UN JIHADISTA DELLO ZIO SAM

La vera storia di Abu Musab Al Zarqawi

 

16 giugno 2006

 

 

Una delle ragioni per la quale l'amministrazione USA ha fabbricato numerose storie su Zarqawi e la cosiddetta "al Qaeda in Iraq", oltre che per screditare la Resistenza irachena e nascondere i veri mandanti degli squadroni della morte agli ordini di americani ed iraniani, è per distogliere l'attenzione dalla verità storica sul jihadista giordano. Recenti rapporti hanno fornito ulteriori informazioni sul ruolo di Abu Musab al Zarqawi nella vasta operazione clandestina iniziata dalla Central Intelligence Agency contro l'Unione Sovietica in Afghanistan.

Secondo rapporti dell'intelligence giordano forniti dall'Associated Press di Amman, Ahmad Fadil Al Khalaileh aka Abu Musab al Zarqawi è stato incarcerato negli anni '80 per stupro, sebbene non siano disponibili dettagli aggiuntivi. Evidentemente verso i 20 anni, i locali lo ricordano soprattutto come un pio giovane ritiratosi dalle scuole superiori, era in cerca di una carriera e finì per trovare la strada per l'Afghanistan negli ultimi anni della guerra jihadista contro i sovietici e successivamente nella guerra civile in quel paese.

In realtà, non sappiamo neppure se sia veramente la persona ritratta nelle diverse fotografie circolate in questi anni. Pare che l'unico che abbia visto delle sue foto sia il giornalista americano Dahr Jamail, che lo scorso anno, alla ricerca delle radici del personaggio a Zarqa, in Giordania, ha incontrato un uomo che afferma di avere combattuto con lui in Afghanistan all'inizio degli anni '90 e che gli ha mostrato delle immagini dei due prese a Peshawar, in Pakistan, ed in altri posti simili alle Filippine. In nessuna di queste foto tuttavia vi è qualcuno somigliante allo Zarqawi che ci viene proposto dai media.

Recenti rapporti hanno fornito ulteriori informazioni sul periodo di Zarqawi in Afghanistan ed oltre. In Pakistan si trovava alla "Baitushuhada" (Casa dei martiri) nell'area residenziale di Hayatabad. Questa 'safe house' era gestita dal Fratello Musulmano giordano Abdullah Azzam, come parte dell'operazione CIA. Fino al suo assassinio nel 1989, Abdullah Azzam era una "risorsa della CIA" ed a metà degli anni '80 viaggiò in lungo e in largo negli Stati Uniti per reclutare volontari per la jihad, ma la sua base era a Peshawar, dove organizzava i combattenti arabi. (v. art. "La Jihad amerikana in Europa")

Nel 1989 Azzam rimase ucciso a Peshawar nell'esplosione di una autobomba assieme a due dei suoi figli. Alcuni ritengono che la sua uccisione venne ordinata da al Zawahiri. Se quest'ultimo era coinvolto, potrebbe avere avuto delle divergenze con i suoi gestori della CIA. Infatti, la CIA ha mantenuto legami operativi per anni con "il n° 2 di al Qaeda" (cioè la rete militante islamica al servizio degli USA) Ayman al Zawahiri dopo il ritiro dei sovietici. Appena poche settimane dopo l'11/9, il suo fratello più giovane, comandante di "al Qaeda" responsabile per le operazioni nei Balcani, venne sorpreso a dirigere un campo di addestramento per il KLA-NLA nel settore del Kosovo occupato dagli USA. Le sue reclute erano dirette in Macedonia. A Skopje, in Macedonia, nell'area densamente popolata da albanesi di Gazi Buba, comparve un video che predicava le "virtù del martirio" ed iniziava con sanguinose riprese della guerra dei mujahedin in Afghanistan.

Zarqawi passava la maggior parte del tempo a scrivere per una rivista araba, Al Bonian Al-Marsoos, che era di proprietà dal professore wahhabita Abdurrab Rasul Sayyaf e dallo stesso diretta, capo dell'Unione Islamica per la liberazione dell'Afghanistan, che fa parte dell'Alleanza del Nord. Questi, che è stato il "mentore" di Zarqawi e Khalid Sheikh Mohammed (la cosiddetta "mente" degli attentati dell'11/9), era anche uno dei "terroristi buoni" dell'Alleanza del Nord. Non si è praticamente mai discusso della decisione di inviare truppe, sia USA che NATO, per difendere l'Alleanza del Nord. Sia i talebani che i signori della guerra dell'AdN davano rifugio ad "al Qaeda". Dunque, secondo la logica della favola ufficiale dell'11/9, si potrebbe argomentare che l'AdN ha legami più diretti all'11/9 di quanti ne avessero i talebani.

