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Wayne MADSEN | 27.05.2016 |

Reso ovvio il sostegno di Zio Sam al terrorismo

 

 

Lo scoop dell'agenzia di notizie McClatchy che Labib al-Nahhas, il direttore affari esteri siriano dell'alleato di al Qaeda Ahrar ash-Sham, nel dicembre 2015 ha Washington, DC avrebbe dovuto creare un enorme clamore politico in un anno di elezioni presidenziali.

Tuttavia, il fatto che l'amministrazione Obama frequenti dei terroristi alleati di al Qaeda e dello Stato Islamico in Siria, Iraq, Yemen, Libia ed in altri paesi ha ottenuto poca o nessuna cronaca nei media americani. Più incredibilmente, Ahrar ash-Sham, che, assieme al Fronte al Nusra in maggio ha massacrato 19 musulmani alawiti nel villaggio siriano di Zara, non viene definito un gruppo terrorista dal Dipartimento di Stato USA.

Il fatto semplice è che dal direttore della CIA John Brennan al consigliere per la sicurezza nazionale Susan Rice, al capo del Comando Centrale USA generale Joseph Votel ed al presidente della Commissione Servizi Armati del Senato senatore John McCain, l'amministrazione Obama ed i repubblicani che controllano il Congresso hanno frequentato i terroristi islamisti. Questi gruppi hanno incluso quelli che hanno giustiziato degli americani e che contribuiscono a finanziare e pianificare attacchi terroristici contro i civili intorno al mondo. La visita di al-Nahhas a Washington segue una lunga tradizione del governo degli USA che si associa con i mujahideen sunniti (chiamati «muj» dai loro sovrintendenti della CIA), i jihadisti ed i salafiti che è cominciata con il sostegno agli insorti musulmani in Afghanistan ed è continuato con la fornitura di addestramento militari ed armi ai guerriglieri arabi sunniti in Iraq.

Votel, che in maggio ha fatto visita alla Siria settentrionale, non è il primo funzionario USA che è entrato in Siria per una riunione per «acquistare conoscenza» dei ribelli armati jihadisti, che è stata camuffata da «missione per indagare sui fatti». In maggio del 2013, il senatore McCain è entrato in Siria settentrionale e si è incontrato con un uomo che assomiglia fortemente al capo dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (ISIL) Abu Bakr al-Baghdadi. Più il personale di McCain e dei suoi apologeti neoconservatori hanno cercato di pretendere che l'uomo non fosse al-Baghdadi, ma un comandante non identificato della Brigata Tempesta del Nord, un gruppo collegato al praticamente inesistente Esercito Libero Siriano, più le menzogne di McCain e dei neocon sono divenute evidenti. I rapporti da Damasco, Baghdad, Tehran e delle organizzazioni dei media di Hezbollah a Beirut hanno tutti confermato che la CIA, assieme alla forza di Difesa Israeliana, stava fornendo attivamente armi, addestramento e supporto logistico all'ISIL ed alle unità alleate in Siria e nell'Iraq occidentale.

Da quando Zbigniew Brzezinski, il fervidamente antirusso e nazionalista estremista polacco consigliere per la sicurezza nazionale del presidente del presidente Jimmy Carter, iniziò ad addestrare ed armare i sunniti pashtun ed  i combattenti arabi jihadisti più radicali che riuscì a trovare per combattere l'esercito sovietico n Afghanistan,, la CIA ed il Pentagono hanno mantenuto una relazione problematica con il radicalismo islamista. Il termine della CIA ampiamente utilizzato,  «vampata di ritorno», è l'unica parola che possa adeguatamente descrivere quello che la decisione di Brzezinski è costata agli Stati Uniti ed al mond civilizzato.

Il reclutamento da parte della CIA di combattenti jihadisti da una parte all'altra del Medio Oriente negli anni 1980 era così furioso che Michael Springmann, vice console USA a Jeddah, ha riferito che gli era stato ordinato da funzionari residenti della CIA al consolato di concedere i visti per gli USA a degli individui che Springmann ha dichiarato erano reclute jihadiste di Osama bin Laden. Durante le operazioni militari della CIA in Afghanistan, Bin Laden era un fidato e molto apprezzato alleato degli USA. Per avere denunziato dei visti per al Qaeda, Springmann è stato licenziato dal Dipartimento di Sato.

Nel dicembre 1986 un rapporto della CIA precedentemente segreto concluse che i fondamentalisti musulmani «ben istruiti» ed «urbani» erano le fila migliori dai cui reclutare un «leader carismatico» capace di galvanizzare «un giacimento non sfruttato di potenziali fondamentalisti» delle «classi inferiori». Sia in Afghanistan negli anni 1980 che in Siria oggi, riguardo a Bin Laden e Al-Baghdadi. la CIA e i suoi soci al Pentagono hanno seguito il modello CIA del 1986. Questi non sono che alcuni ignobili esempi della «realpolitik» di Brzezinski, di Henry Kissinger e dell'attuale direttore della CIA John Brennan nella condotta della politica estera americana per quasi quattro decenni.

