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Le implicazioni di un rapporto scritto per il Congresso USA sono
che gli Stati Uniti sono uno stato sponsor del terrorismo in Siria. Allo
stesso tempo, il rapporto mette in discussione opinioni ampiamente
sostenute sul conflitto, inclusa l'idea che l'opposizione abbia il
sostegno del popolo e che il conflitto sia una guerra settaria tra la
setta alawita del presidente siriano
Bashar al-Assad e la maggioranza sunnita.
Scritto nell'ottobre del 2015, il rapporto è stato preparato dal
Servizio Ricerche del Congresso, un braccio della Libreria del Congresso
degli Stati Uniti. Il
Servizio Ricerche del Congresso fornisce analisi politiche e legali
alle commissioni ed ai membri della Camera e del Senato USA.
Intitolato
“Il conflitto armato in Siria: Esame generale
e risposta degli USA”,
il rapporto rivela che:
1.
Il conflitto siriano è tra islamisti e
secolaristi, non tra sunniti ed alawiti.
I rapporti dei media enfatizzano spesso il carattere dominante
sunnita dei ribelli che hanno preso le armi contro il governo siriano,
mentre descrivono il governo siriano come guidato da alawiti. Ciò che
non viene immancabilmente rilevato è che la maggiore forza di
combattimento sunnita in Siria è l'esercito del paese. Si, i ribelli
sono in prevalenza sunniti, ma così sono anche i soldati siriani che
stanno combattendo. Come mettono in evidenza i ricercatori del
Congresso, "la maggior parte del personale militare semplice è stato
estratto dalla popolazione della maggioranza araba sunnita e da altri
gruppi di minoranza (non alawiti)
(pag. 7).
Inoltre: "I coscritti sunniti continuano a combattere per Assad"
(pag. 12).
Piuttosto che essere una battaglia tra due sette diverse, il
conflitto è una lotta tra sunniti fondamentalisti che vogliono imporre
la loro versione di Islam sulla politica siriana da una parte e,
dall'altra parte, i siriani, inclusi i sunniti, che abbracciano una
visione di governo secolare, non settario.
2.
La Coalizione dell'Opposizione Siriana è dominata dagli islamisti ed è
alleata con i nemici stranieri della Siria.
Secondo il rapporto, il Consiglio Nazionale Siriano (il cui membro
maggiore è la Fratellanza Musulmana Siriana) è il "maggior gruppo
costituente" della Coalizione dell'Opposizione Siriana (SOC). Il SOC ha
sede in Turchia ed è considerato essere vicino agli oppositori stranieri
di Assad".
(pag. 14)
La
Fratellanza Musulmana cerca di fondare il proprio dominio politico
sul Corano, che vede come ispirato divinamente, piuttosto che su una
costituzione secolare.
3.
"Le coalizioni dell'opposizione politica sembrano mancare
di...sostegno popolare" (pag. 27).
Questo è coerente con le conclusioni di un sondaggio dell'opinione
pubblica preso l'estate scorsa da un'azienda di ricerche che lavora con
i governi USA e britannico. Quel sondaggio ha scoperto che Assad ha più
sostegno delle forze schierategli contro.
L'indagine, condotto da ORB International, una società
specializzata in ricerche d'opinione pubblica in ambienti fragile di
conflitto, ha trovato che il 47% dei siriani crede che Assad abbia
un'influenza positiva in Siria, paragonato a soltanto il 35% per
l'Esercito Libero Siriano ed il 26% per il SOC.
[1]
Un sondaggio ORB a quattr'occhi condotto nel maggio 2014 è arrivato
a conclusioni simili. Quel sondaggio ha scoperto che più siriani
ritengono che il governo Assad rappresenti meglio i loro interessi e le
loro aspirazioni di quanti credono lo stesso su ognuno dei gruppi
d'opposizione.
[2]
Secondo il sondaggio, soltanto il 6% credeva che i ribelli
"genuini" rappresentassero i loro interessi e le loro aspirazioni,
mentre il "governo Nazionale di Coalizione/transitorio", un riferimento
al SOC, ha attratto meno supporto, soltanto al 3%.
Assad ha messo ripetutamente in discussione la
nozione che manchi del sostegno popolare, sottolineando che il suo
governo sopravvive a quasi cinque anni di guerra contro delle forze
appoggiate dagli stati più potenti del pianeta. Sostiene che
realisticamente è impossibile concepire la sopravvivenza del suo governo
sotto queste difficili circostanze senza avere il sostegno di una parte
abbastanza grande della popolazione.
