Gli USA hanno pianificato dal 2007 la catastrofe civile siriana
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Martedì le Nazioni Unite hanno rivelato che più di 2 milioni di siriani si sono riversati nei paesi limitrofi come rifugiati.
Ma, mentre l'ONU ed i paesi attraverso
l'occidente fingono emozione violenta sulla crescente catastrofe
umanitaria che si svolge in ed attorno alla Siria, l'obiettivo di un
violento conflitto settario e dei suoi prevedibili, catastrofici
risultati assieme agli appelli alla Siria letteralmente
"sanguinante" sono la strategia fondamentale degli interessi
particolari negli Stati Uniti, in Israele, in Arabia Saudita e nei
loro partner regionali almeno dal 2007.
Le reti dei media occidentali hanno assicurato
che una singolare narrativa di insurrezioni "pro-democrazia"
che diventano violente
davanti alla brutale oppressione del governo
siriano dopo la cosiddetta "Primavera Araba" venga diffusa
attraverso il pubblico. In realtà, i dimostranti "pro-democrazia"
sono serviti come un esile cortina fumogena dietro alla quale degli
estremisti sostenuti ed armati da stranieri sono scesi in strada e
nelle campagne della Syria per mettere in atto un bagno di sangue
settario elaborato nel corso degli anni. Qui vi è una linea
cronologica che illumina sulle vere cause dell'attuale conflitto in
Siria e sugli interessi stranieri, non il governo siriano,
responsabili delle decine di migliaia di morti e dei milioni di
dislocati durante il conflitto. 1991: Paul Wolfowitz, allora sottosegretario alla difesa, racconta al generale dell'esercito Wesley Clark che gli USA hanno 5-10 anni per "fare pulizia di quei regimi protetti dai sovietici di Siria, Iran, Iraq, prima che la prossima grande superpotenza arrivi a sfidare gli USA". Fora.TV: Wesley Clark at the Commonwealth Club of California, 3 ottobre 2007. 2001: Al generale dell'esercito USA Wesley Clark viene rivelata una trama classificata che gli USA progettano di attaccare e distruggere i governi di 7 paesi: Iraq, Siria, Libano, Libia, Somalia, Sudan e Iran. Fora.TV: Wesley Clark at the Commonwealth Club of California, 3 ottobre 2007. 2002: Il sottosegretario di stato USA John Bolton dichiara la Siria un membro dell'"Asse del male" e ha avvertito che "gli USA avrebbero agito". BBC: "US Expands 'Axis of Evil'" 6 maggio 2002. 2005: Il National Endowment for Democracy del Dipartimento di Stato USA organizza ed implementa le "Rivoluzione dei cedri" in Libano rivolta direttamente ad indebolire l'influenza siriana-iraniana in Libano a favore di agenti appoggiati dagli occidentali, in modo più evidente la fazione politica di Saad Hariri. Counterpunch: "Faking the Case Against Syria," di Trish Schuh 19-20 novembre 2005 2005: Ziad Abdel Nour, un associato di consiglieri dell'amministrazione Bush, di politici e dei media, compresi i neoconservatori Paula Dobriansky, James Woolsey, Frank Gaffney, Daniel Pipes, Joseph Farah (World Net Daily), Clifford May e Daniel Nassif di radio Al Hurra e Radio Sawa, finanziate dal Dipartimento di Stato USA, ammette: "Entrambe i regimi siriano e libanese saranno cambiati, che lo vogliano oppure no- che sia un colpo di stato militare i qualcosa altro... e ci stiamo lavorando. Sappiamo già esattamente chi saranno i rimpiazzi. Ci stiamo lavorando con l'amministrazione Bush". Counterpunch: "Faking the Case Against Syria," di Trish Schuh 19-20 novembre 2005. 2006: Israele tenta e fallisce, di distruggere Hezbollah in Libano dopo un prolungato bombardamento aereo che è risultato in migliaia di morti civili. CNN: "UN: Hezbollah and Israel agree on Monday cease-fire," 13 agosto 2006. 2007: Sul New Yorker Seymour Hersh rivela che USA, Israele ed Arabia Saudita e Hariri in Libano come pure il braccio siriano della Fratellanza Musulmana si stavano mettendo assieme, armando, addestrando e pesantemente finanziando un fronte di estremisti settari, molti dei quali avevano legami diretti ad al Qaeda, per scatenarsi in entrambe Libano e Siria. L'obiettivo era di creare e sfruttare una divisione settaria tra musulmani sunniti e sciiti. Hersh ha intervistato ufficiali dell'intelligence che hanno espresso preoccupazione sul "conflitto disastroso" che ne sarebbe risultato e sulla necessità di proteggere le minoranze etniche dalle atrocità settarie. Il rapporto indicava che gli estremisti sarebbero stati preparati logisticamente nel Libano settentrionale dove sarebbero stati in grado di attraversare avanti e indietro in Siria. New Yorker: "The Redirection," di Seymour Hersh, 5 marzo 2007. 