WORKERS WORLD

 

 

Perché il capitalismo è in un vicolo cieco?

di Fred Goldstein il 25 luglio 2013

 

La seguente è una versione leggermente revisionata di un discorso di Fred Goldstein, autore di "Il capitalismo in un vicolo cieco" e "Il capitalismo dei bassi salari", pronunciato ad una "Riunione politica" del 26 giugno organizzata dai sostenitori del giornale Tiro al Blanco della comunità dominicana di New York.

Forse il momento migliore per cominciare una discussione di "Il capitalismo in un vicolo cieco" è ponendo queste tre domande: Cosa intendiamo per capitalismo in un vicolo cieco? Perché è in un vicolo cieco? E cosa significa per la classe lavoratrice multinazionale e per gli oppressi?

Vi sono delle brevi risposte a queste domande. Su di esse amplierò e possiamo discutere queste ed altre domande più tardi.

In primo luogo, essere in un vicolo cieco significa che il capitalismo non può crescere nel modo in cui è cresciuto negli ultimi 70 anni. Si trova ad un nuovo stadio di bassa crescita, stagnazione e crisi degradante a lungo termine.

In secondo luogo, questo è accaduto perché i capitalisti da decenni introducono tecnologia che distrugge i posti di lavoro. Questa tecnologia ha soppiantato i lavoratori a livelli record. Ha ridotto le abilità e diminuito i salari. Ha portato il sistema stesso ad una crisi di sovrapproduzione permanente ed a disoccupazione di massa crescente, dalle quali non può uscire.

Terzo, siamo negli stadi iniziali di questa crisi e la crisi del capitalismo in sviluppo aprirà un grande potenziale e la prospettiva della distruzione rivoluzionaria dello stesso capitalismo, a condizione che la classe lavoratrice, i suoi partiti e le sue organizzazioni di massa si preparino per il futuro mentre continuano le loro lotte giornaliere nello spirito di Lenin e della lotta per il socialismo.

Non più rapida espansione capitalista

Ritorniamo al primo punto sul vicolo cieco. Negli ultimi 70 anni vi sono state 10 precedenti crisi economiche. In ciascuna recessione vi sono stati licenziamenti di massa e disoccupazione di massa, ma, dopo ciascuna crisi, il capitalismo si è rianimato, i lavoratori sono stati riassunti ed alla fine l'occupazione ha raggiunto livelli più alti di prima che iniziasse la crisi.

La sovrapproduzione capitalista ha sempre provocato queste recessioni. Sotto il capitalismo la produzione si espande molto rapidamente purché vi siano mercati. Ciò è a causa delle leggi della competizione capitalista. I capitalisti sono in una gara permanente per superare la produzione l'uno dell'altro, per superare le vendite l'uno dell'altro e per catturare i mercati l'uno all'altro poiché ciascuno vuole ottenere il massimo profitto. Questa competizione spinge il sistema.

Ma loro lottano l'uno contro l'altro gareggiando in salari più bassi, incrementare la produzione e l'utilizzo di tecnologia per sbarazzarsi di lavoratori. Così mentre sotto il capitalismo la produzione si espande ad un passo veloce durante un periodo di rapida espansione, il reddito delle masse cresce ad un passo da tartaruga, molto, molto gradualmente, oppure declina effettivamente.

Presto, i padroni scoprono che non possono vendere le loro merci per un profitto. Così chiudono le imprese ed accorciano gli orari dei lavoratori; inizia la crisi della disoccupazione. Questa è la legge del capitalismo. Esso non può operare in nessun altro modo. Questo è il sistema del profitto all'opera. Questo è chiamato il ciclo espansione-contrazione.

Diciamo che il capitalismo è in un vicolo cieco perché il tradizionale ciclo espansione-contrazione è finito. Non vi è nessuna rapida espansione. E' stata l'espansione, ovvero la produzione fortemente aumentata, che ha rimesso al lavoro i lavoratori durante le passate riprese. Ma, una volta che il sistema perde la capacità di riprendersi e di avanzare ed oltre nella produzione e nei servizi, per i lavoratori e gli oppressi si introduce una crisi permanente. Questo è quello che è avvenuto durante la Grande Depressione degli anni '30. E questo è dove ora ci troviamo.

La 'ripresa' senza posti di lavoro

Quale prova abbiamo che siamo entrati nello stadio del capitalismo in un vicolo cieco?

