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del
direttore e maggiore articolista di BAR Margaret
Kimberley
Le menzogne che i media corporativi USA raccontano possono farci
uccidere tutti. Gli Stati Uniti stanno spingendo la Russia, che resta
una superpotenza nucleare, sull'orlo ed oltre - tuttavia gli
americani sono del tutto ignari dei fatti e delle questioni in gioco.
"Nel 2015 vi sono segni minacciosi che qualcosa di terribile potrebbe
accadere a causa di un incidente in
Transnistria o
nel
Donetsk oppure in qualche altra località della quale gli
americani non conoscono nulla".
Gli USA spingono la Russia verso la guerra
del
direttore e maggiore articolista di BAR Margaret
Kimberley
"Gli Stati Uniti sono intervenuti in troppi paesi senza pagare un
presso sufficientemente alto".
Questa articolista recentemente ha affermato che
“Russia Wins”
nel suo
trattamento del tentativo americano di sventrare la sua influenza e la
sua economia. Al tempo in cui quelle parole sono state scritte il
segretario di stato John Kerry
incontrò Vladimir
Putin
a Sochi,
Russia. La
riunione pareva essere l'ammissione che la presa di potere imperiale non
stesse funzionando come Washington
sperava. Tra le altre cose, Kerry era preoccupato che la coda ucraina
stesse cominciando a dimenare il cane americano.
In una dichiarazione pubblica ha avvertito il presidente ucraino
Poroshenko, che ha minacciato di riprendere la Crimea ed il Donbass. "Lo
esorteremmo fortemente a pensare due volte di non impegnarsi in questo
genere di attività, che metterebbe in serio pericolo gli accordi di
Minsk. E saremmo molto, molto preoccupati su quali possano essere in
questo momento le conseguenze di questo genere di azioni". Prontamente
Barack Obama ha messo Kerry in un angolo al suo ritorno a casa.
Il subordinato di Kerry
Victoria Nuland
e l'ambasciatrice alle Nazioni Unite
Samantha Power
hanno
ripetuto proprio le parole contro cui Kerry aveva avvertito e hanno
contraddetto ogni cosa che aveva dichiarato. La Power è andata a Kiev
per cantare di persona le lodi degli ucraini. Non ha dovuto menzionare
Kerry per nome, la sua sola presenza diceva che lui ed ogni discorso di
diplomazia erano fuori. Naturalmente l'incontro tra Kerry
e Putin doveva
essere stato approvato dal presidente Obama, ma soltanto un mese dopo
sembra essere stata una finzione dell'immaginazione mondiale.
"La Russia ha tutto il diritto di armare il proprio territorio".
Nella battaglia per restare in cima al mondo e restarne in
controllo,
Washington
inevitabilmente sobbalza avanti e indietro nel suo processo
decisionale politico. Ora con i suoi scrivani dei media corporativi è
rientrata in territorio confortevole, diffamando simultaneamente il
governo russo e ripetendo incessantemente propaganda antirussa.
Un recente editoriale del
New York Times
con il titolo pomposo
“The Fantasy Mr. Putin is Selling”,
sosteneva che il presidente Putin ha la "prontezza a brandire armi
nucleari". Non vi era nessuna menzione del ritiro unilaterale
dell'America da trattato sui missili antibalistici nel 2002. Non
contento di raccontare una bugia, il Times
ha quindi criticato Putin per "comportamento aggressivo, incluso il far
affluire truppe ed armi a Kaliningrad, una città russa situata tra i membri NATO Lituania e Polonia".
Naturalmente, la Russia ha tutto il diritto di armare il proprio
territorio. Il Times
ha inoltre trascurato di menzionare che i militari americani stanno
posizionando armi e tenendo esercitazioni di addestramento in Ucraina,
Polonia, Romania e negli stati baltici che confinano con la Russia.
Sembra che queste provocazioni non siano giudicate degne di menzione.
Il
New York Times
e le sue controparti giocano sempre questo ruolo.
Si ingraziano in presidente Obama come hanno fatto con tutti i suoi
predecessori e sostengono tutti i loro torti. Lungi dall'essere una voce
di informazione per il pubblico, eseguono gli ordini dei potenti e sono
accessori ai loro crimini.
"Inimicarsi la Russia è più rischioso che pagare dei jihadisti per
assumere il controllo della Libia".
L'amministrazione Obama è nel corso di annullare gli accordi di
Minsk che sono stati guidati da Francia e Germania. Questo è l'unico
processo che può rimuovere le zanne alla bestia ed è per questo
che viene sabotato. Gli Stati Uniti sono intervenuti in troppi paesi
senza pagare un prezzo sufficientemente alto. Sono come un criminale
seriale che resta in libertà e così pensa di essere invincibile. Questo
paese è responsabile della carneficina in
Afghanistan, Iraq, Haiti, Somalia, Yemen
e Siria e questo è l'elenco delle vittime soltanto dal 2001.
Ci si deve chiedere dove e quando la goccia farà traboccare il
vaso. La potenza delle forze armate degli americani hanno loro permesso
di correre ferrati a ghiaccio sull'umanità, ma inimicarsi la Russia è
più rischioso che pagare dei jihadisti per assumere il controllo della
Libia.
Gli Stati Uniti non soltanto possiedono la maggior parte e le più
grosse armi ma hanno a loro disposizione i media corporativi, che
ripetono meccanicamente ogni parola come se fosse verità del Vangelo.
Gli americani che pensano di loro stessi come bene informati saranno
scioccati se la Moldavia risulterà essere il punto critico per una
guerra aperta che è stata istigata dal loro governo.
"La Russia non sarà mai succube dell'America".
Tutti sanno che un assassinio a Sarajevo spinse nel 1914 il mondo
in guerra.
Nel 2015 vi sono segni minacciosi che qualcosa di terribile
potrebbe accadere a causa di un incidente in
Transnistria o
nel
Donetsk oppure in qualche altra località della quale gli
americani non conoscono nulla.
Il processo di marginalizzazione della Russia è iniziato non appena
è crollata l'Unione Sovietica. Mentre il Patto di Varsavia si è sciolto,
la NATO è cresciuta a spese della Russia. Ma la Russia non sarà mai
succube dell'America. Non vi è nessun fantoccio che possa piazzare al
Cremlino. Queste fantasie hanno messo il mondo sull'orlo del precipizio.
Obama ed i suoi amici della NATO possono non voler cominciare una
guerra ma potrebbero ottenerne una lo stesso. Naturalmente il presidente
è preoccupato della sua eredità. Se continua come sta facendo dal 2009,
la sua eredità potrebbe essere quella di chi è stato capo paziente in un
ospizio quando iniziata l'ultima guerra.
La colonna
Freedom Rider di
Margaret Kimberley viene pubblicata settimanalmente su BAR ed è ampiamente ristampata altrove.
Mantiene un blog aggiornato di frequente a
http://freedomrider.blogspot.com. Ms. Kimberley
vive a New York City e può contattarsi via e-Mail a Margaret.Kimberley(at)BlackAgendaReport.com.
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