2008: Il Dipartimento di Stato USA inizia ad addestrare, finanziare, interconnettere ed equipaggiare "attivisti" attraverso la sua "Alleanza per i movimenti giovanili" dove i futuri leader della protesta della "Primavera Araba", incluso il "Movimento 6 Aprile" dell'Egitto, sono stati portati a New York, Londra ed in Messico, prima di venire addestrati dal CANVAS finanziato dagli USA in Serbia e quindi ritornati a casa per cominciare i preparativi per il 2011. Land Destroyer: "2011 - Year of the Dupe," 24 dicembre 2011. 2009: La Brookings Institution ha pubblicato un rapporto intitolato "Which Path to Persia?" (.pdf), che ammette che l'amministrazione Bush ha "sfrattato" la Siria dal Libano senza promuovere un forte governo libanese per rimpiazzarla (p. 34), che Israele ha colpito un "nascente" programma nucleare siriano ed afferma l'importanza di neutralizzare l'influenza siriana prima che possa essere attuato qualsiasi attacco all'Iran (p. 109). Il rapporto quindi continua per descrivere nei dettagli l'utilizzo di organizzazioni catalogate come terroriste contro il governi dell'Iran, in particolare il Mujahedin-e Khalq (MEK) (p. 126) ed insorti baluchi in Pakistan (p.132). Brookings Institution: "Which Path to Persia? Options for a New American Strategy Toward Iran," giugno 2009. 2009-2010: In un un rapporto dell'AFP dell'aprile 2011, Michael Posner, l'assistente segretario di stato per i diritti umani ed il lavoro, ha ammesso che "negli ultimi due anni il governo USA ha stanziato $50 milioni per sviluppare nuove tecnologie per aiutare gli attivisti a proteggersi dall'arresto e dal procedimento giudiziario da parte di governi autoritari". Il rapporto continuava per ammettere che gli USA (enfasi aggiunta) "hanno organizzato sessioni di addestramento per 5.000 attivisti in diverse parti del mondo. Una sessione tenuta in Medio Oriente circa sei settimane fa ha raccolto attivisti da Tunisia, Egitto, Siria e Libano che sono rientrati nei loro paesi con lo scopo di addestrare i loro colleghi là. Posner ha aggiunto "Sono tornati e c'è un effetto domino". AFP: "US Trains Activists to Evade Security Forces," 8 aprile 2011.
2011: Gli
attivisti addestrati, finanziati ed equipaggiati dagli USA di Posner
ritornano nei loro rispettivi paesi attraverso il mondo arabo ed
inizia il loro "effetto domino".
Proteste, vandalismo ed incendi dolosi percorrono
rapidamente la Siria e "franchi tiratori sui tetti" cominciano ad attaccare sia i dimostranti che le forze di sicurezza
siriane,
come è documentato abbiano fatto un anno prima i
movimenti appoggiati dagli occidentali a Bangkok, Thailandia. Con una mossa iniziale simile già in svolgimento in Libia,
dei senatori USA iniziano a minacciare la Siria di un intervento militare da lungo tempo pianificato e
ricercato.
Land Destroyer: "Syria:
Intervention Inevitable," 29 aprile 2011. 2012: con l'intervento della NATO in Libia risultato in un debole regime fantoccio appoggiato dagli USA a Tripoli, perpetue lotte interne, genocidio su scala nazionale e la secessione di Bengasi nell'est, il Gruppo Combattente Islamico libico appoggiato dalla NATO (LIFG), elencato dal Dipartimento di Stato USA come organizzazione terrorista straniera (elencato al #27) inizia a mobilitare armi, denaro e combattenti per cominciare a destabilizzare la Siria. Guidato da Abdul Hakim Belhaj del LIFG, questa sarebbe stata la prima presenza confermata di al Qaeda in Siria, riempita di armi e denaro della NATO. Il Washington Post avrebbe confermato, proprio come dichiarato da Hersh nel 2007, che gli USA e l'Arabia Saudita stavano armando gli estremisti settari, ora etichettati l'"Esercito Siriano Libero". Inoltre il Post ammette che anche la Fratellanza Musulmana siriana, come affermato nel rapporto di Hersh del 2007, era impegnata ad armare ed appoggiare i combattenti estremisti. Land Destroyer: "US Officially Arming Extremists in Syria," 16 maggio 2012. 2012: Il think-tank di politica USA Brookings Institution nel suo Memorandum del Medio Oriente #21 "Assessing Options for Regime Change (.pdf)", ammette che non cerca nessun cessate il fuoco negoziato sotto il "piano di pace di Kofi Annan" dell'ONU che lasci al potere il presidente siriano Bashar al-Assad e piuttosto armerebbe i militanti, anche con la consapevolezza che non avranno mai successo, per "far sanguinare" il governo, "mantenendo debole un avversario regionale, mentre si evitano i costi di un intervento diretto". Questo rivela che la politica degli USA non considera l'interferenza USA in Siria come un imperativo morale predicato nel difendere i diritti umani, ma piuttosto per utilizzare questa falsa affermazione per esprimere aspirazioni di egemonia regionale. Land Destroyer: "US Brookings Wants to "Bleed" Syria to Death," May 28, 2012.
