what's left

 

 

 

Gli USA stato sponsor del terrorismo in Siria nel rapporto del Servizio Ricerche del Congresso

10 gennaio 2016

di Stephen Gowans

 

Le implicazioni di un rapporto scritto per il Congresso USA sono che gli Stati Uniti sono uno stato sponsor del terrorismo in Siria. Allo stesso tempo, il rapporto mette in discussione opinioni ampiamente sostenute sul conflitto, inclusa l'idea che l'opposizione abbia il sostegno del popolo e che il conflitto sia una guerra settaria tra la setta alawita del presidente siriano Bashar al-Assad e la maggioranza sunnita.

Scritto nell'ottobre del 2015, il rapporto è stato preparato dal Servizio Ricerche del Congresso, un braccio della Libreria del Congresso degli Stati Uniti. Il Servizio Ricerche del Congresso fornisce analisi politiche e legali alle commissioni ed ai membri della Camera e del Senato USA.

Intitolato Il conflitto armato in Siria: Esame generale e risposta degli USA”, il rapporto rivela che:

1. Il conflitto siriano è tra islamisti e secolaristi, non tra sunniti ed alawiti.

I rapporti dei media enfatizzano spesso il carattere dominante sunnita dei ribelli che hanno preso le armi contro il governo siriano, mentre descrivono il governo siriano come guidato da alawiti. Ciò che non viene immancabilmente rilevato è che la maggiore forza di combattimento sunnita in Siria è l'esercito del paese. Si, i ribelli sono in prevalenza sunniti, ma così sono anche i soldati siriani che stanno combattendo. Come mettono in evidenza i ricercatori del Congresso, "la maggior parte del personale militare semplice è stato estratto dalla popolazione della maggioranza araba sunnita e da altri gruppi di minoranza (non alawiti) (pag. 7). Inoltre: "I coscritti sunniti continuano a combattere per Assad" (pag. 12). Piuttosto che essere una battaglia tra due sette diverse, il conflitto è una lotta tra sunniti fondamentalisti che vogliono imporre la loro versione di Islam sulla politica siriana da una parte e, dall'altra parte, i siriani, inclusi i sunniti, che abbracciano una visione di governo secolare, non settario.

2. La Coalizione dell'Opposizione Siriana è dominata dagli islamisti ed è alleata con i nemici stranieri della Siria.

Secondo il rapporto, il Consiglio Nazionale Siriano (il cui membro maggiore è la Fratellanza Musulmana Siriana) è il "maggior gruppo costituente" della Coalizione dell'Opposizione Siriana (SOC). Il SOC ha sede in Turchia ed è considerato essere vicino agli oppositori stranieri di Assad". (pag. 14) La Fratellanza Musulmana cerca di fondare il proprio dominio politico sul Corano, che vede come ispirato divinamente, piuttosto che su una costituzione secolare.

3. "Le coalizioni dell'opposizione politica sembrano mancare di...sostegno popolare" (pag. 27).

Questo è coerente con le conclusioni di un sondaggio dell'opinione pubblica preso l'estate scorsa da un'azienda di ricerche che lavora con i governi USA e britannico. Quel sondaggio ha scoperto che Assad ha più sostegno delle forze schierategli contro.

L'indagine, condotto da ORB International, una società specializzata in ricerche d'opinione pubblica in ambienti fragile di conflitto, ha trovato che il 47% dei siriani crede che Assad abbia un'influenza positiva in Siria, paragonato a soltanto il 35% per l'Esercito Libero Siriano ed il 26% per il SOC. [1]

Un sondaggio ORB a quattr'occhi condotto nel maggio 2014 è arrivato a conclusioni simili. Quel sondaggio ha scoperto che più siriani ritengono che il governo Assad rappresenti meglio i loro interessi e le loro aspirazioni di quanti credono lo stesso su ognuno dei gruppi d'opposizione. [2]

Secondo il sondaggio, soltanto il 6% credeva che i ribelli "genuini" rappresentassero i loro interessi e le loro aspirazioni, mentre il "governo Nazionale di Coalizione/transitorio", un riferimento al SOC, ha attratto meno supporto, soltanto al 3%.