L'ultimo crollo è durato dalla fine del 2007 al giugno del 2009. La cosiddetta "ripresa" ora dura da quattro anni. Ma questa è chiaramente una ripresa per i padroni ed i banchieri. I profitti ed i compensi dei dirigenti sono saliti stabilmente. Vi è stato un leggero aumento della produzione. Ma vi sono ancora quasi 30 milioni di lavoratori che sono disoccupati, sottoccupati, costretti a lavorare part time o che hanno lasciato del tutto la forza lavoro. Questo è quattro anni dopo che i capitalisti hanno annunciato la cosiddetta ripresa.

Siamo ora nella maggiore ripresa senza posti di lavoro dalla Grande Depressione. Una ripresa senza posti di lavoro è quando la produzione ed i profitti salgono ma milioni di lavoratori sono ancora senza lavoro.

Nelle crisi precedenti, la maggior parte dei licenziamenti erano temporanei. Quando l'economia è migliorata i lavoratori hanno riottenuto i loro posti di lavoro. Nel periodo 2008-2009 sono stati licenziati più di 7 milioni di lavoratori. La vasta maggioranza di quei licenziamenti sono stati permanenti. I posti di lavoro sono andati, distrutti dalla tecnologia o mandandoli all'estero in paesi a basso salario per aumentare il tasso di sfruttamento dei padroni.

Inoltre, da quando la crisi è iniziata sono entrati nella forza lavoro quasi 5 milioni di giovani, che significa che il capitalismo deve creare 12 milioni di nuovi posti di lavoro soltanto per tornare a dove si trovava nel 2007. E questi giovani sono di fronte alla disoccupazione o a bassi salari.

Gli economisti capitalisti continuano a predire una grande ripresa. Ma non arriva mai. Sempre più lavoratori escono dalla forza lavoro e cercano di vivere grazie a lavori occasionali del sommerso dipingendo case, aggiustando automobili, compiendo manutenzione part time per un proprietario di case, portando a spasso cani e prendendosi cura dei bambini. Entrano con le loro famiglie per risparmiare l'affitto.

I mezzi tradizionali per superare la crisi non funzionano

Come è altrimenti questa crisi differente dalle 10 crisi precedenti? Queste crisi sono state superate da una varietà di mezzi. In tempi recenti, il sistema ha cominciato a perdere la capacità di riprendersi automaticamente dalle crisi economiche. Cosa hanno fatto i capitalisti per mettere di nuovo in moto l'economia?

Hanno pompato denaro nelle forze armate; hanno attuato guerre ed espansione imperialiste per aumentare lo sfruttamento del Terzo Mondo; hanno pompato denaro nei salvataggi per le banche e le grandi imprese; hanno ristrutturato l'industria ed abbassato i salari.

In questa crisi, i banchieri, i padroni ed il governo capitalista hanno utilizzato tutti questi metodi per cercare di costruire una forte ripresa e nessuna ha funzionato.

Hanno speso più di $2 trilioni nelle guerre in Afghanistan, Iraq e Libia ed ora Siria. Il Pentagono si sta espandendo in Africa, nel Pacifico ed in Medio Oriente.

Ma la maggior parte del denaro va in armi high-tech che non generano posti di lavoro.

La Federal Reserve ha pompato ben più di $20 trilioni per salvare le banche, incettando prestiti su mutui irredimibili ed ora sta pompando $85 miliardi al mese.

Disoccupazione, tagli dei servizi e licenziamenti continuano ad aumentare. I salvataggi sono a livelli record prima mai visti nella storia del capitalismo negli USA, in Europa ed ora in Giappone. Ma hanno fallito.

I padroni hanno creato un sistema di capitalismo ristrutturato, globalizzato, di bassi salari in tutti i continenti. Ogni paese capitalista ha introdotto milioni di lavoratori immigrati da venire supersfruttati da padroni senza scrupoli. Questo ha soltanto acuito la crisi.

Tutti i metodi tradizionali di uscire dalla "ripresa senza posti di lavoro" hanno fallito. Ed il capitalismo è veramente in un vicolo cieco.

Soltanto il marxismo può spiegare realmente questi sviluppi. Marx ha dimostrato che le leggi del capitalismo spingono i padroni a lottare l'uno con l'altro sbarazzandosi di lavoratori e facendo produrre ai lavoratori rimanenti sempre di più in sempre meno tempo ed a salari sempre più bassi.