[3]
4. Non esiste un'opposizione moderata. Gli Stati Uniti stanno cercando
di formarne una che agisca come loro partner.
I rapporto si riferisce ai tentativi degli USA di creare dei
partner in Siria, un eufemismo per fantocci sui quali si può fare
affidamento per promuovere gli interessi USA.
"Il segretario alla difesa Carter ha descritto lo scenario
'migliore' per il popolo siriano come uno che comporti la rimozione
concordata o gestita di Assad e la fusione delle forze di opposizione
con elementi dell'apparato statale siriano restanti come partner
degli USA ...." (enfasi aggiunta, pagg. 15-16).
Inoltre: Il Pentagono "ha cercato di...preparare e sostenere dei
leader affidabili che servano come partner degli USA..."
(enfasi aggiunta, pag. 23).
Per creare dei partner, Gli Stati Uniti sono impegnati nel progetto
di costruzione di un'opposizione "moderata". Secondo il rapporto:
"Il 18 giugno il segretario alla difesa Carter ha dichiarato che. '...
per il popolo siriano il modo migliore per farlo riuscire sarebbe
rimuoverlo esso stesso dalla scena e sarebbe creare, per quanto sia
difficile, un nuovo governo della Siria nasato sull'opposizione moderata
che stiamo cercando di costruire..."
(enfasi aggiunta, nota a piè di pagina, pag.16).
Nel sommario del rapporto i ricercatori scrivono che la strategia
USA cerca di evitare "di rafforzare inavvertitamente Assad, lo Stato
Islamico o altri gruppi armati islamisti anti-USA" (enfasi
aggiunta). Quello che è rimasto taciuto è che i gruppi armati islamisti
che non sono immediatamente anti-USA possono essere considerati
favorevolmente dalla strategia USA. Tuttavia, queste "coalizioni
dell'opposizione politica...sembrano mancare di sostegno popolare" e che
Washington non possa fare affidamento su un'opposizione moderata già
formata ma abbia bisogno di costruirne una, dimostra che
l'assortimento di ribelli sul quale gli USA possono contare per
agire come partner degli USA che governerà con elementi dell'esistente
stato siriano in una Siria post-Assad è praticamente vuoto. La
conclusione è provata dal fallimento dell'ora abbandonato programma del
Pentagono per addestrare ed equipaggiare gruppi ribelli esaminati. Il
gen.
Lloyd J. Austin III, l'alto comandante americano in Medio Oriente, ha
raccontato alla Commissione Servizi Armati del Senato che, nonostante il
Pentagono abbia speso $500 per addestrare ed equipaggiare
ribelli "moderati", soltanto "quattro o cinque" erano "in
combattimento".
[4]
Come ha osservato alla fine di dicembre il
Wall Street Journal,
i ribelli moderati non esistono. Sono stati assorbiti da
Jabhat al-Nusra,
Ahrah al-Sham ed ISIS—i gruppi terroristi estremisti che
dominano l'opposizione—o
erano militanti islamisti fin dal principio.
[5]
5.
Gli Stati Uniti armano indirettamente
e forse direttamente e segretamente terroristi settari.
Il rapporto rileva che non soltanto il Pentagono ha apertamente
addestrato ed equipaggiato i ribelli, ma anche che gli Stati Uniti li
hanno armati segretamente. Secondo i ricercatori del Congresso:
"Nel settembre del 2013 l'allora segretario alla difesa
Chuck Hagel ha dichiarato davanti alla Commissione Relazioni Estere del
Senato che l'amministrazione stava intraprendendo passi per
fornire armi ad alcuni ribelli siriani sotto autorità di azione
clandestina"
(pag. 23).
Inoltre:
"Il segretario Hagel ha dichiarato che "E' stato in giugno di
quest'anno che il presidente ha preso la decisione di sostenere
assistenza letale all'opposizione...noi, il Dipartimento della Difesa,
non siamo stati coinvolti in questo. Questa è, come sapete, un'azione
clandestina"
(nota a piè di pagina, pag.23).
Se gli Stati Uniti erano disposti ad armare apertamente alcuni
gruppi ribelli, perché ne stanno armando segretamente altri? Un'ipotesi
non irragionevole è che stiano armando segretamente alcuni gruppi
ribelli perché sono stati designati come organizzazioni terroristiche.