Assad ha messo ripetutamente in discussione la nozione che manchi del sostegno popolare, sottolineando che il suo governo sopravvive a quasi cinque anni di guerra contro delle forze appoggiate dagli stati più potenti del pianeta. Sostiene che realisticamente è impossibile concepire la sopravvivenza del suo governo sotto queste difficili circostanze senza avere il sostegno di una parte abbastanza grande della popolazione. [3]

4. Non esiste un'opposizione moderata. Gli Stati Uniti stanno cercando di formarne una che agisca come loro partner.

I rapporto si riferisce ai tentativi degli USA di creare dei partner in Siria, un eufemismo per fantocci sui quali si può fare affidamento per promuovere gli interessi USA.

"Il segretario alla difesa Carter ha descritto lo scenario 'migliore' per il popolo siriano come uno che comporti la rimozione concordata o gestita di Assad e la fusione delle forze di opposizione con elementi dell'apparato statale siriano restanti come partner degli USA ...." (enfasi aggiunta, pagg. 15-16).

Inoltre: Il Pentagono "ha cercato di...preparare e sostenere dei leader affidabili che servano come partner degli USA..." (enfasi aggiunta, pag. 23).

Per creare dei partner, Gli Stati Uniti sono impegnati nel progetto di costruzione di un'opposizione "moderata". Secondo il rapporto:

"Il 18 giugno il segretario alla difesa Carter ha dichiarato che. '... per il popolo siriano il modo migliore per farlo riuscire sarebbe rimuoverlo esso stesso dalla scena e sarebbe creare, per quanto sia difficile, un nuovo governo della Siria nasato sull'opposizione moderata che stiamo cercando di costruire..." (enfasi aggiunta, nota a piè di pagina, pag.16).

Nel sommario del rapporto i ricercatori scrivono che la strategia USA cerca di evitare "di rafforzare inavvertitamente Assad, lo Stato Islamico o altri gruppi armati islamisti anti-USA" (enfasi aggiunta). Quello che è rimasto taciuto è che i gruppi armati islamisti che non sono immediatamente anti-USA possono essere considerati favorevolmente dalla strategia USA. Tuttavia, queste "coalizioni dell'opposizione politica...sembrano mancare di sostegno popolare" e che Washington non possa fare affidamento su un'opposizione moderata già formata ma abbia bisogno di costruirne una, dimostra che l'assortimento di ribelli sul quale gli USA possono contare per agire come partner degli USA che governerà con elementi dell'esistente stato siriano in una Siria post-Assad è praticamente vuoto. La conclusione è provata dal fallimento dell'ora abbandonato programma del Pentagono per addestrare ed equipaggiare gruppi ribelli esaminati. Il gen. Lloyd J. Austin III, l'alto comandante americano in Medio Oriente, ha raccontato alla Commissione Servizi Armati del Senato che, nonostante il Pentagono abbia speso $500 per addestrare ed equipaggiare ribelli "moderati", soltanto "quattro o cinque" erano "in combattimento". [4] Come ha osservato alla fine di dicembre il Wall Street Journal, i ribelli moderati non esistono. Sono stati assorbiti da Jabhat al-Nusra, Ahrah al-Sham ed ISIS—i gruppi terroristi estremisti che dominano l'opposizioneo erano militanti islamisti fin dal principio. [5]

5. Gli Stati Uniti armano indirettamente e forse direttamente e segretamente terroristi settari.

Il rapporto rileva che non soltanto il Pentagono ha apertamente addestrato ed equipaggiato i ribelli, ma anche che gli Stati Uniti li hanno armati segretamente. Secondo i ricercatori del Congresso:

"Nel settembre del 2013 l'allora segretario alla difesa Chuck Hagel ha dichiarato davanti alla Commissione Relazioni Estere del Senato che l'amministrazione stava intraprendendo passi per fornire armi ad alcuni ribelli siriani sotto autorità di azione clandestina" (pag. 23).

Inoltre:

"Il segretario Hagel ha dichiarato che "E' stato in giugno di quest'anno che il presidente ha preso la decisione di sostenere assistenza letale all'opposizione...noi, il Dipartimento della Difesa, non siamo stati coinvolti in questo. Questa è, come sapete, un'azione clandestina" (nota a piè di pagina, pag.23).