Khalid Sheikh Mohammed si gettò nella jihad afgana subito dopo il diploma. Visitando per la prima volta il Pakistan all'inizio del 1987, viaggiò fino a Peshawar, dove suo fratello Zahid lo presentò al famoso mujiahid afgano Abdul Rasul Sayyaf, capo del Hizbul-Ittihad El-Islami (Partito dell'Unione Islamica). Sayyaf divenne il mentore di KSM e gli procurò addestramento militare al Campo Sada dello stesso Sayyaf. KSM afferma di avere quindi combattuto contro i sovietici e di essere rimasto al fronte per tre mesi (anche lo stesso Osama bin Laden ha combattuto in Afghanistan nel gruppo dei mujahideen di Sayyaf) prima di venire invitato ad eseguire mansioni amministrative per Abdullah Azzam.

Nel 1992 KSM passò un periodo a combattere a fianco dei mujahideen in Bosnia ed a sostenere l'impresa con donazioni finanziarie. Dopo essere ritornato per breve tempo in Pakistan, portò la sua famiglia in Qatar, dietro suggerimento dell'ex ministro degli affari islamici di quel paese, Sceicco Abdallah bin Khalid bin Hamad al Thani. KSM si sistemò in Qatar come ingegnere di progetto presso il ministero delle risorse elettriche ed idriche. Sebbene durante il suo impiego al ministero si fosse impegnato in lunghi viaggi internazionali, molti di questi in appoggio ad attività terroristiche, KSM mantenne il posto fino agli inizi del 1996.

Nel gennaio del 1996, ben consapevole che ufficialmente le autorità USA gli correvano dietro, lasciò definitivamente il Qatar e fuggì in Afghanistan, dove ripristinò la sua relazione con Rasul Sayyaf.

 

Se KSM avesse lavorato come ingegnere per il regime di Saddam Hussein e se avesse utilizzato l'Iraq come base per "attività terroristiche", avremmo sentito richieste della testa di Saddam Hussein su un piatto d'argento. Ma, come l'Alleanza del Nord, il Qatar è un alleato degli USA nella cosiddetta "guerra al terrorismo". Per non parlare dello status del Kuwait di "alleato" degli USA, considerato che KSM e suo fratello hanno usato per anni il Kuwait come una base per la raccolta di fondi per "al Qaeda". La loro "associazione di beneficenza" faceva parte della rete SAAR per il riciclaggio del denaro sporco per conto di al Qaeda in Virginia, negli USA. Khalid Sheikh Mohammed e suo fratello maggiore Zahed diressero le operazioni del Lajnat al-Dawa a Peshawar. L'organizzazione gemella del Lajnat al-Dawa, la Lajnat al-Alam, nel rapporto CIA del 1996 era classificata come sostenitrice dei campi di addestramento dei mujahedeen arabi in Bosnia. Il nuovo direttore della CIA, Michael Hayden, aveva l'incarico di soprintendere al contrabbando di armi ai mujahideen in Bosnia, chiudendo così un occhio, o tutti e due, sul flusso di armi e uomini verso "al Qaeda" nei Balcani nel periodo 1994-95.

 

E' stato a Peshawar che lo Sceicco Omar Abdul Rahman (altro personaggio chiave della Jihad Amerikana) fu coinvolto con gli ufficiali dei servizi segreti USA e pakistani che stavano orchestrando la guerra. Secondo uno di loro, i circa sessanta uomini della CIA e delle Forze Speciali lì basati lo consideravano una "risorsa preziosa", non curandosi del suo messaggio anti-occidentale e di incitamento alla guerra santa perché volevano che collaborasse ad unire i gruppi di mujahideen.

