Workers Action

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I banchieri del mondo concordano: la recessione è finita…forse

Shamus Cooke

23 agosto 2009

Pochi riterrebbero essere imparziali o anche accurate le opinioni dei banchieri centrali di tutto il mondo. Questi autoproclamatisi uomini saggi della finanza internazionale non hanno visto arrivare la recessione finché non è scoppiata loro in faccia distruggendo la loro credibilità.

Nondimeno, è interessante sentirli parlare, non perché siano divertenti da ascoltare, ma per "i messaggi" che i ricchi investitori utilizzano religiosamente nel piazzare le loro scommesse di borsa, mentre al resto di noi viene trasmesso un calmante sermone, di modo che i servi dei banchieri — i politici — possano continuare incontrastati a rovinare il paese.

Recentemente i saggi banchieri hanno annunciato congiuntamente che l'economia mondiale era "sull'orlo" di una ripresa. Il linguaggio era deliberatamente vago: non possono assolutamente permettersi di sbagliare ancora e di distruggere i loro ultimi brandelli di autorità. Così circoscrivono il rischio. Il presidente della Banca Centrale Europea è stato ulteriormente cauto, dichiarando che l'economia era "di fronte ad una strada molto accidentata".

La verità è che non hanno assolutamente nessuna idea di cosa avverrà e quando. Altri economisti mainstream presentano un quadro più deprimente della situazione. Per esempio, la pubblicazione ammiraglia dell'America delle corporations, il Wall Street Journal, recentemente ha annunciato che il numero in accelerazione dei fallimenti bancari negli USA equivaleva ad una "nuova fase" della crisi, dove il debito spazzatura accumulato stava iniziando a tirare giù le banche ad un passo più rapido (21 agosto 2009).

Nel frattempo, l'elitaria rivista Economist recentemente ha concluso che, invece di una "ripresa a forma di V" — che significa un rapido rimbalzo indietro — dovremmo prepararci per "una deprimente [forma a] U con un lungo, piatto fondo di debole crescita... [per] i prossimi anni". (20 agosto 1009).

Questo tipo di analisi è ora ciò che passa per ottimismo nell'economia mainstream. Una "oscura U" è molto meglio di una "terrificante W" che significa un altro potenziale crollo. Perciò, ci è stato raccontato che salvare le banche evitava il "disastro totale" e che dovremmo essere soddisfatti se l'economia producesse una lenta "ripresa senza posti di lavoro". Naturalmente, l'economia non si è ripresa se milioni di persone restano disoccupate. Termini come "ripresa senza posti di lavoro" sono stati inventati per abituare la gente alla sofferenza, mentre i mega-profitti di Goldman Sachs vengono presentati come "segnali promettenti". In realtà, la sofferenza di milioni di persone ed i profitti delle corporations hanno un collegamento diretto dei quali i media non discutono.

Le grandi recessioni distruggono salari e benefici. L'enorme riserva di lavoratori disoccupati aiuta i datori di lavoro a minacciare i lavoratori di disoccupazione se non accettano salari più bassi, mentre altre società costringono a salari più bassi per "la sopravvivenza della società". Gli economisti di libero mercato razionalizzano questo chiamandolo un "aggiustamento di mercato": presumibilmente il mercato del lavoro ha prodotto salari troppo alti perché i profitti possano essere mantenuti.

E' probabile che questo periodo continui per qualche tempo. Una ragione è che la pensione non sarà una realtà per milioni di persone che non sono state in grado di risparmiare abbastanza o che hanno avuto i loro risparmi nei conti 401(k) distrutti dalla recessione.

Un famigerato sondaggio di Career Builders ha riferito che il 73% di quelli che progettano di andare in pensione ritarderebbero il loro ritiro per almeno sei anni. Molti lavoratori più vecchi, a causa della picchiata che ha preso il loro 401(k), sono stati costretti a lasciare il ritiro per accettare posti di lavoro con bassa paga, che significa più competizione per i lavoratori più giovani.

