"Democracy Now" e i media alternativi "progressisti":
preziosi capi tifoseria per imperialismo e guerre
di Finian Cunningham
Global
Research, 13 luglio 2012
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Da quasi 16 mesi l
E' stata assecondata ed effettivamente fabbricata ogni possibile campagna diffamatoria contro il governo Assad. Dalla presunta uccisione di civili innocenti da parte delle forze armate nazionali, alla perpetrazione di massacri da parte di milizie pro-governative, ad autobombe autoinflitte in centri urbani dai servizi segreti di Assad, alle irresponsabili abitudini d'acquisto della moglie del presidente. Russia Today, Press TV, Der Spiegel e Frankfurter Allgemeine Zeitung, l'Agenzia Stampa del Vaticano (Agenzia Fides), per nominarne alcuni, sono state delle onorevoli eccezioni nel giornalismo dei media mainstream per avere comunicato un'immagine più precisa di ciò che realmente accade all'interno della Siria – dimostrando che i "contestatori" sono lungi dall'essere dei civili pacifici e che gran parte della violenza deriva in realtà da mercenari appoggiati dagli occidentali, dai turchi e da arabi che hanno infiltrato il paese. Mentre i fatti della violenza in Siria appoggiata da USA e NATO diventa più evidente e più difficile da nascondere a causa del volume assoluto di coinvolgimento clandestino, il pubblico occidentale è giustamente diventato più scettico su quello che le imprese dei media mainstream gli sta raccontando. Effettivamente, la vistosa disinformazione e le menzogne che vengono vendute come giornalismo sono intese sempre più come spregevoli. Il massacro di Houla del 24 maggio è un esempio calzante. La BBC ed altre imprese dei media mainstream si sono dimostrate estremamente errate nella loro ressa iniziale per incolpare le forze del governo siriano dell'atrocità quando sono lentamente emerse le prove che più probabilmente era l'orrenda opera dei mercenari appoggiati dagli occidentali. A maggior ragione è più inquietante quando un servizio di notizie presumibilmente informato ed alternativo, Democracy Now, propaga questa flagrante disinformazione – più di sei settimane dopo che è avvenuto il massacro e dopo che sono state riportate delle prove che puntano in modo convincente ad esecutori appoggiati dagli occidentali. Il 9 luglio, la Goodman ha trasmesso un'intervista con Rafif Jouejati, portavoce di un gruppo di opposizione siriano chiamato Comitati di Coordinamento Locale Siriano, con sede a Washington DC. Nonostante crescenti prove di operazioni coperte occidentali, turche e saudite-qatari, la Goodman ha dato briglia libera al suo ospite per rigurgitare la litania di calunnie dei media mainstream sulla Siria. Senza un accenno di scetticismo dalla Goodman, il suo ospite ha affermato:
Veramente? La maggioranza del paese impegnata in una rivoluzione popolare libertà, democrazia e dignità? Questo suona più come la fantasiosa immaginazione di qualcuno basato al sicuro a Washington DC. Per contrasto, le fonti in Siria hanno confermato che la gente è terrorizzata dalle bande armate dagli occidentali che corrono follemente nelle comunità, rapiscono, assassinano, espellono le famiglie dalle loro case e bruciano completamente i locali delle aziende. Secondo il Rapporto della Missione degli Osservatori della Lega Araba trapelato, che era stato inizialmente commissionato dalla Lega Araba su richiesta di Washington: "A Homs, Idlib e Hama, la Missione degli Osservatori è stata testimone di atti di violenza che vengono commessi contro forze governative e civili che sono risultate in diversi morti e feriti. Esempi di questi atti includono il bombardamento di un autobus civile, che ha ucciso otto persone e feritone altre, comprese donne e bambini, ed il bombardamento di un treno che portava nafta. In un altro incidente a Homs, un autobus della polizia è stato fatto saltare in aria, uccidendo due agenti. Sono stati anche fatti esplodere una conduttura di carburante ed alcuni piccoli ponti".
"Questi incidenti includono il
bombardamento di edifici, di treni che trasportano carburante, di
veicoli che trasportano nafta ed esplosioni che prendono a bersaglio
poliziotti, elementi dei mass media e condutture di carburante.
Alcuni di questi attacchi sono stati eseguiti dall'Esercito Siriano
Libero ed alcuni da altri gruppi di opposizione armata".
