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Lo
scoop dell'agenzia
di notizie
McClatchy
che
Labib al-Nahhas,
il direttore affari esteri siriano dell'alleato di al Qaeda
Ahrar ash-Sham,
nel dicembre 2015 ha
Washington, DC
avrebbe dovuto creare un enorme clamore politico in un anno di elezioni
presidenziali.
Tuttavia, il fatto che l'amministrazione Obama frequenti dei
terroristi alleati di al Qaeda e dello Stato Islamico in
Siria,
Iraq, Yemen, Libia
ed in altri paesi ha ottenuto poca o nessuna cronaca nei media
americani. Più incredibilmente,
Ahrar ash-Sham,
che, assieme al Fronte al Nusra in maggio
ha massacrato 19
musulmani alawiti nel villaggio siriano di Zara, non viene definito un
gruppo terrorista dal Dipartimento di Stato USA.
Il fatto semplice è che dal direttore della CIA
John Brennan
al consigliere per la sicurezza nazionale
Susan Rice,
al capo del Comando Centrale USA generale
Joseph Votel
ed al presidente della Commissione Servizi Armati del Senato
senatore
John McCain,
l'amministrazione Obama ed i repubblicani che controllano il Congresso
hanno frequentato i terroristi islamisti. Questi gruppi hanno incluso
quelli che hanno giustiziato degli americani e che contribuiscono a
finanziare e pianificare attacchi terroristici contro i civili intorno
al mondo. La visita di
al-Nahhas
a
Washington segue una lunga tradizione del governo degli USA
che si associa con i
mujahideen
sunniti (chiamati
«muj» dai loro sovrintendenti della CIA), i jihadisti ed i
salafiti che è cominciata con il sostegno agli insorti musulmani in
Afghanistan
ed è continuato con la fornitura di addestramento militari ed armi ai
guerriglieri arabi sunniti in Iraq.
Votel,
che in maggio ha fatto visita alla Siria settentrionale, non è il primo
funzionario USA che è entrato in Siria per una riunione
per
«acquistare
conoscenza»
dei ribelli armati jihadisti, che è stata camuffata da
«missione
per indagare sui fatti».
In maggio del 2013, il senatore
McCain è entrato in
Siria settentrionale e si è incontrato con un uomo che assomiglia
fortemente al capo dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante
(ISIL) Abu Bakr al-Baghdadi.
Più il personale di
McCain
e dei suoi apologeti neoconservatori hanno cercato di pretendere che
l'uomo non fosse
al-Baghdadi,
ma un comandante non identificato della Brigata Tempesta del Nord, un
gruppo collegato al praticamente inesistente Esercito Libero Siriano,
più le menzogne di McCain e dei neocon sono divenute evidenti. I
rapporti da Damasco,
Baghdad, Tehran
e delle organizzazioni dei media di
Hezbollah
a Beirut hanno tutti confermato che la CIA, assieme alla forza di Difesa
Israeliana, stava fornendo attivamente armi, addestramento e supporto
logistico all'ISIL ed alle unità alleate in Siria e nell'Iraq
occidentale.
Da quando
Zbigniew Brzezinski,
il fervidamente antirusso e nazionalista estremista polacco consigliere
per la sicurezza nazionale del presidente del presidente
Jimmy Carter, iniziò ad addestrare ed armare i sunniti
pashtun ed
i combattenti
arabi jihadisti più radicali che riuscì a trovare per combattere
l'esercito sovietico
n Afghanistan,,
la CIA ed il Pentagono hanno mantenuto una relazione problematica con il
radicalismo islamista. Il termine della CIA ampiamente utilizzato,
«vampata
di ritorno»,
è l'unica parola che possa adeguatamente descrivere quello che la
decisione di
Brzezinski
è costata agli Stati Uniti ed al mond civilizzato.
Il reclutamento da parte della CIA di combattenti jihadisti da una
parte all'altra del Medio Oriente negli anni 1980 era così furioso che
Michael Springmann,
vice console USA a Jeddah, ha riferito che gli era stato ordinato da
funzionari residenti della CIA al consolato di concedere i visti per gli
USA a degli individui che
Springmann
ha dichiarato erano reclute jihadiste di
Osama bin Laden.
Durante le operazioni militari della CIA
in Afghanistan, Bin Laden
era un fidato e molto apprezzato alleato degli USA. Per avere denunziato
dei visti per al Qaeda,
Springmann
è stato licenziato dal Dipartimento di Sato.
Nel dicembre 1986 un rapporto della CIA precedentemente segreto
concluse che i fondamentalisti musulmani
«ben
istruiti»
ed
«urbani»
erano le fila migliori dai cui reclutare un
«leader
carismatico»
capace di galvanizzare
«un
giacimento non sfruttato di potenziali
fondamentalisti»
delle
«classi
inferiori».
Sia in
Afghanistan
negli anni 1980 che in Siria oggi, riguardo a
Bin Laden
e
Al-Baghdadi.
la CIA e i suoi soci al Pentagono hanno seguito il modello CIA del
1986. Questi non sono che alcuni ignobili esempi della
«realpolitik»
di
Brzezinski,
di
Henry Kissinger e dell'attuale direttore della CIA
John Brennan
nella condotta della politica estera americana per quasi quattro
decenni.