Mentre svolgeva il suo compito, favorì i due gruppi più anti-occidentali e fondamentalisti, uno guidato da Gulbuddin Hekmatyar e l'altro dal prof. Abdurrab Rasul Sayyaf che, come lo sceicco, aveva ottenuto un dottorato all'Università di al Azhar del Cairo. Un personaggio spaccone, spesso coperto da manti di tessuto fatto in casa, Sayyaf aveva insegnato all'Università di Kabul, ma la sua base di potere all'interno dell'Afghanistan era limitata. Nondimeno, soprattutto perché era un aderente alla puritana scuola wahhabita dell'Islam (la scuola dominante in Arabia Saudita), Riyadh lo finanziò generosamente.

Bin Laden operava strettamente con i servizi segreti sauditi e con il principe Salman, il governatore di Riyadh, nel finanziamento della jihad ed infine arrivò a Peshawar come mujiahid egli stesso. Lì aiutò Gulbuddin Hekmatyar e lo sceicco Omar Abdul Rahman e collaborò con le forze di Abdurrab Rasul Sayyaf.

 

E' in questo ambiente che Zarqawi ha ricevuto la sua inoculazione alla jihad. Durante questo periodo entrò in contatto con un altro radicale giordano, Isam Al Barqawi alias Abu Muhamad Al Maqdassi, e si trasformò in un salafita, cioè wahhabita, radicale. Nel 1992 Zarqawi e Maqdassi ritornarono in Giordania dove il primo fondò la Baitul Imam (Casa della guida) per riabilitare i giordani che tornavano dalla guerra afgana, formando così la sua organizzazione con coloro che combatterono nelle operazioni dei mujahideen della CIA. Prima della conquista USA dell'Iraq, è emerso un rapporto sul "Kurdistan iracheno", cioè la "no-fly zone" settentrionale pattugliata da USA e Gran Bretagna, secondo il quale un gran numero di kurdi iracheni affiliati all'Ansar al-Islam, compresi dei capi importanti, si consideravano veterani della guerra afgana. Avevano passato del tempo in Afghanistan, inizialmente combattendo contro i sovietici negli anni '80.

 

Secondo fonti ufficiali, dopo il ritorno in Giordania nel 1992 venne arrestato quando le autorità giordane gli trovarono in casa delle armi. Subito dopo la sua liberazione nel 1999, partì ancora per il Pakistan. Quando il suo visto pakistano arrivò a scadenza, invece di tornare in Giordania, dove si aspettava di essere arrestato a causa della sua sospetta partecipazione ad un complotto terroristico (il cosiddetto Millennium Plot per far esplodere il Radisson SAS Hotel di Amman, riguardo il quale comunque la versione ufficiale è molto dubbia), entrò in Afghanistan.

"Fonti dell'intelligence" riferiscono che al Zarkawi stava combattendo, venendo pure ferito, contro le forze USA in Afghanistan quando iniziarono la loro campagna poco dopo l'11 settembre 2001 e che, dopo l'invasione USA,  lasciò il paese con i suoi uomini e si trasferì prima a Shakai nel Waziristan meridionale, in Pakistan, e quindi in Iraq. In realtà, a quell'epoca (2001) il suo gruppo dell'Ansar al-Islam era nella "no-fly zone" per combattere contro Saddam Hussein.

 

La versione ufficiale narra che nel 2001 ricevette del denaro da al Qaeda per organizzare la propria unità terrorista per possibili operazioni in Israele. E' bene ricordare che anche Azzam, uno dei fondatori di Hamas, ed altri leader dei mujahideen in Afghanistan erano palestinesi. Per esempio, quando ancora adolescente, il palestinese Abu Zubaydah combattè contro i sovietici in Afghanistan a fianco di Osama bin Laden. Aveva l'incarico di portare reclute al Campo Khalden, dove l'addestramento comprendeva i metodi che i consiglieri americani avevano introdotto negli anni '80.

 

Quindi, Zarqawi spostò la sua base operativa a Herat, in Afghanistan, dove entrò pure in contatto con i terroristi kurdi e così si collegò all'Ansar al-Islam. Costituì cioè la sua rete dalla regione di Herat in Afghanistan, attraverso l'Iran e fino al "Kurdistan iracheno", che si trova nella "no-fly zone" settentrionale pattugliata da USA e Gran Bretagna.

