DALLA GRECIA: "SIAMO IN UNA GUERRA CIVILE..."
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La seguente dichiarazione della resistenza, opposizione, insurrezione greca è senza pari: "Siamo in una guerra civile.." Qui alcune riprese TV del recente sciopero generale in Grecia, qualcosa che, per nessuna ragione affatto, non vedremo MAI negli USA: (Nota: Potrebbero esserci alcuni secondi di pubblicità precedenti il video dello sciopero): http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/7775065.stm Quindi, ultimo ma non meno importante, semplicemente ristamperò un estratto dal blog di qualcun altro piuttosto lungo e collegherò al loro blog di seguito all'estratto: Una società che si rifiuta di ammettere la realtà (invettiva personale) "Per cominciare con una sconfessione necessaria,non sono improvvisamente diventato un analista politico. Al contrario, la mia conoscenza della teoria politica è molto limitata e o troppo libresca o troppo fumettistica, in più sembro non sempre comprendere e/o omettere alcuni dettagli importanti. Quindi, se scegliete di leggere quanto segue, non date nulla per scontato - fate le vostre ricerche e formatevi le vostre opinioni, non prendetele da me. (Molto più importante: invece di leggere l'intero discorso enfatico sotto, leggete le traduzioni che in esso indico, quegli articoli sono realmente perspicaci). Quelli che necessitano di vedute generali e di rapporti sommari su ciò che sta succedendo possono trovarne un paio qui, qui ed altrove (seguite i collegamenti attorno). La maggior parte di questi sono compilati da persone al momento non in Grecia, che significa che non sono resoconti dei fatti di testimoni oculari ma piuttosto selezioni di tali resoconti, analisi politiche e brevi storie. Vi sono certe cose che sono divenute chiare - e non solamente a me - nell'ultimo paio di giorni; secondo la mia opinione, possono essere ricapitolate lungo le linee di "un segmento rappresentativo della gioventù si ribella; lo stato ed i mass media restano nel rifiuto di ammettere la realtà". Perché una cosa, il mito sponsorizzato dallo stato che l'agitazione è dovuta ai "soliti consueti ignoti" ed a "circostanze speciali" prevalenti nel quartiere di Exarchia è crollato con un forte fragore: K. Raptis ha fatto qui un lavoro straordinario, in un articolo scritto già domenica (!) (cerca sotto una traduzione; l'originale è qui). (Come lettore occasionale di quotidiani greci, posso attestare che questo livello di lucidità di pensiero - e di onestà - non è un evento comune nei circoli giornalistici greci). Lo stesso è vero per l'analisi di S. Kouloglou martedì mattina presto (cerca una traduzione sotto; l'originale qui) - entrambe correttamente, ritengo, hanno identificato questo come la punta di un iceberg: nascosta sotto la superficie, la rabbia reale, molto-molto reale alimentava le prime reazioni. Inoltre, era chiaro dall'inizio che la rivolta non riguardava nemmeno particolarmente gli anarchici o la sinistra o come volete chiamarli; questo è un altro mito (anche qui sponsorizzato dallo stato e dai mass media) che semplicemente non tiene. Infatti, in larga misura non riguardava nemmeno questi gruppi che altri gruppi di cittadini, nonostante la sentimentalmente carica piazza centrale di Exarchia si assumesse nella storia: gli attacchi alla stazione di polizia eseguiti eseguiti esclusivamente da studenti medi (particolarmente l'attacco di domenica a Thessalonica), le 5.000 persone che ieri manifestavano a Patra contro la violenza della locale polizia che operava fianco a fianco con i neonazisti (neonazisti! onestamente, potete fasciarvi la testa su questo?), i rapporti riguardanti anziani cittadini che lanciavano limoni alla squadra antisommossa o di un anziano con le stampelle in piedi faccia a faccia con la squadra antisommossa o di qualcuno in giacca e cravatta a ricuperare un quindicenne dalla presa della polizia, tutti questi testimoniano che la gente comune sente come un'infamia il modo in cui la tratta il proprio stato che ha poco a che fare con le affiliazioni politiche (o l'assenza