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La seguente è una versione leggermente
revisionata di un discorso di
Fred Goldstein,
autore di "Il capitalismo in un vicolo cieco" e "Il capitalismo dei
bassi salari", pronunciato
ad una "Riunione politica" del 26 giugno organizzata dai
sostenitori del giornale
Tiro al Blanco della
comunità dominicana di New York.
Forse il momento migliore per cominciare una discussione di "Il
capitalismo in un vicolo cieco" è ponendo queste tre domande: Cosa
intendiamo per capitalismo in un vicolo cieco? Perché è in un vicolo
cieco? E cosa significa per la classe lavoratrice multinazionale e
per gli oppressi?
Vi sono delle brevi risposte a queste domande. Su di esse
amplierò e possiamo discutere queste ed altre domande più tardi.
In primo luogo, essere in un vicolo cieco significa che il
capitalismo non può crescere nel modo in cui è cresciuto negli
ultimi 70 anni. Si trova ad un nuovo stadio di bassa crescita,
stagnazione e crisi degradante a lungo termine.
In secondo luogo, questo è accaduto perché i capitalisti da
decenni introducono tecnologia che distrugge i posti di lavoro.
Questa tecnologia ha soppiantato i lavoratori a livelli record. Ha
ridotto le abilità e diminuito i salari. Ha portato il sistema
stesso ad una crisi di sovrapproduzione permanente ed a
disoccupazione di massa crescente, dalle quali non può uscire.
Terzo, siamo negli stadi iniziali di questa crisi e la crisi
del capitalismo in sviluppo aprirà un grande potenziale e la
prospettiva della distruzione rivoluzionaria dello stesso
capitalismo, a condizione che la classe lavoratrice, i suoi partiti
e le sue organizzazioni di massa si preparino per il futuro mentre
continuano le loro lotte giornaliere nello spirito di Lenin e della
lotta per il socialismo.
Non più rapida espansione capitalista
Ritorniamo al primo punto sul vicolo cieco. Negli ultimi 70
anni vi sono state 10 precedenti crisi economiche. In ciascuna
recessione vi sono stati licenziamenti di massa e disoccupazione di
massa, ma, dopo ciascuna crisi, il capitalismo si è rianimato, i
lavoratori sono stati riassunti ed alla fine l'occupazione ha
raggiunto livelli più alti di prima che iniziasse la crisi.
La sovrapproduzione capitalista ha sempre provocato queste
recessioni. Sotto il capitalismo la produzione si espande molto
rapidamente purché vi siano mercati. Ciò è a causa delle leggi della
competizione capitalista. I capitalisti sono in una gara permanente
per superare la produzione l'uno dell'altro, per superare le vendite
l'uno dell'altro e per catturare i mercati l'uno all'altro poiché
ciascuno vuole ottenere il massimo profitto. Questa competizione
spinge il sistema.
Ma loro lottano l'uno contro l'altro gareggiando in salari più
bassi, incrementare la produzione e l'utilizzo di tecnologia per
sbarazzarsi di lavoratori. Così mentre sotto il capitalismo la
produzione si espande ad un passo veloce durante un periodo di
rapida espansione, il reddito delle masse cresce ad un passo da
tartaruga, molto, molto gradualmente, oppure declina effettivamente.
Presto, i padroni scoprono che non possono vendere le loro
merci per un profitto. Così chiudono le imprese ed accorciano gli
orari dei lavoratori; inizia la crisi della disoccupazione. Questa è
la legge del capitalismo. Esso non può operare in nessun altro modo.
Questo è il sistema del profitto all'opera. Questo è chiamato il
ciclo espansione-contrazione.
Diciamo che il capitalismo è in un vicolo cieco perché il
tradizionale
ciclo espansione-contrazione è finito. Non vi è nessuna rapida
espansione. E' stata l'espansione, ovvero la produzione fortemente
aumentata, che ha rimesso al lavoro i lavoratori durante le passate
riprese. Ma, una volta che il sistema perde la capacità di
riprendersi e di avanzare ed oltre nella produzione e nei
servizi, per i lavoratori e gli oppressi si introduce una crisi
permanente. Questo è quello che è avvenuto durante la Grande
Depressione degli anni '30. E questo è dove ora ci troviamo.
La 'ripresa' senza posti di lavoro
Quale prova abbiamo che siamo entrati nello stadio del
capitalismo in un vicolo cieco?