 

A Herat, nel 2000, Zarqawi mise in piedi un campo di addestramento ricevendo rifornimenti e finanziamenti da "al Qaeda" e dai suoi contatti in Oriente, inizialmente per addestrare dei giordani. Mentre "al Qaeda" per ricevere reclute e distribuire membri addestrati aveva utilizzato la via di Karachi, in Pakistan, la manovra di Herat di Zarkawi istituiva una nuova rotta attraverso l'Iran. Dal momento che gli iraniani controllavano aggressivamente il confine Iran-Afghanistan, Zarkawi dominava alla perfezione l'arte dell'infiltrazione, secondo gli esperti ufficiali, clandestina e del viaggio all'interno dell'Iran. Creò gradualmente una rete in Iran ed oltre fin dentro l'Iraq, innanzitutto nel nord kurdo per mezzo dei suoi contatti sia nel movimento islamico del Kurdistan che nelle sue fazioni, come l'Ansar al-Islam, in Iraq. Dal 2001 ha ottenuto il controllo di diversi gruppi regionali fornendo addestramento e supporto logistico. Alcuni di questi gruppi, come l'Ansar al-Islam guidato dal mullah Krekar (poi fuggito in Norvegia), avevano vaste reti in Europa ed in Nord America.

 

La regione di Herat in Afghanistan è una zona di influenza storica dell'Iran. L'"emiro" di questa regione, il signore della guerra favorito dell'Iran, Ismail Khan, era considerato decisamente uno dei più prominenti e validi comandanti contro i sovietici durante la jihad afgana. Questa eredità di combattimento gli dava qualcosa in comune con i capi dell'Ansar al-Islam. Il fondatore di Ansar al-Islam, il mullah Krekar, aveva chiesto aiuto ad Osama bin Laden nella lotta contro Saddam Hussein. Krekar disse che era stato un attacco chimico dell'esercito iracheno (in realtà un incidente provocato dagli iraniani) nel 1988 che uccise 5.000 persone nella città kurda di Halabja che lo spinse a cercare finanziamenti da bin Laden. E' per questo motivo che l'Ansar al-Islam costituì la sua piccola colonia in stile talebano proprio presso l'Iran nella "no-fly zone" sotto la protezione degli aeroplani USA e britannici. L'Ansar al-Islam era lì per combattere la sua jihad contro Saddam Hussein.

 

Gli USA, l'Iran e l'Ansar al-Islam erano tutti ossessionati dall'idea di sbarazzarsi di Saddam Hussein. Nel dicembre del 2002, il premier giordano Ali Abu Ragheb disse che Zarqawi si nascondeva nel "Kurdistan iracheno" ed aveva dei contatti con l'Ansar al-Islam, ma la CIA n questa area stava addestrando i guerriglieri kurdi e questi stessi gruppi kurdi avevano legami con l'Iran. Il "presidente" iracheno Jalal Talabani era il capo del PUK, con stretti rapporti sia con la CIA che con i servizi segreti iraniani. Durante la guerra Iran-Iraq del 1980-1988, le milizie kurde guidate da Talabani e da Mustafa Barzani combattevano a fianco degli iraniani e contro i soldati iracheni. Il segretario di stato USA Colin Powell, nella sua presentazione al Consiglio di Sicurezza del febbraio 2003, affermò che Saddam Hussein e Zarqawi collaboravano nella direzione di una fabbrica di armi chimiche, localizzata poi nel villaggio di Khurmal nel terrirorio di un altro gruppo, il Komala Islami Kurdistan. In realtà, ed è stato personalmente accertato da giornalisti del London Observer, questa fabbrica non è mai esistita ed erano gli USA, Zarqawi ed altri capi di Ansar al-Islam che collaboravano contro l'Iraq.

 

Infatti, Powell ed il suo capo Presidente Bush parevano pensare che fossimo troppo stupidi per leggere una mappa e vedere che Zarkawi ed il suo gruppo Ansar al-Islam avevano messo su il loro "hotel" nella "no-fly zone" settentrionale pattugliata da USA e GB, non nel territorio controllato da Saddam Hussein. Quindi, la domanda pleonastica è: chi c'era dietro la "rete terrorista" nell'Iraq settentrionale, Baghdad oppure Washington? Anche la storia inventata dalla propaganda USA di Saddam Hussein è l'Iran insieme in un "asse del male" anti-americano era intesa a trarre in inganno l'opinione pubblica. Erano l'Iran e gli USA alleati contro l'Iraq.

