme alla legge", perché le persone ponderate hanno da lungo
notato che la legge stessa può essere un grande crimine e i peggiori
criminali in una cultura possono essere i suoi legislatori, come ora
stanno scoprendo i popoli di Irlanda, Portogallo, Francia, Spagna,
Grecia e Gran Bretagna. Anche gli americani lo scopriranno presto.
John Kozy
è un docente di filosofia e logica a riposo che scrive di
questioni sociali, politiche e economiche. Dopo aver servito
nell'esercito USA durante la Guerra di Corea, ha passato 20 anni
come docente universitario e altri 20 lavorando come scrittore. Ha
pubblicato un libro di testo commerciale di logica formale, articoli
in giornali accademici ed un piccolo numero in riviste commerciali e
ha scritto molti editoriali da ospite per quotidiani. I suoi
articoli online si possono trovare a
http://www.jkozy.com/
e gli possono essere inviate email dalla homepage di quel sito.
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