Se gli Stati Uniti erano disposti ad armare apertamente alcuni gruppi ribelli, perché ne stanno armando segretamente altri? Un'ipotesi non irragionevole è che stiano armando segretamente alcuni gruppi ribelli perché sono stati designati come organizzazioni terroristiche. Dobbiamo ammetterlo, numerosi rapporti della stampa hanno rivelato che i ribelli che hanno ricevuto addestramento ed armi dagli Stati Uniti stanno operando con i gruppi terroristi in Siria.Secondo il Wall Street Journal, "gli insorti che sono stati addestrati segretamente dalla Central Intelligence Agency… sono avviluppati o stanno combattendo combattendo a fianco dei gruppi islamisti più duri, inclusi il Fronte al Nusra, affiliato di al Qaeda" [6]. Un altro rapporto dello stesso giornale osserva che "al Nusra ha combattuto a fianco di unità ribelli che gli USA ed i loro alleati regionali hanno appoggiato" [7].Un terzo rapporto si riferisce alla collaborazione tra "fazioni dell'Esercito Libero Siriano appoggiate dalla CIA ed elementi estremisti come il Fronte al Nusra ed Ahrar al Sham” [8]. Chiunque sia avviluppato e combatta a fianco di al Qaeda è un terrorista.

Secondo i ricercatori del Congresso, le armi che gli USA hanno fornito a gruppi selezionati si sono aperte la strada fino ai jihadisti. "Alcuni gruppi siriani di opposizione che hanno ricevuto equipaggiamento ed armamenti USA sinora hanno consegnato o perduto questi elementi per altri gruppi, inclusi gruppi estremisti come Jabhat al-Nusra” (p. 23).

Quando si considera che, ha riferito il Washington Post, "la CIA ha addestrato ed equipaggiato quasi 10.000 combattenti inviati in Siria nei diversi anni passati” [9] e che, al meglio, in Siria vi sono 700 e più probabilmente soltanto 70 ribelli "moderati" [10], allora il grosso della grande forza ribelle che la CIA ha addestrato ed equipaggiato è molto probabilmente formata da estremisti islamisti. Nascondere al pubblico USA questa vergognosa realtà è probabilmente il principale motivo per cui il programma è segreto.

6. Washington vuole contenere l'ISIS, ma non eliminarlo, allo scopo di mantenere la pressione militare sul governo siriano.

Basati sulla meno che vigorosa campagna aerea della coalizione USA contro l'ISIS, molti osservatori hanno messo in discussione se gli Stati Uniti siano ancora del tutto seri sull'eliminare l'ISIS o stiano semplicemente cercando di contenerlo, per mantenere la pressione sul governo siriano. Per esempio il corrispondente veterano dal Medio Oriente Robert Fisk afferma: "Non penso che gli USA siano seri. Molto occasionalmente, si può sentire il fragore delle bombe americane. Ma certamente non hanno molto effetto". [11]

Un giorno, subito dopo che la Russia ha iniziato le operazioni aeree in Siria, il giornalista Patrick Cockburn ha osservato che "nel corso dei due giorno passati gli aeroplani russi hanno eseguito 71 sortite e 118 attacchi aerei contro i combattenti islamici in Siria paragonati ad appena un attacco aereo da parte della coalizione guidata dagli USA – e questo singolo attacco, contro una posizione di mortai, è stato il primo in quattro giorni". [12] Dopo che l'ISIS ha catturato Palmira è si è spinto in Aleppo, la coalizione USA non ha fatto nulla per respingere l'avanzata dell'ISIS, portando persino i ribelli a mettere in dubbio "l'impegno degli USA a contenere il gruppo". [13] Anche Assad ha espresso delle critiche sul fatto che gli Stati Uniti siano seri sul distruggere l'ISIS, indicando i continui successi dell'organizzazione terrorista in Siria, nonostante la presunta guerra della coalizione USA contro di essa. "Da quando questa coalizione ha cominciato ad operare", ha osservato il presidente siriano, "l'ISIS si sta espandendo. In altre parole, la coalizione ha fallito e non ha nessun impatto reale sul terreno". [14]

L'approccio tiepido nel combattere l'ISIS in Siria si adatterebbe con lo scopo dichiarato del presidente USA Barack Obama di degradare l'organizzazione discendente di al Qaeda. Distruggerla può essere un ultimo scopo, da realizzarsi dopo che l'ISIS ha servito allo scopo di indebolire il governo siriano. Ma, per ora, sembra che gli Stati Uniti siano disposti a permettere all'ISIS di ottenere vantaggi in Siria. Il rapporto del Servizio Ricerche del Congresso concorda con questo punto di vista: conclude che "i funzionari USA possono essere preoccupati che una campagna più aggressiva contro lo Stato Islamico possa diminuire la pressione sul" governo siriano (pag. 19).