Dobbiamo ammetterlo, numerosi rapporti della stampa hanno rivelato che i
ribelli che hanno ricevuto addestramento ed armi dagli Stati Uniti
stanno operando con i gruppi terroristi in Siria.Secondo il
Wall
Street Journal, "gli insorti che sono stati addestrati segretamente
dalla Central Intelligence Agency…
sono avviluppati o stanno combattendo combattendo a fianco dei
gruppi islamisti più duri, inclusi il Fronte al Nusra, affiliato di al
Qaeda"
[6]. Un altro rapporto dello stesso giornale osserva che "al Nusra ha
combattuto a fianco di unità ribelli che gli USA ed i loro alleati
regionali hanno appoggiato" [7].Un terzo rapporto si riferisce alla
collaborazione tra "fazioni dell'Esercito Libero Siriano appoggiate
dalla CIA ed elementi estremisti come il Fronte al Nusra ed Ahrar al Sham” [8].
Chiunque sia avviluppato e combatta a fianco di al Qaeda è un
terrorista.
Secondo i ricercatori del Congresso, le armi che gli USA hanno
fornito a gruppi selezionati si sono aperte la strada fino ai jihadisti.
"Alcuni gruppi siriani di opposizione che hanno ricevuto equipaggiamento
ed armamenti USA sinora hanno consegnato o perduto questi elementi per
altri gruppi, inclusi gruppi estremisti come
Jabhat al-Nusra” (p. 23).
Quando si considera che, ha riferito il
Washington Post, "la CIA ha addestrato ed equipaggiato quasi 10.000
combattenti inviati in Siria nei diversi anni passati” [9] e che, al
meglio, in Siria vi sono 700 e più probabilmente soltanto 70 ribelli
"moderati" [10], allora il grosso della grande forza ribelle che la CIA
ha addestrato ed equipaggiato è molto probabilmente formata da
estremisti islamisti. Nascondere al pubblico USA questa vergognosa
realtà è probabilmente il principale motivo per cui il programma è
segreto.
6. Washington vuole contenere l'ISIS, ma non eliminarlo, allo scopo di
mantenere la pressione militare sul governo siriano.
Basati sulla meno che vigorosa campagna aerea della coalizione USA
contro l'ISIS, molti osservatori hanno messo in discussione se gli Stati
Uniti siano ancora del tutto seri sull'eliminare l'ISIS o stiano
semplicemente cercando di contenerlo, per mantenere la pressione sul
governo siriano. Per esempio il corrispondente veterano dal Medio
Oriente
Robert Fisk afferma: "Non penso che gli USA siano seri.
Molto occasionalmente, si può sentire il fragore delle bombe
americane. Ma certamente non hanno molto effetto".
[11]
Un giorno, subito dopo che la Russia ha iniziato le operazioni
aeree in Siria, il giornalista
Patrick
Cockburn ha osservato che "nel corso dei due giorno passati gli
aeroplani russi hanno eseguito 71 sortite e 118 attacchi aerei contro i
combattenti islamici in Siria paragonati ad appena un
attacco aereo da parte della coalizione guidata dagli USA
– e
questo singolo attacco, contro una posizione di mortai, è stato il primo
in quattro giorni".
[12] Dopo che l'ISIS ha catturato Palmira è si è spinto in Aleppo, la
coalizione USA non ha fatto nulla per respingere l'avanzata dell'ISIS,
portando persino i ribelli a mettere in dubbio "l'impegno degli USA a
contenere il gruppo".
[13] Anche Assad ha espresso delle critiche sul fatto che
gli Stati Uniti siano seri sul distruggere l'ISIS, indicando i continui
successi dell'organizzazione terrorista in Siria, nonostante la presunta
guerra della coalizione USA contro di essa. "Da quando questa coalizione
ha cominciato ad operare", ha osservato il presidente siriano, "l'ISIS
si sta espandendo. In altre parole, la coalizione ha fallito e non ha
nessun impatto reale sul terreno".
[14]
L'approccio tiepido nel combattere l'ISIS in Siria si adatterebbe
con lo scopo dichiarato del presidente USA
Barack Obama di degradare l'organizzazione discendente di al Qaeda.