Secondo un Op Ed sul New York Times:

"...soltanto 28 maschi su 100 erano occupati nel gruppo di età tra i 16-19 anni. Per gli adolescenti delle minoranze, dimenticatelo. I numeri sono più che paurosi, sono catastrofici". (10 agosto 2009).

Molti altri lavoratori hanno scelto di superare la recessione tornando a scuola. Mentre a scuola — o dopo il diploma — questi studenti diventano "interni", una strada che molti datori di lavoro stanno utilizzando per rimpiazzare i lavoratori pagati.

Osserva il New York Times:

"Con posti di lavoro pagati così difficili da ottenere in questo debole mercato, molti diplomati dei college si accomoderebbero volentieri per un internato non pagato. Ma, persino allora, competono con dipendenti licenziati con molta più esperienza". (10 agosto 2009).

In aggiunta all'internato, molti altri lavoratori disoccupati fanno semplicemente del volontariato per formare il loro curriculum. Tutte queste buone intenzioni vengono utilizzate dai datori di lavoro per spingere in basso i salari o per eliminare completamente posti pagati.

La disoccupazione di massa sta creando una tesa situazione da cane-mangia-cane per milioni di persone. Piuttosto che incolpare della crisi i banchieri ed altri che profittano dalla recessione, è probabile che i continui bersagli siano le persone più vulnerabili della società, gli immigrati.

Ma prendere di mira gli immigrati non migliorerà la vita dei lavoratori. Questo può esser fatto soltanto affrontando i loro datori di lavoro e chiedendo salari e benefici più alti. Se necessario, i lavoratori devono chiedere ed organizzarsi per impedire che i loro posti di lavoro vengano spediti all'estero per precludere alle società di cercare salari da veri schiavi.

Per i lavoratori disoccupati, organizzarsi con richieste ai governi locali e federali di un vero programma di stimolo per creare posti di lavoro è una necessità assoluta. Il primo stimolo di Obama è stato un ovvio fallimento: non soltanto era troppo limitato, ma molto di esso è stato dedicato a benefici fiscali e non alla creazione di posti di lavoro.

L'economia non si aggiusterà da sola. Interessi potenti stanno salvando le banche mentre spingono in basso i salari e continueranno a farlo finché non saranno respinti.

Uno stimolo che crei posti di lavoro che paghino salari sufficienti contribuirà ad mitigare tremende sofferenze. Ma è improbabile che un simile programma ci venga fornito dai democratici di proprietà delle corporations. Deve essere preso.

Attraverso questa crisi economica il Partito Democratico ha servito ardentemente gli interessi dei ricchi: si è rifiutato di approvare una seria legislazione che avrebbe aiutato grandemente i lavoratori ad evitare i pignoramenti delle loro case; sta abbandonando l'opzione di un programma di assistenza sanitaria gestito dal governo: si è rifiutato di approvare l'EFCA, l'Employee Free Choice Act, che avrebbe rimosso le barriere per formare sindacati; ha dato miliardi di dollari di salvataggio a banchieri spericolati; si è rifiutato di nazionalizzare le banche, così che potessero cominciare ad operare nell'interesse di tutti e non soltanto dei ricchi; ha continuato a combattere guerre all'estero che beneficiano soltanto gigantesche corporations mentre non ha ripristinato le libertà civili all'interno; ed ha trascurato di promuovere un programma massiccio per la creazione di posti di lavoro che avrebbe il potenziale di alleviare le sofferenze di milioni di lavoratori USA.

La lezione di questa crisi economica crudamente chiara: i lavoratori dovranno creare il loro proprio partito politico che sia dedicato a combattere per i loro interessi. Tale partito non verrà a nascere da solo. I membri della base dei sindacati, le organizzazioni della comunità ed i disoccupati devono iniziare ad organizzarsi ora per promuovere politiche che i Democratici si sono riifiutati di toccare. Una gigantesca coalizione di forze progressiste che operino verso questi obiettivi può facilmente trasformarsi in un partito politico capace di spazzolare da parte i due partiti della grande impresa.