Ma ciò può compiersi soltanto con la tecnologia, migliorando i mezzi di produzione e di distribuzione ed i servizi. Darò alcuni esempi dal mio libro.

"Ann Taylor Stores, che aveva 959 grandi magazzini quando è stato scritto l'articolo, ha installato un programma che mostrava la 'metrica di prestazione'. Ogni giorno, quando un commesso punzona il suo numero di codice nel registro di cassa, il programma mostra le vendite medie orarie, le unità vendute ed i dollari per transazione. Il sistema stabilisce che i venditori più produttivi lavorino nelle ore più di punta.

"La società ha studiato per un anno i lavoratori e ha stabilito standard precisi per diversi compiti: tre secondi per accogliere un acquirente; due minuti per aiutare qualcuno a provare vestiario; 32 secondi per piegare una maglia e cinque minuti per concludere una vendita.

"Basata su questi numeri e sul traffico dei clienti in ogni dato magazzino, la società avrebbe assunto precisamente il numero di lavoratori necessario per compiere le vendite secondo questi tempi standard. L'obiettivo era di togliere lavoratori in quanti magazzini possibile e, se possibile, allo stesso tempo incrementare le vendite. ...

"Considerate Kiva Systems, fondata nel 2003 e basata sull'introduzione di robot che "portano scaffali di vestiario, parti, elettronica, parti di automobile qualsiasi cosa venda un dettagliante a spazi di lavoro specializzati chiamati stazioni di imballaggio, 'secondo un articolo del novembre 2010 su Bloomberg Businessweek Logistics. 'Quindi degli umani raccolgono i prodotti, li imballano in scatole e li spingono dentro dei camion. I sistemi costano all'incirca tra $4 milioni e $6 milioni. Il più economico, per $1 milione, arriva con 30 robot e due stazioni di imballaggio'".

Ora il sistema capitalista ha raggiunto un punto di svolta.

Hanno creato una macchina tecnologica che è così produttiva ed una forza lavoro sottopagata che è così impoverita che non appena incrementano la produzione ad un tasso rapido, il sistema fallisce. La gente non può acquistare le merci prodotte. Le scorte in magazzino sono sostituite e non avvengono affatto assunzioni o altrimenti avvengono dei licenziamenti. La produttività capitalista sta strangolando la produzione capitalista.

Crisi ed austerità

Un'altra caratteristica importante del capitalismo senza sbocco è l'austerità. Quando la disoccupazione è alta, le entrate fiscali calano, i governi devono prendere in prestito dai banchieri, ma i banchieri vogliono assicurarsi di mettere le mani sul tesoro pubblico per ottenere il pagamento degli interessi. Questo è ciò che vi è dietro l'austerità in Europa e quello che vi è dietro l'austerità negli USA.

Quando il sindaco Mike Bloomberg chiude centri di assistenza sanitaria, i centri di assistenza agli anziani ed i centri di riabilitazione dalla droga e svende i parchi ed i progetti pubblici, è per proteggere il pagamenti degli interessi ai banchieri in presenza della crisi economica.

Per concludere, il sistema economico non si riprenderà. In futuro vi è soltanto una crisi maggiore. Il processo automatico di ripresa capitalista ed i metodi tradizionali di riportarlo in vita sono tutti falliti.

I lavoratori e gli oppressi negli USA e per il mondo avranno future opportunità di lanciare delle lotte. E' per questo che dobbiamo costruire l'unità militante tra tutte le organizzazioni rivoluzionarie per preparare le prossime lotte. Non sappiamo quando o come arriverà, ma è inevitabile e dobbiamo essere pronti.

Per citare dal libro:

"Mentre la classe dominante esaurisce le opzioni e si muove nella direzione dell'avventura militare e della reazione politica, le sue tradizionali misure di ripresa non possono più invertire la crisi. Così, la situazione è storicamente favorevole per l'intervento della classe lavoratrice e degli oppressi per risolvere la crisi su una base rivoluzionaria.

"Il sistema del profitto sta entrando in uno stadio nel quale può soltanto trascinare indietro l'umanità. Le masse del popolo arriveranno ad un punto in cui non possono continuare nella vecchia maniera perché il capitalismo sta bloccando tutte le strade per la sopravvivenza. Questo è il punto in cui l'umanità può avanzare soltanto sgombrando la strada per la sopravvivenza, che significa nulla di meno che la distruzione del capitalismo stesso".