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Recentemente è stato pubblicato sul
New York Times
un articolo che discute che gli USA e la Turchia hanno concordato di
creare in Siria una 'zona sicura'. Specificamente l'articolo affermava
che il piano era di avere "una zona libera dello Stato Islamico
controllata da ribelli siriani relativamente moderati,
che i turchi sostengono potrebbe essere anche una 'zona sicura' per
i siriani dislocati".
Ora, ignorando il fatto che questa è ovviamente una grave
violazione della sovranità dello stato siriano, con questo vi sono
alcuni problemi, come pure maggiori implicazioni.
Per cominciare, la Turchia sostiene attivamente l'ISIS. Nel
novembre del 2014,
Newsweek ha pubblicato un'intervista
con un ex membro dell'ISIS nella quale ha dichiarato che ha "viaggiato in
febbraio
in un convoglio di camion come parte di un'unità dell'ISIS dalla
sua roccaforte di Raqqa, dall'altra parte della frontiera turca,
attraverso la Turchia e quindi indietro attraverso la frontiera per
attaccare i kurdi siriani nella città di
Serekaniye nella Siria settentrionale" e che i comandanti hanno
raccontato a lui e ad altri combattenti che non avevano nulla da temere
"perché vi era piena cooperazione con i turchi". Proprio il mese
successivo, Claudia Roth,
allora vicepresidente del Parlamento tedesco, ha osservato che il
governo turco stava aiutando l'ISIS.
Oltre a questo, sono già venute alla luce le informazioni su
un'incursione delle Forze Speciali USA in maggio, che mostrano prove
"innegabili" che "ufficiali turchi hanno trattato con membri di alto
grado dell'ISIS".
Il secondo problema è la speranza che prendano il controllo
della zona dei "ribelli siriani relativamente moderati". Ciò assume
che vi siano dei moderati, che non sembra essere vero, dato il fatto che
sostanzialmente gli USA hanno abbandonato l'Esercito Libero Siriano
quando hanno deciso di creare
una forza interamente nuova
di combattenti. Quindi, prima gli USA
lodavano l'FSA come
moderati. (Questo, naturalmente, non si adegua al fatto che, per
esempio, un comandante di brigata dell'FSA abbia ammesso di operare con
al Nusra ed ISIS o che un
grande beneficiario
di questa guerra all'ISIS sia al Qaeda).
Un terzo problema è che mentre la Turchia ha essenzialmente
dichiarato guerra all'ISIS, stia anche
bombardando posizioni kurde,
dovuto alla paura che ha sempre avuto dell'indipendenza kurda.
Gli USA
appoggiavano i kurdi,
tuttavia pare che ora li abbiano venduti, almeno sul fronte siriano,
allo scopo di favorire i loro obiettivi nella regione e di calmare i
nervi ai turchi.
Inoltre il Times ha riportato che "dei funzionari americani hanno
affermato che avrebbero bisogno di disporre lo stesso tipo di sistema
per richiedere attacchi aerei che le forze Operazioni Speciali americane
hanno sviluppato con successo con i combattenti kurdi nell'est della
Siria", che suona come la Libia,
dove le forze USA erano sul terreno,
ad aiutare i ribelli libici.
In aggiunta, più tardi l'articolo riferisce che "I ribelli, come pure i
loro sostenitori nell'opposizione siriana e nel governo turco,
concepiscono già il piano come un passo verso la costituzione di un'area
dove potrebbe essere impiantata un'autorità alternativa senza il timore
di un attacco da parte dello Stato Islamico o delle forze governative".
Implicando quindi che questa intera idea di una 'zona sicura' potrebbe
proprio essere realmente utilizzata come terreno di organizzazione per
consolidare forze anti-governo siriano e permettere loro di coordinare
degli attacchi.
Quello che questo compie per gli USA e di permettere loro di
continuare a mettere ancora più pressione sul governo siriano, di dare
ai turchi prevalentemente carta bianca e far loro sapere che
Washington chiuderà un occhio sul bombardamento dei kurdi e di dare agli
USA l'opzione di trasformare la situazione in un'altra Libia, tutto
mentre gli USA non devono davvero impegnarsi direttamente
in nessuna azione oltre a Forze Speciali ed attacchi aerei.
Questo intero scenario potrebbe permettere che si apra un'altra
situazione del genere Libia, dove i pali vengono spostati costantemente
finché si trovano al risultato degli USA e dei loro alleati: la caduta
del governo di Assad.
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