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31 luglio 2009
I vincitori sogghignano

Gli USA utilizzano la guerra in Afghanistan

per assediare la Russia ad un passo feroce

Commento di Alfred Ross
Speciale per Russia Profile

Gli USA hanno ottenuto ciò che volevano dal vertice Stati Uniti-Russia, ma è questa una vittoria di Pirro?

 

Subito dopo il mio ritorno da Mosca ho scoperto che negli USA l'opinione generale rispetto al risultato del vertice Stati Uniti – Russia (eccetto per qualche leggera critica dalla destra repubblicana e dagli attivisti per i diritti umani democratici) sia un accordo reciprocamente benefico. Ma i reali risultati dei recenti giochi del vertice cominciano ora ad emergere dalla nebbia della cortese retorica e dell'aura di "successo".

Negli Stati Uniti sembra che la squadra americana se ne sia andata dal campo con tutti i trofei, non avendo ceduto su nessun punto ai suoi antagonisti russi. Comunque, non è affatto chiaro se le concessioni della Russia, che incoraggiano l'avventurismo degli USA, siano negli interessi a lungo termine degli Stati Uniti o della Russia.

Il viaggio di Barack Obama in realtà ha portato due messaggi, con il secondo trasmesso dal vicepresidente Joe Biden durante il suo viaggio in Georgia ed Ucraina immediatamente dopo il vertice. Obama ha cercato la cooperazione russa per il rafforzamento militare americano in Afghanistan e Pakistan e la crescita delle ONG all'interno della stessa Russia. Il messaggio di Biden conteneva una serie di aggressive condanne delle politiche estera, sociale ed economica della Russia e, con l'appoggio del portavoce del Dipartimento di Stato di Hillary Clinton, Philip Crowley, ha reso chiaro che gli Stati Uniti avrebbero continuato a sostenere l'integrazione nella NATO di Georgia ed Ucraina.

Presto Hillary Clinton, appoggiata dal segretario alla difesa Robert Gates, ha aumentato la pressione sulla Russia esigendo che l'Iran rinunciasse al suo diritto legittimo di un ciclo del carburante nucleare per usi civili, indicando che gli Stati Uniti domanderebbero nuove drammatiche sanzioni contro l'Iran – ponendo inevitabilmente pressione addizionale sulla Russia di essere più aggressiva contro il suo vicino ed alleato nell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai.

La strategia degli USA al vertice è stata per prima cosa di tentare di dividere i russi in campi di Dmitry Medvedev contro Vladimir Putin e quindi prendere l'offensiva su tutti i fronti. Una settimana prima dell'incontro, Obama ha biasimato Putin collegandolo alla Guerra Fredda ed inviando il messaggio che i russi dovrebbero riunirsi attorno al presumibilmente più liberale Medvedev.

Gli Stati Uniti hanno quindi sviluppato un piano più ingegnoso per incorniciare il vertice come un successo cooperativo e distrarre gli osservatori mettendo sotto i riflettori le discussioni sul Trattato di Riduzione delle Armi Strategiche (START). Con la maggior parte dell'attenzione focalizzata sul "successo" dell'inconsistente accordo per ridurre diverse centinaia di missili e testate sovrabbondanti, gli Stati Uniti erano liberi di raggiungere obiettivi strategici.

Sul fronte militare del "potere dura", gli Stati Uniti non hanno ceduto su nulla ed hanno ottenuto tre concessioni strategiche per conto dei russi: cooperazione nel consolidamento della presenza militare USA nella zona militare meridionale della Russia in Afghanistan e Pakistan; accordo su 4.500 voli militari USA attraverso la Russia per rifornire le operazioni in Afghanistan-Pakistan e cooperazione militare Russia-NATO.
 

Sotto Obama, la presenza militare degli USA sul fianco asiatico centrale della Russia continua ad un ritmo feroce. La nomina di Richard Holbrooke,l'ex ambasciatore alla NATO che ha orchestrato l'attacco NATO alla Jugoslavia come inviato nella regione è indicativo delle intenzioni di Obama. Nessuna zona è strategicamente più importante del progetto “Af-Pak”, che mette in posizione le truppe USA entro l'area che guarda verso Iran, Cina ed Asia Centrale russa.

