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Parlando domenica a
Radio Sputnik, la giornalista ed attivista pacifista
Vanessa Beeley ha
sostenuto che il buon senso sembra dettare che i gruppi
terroristici radicali islamisti, compreso l'ISIL, siano in definitiva il
prodotto delle agenzie di intelligence occidentali in cerca di "eserciti
per procura" da utilizzarsi per realizzare gli scopi di politica estera
dell'occidente.
La giornalista ha considerato come possa essere che nonostante
lo sforzo a guida USA contro l'ISIL, ora da più di un anno, le
operazioni dell'ISIL si siano in realtà ampliate. "E come si siano
ingrandite anche le loro riserve di armamenti, esponenzialmente. Non
è logico. Se con tutto l'armamento che la coalizione degli USA ha
sulla punta delle dita, non riesce ad eliminare quella che
presumibilmente è una banda di mercenari, ciò richiede una domanda:
perché no? E come mai le fila di questi mercenari si ampliano
continuamente"?
"Western intelligence agencies can be involved in
the recruitment of ISIL militants" - V. Beeley
La
Beeley ha in parte attribuito il successo del gruppo
terrorista nel mantenere il reclutamento
al coinvolgimento entusiastico della Turchia nell'inviare
combattenti attraverso il confine anche "se vengono uccisi a migliaia".
Ha suggerito che "la zona cuscinetto dovrebbe essere in Turchia,
impedendo loro di entrare in Siria, non in Siria".
Ha inoltre in parte attribuito i successi dell'ISIL all'uso
dell'Arabia Saudita e della sua ideologia wahhabita, che, ha ricordato,
viene utilizzata da molti decenni dai paesi occidentali per "raggiungere
vari obiettivi e scopi strategici" per tutto il Medio oriente.
In modo più ampio, e controverso, la
Beeley ha sostenuto che i gruppi jihadisti, compreso l'ISIL
sono di fatto "una forma di esercito per procura,
prontamente e facilmente...manovrato e manipolato, propagandato in
esistenza, dovunque molto attentamente" per servire gli scopi
di politica estera interventisti ed imperialisti dei paesi occidentali.
La giornalista ha osservato che uno sforzo dalle molte
sfaccettature da parte di agenzie di intelligence,
think tank,
equivoche agenzie di
'marketing', organizzazioni musulmane e persino
del mondo accademico ha costituito una potente industria della
propaganda, incoraggiando, istigando, costringendo le persone ad unirsi
ai gruppi radicali e ad andare in Medio Oriente per combattere contro i
governi secolari, come in Siria.
"Questa non è una cosa nuova", ha enfatizzato la
Beeley. "Il 'tocco di gomito' come viene chiamato in realtà è
cominciato nel Regno Unito già con la I Guerra Mondiale per
alterare la percezione del pubblico e spingerlo verso una particolare
via".
La
Beeley ha inoltre indicato
alle prove pubblicamente disponibili del diretto coinvolgimento dei
servizi segreti occidentali nel fornire finanziamenti, supporto
logistico ed addestramento ai jihadisti, ricordando il fallimento di
numerosi processi contro estremisti basati nel Regno Unito in seguito
alle rivelazioni che il servizio segreto britannico li aveva
effettivamente assistiti nelle loro opere contro il governo siriano.
"Abbiamo osservato collassare in modo spettacolare il processo
a
Moazzam Begg
quando è stato provato che il MI5 aveva dato luce verde per il suo
addestramento di combattenti siriani anti-Assad", ricorda la Beeley.
"Dobbiamo anche citarli quando hanno affermato che non sarebbe stato
fatto nessun tentativo per ostacolarlo se fosse ritornato in Siria",
ha aggiunto. Secondo la sua opinione, il fallimento del processo a
Begg ed altri mette in evidenza "molto chiaramente il coinvolgimento
dei servizi segreti nel reclutamento e nell'addestramento di questi
gruppi estremisti".
La
Beeley
ha suggerito anche che
la maniera poco entusiasta nella quale la coalizione guidata dagli
USA ha dato la caccia all'ISIS è stata dimostrata dall'"insignificante
coinvolgimento russo" nel conflitto, osservando che con un sostegno
russo molto limitato, l'esercito siriano è stato molto più efficace
nell'annientare le forze jihadiste, per esempio nella loro recente
avanzata verso Aleppo, che la campagna a guida USA lunga un anno "che ha
preso presumibilmente di mira operativi dell'ISIL in Siria".
Indicando che la potenza USA non stia realmente cercando di
distruggere completamente l'ISIL, la giornalista ha rilevato che "in un
paio di giorni abbiamo avuto un caso in cui i satelliti USA hanno
ripreso alcuni aeroplani russi in Siria. Ma come mai questi stessi
satelliti non hanno ripreso le centinaia di camion dell'ISIS che
andavano a
Mosul
e Palmyra"? La Beeley
ha inoltre indicato rapporti "di entrambe funzionari iracheni ed
iraniani dei cosiddetti errati lanci di armi ad operativi dell'ISIL in
Siria", suggerendo che dopo tutto potrebbero non essere stati
accidentali.
Interrogata su come la gente possa lottare contro le ideologie
radicali islamiste che guidano gruppi come l'ISIL, sostenute, con le sue
parole, dai gruppi d'intelligence e dai governi occidentali, la Beeley
ha indicato che la cosa più importante è di innalzare la
consapevolezza-impegnarsi con la gente ed incoraggiarla a mettere in
discussione le narrazioni costituite. "Dobbiamo educarci a cominciare a
mettere in discussione quale sia la distrazione, quale sia la deviazione
e dove dovremmo guardare".
Secondo un recente rapporto dell'intelligence USA citato dal
New York Times, nel corso dei diversi anni passati una stima di 30.000
reclute
hanno attraversato la frontiera siriana ed irachena per unirsi al
gruppo terroristico, con i tassi di quest'anno il doppio di quelli dello
scorso anno. si ritiene che almeno 4.500 dei combattenti siano andati in
Medio Oriente dai paesi occidentali. Almeno 250 cittadini americani sono
entrati a far parte del
gruppo terroristico nel corso dei due anni passati, 150 durante lo
scorso anno. Il NYT ha osservato che, nonostante gli attacchi aerei
della coalizione, l'ISIL è riuscita con elevato successo a riempire di
nuovo i suoi ranghi, attirando circa 1.000 nuovi combattenti al mese e,
in molte zone, continuando ad allargare il territorio sotto il suo
controllo.
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