L'ultimo crollo è durato dalla fine del 2007 al giugno del
2009. La cosiddetta "ripresa" ora dura da quattro anni. Ma questa è
chiaramente una ripresa per i padroni ed i banchieri. I profitti ed
i compensi dei dirigenti sono saliti stabilmente. Vi è stato un
leggero aumento della produzione. Ma vi sono ancora quasi 30 milioni
di lavoratori che sono disoccupati, sottoccupati, costretti a
lavorare part time o che hanno lasciato del tutto la forza lavoro.
Questo è quattro anni dopo che i capitalisti hanno annunciato la
cosiddetta ripresa.
Siamo ora nella maggiore ripresa senza posti di lavoro dalla
Grande Depressione. Una
ripresa senza posti di lavoro è quando la produzione ed i
profitti salgono ma milioni di lavoratori sono ancora senza lavoro.
Nelle crisi precedenti, la maggior parte dei licenziamenti
erano temporanei. Quando l'economia è migliorata i lavoratori hanno
riottenuto i loro posti di lavoro. Nel periodo
2008-2009 sono stati licenziati più di 7 milioni di lavoratori.
La vasta maggioranza di quei licenziamenti sono stati permanenti. I
posti di lavoro sono andati, distrutti dalla tecnologia o mandandoli
all'estero
in paesi a basso salario per aumentare il tasso di sfruttamento
dei padroni.
Inoltre, da quando la crisi è iniziata sono entrati nella forza
lavoro quasi 5 milioni di giovani, che significa che il capitalismo
deve creare 12 milioni di nuovi
posti di lavoro soltanto per tornare a dove si trovava
nel 2007. E questi giovani sono di fronte alla disoccupazione o a
bassi salari.
Gli economisti capitalisti continuano a predire una grande
ripresa. Ma non arriva mai. Sempre più lavoratori escono dalla forza
lavoro e cercano di vivere grazie a lavori occasionali del sommerso
— dipingendo case, aggiustando automobili, compiendo
manutenzione part time per un proprietario di case, portando a
spasso cani e prendendosi cura dei bambini. Entrano con le loro
famiglie per risparmiare l'affitto.
I mezzi tradizionali per superare la crisi non
funzionano
Come è altrimenti questa crisi differente dalle 10 crisi
precedenti? Queste crisi sono state superate da una varietà di
mezzi. In tempi recenti, il sistema ha cominciato a perdere la
capacità di riprendersi automaticamente dalle crisi economiche. Cosa
hanno fatto i capitalisti per mettere di nuovo in moto l'economia?
Hanno pompato denaro nelle forze armate; hanno attuato guerre
ed espansione imperialiste per aumentare lo sfruttamento del Terzo
Mondo; hanno pompato denaro nei salvataggi per le banche e le grandi
imprese; hanno ristrutturato l'industria ed abbassato i salari.
In questa crisi, i banchieri, i padroni ed il governo
capitalista hanno utilizzato tutti questi metodi per cercare di
costruire una forte ripresa e nessuna ha funzionato.
Hanno speso più di $2 trilioni nelle guerre
in Afghanistan, Iraq
e Libia
ed ora Siria. Il Pentagono si sta espandendo in Africa, nel Pacifico
ed in Medio Oriente.
Ma la maggior parte del denaro va in armi
high-tech che non generano posti di lavoro.
La
Federal Reserve ha pompato ben più di $20 trilioni per salvare le
banche, incettando prestiti su mutui irredimibili ed ora sta
pompando $85 miliardi al mese.
Disoccupazione, tagli dei servizi e licenziamenti continuano ad
aumentare. I salvataggi sono a livelli record prima mai visti nella
storia del capitalismo negli USA, in Europa ed ora in Giappone. Ma
hanno fallito.
I padroni hanno creato un sistema di capitalismo ristrutturato,
globalizzato, di bassi salari in tutti i continenti. Ogni paese
capitalista ha introdotto milioni di lavoratori immigrati da venire
supersfruttati da padroni senza scrupoli. Questo ha soltanto acuito
la crisi.
Tutti i metodi tradizionali di uscire dalla "ripresa senza
posti di lavoro" hanno fallito. Ed il capitalismo è veramente in un
vicolo cieco.
Soltanto il marxismo può spiegare realmente questi sviluppi.
Marx ha dimostrato che le leggi del capitalismo spingono i padroni a
lottare l'uno con l'altro sbarazzandosi di lavoratori e facendo
produrre ai lavoratori rimanenti sempre di più in sempre meno tempo
ed a salari sempre più bassi.