di queste). Il fatto che gli anarchici e la sinistra siano riamasti coinvolti in questo potrebbe ben essere perché questa gente comprende la solidarietà (e spesso ha un cuore) come pure conosce bene la brutalità e la repressione poliziesca. Fossero anche altri membri del PASOK (in Grecia il partito di centro) non spietati strateghi o impauriti membri della classe media (secondo la loro posizione nel partito), potrebbero avere partecipato ugualmente bene alle manifestazioni, dal momento che questo assassinio li colpisce quanto chiunque altro. Il governo, invece, cerca - proprio fino a questo momento - di incolpare di tutto questo una o l'altra teoria della cospirazione: dalla dichiarazione del ministro dell'interno P. Pavlopoulos "immaginare è una cosa e la realtà è un'altra" (avesse sostituito 'realtà' con 'contenuto' avrebbe potuto almeno avere fatto domanda per il premio per la Più fuorviata citazione situazionista) alla dichiarazione di K. Karamanlis su (non menzionate) forze politiche che stimolano agitazione (corretto; come gli assassini del suo partito, membri della squadra Kalampokas - cerca sotto per lo sfondo-, che secondo quanto riferito sono stati individuati di nuovo in azione a Patrasso) ed la mia personale favorita: P. Pavlopoulos che sostiene - lunedì sera! - che il governo ha reso sicura la città; un giornalista che chiede, non prendendosi il fastidio o non riuscendo a nascondere lo sdegno nella propria voce, come sia possibile che sostenga una cosa simile in un momento in cui il presidente della repubblica deve passare la notte nel palazzo presidenziale perché non è per lui sicuro essere trasportato indietro a casa; la risposta di P. Pavlopoulos: sostengo che la città è sicura perché è sicura. Ciò non è soltanto per l'ovvia tautologia; persino la sua prima frase è difettosa, come se il problema fosse il fottuto governo! Il centro viene saccheggiato e questo babbeo è capace di pensare solamente al suo governo! Bush Jr. è stato insultato sulla ora infame foto di lui che guarda in modo sprezzante New Orleans dal suo aereo subito dopo il disastro di Katrina; potete persino immaginarlo apparire e difendere il suo governo senza una parola su ciò che quel governo realmente ha fatto o farà per soccorrere quelli colpiti? Ciò che è fondamentalmente così interessate su questa intera situazione, se vi sedete indietro e pensate ad essa oziosamente (e da una certa confortevole prospettiva di classe media), è esattamente la suddetta ignominia: un quindicenne viene ucciso, la gente scende instrada - risultato immediato: la gente viene brutalmente malmenata. (Ricordate il corrispondente di radio SKAI che domenica si è infuriato mentre osservava molteplici uomini della squadra antisommossa malmenare un quindicenne nel centro di Atene invece di arrestarlo; ricordate le sue parole: "Non hanno imparato nulla! Nulla!") La gente ha inondato ancora le strade; non soltanto è stata ancora percossa, la polizia decide di collaborare con lo stato ombra (si, i neonazisti!) ed i mass media decidono di chiamare questi ultimi dei "cittadini infuriati" - come se fossimo di nuovo negli anni '50 e '60! In aggiunta: i poliziotti tirano fuori le pistole e le puntano ai dimostranti, mentre ancora altri poliziotti sparano in aria - chiaramente un ragazzo morto non è ancora abbastanza (no, non HANNO imparato nulla!). Il procuratore distrettuale che, a quanto pare, pensa di assolvere quelli responsabili dell'"incidente della pentola di argilla" (cercate per esso sotto), propone che alle guardie speciali sia consentito andare liberi. Lunedì sera, il governo invia il chiaro messaggio ai saccheggiatori che nessuna repressione è programmata per martedì pomeriggio - risultato immediato: quella stessa sera, il centro città è saccheggiato ad un grado che fa pensare alla gente a Los Angeles nel '92. Inoltre, vi sono un sacco di fotografie di "incappucciati" inclusi nelle forze di polizia (si, credo che questi siano gli stessi cappucci che hanno frantumato la roba nel centro città; avete una spiegazione migliore? Ha la polizia una spiegazione