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Non sarebbe un'esagerazione affermare che la Casa Bianca ed i suoi
alleati europei hanno fatto un passo troppo lungo nel tentativo di
bloccare la vittoriosa liberazione della città di Aleppo da parte delle
forze governative siriane e della potenza aerea russa. Questo sviluppo è
stato ampiamente commentato da diversi analisti ed esperti attraverso il
globo, con alcuni di loro che pretendono che
Washington sia determinata ad impedire a
tutti i costi la distruzione completa dell'ISIS, poiché ha
creato ed allevato questo gruppo terrorista per rovesciare il presidente
siriano
Bashar Al Assad proprio come i Talebani ed al
Qaeda furono creati per combattere le truppe sovietiche in
Afghanistan nei lontani anni '80.
Alcuni giorni fa sui media bulgari sono apparsi nuovi fatti sulla
sponsorizzazione di
Washington all'ISIS, assieme
a fotografie e video fatti ad Aleppo orientale dai giornalisti di Nova
TV. La squadra è inciampata su un deposito che è stato utilizzato dai
militanti di
Jabhat al-Nusra, nel quale hanno scoperto
munizioni per
lanciarazzi multipli semoventi
BM-21 “Grad”, che portavano indicazioni
visibili di essere stati prodotti dal fabbricante bulgaro
VMZ (Vazovskaya Heavy
Machinery).
E' curioso che, nonostante il
bando alle vendite di armi in Siria, missili e proietti di produzione
bulgare cadano comunque nelle mani di terroristi. La squadra
bulgare ha indicato che le munizioni sono state fornite da una azienda
nota come
Arcus
di Lyaskovets, mentre
tutte le etichette erano scritte in bulgaro.
Da allora il canale consulta degli esperti militari e questi ultimi
hanno già dichiarato che con le munizioni che i terroristi avevano era
possibile continuare a combattere per altri due anni.
In luglio, il rapporto presentato dalla Rete Balcanica di
Giornalismo Investigativo
(BIRN)
e dal Progetto di
Investigazione della Corruzione e del Crimine Organizzato
(OCCRP)
hanno dichiarato che sono state
contrabbandate dai Balcani al Golfo Persico ed gli stati che confinano
con la Siria migliaia di armi leggere e caricatori di munizioni. I dati
sull'esportazione di armi, riferisce l'ONU, il tracciamento di aeroplani
ed i contratti di armi esaminati durante un'indagine lunga un anno
rivelano come le munizioni
sono state mandate ad est da Bosnia, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Montenegro, Slovacchia, Serbia
e Romania.
I trafficanti di armi
dell'Europa orientale hanno procurato risorse dei loro paesi e negoziato
da intermediari la vendita di munizioni da Ucraina e Bielorussia,
tentando anche di ottenere sistemi anticarro di fabbricazione sovietica
acquistati dal Regno Unito. Robert Stephen Ford,
l'ambasciatore USA in Siria nel
periodo dal 2011 al 2014, ha raccontato alla BIRN ed all'OCCRP che il
traffico viene coordinato dalla Central Intelligence Agency
(CIA) degli USA, dal MIT della
Turchia e dalle monarchie del Golfo attraverso centri in Giordania e
Turchia.
E' stato riportato che dei paesi europei riforniscono Arabia
Saudita, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Turchia di migliaia di fucili
d'assalto, mortai, lanciarazzi, armi anticarro e mitragliatrici pesanti,
il cui valore totale ammonta a 1,2 miliardi di euro, che finiscono tutti
nelle mani dei terroristi in Siria e Yemen,
contribuendo all'ulteriore
intensificazione di questi conflitti.
Numerosi paesi hanno riferito come i fornitori di armi ai
terroristi cerchino di usare le loro fonti nei media per
negare il proprio ruolo nell'assistere
i militanti in Siria. Tuttavia, secondo il New York Times, un autorevole funzionario
croato durante una visita a Washington nell'estate del 2012 ha
offerto di aprire gli arsenali del suo
paese, dopo di che Zagabria ha stabilito un contato con i sauditi, che
hanno finanziato gli acquisti mentre la CIA ha fornito il supporto
logistico per il trasferimento delle armi croate.
Nel loro rapporto,
BIRN
e OCCRP hanno
specificato che l'acquisizione di un ammontare significativo di armi da
guerra dai paesi dell'Europa Centrale ed Orientale per l'opposizione
siriana è stata controllata direttamente da
Washington.
Prima,
la stimata rivista militare
Jane’s Defence Weekly lo ha affermato nel suo
articolo "Esposte dettagliatamente le spedizioni di armi USA ai ribelli
siriani" ha dichiarato che le forniture USA all'opposizione
siriana con armi e munizioni dall'Europa Orientale e ha osservato che
questi fatti sono stati riconosciuti quasi ufficialmente dal Senato USA.
Nel corso degli ultimi cinque anni, la sola Ucraina ha venduto in
Siria quasi 615.000 armi leggere. Ma è curioso che i suoi clienti
ufficiali non siano dei paesi del terzo mondo, ma grandi società
occidentali come
Hire & Fire, IZH Impex Inc, Waffen
Schumacher GmbH, BVS, spol. Sro – tutte che acquistano armi
sovietiche in massa. Nel solo 2012 l'americana
Hire & Fire ha compiuto un acquisto di
90.000 fucili sovietici. Questo è quasi sufficiente ad armare quattro
divisioni, ed in un anno soltanto.
I rapporti sulle armi USA acquistate forniti dal SOCOM mostrano che
ha pagato almeno 27 milioni di dollari per armi bulgare e 12 milioni di
dollari per armi e munizioni serbe nel periodo dal 2014 al 206 che si è
ritenuto dovevano essere utilizzate per operazioni clandestine in Siria.
Dal dicembre 2015 il SOCOM ha commissionato tre navi cargo per
trasportare 4.700 tonnellate di armi e munizioni dai porti di Costanza
in Romania e di Burgas in Bulgaria al Medio Oriente.
L'industria della difesa del
Montenegro ha già
esportato 250 tonnellate di munizioni e 10.000 lanciagranate in
Arabia Saudita dall'agosto 2015 perché fossero contrabbandate in Siria.
Il canale britannico
SkyNews ha condotto un indagine giornalistica che è
risultata nel rivelare il maggiore canale
per la fornitura di armi dall'Ucraina e da alcuni paesi dell'Europa
Orientale al Medio Oriente.
E' per questo che
Washington ed i suoi alleati europei sono
particolarmente interessati che il conflitto siriano si protragga,
impedendo alla gente di godersi la pace soltanto per profittare dei loro
"affari sanguinari".
Quindi dobbiamo essere preparati a che nuovi malvagi progetti
vengano svelati mentre nuove comunità in Siria ed Iraq vengono liberate
dei militanti, scatenati dall'amministrazione Obama e dai suoi alleati
europei.
Jean Périer è un ricercatore ed
analiste indipendente ed un celebre esperto di Vicino e medio
Oriente, esclusivamente per la rivista online “New
Eastern Outlook”
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