Al contrario, Mosca ha perseguito una guerra più vigorosa contro l'ISIS e per un'ovvia ragione. Diversamente da Washington, cerca di appoggiare il suo alleato siriano, di non dare all'ISIS spazio per indebolirlo. Inoltre si dovrebbe osservare che le operazioni militari della Russia in Siria sono legali, attuate con il permesso del governo siriano. Al contrario, la coalizione USA ha dileggiato sfacciatamente il diritto internazionale per entrare nello spazio aereo siriano senza l'assenso di Damasco. In effetti, ha intrapreso un'invasione illegale e commesso un crimine di aggressione, combinato al suo addestramento ed armamento di terroristi.

Conclusioni

Il rapporto afferma che in assenza di sostegno popolare per coalizioni dell'opposizione politica in Siria, gli Stati Uniti fanno affidamento su numerose tattiche per fare pressioni sull'attuale governo in Siria perché si dimetta, comprese:

• Mantenere in vita l'ISIS come strumento per sostenere la pressione militare su Damasco.
• Armare indirettamente e (possiamo ritenere) direttamente (sebbene segretamente) gruppi jihadisti per fare pressione su Assad.
• Cercare di creare un'opposizione moderata che agirà come partner degli USA.
• Cercare di cooptare parti dell'esistente stato siriano perché assumano un ruolo di
partnership nel governare una Siria post-Assad.

Le implicazioni dei punti 1 e 2 sono che gli Stati Uniti—come addestratori, fornitori di armi di ribelli che sono avviluppati e combattono a fianco di al Qaeda in Siria e nel mantenere in vita l'ISIS, allo scopo di utilizzare queste organizzazioni terroriste per realizzare il loro obiettivo politico di installare un governo partner degli USA in Siria—sono uno stato sponsor del terrorismo.

1. http://www.opinion.co.uk/perch/resources/syriadata.pdf

2. http://www.opinion.co.uk/perch/resources/syriadatatablesjuly2014.pdf

3. “President al-Assad: Russia’s policy towards Syria is based on values and interests, the West is not serious in fighting terrorists,” Syrian Arab News Agency, 11 dicembre 2015, http://sana.sy/en/?p=63857

4. Philip Shishkin, “U.S. weighs talks with Russia on military activity in Syria,” The Wall Street Journal, 16 settembre 2015.

5. Stuart Rollo,“Turkey’s dangerous game in Syria,” The Wall Street Journal, 28 dicembre 2015.

6. Anne Barnard and Michael R. Gordon, “Goals diverge and perils remain as U.S. and Turkey take on ISIS,” The New York Times, 27 luglio 2015.

7. Farnaz Fassihi, “U.N. Security Council unanimously votes to adopt France’s counterterrorism resolution,” The Wall Street Journal, 20 novembre 2015.

8. Sam Dagher, “Syria’s Bashar al-Assad Tries to Force the West to Choose Between Regime, Islamic State,” The Wall Street Journal, 9 ottobre 2015.

9. Greg Miller and Karen DeYoung, “Secret CIA effort in Syria faces large funding cut,” The Washington Post, 12 giugno 2015.

10. Robert Fisk, “Is David Cameron planning to include al-Qaeda’s Jabhat al-Nusra in his group of 70,000 moderates?”, The Independent, 1° dicembre 2015.

11. Thomas Walkom, “Journalist Robert Fisk explains why Canada should abandon ISIS war,” The Toronto Star, 25 settembre 2015.

12. Patrick Cockburn, “Russia in Syria: Air strikes pose twin threat to Turkey by keeping Assad in power and strengthening Kurdish threat,” The Independent, 28 ottobre 2015.

13. Raja Abdulrahim, “Islamic State advances further into Syria’s Aleppo province,” The Wall Street Journal, 1° giugno 2015.

14. “President Assad’s interview with Russian media outlets, Syrian Arab News Agency, 16 settembre 2015 http://sana.sy/en/?p=54857