L'importanza dei sorvoli dovrebbe essere riconosciuta da tutti. Gli analisti militari russi che la respingono perché "nella zona non vi è nessun obiettivo strategico" non capiscono. Con l'annuncio di Gates del 1° dicembre 2008 che eleverà la "guerra irregolare" al livello della "guerra convenzionale", l'amministrazione USA ha dichiarato un drammatico aggiornamento della propria capacità di infiltrazione, destabilizzazione e guerra per procura. Perché il nuovo approccio americano alla guerra irregolare, è la capacità di mappare piccoli terreni, analizzare i modelli del traffico civile e leggere i sistemi radar locali che saranno la chiave per il prossimo giro di operazioni USA attraverso il fianco meridionale della Russia, dalla Crimea al Kyrgyzstan.  

La crescente attività americana e l'assistenza a nuovi talibani nazionalisti "moderati" (cioè collaborazionisti) e ad altri movimenti sarà inevitabilmente collegata ad un più ampio modello di attività antirussa da parte dei nazionalisti locali e dei movimenti islamici e per questo le informazioni ottenute con i sorvoli saranno preziose. Che la Russia si riservi il diritto di ispezionare qualsiasi aeroplano è irrilevante – qualunque importante "contrabbando" che va in Af-Pak può essere portato in volo facilmente dall'Ucraina, dal Kyrgyzstan o tramite le rotte meridionali.

Un impressionante insieme di operativi e di materiale si sta già spostando nella zona attraverso una molteplicità di canali e sotto una varietà di coperture. Per esempio, secondo dei rapporti di notizie, il 14 luglio sei contractor ucraini sono stati uccisi nella battagliera provincia di Helmand in Afghanistan. Erano in un elicottero operato da una società moldava assunta dalla International Security Assistance Force della NATO, sotto contratto per rifornire le truppe britanniche. Inizialmente è stato comunicato che erano "contractor civili in una missione umanitaria".

Nonostante il mito che Obama rappresenti un nuovo ambiente positivo, ha mantenuto tutte le iniziative aggressive lanciate da Donald Rumsfeld e Robert Gates, inclusi l'espansione della NATO, le esercitazioni militari NATO in Georgia, l'accordo per disporre i missili Patriot in Polonia e l'accrescimento militare negli stati baltici. Si è rifiutato di rinunciare alla difesa missilistica balistica ed ai sistemi radar in Polonia e nella Repubblica Ceca.

 

Sul fronte del "potere morbido", gli Stati Uniti hanno ottenuto la cooperazione russa per sviluppare una importante capacità delle ONG a Mosca che operano sotto la copertura di "Società Civile". Questo è stato realizzato attraverso l'evento del Vertice della Società Civile, organizzato da istituzioni ed individui a lungo associati con le strategie della "rivoluzione colorata". Un'organizzazione chiave che ha partecipato al vertice è la "Fondazione Nuova Eurasia" (NEF) con base a Mosca, costituita nel 2004 dalla Fondazione Eurasia e dall'Open Society Institute (OSI) di George Soros. La NEF è stata varata con il sostegno di George Soros e del Dipartimento di Stato USA, che ha organizzato un'assegnazione di $25 milioni dall'Agenzia per lo Sviluppo Internazionale USA.

 

L'appoggio del "potere morbido" per le strutture della società civile non dovrebbe essere confuso con il "potere debole". Infatti, è stato attraverso il potere morbido (le cosiddette rivoluzioni colorate in Serbia, Georgia, Ucraina e Kyrgyzstan) che si sono portati all'allineamento con la NATO paesi significativi precedentemente alleati della Russia. La risultante instabilità regionale non è stata vantaggiosa per gli interessi a lungo termine dell'America e della Russia. Il futuro di questi progetti di potere duro e morbido non è chiaro, ma certamente coloriranno i rapporti USA-Russia per gli anni a venire.

Alfred Ross è un avvocato e presidente dell'Istituto per gli Studi sulla Democrazia di New York.