(League of Arab States Observer Mission to Syria,
Report of the Head of the League of Arab States Observer Mission to
Syria for the period from 24
December 2011
to 18 January 2012, Ironicamente, queste osservazioni su risultati di
fatto della Missione degli Osservatori
della LA, sono andate contro gli interessi dei suoi padrini
occidentali. Sono state appena riportate dai media mainstream)
"Coloro uccisi erano quasi esclusivamente
di famiglie che appartengono alle minoranze alawita e sciita di
Houla. Più del 90% della popolazione di Houla è sunnita. Diverse
dozzine di membri di una famiglia che si erano convertiti dall'Islam
sunnita a quello sciita sono stati massacrati. Anche dei membri
della
Shomaliya, una famiglia alawita, sono
stati uccisi, come è stato
per la famiglia di un membro sunnita del parlamento siriano che
viene considerato un collaborazionista. Immediatamente seguente al
massacro, si suppone che gli esecutori abbiano filmato le loro
vittime e quindi le abbiano presentate come vittime sunnite in dei
video postati su internet". (Neue Erkenntnisse zu Getöteten von Hula.Abermals
Massaker in Syrien, Frankfurter
Allgemeine Zeitung, 7 giugno 2012 tradotto dal
tedesco,
Il rapporto del FAZ sopra citato echeggia i resoconti di testimoni raccolti dai rifugiati della regione di Houla da membri del Monastero di S. Giacomo a Qara, Siria. Secondo fonti del monastero citate dall'esperto olandese di Medio Oriente Martin Janssen, dei ribelli armati hanno assassinato "intere famiglie alawite" nel villaggio di Taldo nella regione di Houla. E' inoltre significativo il rapporto di Der Spiegel (29 marzo 2012) intitolato "Un carnefice dei ribelli siriani racconta la sua storia". Un sistema di "brigate sepoltura" per quelli giustiziati conferma un processo organizzato di omicidio di massa e di uccisioni extragiudiziarie. Questa singola "brigata sepoltura", secondo la testimonianza del carnefice, è stata responsabile dell'esecuzione arbitraria di 350-400 persone, inclusi "prigionieri" e "traditori". I "traditori" sono civili sunniti all'interno delle zone occupate urbane e rurali, che esprimono la loro opposizione al dominio di terrore dell'Esercito Siriano Libero (FSA): "Dalla scorsa estate, abbiamo giustiziato poco meno di 150 uomini, che rappresentano circa il 20% dei nostri prigionieri", dichiara Abu Rami. ... Ma i carnefici di Homs sono stati più indaffarati con i traditori all'interno delle loro fila che con i prigionieri di guerra. "Se prendiamo un sunnita a spiare, oppure se un cittadino tradisce la rivoluzione, facciamo in fretta", afferma il combattente. Secondo Abu Rami, dall'inizio della rivolta la brigata sepoltura di Hussein ha messo a morte tra 150 e 200 traditori". (Der Spiegel, 29 marzo 2012) L'Agenzia Stampa del Vaticano Fides conferma in larga misura che le "forze di opposizione" appoggiate dagli occidentali piuttosto che il governo di Al Assad sono responsabili di innumerevoli atrocità: "A Homs, chiamata la 'città martirizzata', le forze dell'opposizione hanno occupato due aree, Diwan Al Bustan and Hamidieh, dove si trovano tutte le chiese e le diocesi", ha raccontato a Fides l'archimandrita. "Per noi il quadro – continua – è desolazione assoluta: la chiesa di Mar Elian è mezza distrutta e quella di Nostra Signora della Pace è ancora occupata dai ribelli. Le case dei cristiani sono gravemente danneggiate a causa dei combattimenti e completamente svuotate degli abitanti, che sono fuggiti senza portare nulla. La zona di Hamidieh è ancora rifugio di gruppi armati indipendenti l'uno dall'altro, pesantemente armati e finanziati da Qatar e Arabia Saudita. Tutti i cristiani (138.000) sono fuggiti a Damasco ed in Libano, mentre altri hanno preso rifugio nella campagna circostante.
Di fatto, i soldati siriani continuano ad
affrontare dei combattenti stranieri, mercenari libici, militanti
libanesi del Golfo, afgani, turchi. "I militanti salafiti sunniti
- dichiara il
vescovo
- continuano a
commettere crimini contro i civili o a reclutare con la forza dei
combattenti. I fanatici estremisti sunniti stanno combattendo
fieramente una guerra santa, specialmente contro gli alawiti. Quando
i terroristi cercano di controllare l'identità religiosa di un
sospetto, gli chiedono di citare le genealogie che risalgono a Mosè.
E chiedono di recitare una preghiera che gli alawiti hanno
eliminato. Gli alawiti non hanno nessuna possibilità di uscirne
vivi".
Agenzia Fides,
Agenzia di Stampa del Vaticano, 4
giugno 2012)
Nell'intervista tra la
Goodman e la sua ospite (le cui fonti
descrive come appartenenti ad una famiglia in precedenza allineata
con il governo siriano),
Bashar Al Assad è stato ritratto come un leader
impazzito che è in diniego sui massacri
– massacri, come abbiamo osservato,
che sono più probabilmente stati attuati dalle squadre della morte
appoggiate dagli occidentali, come confermato da numerosi rapporti. Assad è stato assurdamente descritto come colpevole di crimini molto peggiori degli ex governanti egiziano e libico Hosni Mubarak e Muammar Gheddafi. Quindi, l'"alternativo" Democracy Now trasmette questa dichiarazione del presunto portavoce dell'opposizione come se fosse una normale conversazione:
Finian Cunningham
è corrispondente di Global Research per il Medio Oriente e l'Aafrica Orientale
cunninghamfinian@gmail.com
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