Il rapporto della CIA dichiarava inoltre che nel 1986, con la maggior parte dei siriani che  «beneficiava» del governo della famiglia Assad, era «improbabile che il fondamentalismo radicale ottenesse un forte appiglio in Siria». Il sostegno degli USA alla «Primavera Araba» in Siria ha cambiato tutto questo e la destabilizzazione della Siria principalmente da parte di agitatori stranieri ha visto la conseguente erosione del sostegno popolare al governo siriano, specialmente tra le tribù sunnite vicine alla porosa frontiera con l'Iraq.

Entro il 1986 alcuni radicali islamisti che erano stati reclutati per partecipare alla  «jihad» contro l'Unione Sovietica n Afghanistan avevano commesso la loro giusta porzione di ciò che il Pentagono chiama «danni collaterali». Questi compresero nel 1981 l'assassinio del presidente egiziano Anwar Sadat ed i segnali iniziali di agitazione in Egitto, Giordania, Tunisia e Pakistan con i jihadisti ritornati di recente dall'Afghanistan che si scontravano con la polizia in manifestazioni di strada tenute al Cairo, Tunisi ed i diverse città pakistane.

I problemi finanziari provocati dai banchieri occidentali del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale e delle società d'investimento di Wall Street e della City di Londra causarono gli stadi iniziali di sconvolgimento nel mondo arabo. Il 30% degli ingegneri esperti della Giordania ed un terzo dei suoi medici erano disoccupati. Al Cairo divennero rari gli appartamenti a fitto controllato, con soltanto i ricchi in grado di permettersi l'affitto e tanto meno di acquistare una casa. Il collasso dei servizi pubblici risultò nella fognatura pura che scorreva per le vie di Alessandria. La disgrazia dei servizi pubblici includeva autobus sovraffollati e treni inoperabili. Ad Algeri il pericolo di edifici residenziali che crollavano mise in pericolo di morte 6.000 persone. Quindi c'è poco da meravigliarsi che negli anni 1980 il 90% dei jihadisti fosse tra i venti ed i trent'anni. Combattere in un campo di battaglia lontano era preferibile a vivere nei bassifondi.

Queste reclute preconfezionate per la CIA furono prezioso foraggio per la guerra in Afghanistan. Per la CIA inoltre aveva senso ingraziarsi e mantenere aperte le linee di comunicazione con gruppi fondamentalisti come i Fratelli Musulmani, che la CIA vendette al popolo americano ed al pubblico internazionale come fondamentalisti «moderati». Oggi la CIA ed il Pentagono hanno fatto lo stesso riguardo ai jihadisti in Siria. Alcuni fondamentalisti, come il terrorista al-Nahhas «ministro degli esteri» di Ahrar ash-Sham, sono chiamati «moderati».

Una cosa dovrebbe essere chiara: non vi sono affatto jihadisti «moderati» sunniti, nè in Siria, Iraq, Libia o Yemen oggi né in Afghanistan e Pakistan negli anni 1980. Mentre nell'Islam vi sono fondamentalisti moderati sciiti, ibadi, ismaili, zaidi, ahmadi, alevi, sufi, akhbari ed alawiti, i fondamentalisti moderati sunniti, grazie all'influenza intorno al mondo dei wahhabiti sunniti, sono rari come una perla. Il wahhabismo ed i suoi principi salafiti sono risultati in due scelte soltanto nel mondo sunnita: il jihadismo o il secolarismo, il baathismo, o socialismo panarabo, che gli USA hanno quasi distrutto nel mondo arabo, ha posto il secolarismo sopra l'islam. Non vi è stato nessun altro movimento simile a riempire il vuoto, specialmente in Siria, Iraq e Libia. In ogni caso, la CIA non è mai stata interessata a fondamentalisti sunniti «moderati». Gli sciocchi che hanno diretto e che continuano a dirigere la comunità dell'intelligence americana hanno voluto soltanto quelle reclute sunnite che erano disposte a morire in battaglia o a commettere suicidio per la loro jihad, sia Afghanistan, Iraq, Siria che in  Libia.. Sfortunatamente per il mondo civilizzato, questi jihadisti hanno continuato a morire per la loro jihad in luoghi come Parigi, Bruxelles, Londra, San Bernardino, Boston, Istanbul, Mosca, Ottawa, e Madrid.

I terroristi jihadisti dovrebbero pagare per i loro crimini contro l'umanità. Ma così dovrebbero quelle politiche che hanno consentito l'ascesa dei terroristi jihadisti e dovrebbero considerarsi seriamente dei processi per avere aiutato a commettere il terrorismo per i signori Brzezinski, Brennan, McCain e per le signore Rice (Susan and Condoleezza), Madeleine Albright, Samantha Power e Hillary Clinton