Il Venezuela accusa la DEA di essere un "cartello della droga"
Martedė 8 maggio 2007
|
Mérida, 8 maggio 2007 (venezuelanalysis.com) Il governo venezuelano ha ieri risposto alla critica della Zar della droga degli Stati Uniti John Walters secondo il quale il Venezuela non coopera con gli Stati Uniti nella lotta contro la droga sostenendo che la Drug Enforcement Agency USA č un "cartello della droga". Il governo venezuelano ha respinto le dichiarazioni di Walters, affermando che gli USA hanno l'intenzione di danneggiare la reputazione del Venezuela e di intervenire nei suoi affari. John Walters, che č direttore dell'Ufficio per la Politica di controllo sulla droga nazionale a Washington, ha reso la dichiarazione in un'intervista la scorsa settimana alla rivista colombiana Semana. Ed oggi a Bruxelles, Walters ha fatto ulteriori dichiarazioni sul Venezuela ad una riunione con l'Unione Europea e la NATO su questioni relative alla droga. Walters ha avvertito di un problema crescente con la cocaina che entra in Europa da Sud America ed in particolare dal Venezuela. "Il Venezuela sta guadagnando importanza per i narcotrafficanti", ha detto lo Zar della droga USA. "Vi sono voli da aeroporti legali per Santo Domingo e Haiti. Le spedizioni marittime sono fatte partire da diversi punti della costa venezuelana". Ma il governo ha respinto le pretese fatte da Walters, affermando che č stato un tentativo per screditare gli sforzi antidroga in Venezuela. Il ministro dell'interno Pedro Carreņo ha avvisato che le recenti dichiarazioni sono un nuovo tentativo per intervenire in Venezuela con l'intenzione di collocare basi militari sul territorio venezuelano. "Gli Stati Uniti instaurano accordi di cooperazione nella lotta contro il traffico di droga attraverso la cooperazione economica in modo che possano pių tardi imporre la presenza di basi militari sotto con il pretesto della cooperazione", ha detto ieri Carreņo. Carreņo ha respinto qualsiasi possibilitā di permettere l'intervento delle autoritā USA in Venezuela per combattere il traffico di droga e ha accusato la Drug Enforcement Agency (DEA) USA di costituire il loro "cartello della droga". Secondo Carreņo, quando il Venezuela due anni fa terminō la sua cooperazione con la DEA, osservō che l'agenzia USA trafficava in droga per il paese. "Faceva una grande quantitā di spedizioni di droga con il pretesto di controllarli e non eseguiva arresti o stroncava i cartelli", ha spiegato Carreņo. Ha detto: "Siamo stati in grado di determinare la presenza di un nuovo cartello della droga nel quale la Drug Enforcement Agency degli Stati Uniti monopolizzava le spedizioni di narcotici". Carreņo ha assicurato che le forze di sicurezza venezuelane sono pronte ad accogliere le informazioni che gli Stati Uniti possano offrire per detenere i trafficanti di droga del paese, ma ha affermato che il Venezuela "non permetterā loro di eseguire operazioni nel nostro territorio". "Il Venezuela č un paese libero ed indipendente che ha le sue forze armate nazionali e le sue forze di sicurezza per fornire protezione al nostro paese e non lasceremo che qualche altra forza armata venga dal nostro governo e ci imponga la presenza di basi militari", ha dichiarato Carreņo. Il presidente venezuelano Hugo Chávez ha ordinato la fine della cooperazione del paese con la DEA nel 2005, dichiarando che alcuni membri dell'agenzia stavano infiltrando l'intelligence governativa ed erano una minaccia alla sicurezza del paese. Da allora, Washington ha fatto ripetute accuse sul traffico di droga in Venezuela, affermando che la mancanza di cooperazione permette che la droga passi attraverso il paese e negli Stati Uniti. Comunque, il governo venezuelano vede queste dichiarazioni come un tentativo per obbligarlo a permettere l'intervento degli USA nel paese. Il Venezuela insiste che, se il governo degli Stati Uniti č sinceramente interessato a combattere le droghe, dovrebbe guidare con l'esempio e proteggere i suoi confini dalle droghe illegali. "Proprio come chiedono al Venezuela di fare voli a bassa quota con la scusa che questa č una rotta del narcotraffico, dovrebbero utilizzare la loro aviazione per voli a bassa quota nel loro spazio aereo", ha detto Carreņo. Carreņo ha suggerito che, invece di continuare il presunto programma anti-droga Plan Colombia, gli Stati Uniti "dovrebbero azionare un Plan Washington, New York, o Miami in modo che volino a bassa quota nel loro spazio aereo e si prendano cura della loro costa e del loro confine perché l'85% delle droghe prodotte in America Latina vanno negli Stati Uniti". Proprio come hanno suggerito altri paesi sudamericani, il Venezuela insiste che gli Stati Uniti potrebbero combattere al meglio la produzione di droga in America Latina abbassando la domanda di droghe all'interno degli Stati Uniti. "Secondo la legge del mercato, se si riduce la domanda si riduce la produzione", ha detto Carreņo.
|
![]()