migliore? Se ce l'ha, qual'é?) e roba ancora più sbalorditiva, come: il ministro dell'interno tutto sorrisi fuori onda (o almeno quando pensa di essere fuori onda) ed ancora di più: la notte dell'assassinio, il ministro dell'istruzione S. Stylianidis (che, secondo la mia opinione, è perfettamente inidoneo per qualsiasi posto attinente agli affari educativi) se la spassa fuori una sera (anche il duro dovere: in un locale con musica dal vivo); il giorno successivo, assiste ad una partita di calcio, e questo rimane ancora la punta dell'iceberg. Ricordate che, soltanto nell'ultimo anno e mezzo, la gente che vive nel paese ha attraversato: (a) incendi di boschi, che hanno lasciato .... acri di foreste carbonizzate e circa 100 morti; (b) la rivelazione che il ministro della cultura (ha) G. Voulgarakis è divenuto miliardario dal giorno alla notte (in realtà, negli ultimi 4 anni); (c) la stessa replica del ministro alla domanda di un presentatore (vagamente equivalente a "garantito che ciò che ha fatto era legale, era anche etico"?) che etico è identico a legale; in un paese dove non ricordo di nessun ministro che sia stato accusato da un tribunale di corruzione/affarismo, ciò equivale a etico è identico a realizzabile: se potete riuscire, fate benissimo; (d) un immenso scandalo che coinvolge funzionari (secondo rapporti alti nella gerarchia) che concedono vaste quantità della proprietà dello stato alla chiesa (la stessa chiesa che si rifiuta persino di riassumere il proprio patrimonio - molto meno rivelarlo - e che è esente da tasse, sebbene i funzionari della chiesa siano pagati dallo stato greco); (e) lo scandalo Siemens, dove è stato rivelato che proprio quasi tutti quelli influenti, sia nell'ND che nel PASOK (i due maggiori partiti politici in Grecia), ricevevano bustarelle, e, poiché non si può ottenere qualcosa in cambio di niente, la Siemens riceveva un trattamento preferenziale negli affari di stato - più o meno come pagare meno tasse ed intascare l'ammontare netto. Infine, come hanno messo in evidenza tra gli altri S. Kouloglou e K. Raptis (come ha rilevato anche L. Fabius; vedi sopra), tutte queste faccende (che hanno monopolizzato le prime pagine per settimane di seguito e perciò erano assai visibili) sono accadute in un paese dove le persone nei 20 anni sono occupate (semmai lo sono) ad un salario iniziale basso di 660 euro (per esempio, Atene è molto più costosa di Berlino e forse paragonabile ad Amsterdam - a parte almeno per l'abitazione). Senza benefici sociali e forse senza ferie - certamente senza prospettive; spesso costrette ad andare incontro ai loro datori di lavoro a metà strada e prendere invece parte con contanti ai suoi contributi per la sicurezza sociale/pensione. Risultato immediato? Che altro: persone che alloggiano con i genitori fin nei loro 30 anni; persone estremamente impaurite di laurearsi, poiché le loro prospettive sono zero; persone che muoiono dal desiderio di entrare nel settore dei pubblici funzionari, cioè nel conto del governo (in un paese dove quel particolare settore è già coperto); persone che entrano in quel settore come dipendenti temporanei e passano anni (letteralmente) aspettando il loro salario. Come, allora, si può essere sorpresi che queste persone si siano ribellate? Ogni singola risposta del governo agli eventi degli ultimi giorni ha aggiunto la beffa al danno, tanto come l'umiliazione che devono provare molti greci leggendo il loro giornale della domenica preferito o accendendo la loro TV e leggere/vedere le stesse persone che li condannano alla precarietà accumulare fortune immense che sottovalutano i cittadini che sono stati eletti a rappresentare. (So che questo è ciò che mi ha fatto aggiungere 'occasionale' alla mia autodescrizione 'lettore di quotidiani greci' - quel sentimento che ho di qualche corrotto, spietato, insaziabile bastardo che si rivolge a me attraverso le pagine e mi ride in faccia tutte le volte che leggo di affari multimilionari e li confronto con email che ricevo da amici che vivono in Grecia). Nel frattempo, a quanto pare i leader del resto d'Europa