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New Eastern Outlook

 

 

 

16.12.2016 Autore: Jean Perier

Aleppo comincia a rivelare i malvagi progetti di Washington

 

Non sarebbe un'esagerazione affermare che la Casa Bianca ed i suoi alleati europei hanno fatto un passo troppo lungo nel tentativo di bloccare la vittoriosa liberazione della città di Aleppo da parte delle forze governative siriane e della potenza aerea russa. Questo sviluppo è stato ampiamente commentato da diversi analisti ed esperti attraverso il globo, con alcuni di loro che pretendono che Washington sia determinata ad impedire a tutti i costi la distruzione completa dell'ISIS, poiché ha creato ed allevato questo gruppo terrorista per rovesciare il presidente siriano Bashar Al Assad proprio come i Talebani ed al Qaeda furono creati per combattere le truppe sovietiche in Afghanistan nei lontani anni '80.

Alcuni giorni fa sui media bulgari sono apparsi nuovi fatti sulla sponsorizzazione di Washington all'ISIS, assieme a fotografie e video fatti ad Aleppo orientale dai giornalisti di Nova TV. La squadra è inciampata su un deposito che è stato utilizzato dai militanti di Jabhat al-Nusra, nel quale hanno scoperto munizioni per lanciarazzi multipli semoventi BM-21 “Grad”, che portavano indicazioni visibili di essere stati prodotti dal fabbricante bulgaro VMZ (Vazovskaya Heavy Machinery). E' curioso che, nonostante il bando alle vendite di armi in Siria, missili e proietti di produzione bulgare cadano comunque nelle mani di terroristi. La squadra bulgare ha indicato che le munizioni sono state fornite da una azienda nota come Arcus di Lyaskovets, mentre tutte le etichette erano scritte in bulgaro.

Da allora il canale consulta degli esperti militari e questi ultimi hanno già dichiarato che con le munizioni che i terroristi avevano era possibile continuare a combattere per altri due anni.

In luglio, il rapporto presentato dalla Rete Balcanica di Giornalismo Investigativo (BIRN) e dal Progetto di Investigazione della Corruzione e del Crimine Organizzato (OCCRP) hanno dichiarato che sono state contrabbandate dai Balcani al Golfo Persico ed gli stati che confinano con la Siria migliaia di armi leggere e caricatori di munizioni. I dati sull'esportazione di armi, riferisce l'ONU, il tracciamento di aeroplani ed i contratti di armi esaminati durante un'indagine lunga un anno rivelano come le munizioni sono state mandate ad est da Bosnia, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Montenegro, Slovacchia, Serbia e Romania. I trafficanti di armi dell'Europa orientale hanno procurato risorse dei loro paesi e negoziato da intermediari la vendita di munizioni da Ucraina e Bielorussia, tentando anche di ottenere sistemi anticarro di fabbricazione sovietica acquistati dal Regno Unito. Robert Stephen Ford, l'ambasciatore USA in Siria nel periodo dal 2011 al 2014, ha raccontato alla BIRN ed all'OCCRP che il traffico viene coordinato dalla Central Intelligence Agency (CIA) degli USA, dal MIT della Turchia e dalle monarchie del Golfo attraverso centri in Giordania e Turchia.

E' stato riportato che dei paesi europei riforniscono Arabia Saudita, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Turchia di migliaia di fucili d'assalto, mortai, lanciarazzi, armi anticarro e mitragliatrici pesanti, il cui valore totale ammonta a 1,2 miliardi di euro, che finiscono tutti nelle mani dei terroristi in Siria e Yemen, contribuendo all'ulteriore intensificazione di questi conflitti.

Numerosi paesi hanno riferito come i fornitori di armi ai terroristi cerchino di usare le loro fonti nei media per negare il proprio ruolo nell'assistere i militanti in Siria. Tuttavia, secondo il New York Times, un autorevole funzionario croato durante una visita a Washington nell'estate del 2012 ha offerto di aprire gli arsenali del suo paese, dopo di che Zagabria ha stabilito un contato con i sauditi, che hanno finanziato gli acquisti mentre la CIA ha fornito il supporto logistico per il trasferimento delle armi croate.

Nel loro rapporto, BIRN e OCCRP hanno specificato che l'acquisizione di un ammontare significativo di armi da guerra dai paesi dell'Europa Centrale ed Orientale per l'opposizione siriana è stata controllata direttamente da Washington. Prima, la stimata rivista militare Jane’s Defence Weekly lo ha affermato nel suo articolo "Esposte dettagliatamente le spedizioni di armi USA ai ribelli siriani" ha dichiarato che le forniture USA all'opposizione siriana con armi e munizioni dall'Europa Orientale e ha osservato che questi fatti sono stati riconosciuti quasi ufficialmente dal Senato USA.

Nel corso degli ultimi cinque anni, la sola Ucraina ha venduto in Siria quasi 615.000 armi leggere. Ma è curioso che i suoi clienti ufficiali non siano dei paesi del terzo mondo, ma grandi società occidentali come Hire & Fire, IZH Impex Inc, Waffen Schumacher GmbH, BVS, spol. Sro – tutte che acquistano armi sovietiche in massa. Nel solo 2012 l'americana Hire & Fire ha compiuto un acquisto di 90.000 fucili sovietici. Questo è quasi sufficiente ad armare quattro divisioni, ed in un anno soltanto.

I rapporti sulle armi USA acquistate forniti dal SOCOM mostrano che ha pagato almeno 27 milioni di dollari per armi bulgare e 12 milioni di dollari per armi e munizioni serbe nel periodo dal 2014 al 206 che si è ritenuto dovevano essere utilizzate per operazioni clandestine in Siria. Dal dicembre 2015 il SOCOM ha commissionato tre navi cargo per trasportare 4.700 tonnellate di armi e munizioni dai porti di Costanza in Romania e di Burgas in Bulgaria al Medio Oriente.

L'industria della difesa del Montenegro ha già esportato 250 tonnellate di munizioni e 10.000 lanciagranate in Arabia Saudita dall'agosto 2015 perché fossero contrabbandate in Siria. Il canale britannico SkyNews ha condotto un indagine giornalistica che è risultata nel rivelare il maggiore canale per la fornitura di armi dall'Ucraina e da alcuni paesi dell'Europa Orientale al Medio Oriente.

E' per questo che Washington ed i suoi alleati europei sono particolarmente interessati che il conflitto siriano si protragga, impedendo alla gente di godersi la pace soltanto per profittare dei loro "affari sanguinari".

Quindi dobbiamo essere preparati a che nuovi malvagi progetti vengano svelati mentre nuove comunità in Siria ed Iraq vengono liberate dei militanti, scatenati dall'amministrazione Obama e dai suoi alleati europei.

Jean Périer è un ricercatore ed analiste indipendente ed un celebre esperto di Vicino e medio Oriente, esclusivamente per la rivista online “New Eastern Outlook”