 

Ma quelli dell'Ansar al-Islam erano gli estremisti tra gli estremisti ed entrarono in combattimento contro altri gruppi kurdi, il che non era conforme ai loro standard "talebani". Appena prima dell'invasione USA dell'Iraq, l'Ansar al-Islam era sopravvissuto alla sua utilità e, in quel momento, venne attaccato dalle forze USA. L'Ansar al-Islam era quindi stato costituito fin dall'inizio per essere poi in seguito eliminato, doveva praticamente fungere da pretesto nel multiforme contesto dell'aggressione all'Iraq. Non si sa se il vero Abu Musab al Zarkawi sia morto nel bombardamento della base di o se sia ancora vivo, quel che è certo è che da quel momento la verità storica sul personaggio è stata rivoltata in funzione della psyop del Pentagono che ne è seguita.

 

Gli americani si sono infatti sempre serviti sia di sunniti che di sciiti per raggiungere i loro obiettivi geostrategici, l'unica cosa decisiva è che siano dei fondamentalisti. Anche quella di al Zarqawi nemico degli sciiti è una frottola. Infatti, per mettere su il campo di addestramento di Herat venne aiutato da Saif al-Adel, che viene ritenuto un personaggio chiave in una alleanza tattica tra "al Qaeda" e l'Hezbollah, trascendendo la tradizionale divisione tra i musulmani sciiti in Libano ed i musulmani sunniti che formano la cosiddetta "al Qaeda" (cioè la rete militante islamica che ha combattuto in vari fronti la jihad per conto degli USA). Questo fece di Saif Al-Adel una utile "risorsa" dell'intelligence USA. Sia Hezbollah che "Al Qaeda" si unirono alla jihad in Bosnia, coordinati da agenti del Pentagono, e furono poi trasferiti in Kosovo ed in Macedonia.

 

Ci hanno sempre detto che Zarqawi era concentrato contro gli americani in Iraq, nonché contro gli sciiti. L'amministrazione Bush non ha mai spiegato cosa facesse Abu Musab al Zarqawi nella "no-fly zone settentrionale". Non hanno neppure mai spiegato come centinaia di guerriglieri dell'Ansar al-Islam potessero riversarsi in questo posto dopo il settembre 2001, quando questa "no-fly zone" era sotto il costante controllo delle pattuglie aeree USA e britanniche e dei satelliti di sorveglianza USA.

 

Forse a questa domanda poteva rispondere l'imam milanese Abu Omar, sotto inchiesta proprio perché arruolatore per conto dell'Ansar al-Islam, ma degli agenti americani lo hanno fatto provvidenzialmente sparire dall'Italia con uno dei loro "rendition flights", utilizzati sembra, nel più classico stile CIA, anche per il narcotraffico.

 

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Mentre il vero Abu Musab al Zarqawi è "scomparso" ed il personaggio della psyop è stato ritirato dalla scena, la propaganda continua, vi sono i crimini contro l'umanità da coprire e gli indici di gradimento di una banda di criminali da far risalire, e ci viene detto che il successore logico per guidare il gruppo di al Zarqawi sarebbe l'egiziano Abu Hamza al Muhajer aka Abu Ayyub al Masri. Masri avrebbe stretti collegamenti con in numero due di bin Laden, Ayman al Zawahiri, sin dal suo coinvolgimento nella Jihad Islamica egiziana nel 1982. L'organizzazione, guidata da al Zawahiri, è un'altra filiazione della Fratellanza Musulmana, da lungo tempo compromessa con i servizi segreti occidentali.

 

Al Masri ed al Zarqawi si sarebbero incontrati al campo di addestramento al Farooq in Afghanistan, dove al Masri operava come istruttore specializzato in esplosivi. Tuttavia, non è esattamente una coincidenza, mentre arrivano nuove informazioni su Zarqawi, che sentiamo di nuove invenzioni. Il campo di addestramento al Farooq è saltato fuori in molti casi di deportazioni a Guantanamo, dove sono stati fatti sparire e così messi a tacere molti nomi del database, il che ci porta diritti fino ai gradini della CIA.

 

 

Freebooter 2006