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I servizi segreti occidentali sono coinvolti nel reclutamento dell'ISIL?

21:14 27.09.2015(aggiornato 21:29 27.09.2015)

 

 

Parlando domenica a Radio Sputnik, la giornalista ed attivista pacifista Vanessa Beeley ha sostenuto che il buon senso sembra dettare che i gruppi terroristici radicali islamisti, compreso l'ISIL, siano in definitiva il prodotto delle agenzie di intelligence occidentali in cerca di "eserciti per procura" da utilizzarsi per realizzare gli scopi di politica estera dell'occidente.

La giornalista ha considerato come possa essere che nonostante lo sforzo a guida USA contro l'ISIL, ora da più di un anno, le operazioni dell'ISIL si siano in realtà ampliate. "E come si siano ingrandite anche le loro riserve di armamenti, esponenzialmente. Non è logico. Se con tutto l'armamento che la coalizione degli USA ha sulla punta delle dita, non riesce ad eliminare quella che presumibilmente è una banda di mercenari, ciò richiede una domanda: perché no? E come mai le fila di questi mercenari si ampliano continuamente"?

"Western intelligence agencies can be involved in the recruitment of ISIL militants" - V. Beeley

La Beeley ha in parte attribuito il successo del gruppo terrorista nel mantenere il reclutamento al coinvolgimento entusiastico della Turchia nell'inviare combattenti attraverso il confine anche "se vengono uccisi a migliaia". Ha suggerito che "la zona cuscinetto dovrebbe essere in Turchia, impedendo loro di entrare in Siria, non in Siria".

Ha inoltre in parte attribuito i successi dell'ISIL all'uso dell'Arabia Saudita e della sua ideologia wahhabita, che, ha ricordato, viene utilizzata da molti decenni dai paesi occidentali per "raggiungere vari obiettivi e scopi strategici" per tutto il Medio oriente.

In modo più ampio, e controverso, la Beeley ha sostenuto che i gruppi jihadisti, compreso l'ISIL sono di fatto "una forma di esercito per procura, prontamente e facilmente...manovrato e manipolato, propagandato in esistenza, dovunque molto attentamente" per servire gli scopi di politica estera interventisti ed imperialisti dei paesi occidentali.

La giornalista ha osservato che uno sforzo dalle molte sfaccettature da parte di agenzie di intelligence, think tank, equivoche agenzie di 'marketing', organizzazioni musulmane e persino del mondo accademico ha costituito una potente industria della propaganda, incoraggiando, istigando, costringendo le persone ad unirsi ai gruppi radicali e ad andare in Medio Oriente per combattere contro i governi secolari, come in Siria.

"Questa non è una cosa nuova", ha enfatizzato la Beeley. "Il 'tocco di gomito' come viene chiamato in realtà è cominciato nel Regno Unito già con la I Guerra Mondiale per alterare la percezione del pubblico e spingerlo verso una particolare via".

La Beeley ha inoltre indicato alle prove pubblicamente disponibili del diretto coinvolgimento dei servizi segreti occidentali nel fornire finanziamenti, supporto logistico ed addestramento ai jihadisti, ricordando il fallimento di numerosi processi contro estremisti basati nel Regno Unito in seguito alle rivelazioni che il servizio segreto britannico li aveva effettivamente assistiti nelle loro opere contro il governo siriano.

"Abbiamo osservato collassare in modo spettacolare il processo a Moazzam Begg quando è stato provato che il MI5 aveva dato luce verde per il suo addestramento di combattenti siriani anti-Assad", ricorda la Beeley. "Dobbiamo anche citarli quando hanno affermato che non sarebbe stato fatto nessun tentativo per ostacolarlo se fosse ritornato in Siria", ha aggiunto. Secondo la sua opinione, il fallimento del processo a Begg ed altri mette in evidenza "molto chiaramente il coinvolgimento dei servizi segreti nel reclutamento e nell'addestramento di questi gruppi estremisti".

La Beeley ha suggerito anche che la maniera poco entusiasta nella quale la coalizione guidata dagli USA ha dato la caccia all'ISIS è stata dimostrata dall'"insignificante coinvolgimento russo" nel conflitto, osservando che con un sostegno russo molto limitato, l'esercito siriano è stato molto più efficace nell'annientare le forze jihadiste, per esempio nella loro recente avanzata verso Aleppo, che la campagna a guida USA lunga un anno "che ha preso presumibilmente di mira operativi dell'ISIL in Siria".

Indicando che la potenza USA non stia realmente cercando di distruggere completamente l'ISIL, la giornalista ha rilevato che "in un paio di giorni abbiamo avuto un caso in cui i satelliti USA hanno ripreso alcuni aeroplani russi in Siria. Ma come mai questi stessi satelliti non hanno ripreso le centinaia di camion dell'ISIS che andavano a Mosul e Palmyra"? La Beeley ha inoltre indicato rapporti "di entrambe funzionari iracheni ed iraniani dei cosiddetti errati lanci di armi ad operativi dell'ISIL in Siria", suggerendo che dopo tutto potrebbero non essere stati accidentali.

Interrogata su come la gente possa lottare contro le ideologie radicali islamiste che guidano gruppi come l'ISIL, sostenute, con le sue parole, dai gruppi d'intelligence e dai governi occidentali, la Beeley ha indicato che la cosa più importante è di innalzare la consapevolezza-impegnarsi con la gente ed incoraggiarla a mettere in discussione le narrazioni costituite. "Dobbiamo educarci a cominciare a mettere in discussione quale sia la distrazione, quale sia la deviazione e dove dovremmo guardare".

Secondo un recente rapporto dell'intelligence USA citato dal New York Times, nel corso dei diversi anni passati una stima di 30.000 reclute hanno attraversato la frontiera siriana ed irachena per unirsi al gruppo terroristico, con i tassi di quest'anno il doppio di quelli dello scorso anno. si ritiene che almeno 4.500 dei combattenti siano andati in Medio Oriente dai paesi occidentali. Almeno 250 cittadini americani sono entrati a far parte del gruppo terroristico nel corso dei due anni passati, 150 durante lo scorso anno. Il NYT ha osservato che, nonostante gli attacchi aerei della coalizione, l'ISIL è riuscita con elevato successo a riempire di nuovo i suoi ranghi, attirando circa 1.000 nuovi combattenti al mese e, in molte zone, continuando ad allargare il territorio sotto il suo controllo.