Il rapporto della CIA dichiarava inoltre che nel 1986, con la
maggior parte dei siriani che
«beneficiava»
del governo della famiglia Assad, era
«improbabile
che il fondamentalismo radicale ottenesse un forte appiglio
in Siria».
Il sostegno degli USA alla
«Primavera
Araba»
in Siria
ha cambiato tutto questo e la destabilizzazione della Siria
principalmente da parte di agitatori stranieri ha visto la conseguente
erosione del sostegno popolare al governo siriano, specialmente tra le
tribù sunnite vicine alla porosa frontiera con l'Iraq.
Entro il 1986 alcuni radicali islamisti che erano stati reclutati
per partecipare alla
«jihad»
contro l'Unione Sovietica
n Afghanistan avevano commesso la loro giusta porzione di
ciò che il Pentagono chiama
«danni
collaterali».
Questi compresero nel 1981 l'assassinio del
presidente egiziano
Anwar Sadat
ed i segnali iniziali di agitazione in Egitto, Giordania, Tunisia e
Pakistan con i jihadisti ritornati di recente dall'Afghanistan
che si scontravano con la polizia in manifestazioni di strada tenute al
Cairo, Tunisi ed i diverse città pakistane.
I problemi finanziari provocati dai banchieri occidentali del Fondo
Monetario Internazionale, della Banca Mondiale e delle società
d'investimento di
Wall Street
e della
City
di Londra causarono gli stadi iniziali di sconvolgimento nel mondo
arabo. Il 30% degli ingegneri esperti della Giordania ed un terzo dei
suoi medici erano disoccupati. Al Cairo divennero rari gli appartamenti
a fitto controllato, con soltanto i ricchi in grado di permettersi
l'affitto e tanto meno di acquistare una casa. Il collasso dei servizi
pubblici risultò nella fognatura pura che scorreva per le vie di
Alessandria. La disgrazia dei servizi pubblici includeva autobus
sovraffollati e treni inoperabili. Ad Algeri il pericolo di edifici
residenziali che crollavano mise in pericolo di morte 6.000 persone.
Quindi c'è poco da meravigliarsi che negli anni 1980 il 90% dei
jihadisti fosse tra i venti ed i trent'anni. Combattere in un campo di
battaglia lontano era preferibile a vivere nei bassifondi.
Queste reclute preconfezionate per la CIA furono prezioso foraggio
per la guerra
in Afghanistan.
Per la CIA inoltre aveva senso ingraziarsi e mantenere aperte le
linee di comunicazione con gruppi fondamentalisti come i Fratelli
Musulmani, che la CIA vendette al popolo americano ed al pubblico
internazionale come fondamentalisti
«moderati».
Oggi la CIA ed il Pentagono hanno fatto lo stesso riguardo ai jihadisti
in Siria. Alcuni fondamentalisti, come il terrorista
al-Nahhas
«ministro
degli esteri»
di
Ahrar ash-Sham,
sono chiamati
«moderati».
Una cosa dovrebbe essere chiara: non vi sono affatto jihadisti
«moderati»
sunniti, nè in Siria, Iraq, Libia o Yemen oggi né in
Afghanistan
e
Pakistan
negli anni 1980. Mentre nell'Islam vi sono fondamentalisti moderati
sciiti, ibadi, ismaili, zaidi, ahmadi, alevi, sufi, akhbari ed alawiti,
i fondamentalisti moderati sunniti, grazie all'influenza intorno al
mondo dei wahhabiti sunniti, sono rari come una perla. Il wahhabismo ed
i suoi principi salafiti sono risultati in due scelte soltanto nel mondo
sunnita: il jihadismo o il secolarismo, il baathismo, o socialismo
panarabo, che gli USA hanno quasi distrutto nel mondo arabo, ha posto il
secolarismo sopra l'islam. Non vi è stato nessun altro movimento simile
a riempire il vuoto, specialmente in Siria, Iraq e Libia. In ogni caso,
la CIA non è mai stata interessata a fondamentalisti sunniti
«moderati».
Gli
sciocchi che hanno diretto e che continuano a dirigere la comunità
dell'intelligence americana hanno voluto soltanto quelle reclute sunnite
che erano disposte a morire in battaglia o a commettere suicidio per la
loro jihad, sia
Afghanistan, Iraq, Siria
che in
Libia..
Sfortunatamente per il mondo civilizzato, questi jihadisti hanno
continuato a morire per la loro jihad in luoghi come Parigi, Bruxelles,
Londra,
San Bernardino, Boston, Istanbul, Mosca,
Ottawa,
e
Madrid.
I terroristi jihadisti dovrebbero pagare per i loro crimini contro
l'umanità. Ma così dovrebbero quelle politiche che hanno consentito
l'ascesa dei terroristi jihadisti e dovrebbero considerarsi seriamente
dei processi per avere aiutato a commettere il terrorismo per i signori
Brzezinski, Brennan, McCain
e per le signore
Rice (Susan and Condoleezza), Madeleine Albright, Samantha Power
e
Hillary Clinton
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