hanno voltato la testa a sud per valutare la situazione. Il primo ministro K. Karamanlis, che oggi è a Bruxelles, secondo quanto riferito ha conferito con i suoi pari riguardo la possibilità che i tumulti si spargano al resto d'Europa. S. Kouloglou ha scritto, ancora una volta, un eccellente articolo in relazione a questa questione (cerca sopra una traduzione). Quelli che si sono concentrati per protestare all'Aia (e, come ho appreso ieri, anche a Parigi e forse pure altrove) avevano tempo per osservare la reazione dei mass media e decifrare quel che osservavano: almeno una squadra TV all'Aia, almeno un'intervista con un giornalista a Parigi (riguardo il fatto che l'ambasciatore non si è neppure degnato di incontrare i contestatori) - risultato netto: zero tempo televisivo nel primo caso (e soltanto sporadiche, rinsecchite menzioni dell'incidente nei quotidiani locali che attribuivano la marcia soltanto ai greci; non vogliamo piantare idee bizzarre nei sudditi della regina, no?), nessuna menzione dell'incidente dell'ambasciatore nel secondo. Ancora peggio, il quotidiano conservatore olandese NRC Handelsblad ha pubblicato alcuni articoli che erano semplicemente rivoltanti - campione rappresentativo (ultimo paragrafo): "Gli hooligans [è una venerabile tradizione dei quotidiani olandesi svuotare ogni persona che protesti di qualsiasi ideologia chiamandola hooligan] hanno provocato, negli ultimi giorni, danni per approssimativamente un miliardo di euro. 3.000 sono esposte alla perdita del posto di lavoro, perché i negozi [dove lavorano] devono cessare o trasferirsi. Durante questo mese di grandi celebrazioni, alcuni temono di perdere un quarto del loro giro d'affari. Nel frattempo, gli stessi dimostranti urlano dell'economia che si contrae". Una logica proprio olandese, davvero: lavora, vieni pagato, vivi felicemente, lascia prendere le grandi decisioni a quelli che ne sanno di più [recentemente i governi del Benelux hanno salvato Fortis, che costa 11 miliardi di euro; difficilmente qualcuno ha mostrato un segnale di vergogna]. Hanno tralasciato il penoso fatto che in Grecia la gente non viene affatto pagata abbastanza per vivere felicemente - la Grecia non è l'Olanda: informatevi. Con sollievo, alcuni mass media stranieri cominciano ad informarsi. Chiaramente i precedenti tentativi non sono venuti a puntino: sto ancora ridendo per l'articolo della BBC; non che sia così male, ma qualcuno crede veramente che la spiegazione "la ribellione è impressa profondamente nella psiche greca" definisca la questione una volta per tutte? Suona bene, ma è adatta per un romanzo, non per un'analisi politica. Altri rappresentavano ancora più sciattamente, riproducendo la propaganda di stato (per esempio, lunedì tutti i giornali olandesi che facevano menzione dei tumulti), si concentravano sul numero dei poliziotti feriti (CNN) e naturalmente assolutamente tutti interpretano assolutamente tutto in termini economici (dopo tutto questa è l'agenda moderna - l'economia provvede allo scenario, fine). Bene, quest'ultima tendenza non lascerà nessun rapporto molto presto, ma almeno pare che i giornalisti stiano facendo i compiti un po' di meglio, concentrandosi su cosa si trova sotto al lancio di pietre ed alle massicce dimostrazioni - persino all'NRC qualcuno si è alzato dalla poltrona e ha deciso di approfondire il fenomeno del G700 (noto al resto del mondo come precarietà). Allo stesso tempo, potrebbe essere che la mobilitazione assuma una forma più (?) strategicamente efficace, con una dichiarazione dal Politecnico che impieghi delle richieste politiche (cerca una traduzione sotto) ed occupazioni di stazioni radio e TV; è difficile dire, e pare che metà della sinistra si rallegri del fatto che la rivolta non abbia avuto nessun leader, mentre l'altra metà del fatto che si sviluppi una strategia (non dimenticate che il movimento greco è piuttosto frammentato). Ci siamo, torniamo ad alcune traduzioni.." Il testo suddetto è preso dal seguente: http://tapesgoneloose.blogspot.com/ karlmarx |
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