E, proprio quest'anno, è
stato rivelato che, nonostante la paralisi militare e politica
simulata dall'occidente circa il conflitto siriano, gli USA e la
Gran Bretagna finanziano ed armano clandestinamente gli estremisti
settari per un ammontare di miliardi di dollari e
li armano con letteralmente
migliaia di tonnellate di armamenti. Nonostante le pretese di "esaminare attentamente" le fazioni militanti
"moderate", il rilievo dei gruppi estremisti collegati ad al Qaeda
indica che la maggior parte del sostegno occidentale, riciclato
attraverso Qatar ed Arabia Saudita, viene messo deliberatamente
proprio nelle mani degli estremisti settari identificati
nell'articolo di Seymour Hersh del 2007,
"The Redirection". Il non dibattito che ha luogo ora per giustificare l'intervento militare USA in un conflitto che loro stessi hanno cominciato e hanno intenzionalmente perpetuato, è su se siano state usate armi chimiche a Damasco il 21 agosto 2013 - nemmeno su "chi" le abbia impiegate. La debolezza dell'argomento degli USA ha visto un contraccolpo senza precedenti sia attraverso la popolazione mondiale che la comunità diplomatica globale. E nonostante soltanto il 9% del pubblico americano sostenga un intervento militare in Siria, sembra che il Congresso sia pronto non soltanto a dare luce verde ad "attacchi limitati", ma potrebbe approvare una più ampia intensificazione militare.
Anche i Nasrallah ha affermato di credere che l'obiettivo del presidente Bush fosse di "una nuova mappa della regione. Vogliono la partizione dell'Iraq. L'Iraq non è sull'orlo di una guerra civile—vi è una guerra civile. C'è la pulizia etnica e settaria. Le uccisioni quotidiane ed lo spostamento che hanno luogo in Iraq mirano a realizzare tre parti irachene, che saranno settarie ed etnicamente pure come preludio alla partizione dell'Iraq. Entro uno o due anni al massimo, ci saranno zone totalmente sunnite,zone totalmente sciite e zone totalmente kurde. Anche a Baghdad vi è il timore che possa essere divisa in due zone, una sunnita ed una sciita". Ha continuato, "Posso affermare che il presidente Bush mente quando dice che non vuole che l'Iraq sia diviso. Tutti i fatti che succedono ora sul terreno assicurano che stia trascinando l'Iraq alla partizione. E verrà il giorno che dirà, 'Non posso fare nulla, poiché gli iracheni vogliono la partizione del loro paese ed io rispetto i desideri del popolo dell'Iraq'".
Sarebbe difficile per chiunque guardare dall'altra parte verso il paesaggio sfregiato della Siria di oggi e non vedere che questa orrenda cospirazione è stata attuata in pieno. I media occidentali stanno ora informando il pubblico della possibilità di una Siria spartita, echeggiando gli avvertimenti di Nasrallah anni fa. Gli obiettivi di un attacco militare USA sarebbero di "degradare" le capacità del governo siriano mentre rinforzerebbe le legioni terroriste che ancora operano entro e lungo le frontiere della Siria. Ciò di cui siamo oggi testimoni in Siria è il risultato diretto di una cospirazione documentata, non da un "brutale regime siriano" che "opprime" il proprio popolo, ma di USA, Israele ed Arabia Saudita che radicalizzano, armano e scatenano un'ondata settaria che sapevano bene in anticipo avrebbe causato atrocità, genocidio, spostamenti in massa ed anche la partizione geopolitica della Siria ed oltre. La destabilizzazione intenzionale della regione è intesa ad indebolire il Libano, la Siria, l'Iran ed l'Iraq - e persino l'Arabia Saudita, il Qatar, la Giordania ed altri - per realizzare ciò che le esaurite, impotenti forze USA ed israeliane non potrebbero realizzare. L'intervento militare ora cerca di far pendere la bilancia di una regione già traballante.
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