Distruggerla può essere un ultimo scopo, da realizzarsi dopo che l'ISIS
ha servito allo scopo di indebolire il governo siriano. Ma, per ora,
sembra che gli Stati Uniti siano disposti a permettere all'ISIS di
ottenere vantaggi in Siria. Il rapporto del Servizio Ricerche del
Congresso concorda con questo punto di vista: conclude che "i funzionari
USA possono essere preoccupati che una campagna più aggressiva contro lo
Stato Islamico possa diminuire la pressione sul" governo siriano
(pag. 19).
Al contrario, Mosca ha perseguito una guerra più vigorosa contro
l'ISIS e per un'ovvia ragione. Diversamente da
Washington,
cerca di appoggiare il suo alleato siriano, di non dare all'ISIS spazio
per indebolirlo. Inoltre si dovrebbe osservare che le operazioni
militari della Russia in Siria sono legali, attuate con il permesso del
governo siriano. Al contrario, la coalizione USA ha dileggiato
sfacciatamente il diritto internazionale per entrare nello spazio aereo
siriano senza l'assenso di Damasco. In effetti, ha intrapreso
un'invasione illegale e commesso un crimine di aggressione, combinato al
suo addestramento ed armamento di terroristi.
Conclusioni
Il rapporto afferma che in assenza di sostegno popolare per
coalizioni dell'opposizione politica in Siria, gli Stati Uniti fanno
affidamento su numerose tattiche per fare pressioni sull'attuale governo
in Siria perché si dimetta, comprese:
•
Mantenere in vita l'ISIS come strumento per sostenere la pressione
militare su Damasco.
• Armare indirettamente e (possiamo ritenere) direttamente (sebbene
segretamente) gruppi jihadisti per fare pressione su Assad.
• Cercare di creare un'opposizione moderata che agirà come partner degli
USA.
• Cercare di cooptare parti dell'esistente stato siriano perché assumano
un ruolo di
partnership nel governare una Siria post-Assad.
Le implicazioni dei punti 1 e 2 sono che gli Stati Uniti—come
addestratori, fornitori di armi di ribelli che sono avviluppati e
combattono a fianco di al Qaeda in Siria e nel mantenere in vita l'ISIS,
allo scopo di utilizzare queste organizzazioni terroriste per realizzare
il loro obiettivo politico di installare un governo partner degli USA in
Siria—sono uno stato sponsor del terrorismo.
1.
http://www.opinion.co.uk/perch/resources/syriadata.pdf
2.
http://www.opinion.co.uk/perch/resources/syriadatatablesjuly2014.pdf
3.
“President al-Assad: Russia’s policy towards Syria is based on values
and interests, the West is not serious in fighting terrorists,” Syrian
Arab News Agency, 11 dicembre 2015,
http://sana.sy/en/?p=63857
4.
Philip Shishkin, “U.S. weighs talks with Russia on military activity in
Syria,” The Wall Street Journal, 16 settembre 2015.
5. Stuart Rollo,“Turkey’s dangerous game in Syria,” The Wall Street Journal,
28 dicembre 2015.
6. Anne Barnard and Michael R. Gordon, “Goals diverge and perils remain as
U.S. and Turkey take on ISIS,” The New York Times, 27 luglio 2015.
7.
Farnaz Fassihi, “U.N. Security Council unanimously votes to adopt
France’s counterterrorism resolution,” The Wall Street Journal,
20 novembre 2015.
8. Sam Dagher, “Syria’s Bashar al-Assad Tries to Force the West to Choose
Between Regime, Islamic State,” The Wall Street Journal, 9 ottobre
2015.
9. Greg Miller and Karen DeYoung, “Secret CIA effort in Syria faces large
funding cut,” The Washington Post, 12 giugno 2015.
10. Robert Fisk, “Is David Cameron planning to include al-Qaeda’s Jabhat al-Nusra
in his group of 70,000 moderates?”, The Independent,
1° dicembre 2015.
11.
Thomas Walkom, “Journalist Robert Fisk explains why Canada should
abandon ISIS war,” The Toronto Star, 25 settembre 2015.
12.
Patrick Cockburn, “Russia in Syria: Air strikes pose twin threat to
Turkey by keeping Assad in power and strengthening Kurdish threat,” The
Independent, 28 ottobre 2015.
13.
Raja Abdulrahim, “Islamic State advances further into Syria’s Aleppo
province,” The Wall Street Journal, 1° giugno 2015.
14.
“President Assad’s interview with Russian media outlets, Syrian Arab
News Agency, 16 settembre 2015
http://sana.sy/en/?p=54857
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