Ma ciò può compiersi soltanto con la tecnologia, migliorando i
mezzi di produzione e di distribuzione ed i servizi. Darò alcuni
esempi dal mio libro.
"Ann Taylor Stores, che aveva 959 grandi magazzini quando è stato scritto
l'articolo, ha installato un programma che mostrava la 'metrica di
prestazione'. Ogni giorno, quando un commesso punzona il suo numero
di codice nel registro di cassa, il programma mostra le vendite
medie orarie, le unità vendute ed i dollari per transazione. Il
sistema stabilisce che i venditori più produttivi lavorino nelle ore
più di punta.
"La società ha studiato per un anno i lavoratori e ha stabilito
standard precisi per diversi compiti: tre secondi per accogliere un
acquirente; due minuti per aiutare qualcuno a provare vestiario; 32
secondi per piegare una maglia e cinque minuti per concludere una
vendita.
"Basata su questi numeri e sul traffico dei clienti in ogni
dato magazzino, la società avrebbe assunto precisamente il numero di
lavoratori necessario per compiere le vendite secondo questi tempi
standard. L'obiettivo era di togliere lavoratori in quanti magazzini
possibile e, se possibile, allo stesso tempo incrementare le
vendite. ...
"Considerate
Kiva Systems, fondata nel 2003 e basata sull'introduzione di robot
che "portano scaffali di vestiario, parti, elettronica, parti di
automobile
— qualsiasi cosa venda un dettagliante
— a spazi di lavoro specializzati chiamati stazioni di
imballaggio, 'secondo un articolo del novembre 2010 su
Bloomberg Businessweek Logistics. 'Quindi degli umani raccolgono i prodotti, li
imballano in scatole e li spingono dentro dei camion. I sistemi
costano all'incirca tra $4 milioni e $6 milioni. Il più economico,
per $1 milione, arriva con 30 robot e due stazioni di imballaggio'".
Ora il sistema capitalista ha raggiunto un punto di svolta.
Hanno creato una macchina tecnologica che è così produttiva ed
una forza lavoro sottopagata che è così impoverita che non appena
incrementano la produzione ad un tasso rapido, il sistema fallisce.
La gente non può acquistare le merci prodotte. Le scorte in
magazzino sono sostituite e non avvengono affatto assunzioni o
altrimenti avvengono dei licenziamenti. La produttività capitalista
sta strangolando la produzione capitalista.
Crisi ed austerità
Un'altra caratteristica importante del capitalismo senza sbocco
è l'austerità. Quando la disoccupazione è alta, le entrate fiscali
calano, i governi devono prendere in prestito dai banchieri, ma i
banchieri vogliono assicurarsi di mettere le mani sul tesoro
pubblico per ottenere il pagamento degli interessi. Questo è ciò che
vi è dietro l'austerità in Europa e quello che vi è dietro
l'austerità negli USA.
Quando il sindaco
Mike Bloomberg
chiude centri di assistenza sanitaria, i centri di
assistenza agli anziani ed i centri di riabilitazione dalla droga e
svende i parchi ed i progetti pubblici, è per proteggere il
pagamenti degli interessi ai banchieri in presenza della
crisi economica.
Per concludere, il sistema economico non si riprenderà. In
futuro vi è soltanto una crisi maggiore. Il processo automatico di
ripresa capitalista ed i metodi tradizionali di riportarlo in vita
sono tutti falliti.
I lavoratori e gli oppressi negli USA e per il mondo avranno
future opportunità di lanciare delle lotte. E' per questo che
dobbiamo costruire l'unità militante tra tutte le organizzazioni
rivoluzionarie per preparare le prossime lotte. Non sappiamo
quando o come arriverà, ma è inevitabile e dobbiamo essere pronti.
Per citare dal libro:
"Mentre la classe dominante esaurisce le opzioni e si muove
nella direzione dell'avventura militare e della reazione politica,
le sue tradizionali misure di ripresa non possono più invertire la
crisi. Così, la situazione è storicamente favorevole per
l'intervento della classe lavoratrice e degli oppressi per risolvere
la crisi su una base rivoluzionaria.
"Il sistema del profitto sta entrando in uno stadio nel quale
può soltanto trascinare indietro l'umanità. Le masse del popolo
arriveranno ad un punto in cui non possono continuare nella vecchia
maniera perché il capitalismo sta bloccando tutte le strade per la
sopravvivenza. Questo è il punto in cui l'umanità può avanzare
soltanto sgombrando la strada per la sopravvivenza, che significa
nulla di meno che la distruzione del capitalismo stesso".
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