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Il racket della protezione USA alla radice del conflitto in Corea

di Finian Cunningham / 2 aprile 2013

 

Il modo migliore per comprendere la minaccia apparentemente sconsiderata, ricorrente di guerra nucleare nella penisola coreana è questo: la regione est asiatica viene gestita come un racket della protezione della mafia. E la mafia criminale sono gli USA.

Il conflitto emana da Washington e viene perpetuato da Washington. Perché? Per giustificare quello che altrimenti verrebbe visto semplicemente come scandaloso militarismo USA nell'emisfero del Pacifico dell'Asia ed in particolare un'agenda criminosamente aggressiva verso i principali bersagli geopolitici di Washington: Cina e Russia.

Il conflitto in Corea non è primariamente sugli "stati nemici" Nord e Sud. E', come è stato per i 68 anni passati dalla fine della II Guerra Mondiale, su Washington che utilizza la forza militare per asserire criminalmente la propria egemonia sulla scena mondiale.

Ma non capireste questo da una lettura casuale dei media di notizie occidentali. No, ci viene raccontato più e più volte che gli USA stanno "proteggendo" la Corea del Sud e gli altri loro alleati asiatici. La presenza militare degli USA "serve" come "deterrente" all'aggressione di una "minacciosa" Corea del Nord. Nella loro descrizione, gli USA sono il bravo ragazzo, mentre la Corea del Nord è la dannata minacciosa che è un flagello per il benessere e la sicurezza di tutti. Kim Jong-un è la personificazione dell'Asse del Male.

Che i cosiddetti media di notizie di "qualità" come la BBC, il New York Times e il Guardian possano fuggire dal presentare seriamente questa situazione in termini di ritrarre gli USA come una forza benevola è un'impresa sbalorditiva di capovolgimento della realtà e di lavaggio del cervello. L'ironia è che questi media deridono in modo implicito la Corea del Nord come uno stato del "Grande Fratello" stalinista, dove il pensiero critico e l'espressione sono proibiti. Tuttavia, questi media esibiscono proprio la stessa abitudine di conformismo mentale per il quale denigrano la Corea del Nord.

Come sopra osservato, l'unica maniera per interpretare correttamente le recenti settimane di minaccia e controminaccia di guerra totale in Corea è di ricordare le scene del film di mafia classico, Il Padrino. Conoscete la storia. Il gangster si aggira per il quartiere richiedendo lealtà, rispetto e tributi "per la protezione". Se i residenti non si adeguano al racket, allora il capo  con una profezia autoavverantesi dispone la violenza che si riversa su coloro che osano rifiutare la sua magnanima "protezione".

Le stesse esatte disposizioni si applicano in Corea sotto la tutela degli USA. Nel 1945 la penisola fu suddivisa unilateralmente da Washington in staterelli del Nord e del Sud perché gli USA  non potevano tollerare il fatto che la popolazione coreana al tempo fosse fortemente antimperialista ed ambisse alla democrazia socialista. Quel sentimento egalitario aiutò i coreani a resistere agli imperialisti giapponesi occupanti prima e durante la II Guerra Mondiale.

Energicamente, allo scopo di affermare la loro egemonia sulla Corea e sul Pacifico dell'Asia, gli USA pestarono assiduamente l'ambiente per sconfiggere il movimento popolare per l'indipendenza e la democrazia che il popolo coreano esibiva così ardentemente. Washington realizzò ciò installando collaborazionisti pro-giapponesi come governanti della Corea del Sud appena formata. Pensate a questo. Gli USA presumibilmente combatterono una guerra per sconfiggere il fascismo e l'imperialismo, soltanto per colludere immediatamente con le stesse forze politiche per sconfiggere la democrazia coreana.

Lo sgancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki da parte di Washington è stata parte integrante dei tentativi americani per demarcare l'egemonia postbellica nel Pacifico dell'Asia verso l'Unione Sovietica e la Cina ed è per questo che la Corea è stata fratturata in due stati stranieri che sono quindi stati precipitati nella guerra del 1950-53.

Quella guerra nella quale un terzo della popolazione nordcoreana venne sterminata dall'indiscriminato bombardamento a tappeto ed incenerimento al napalm degli americani non è mai terminata ufficialmente. L'armistizio firmato nel 1953 sotto dettato di Washington tecnicamente è soltanto un cessate il fuoco. Da decenni, la richiesta della Corea del Nord un trattato di pace completo è stata ripetutamente respinta da Washington e dal suo stato satellite della Corea del Sud. In altre parole, Washington ha trattenuto la prerogativa implicita di riprendere il suo bombardamento aereo della popolazione nordcoreana in qualsiasi momento lo desideri. Ciò costituisce una minaccia costante, ovvero una politica di terrorismo di stato da parte di Washington.

La minaccia degli USA verso la popolazione coreana includeva e continua ad includere l'annientamento nucleare. Durante la Guerra di Corea, l'aeronautica USA volava regolarmente sulla penisola con bombardieri nucleari B-52. La gente sul terreno riconosceva gli aerei, ma non sapeva quale fosse lo scopo operativo. Riuscite a immaginare che terrorismo comunicasse questo? appena cinque anni dopo che gli USA avevano vaporizzato la popolazione civile di Hiroshima e Nagasaki e nello stesso momento in cui le forze armate USA obbligavano i coreani a vivere nelle caverne come unico modo per sfuggire alla distruzione di massa del bombardamento convenzionale.

Lo stesso comportamento criminale del governo USA è in armonia con la sua autorizzazione durante questa settimana trascorsa per il volo di bombardieri nucleari B-2 e bombardieri B-52 sulla penisola coreana. Lo sgancio di "bombe inerti" da parte di questi mostri aerei deve essere inteso come un efferato calcolo di Washington mirato ad accrescere il terrorismo.

Tuttavia, assurdamente, gli organi della propaganda occidentale, chiamati altrimenti notiziari, ritraggono questo terrorismo di stato americano come "protezione".

Per esempio, il New York Times, ha citato un cosiddetto esperto che spiegava che la risposta della Corea del Nord all'ultima provocazione americana affermando: "Alla popolazione nordcoreana deve essere regolarmente ricordato che il suo paese è circondato da nemici intriganti. Altrimenti, potrebbe cominciare a porre domande politicamente pericolose".

Il ridicolo su questo pensiero da esperto di lavaggio del cervello e del New York Times che lo promuove, è che il popolo della Corea è davvero circondato da un nemico intrigante gli USA e se il più ampio pubblico e i media internazionali dovessero cominciare a pensare su questo fatto, allora ci sarebbero "domande pericolose politicamente" come: chi ha dato agli USA il diritto di condurre "giochi di guerra" militari annui al largo della e sulla penisola coreana nei sei decenni passati, compreso lo schieramento della distruzione nucleare?

Il popolo della Corea, Nord e Sud, merita e desidera la pace. Nonostante l'antagonismo e la belligeranza evidenziati dai media della propaganda occidentale, la maggioranza del popolo della Corea del Nord e del Sud non ha di fatto nessun desiderio di guerra. Il consenso per i coreani comuni è per la pace e per una risoluzione democratica di decenni di conflitto imposto dall'esterno alla loro patria. Ma non otterranno questa condizione ragionevole finché Washington continua a gestire il suo "racket della protezione".

E, sfortunatamente, il governo americano non cesserà, non può cessare il suo comportamento criminale perché dominazione, aggressione e terrorismo sono i segni caratteristici del regime mafioso di Washington.

 

Finian Cunningham è un collaboratore abituale di PressTV dove è apparso questo articolo. Leggete altri articoli di Finian