I VISCIDI

Meglio un vero nemico che un falso amico

Appunti per il 19 marzo

 

 

Il 19-20 marzo 2005, a due anni dall'invasione USA dell'Iraq, vi sarà una mobilitazione mondiale per protestare contro la guerra e per il ritiro delle truppe della "coalizione". Inutile qui ritornare su principi e fatti dei quali si è già ampiamente trattato, quali il diritto dei popoli alla sovranità nazionale ed all'autodeterminazione, il diritto di resistenza con qualsiasi mezzo all'occupazione militare, la violazione del diritto internazionale e di tutte le convenzioni nonché la sistematica violazione dei diritti umani da parte degli occupanti e dei loro alleati.

 

Marciare, cantare, esporre bandiere, contarsi ecc. è certamente utile, ma non è certo sufficiente ad ostacolare i progetti dei guerrafondai e smascherare le loro menzogne (essi sono infatti i primi a parlare di "pace"!), cioè non basta per ottenere il ritiro delle truppe ed un cambiamento radicale di politica necessario per evitare future guerre di aggressione e di conquista, che certamente sono già in programma, se non addirittura in stadio avanzato di preparazione.

Per raggiungere questi obiettivi è soprattutto necessario esporre le serpi che si annidano nel movimento contro la guerra e togliere loro il veleno.

 

Il modello utilizzato dall'imperialismo USA è sempre lo stesso: fabbricazione del pretesto, campagna di propaganda, aggressione. Non è certo un modello nuovo, né è stato inventato da loro, ma bisogna sottolineare che nella fabbricazione di pretesti gli americani sono dei maestri ed il loro apparato propagandistico è onnipresente ed efficacissimo. Al suddetto modello si deve però ancora aggiungere un altro elemento, fondamentale: l'infiltrazione e la manipolazione del movimento pacifista, che negli USA, per esempio, ha portato i veri pacifisti a cadere nella trappola della farsa elettorale con il motto "Chiunque fuorché G.W. Bush", insabbiando il movimento nelle paludi di criminali guerrafondai come J. Kerry.

 

Nel nostro paese la tecnica per immobilizzare il movimento contro la guerra è la medesima: dirottare lo stesso verso l'opposizione fasulla alla guerra ed all'occupazione. L'"attivismo" della "opposizione" è uno slogan vuoto, dettato da scopi elettoralistici e nel migliore dei casi è meramente un modo per salvare le coscienze della gente senza dover pensare o fare nulla. Questi "pacifisti" sono gli stessi che hanno collaborato attivamente all'aggressione alla Jugoslavia ed a quella all'Afghanistan, che ricalcano il modello dell'imperialismo USA e sono del tutto simili a quella all'Iraq, una costante nella storia degli Stati Uniti.

 

Queste serpi sono quelli che cercano risoluzioni, naturalmente favorevoli ai disegni degli USA, del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, di intervento armato dello stesso, in nome della cosiddetta "comunità internazionale", come se non sapessero che l'ONU ormai è praticamente uno strumento degli imperialisti americani, come ben sa il popolo iracheno.

Le serpi sono quelli che non denunciano i crimini di guerra, a partire dal crimine supremo della guerra preventiva, compiuti dagli americani e che, al contrario, li coprono, come nel caso del "tiro al piccione" contro i giornalisti indipendenti, facendo pure finta di ignorare chi siano i soli ad avere interesse ad eliminare chi potrebbe rivelare al pubblico occidentale i crimini di guerra commessi dalle truppe della "coalizione".

Le serpi sono quelli che dicono di temere la guerra civile di religione in Iraq se tutti gli invasori si ritirassero, ben sapendo che in Iraq non esiste alcuna divisione e che gli unici a volere lo scontro "etnico" sono i neocolonialisti USA, che cercano di provocarlo in tutti i modi. Infatti, l'unico effetto certo del ritiro degli occupanti sarebbe la fuga dei loro fantocci, in Iraq come in Afghanistan.

Le serpi sono quelli che farneticano di "elezioni importanti e democratiche" in Iraq, ma anche in Afghanistan, facendo finta di non sapere che sono anche esse un crimine ed una farsa e che pregano (letteralmente, come fa il Vaticano) gli USA di rimanere per "pacificare il paese" e portarlo alla "democrazia" e che predicano contro la "violenza" da qualunque parte provenga.

Le serpi sono coloro che giustificano tutto ciò che sta avvenendo e sconvolgendo il mondo come frutto della cosiddetta "spirale guerra-terrorismo", perpetuando così la menzogna della "guerra al terrorismo" e nascondendo al pubblico che le guerre ed il terrorismo sono gli ingredienti di un progetto di dominazione mondiale iniziato da diversi decenni e che potrebbe condurre rapidamente all'apocalisse nucleare. Infatti. la principale menzogna che coprono è quella riguardo agli attentati dell'11/9/2001, il perno della nuova fase di espansione imperiale.

Le serpi sono anche quelli che, in modo del tutto servile e fuori luogo, quando parlano della guerra dicono "quel libero paese" riferendosi agli USA ed elogiano la "democrazia" americana, ben sapendo che negli USA la democrazia è solamente una mascherata retorica e che gli americani sono liberi come gli animali in uno zoo, che le "elezioni" USA sono una farsa, per giunta truccata. Queste serpi fingono di ignorare che, in Iraq od altrove, gli USA si sono sempre comportati allo stesso modo che con i nativi americani: distruzione, genocidio e rapina.

 

Queste serpi sono strumenti della propaganda imperialista. Senza il loro attivismo da stile di vita dei "buoni sentimenti", la "democrazia" occidentale è una forma di palese tirannia. Essi forniscono una illusione addolcita e tranquillizzante per le masse prive di diritti. La loro funzione è di trascinare il movimento contro la guerra in un tunnel senza uscita.

 

L'unico modo per porre fine all'occupazione USA dell'Iraq è la resistenza popolare contro la stessa. La Resistenza irachena sa che è sola e che deve dipendere dalle sue risorse. Cambiare questo stato di cose deve essere compito di un movimento pacifista autentico, il quale deve quindi appoggiare attivamente la legittima lotta di liberazione del popolo iracheno.

Per sconfiggere l'imperialismo degli USA e dei suoi ascari, al sostegno alla Resistenza bisogna affiancare una intensa campagna di informazione, diretta anche contro i media controllati, complici di crimini di guerra, che esponga i collegamenti delle diverse amministrazioni americane e dei loro alleati non solo con il terrorismo cosiddetto domestico (di destra e "sinistra") ma anche e soprattutto con il terrorismo islamico. Le prove esistenti confermano ampiamente che, sin dai tempi della guerra fredda, il governo USA ha protetto la rete terroristica islamica in quanto strumento della propria politica estera.

E' quindi necessario criminalizzare lo Stato, esponendo i legami degli USA e dei suoi satelliti con il terrorismo, delegittimando così i governanti e le viscide serpi travestite da pacifisti.

La sola cosa che tutti questi temono è infatti la delegittimazione, le marce ed i girotondi gli fanno solamente il solletico.

 

 

Freebooter 2005