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Il modo migliore per comprendere la minaccia apparentemente
sconsiderata, ricorrente di guerra nucleare nella penisola coreana è
questo: la regione est asiatica viene gestita come un racket della
protezione della mafia. E la mafia criminale sono gli USA.
Il conflitto emana da
Washington
e viene perpetuato da
Washington.
Perché? Per giustificare quello che altrimenti verrebbe visto
semplicemente come
scandaloso militarismo USA nell'emisfero del Pacifico dell'Asia
ed in particolare un'agenda criminosamente aggressiva verso i
principali bersagli geopolitici di
Washington:
Cina e Russia.
Il conflitto in Corea non è primariamente sugli "stati nemici"
Nord e Sud. E', come è stato per i 68 anni passati dalla fine della
II Guerra Mondiale, su
Washington che utilizza la forza militare per asserire
criminalmente la propria egemonia sulla scena mondiale.
Ma non capireste questo da una lettura casuale dei media di
notizie occidentali. No, ci viene raccontato più e più volte che gli
USA stanno "proteggendo" la Corea del Sud e gli altri loro alleati
asiatici. La presenza militare degli USA "serve" come "deterrente"
all'aggressione di una "minacciosa" Corea del Nord. Nella loro
descrizione, gli USA sono il bravo ragazzo, mentre la Corea del Nord
è la dannata minacciosa che è un flagello per il benessere e la
sicurezza di tutti.
Kim Jong-un è la personificazione dell'Asse del Male.
Che i cosiddetti media di notizie di "qualità" come la BBC, il
New York Times
e il Guardian
possano fuggire dal presentare seriamente questa
situazione in termini di ritrarre gli USA come una forza benevola è
un'impresa sbalorditiva di capovolgimento della realtà e di lavaggio
del cervello. L'ironia è che questi media deridono in modo implicito
la Corea del Nord come uno stato del "Grande Fratello" stalinista,
dove il pensiero critico e l'espressione sono proibiti. Tuttavia,
questi media esibiscono proprio la stessa abitudine di conformismo
mentale per il quale denigrano la Corea del Nord.
Come sopra osservato, l'unica maniera per interpretare
correttamente le recenti settimane di minaccia e controminaccia di
guerra totale in Corea è di ricordare le scene del film di mafia
classico, Il Padrino. Conoscete la storia. Il gangster
si aggira per il quartiere richiedendo lealtà, rispetto e tributi
"per la protezione". Se i residenti non si adeguano al racket,
allora il capo
con una profezia autoavverantesi dispone la violenza che si riversa
su coloro che osano rifiutare la sua magnanima "protezione".
Le stesse esatte disposizioni si applicano in Corea sotto la
tutela degli USA. Nel 1945 la penisola fu suddivisa unilateralmente
da
Washington in staterelli del Nord e del Sud perché gli USA
non potevano tollerare il fatto che la popolazione coreana al tempo
fosse fortemente antimperialista ed ambisse alla democrazia
socialista. Quel sentimento egalitario aiutò i coreani a resistere
agli imperialisti giapponesi occupanti prima e durante la II Guerra
Mondiale.
Energicamente, allo scopo di affermare la loro egemonia sulla
Corea e sul Pacifico dell'Asia, gli USA pestarono assiduamente
l'ambiente per sconfiggere il movimento popolare per l'indipendenza
e la democrazia che il popolo coreano esibiva così ardentemente.
Washington realizzò ciò installando collaborazionisti
pro-giapponesi come governanti della Corea del Sud appena formata.
Pensate a questo. Gli USA presumibilmente combatterono una guerra
per sconfiggere il fascismo e l'imperialismo, soltanto per colludere
immediatamente con le stesse forze politiche per sconfiggere la
democrazia coreana.
Lo sgancio delle bombe atomiche su
Hiroshima
e Nagasaki da parte di
Washington è stata parte integrante dei tentativi americani per
demarcare l'egemonia postbellica nel Pacifico dell'Asia verso
l'Unione Sovietica e la Cina
– ed è per questo che la Corea
è stata fratturata in due stati stranieri che sono quindi stati
precipitati nella guerra del
1950-53.
Quella guerra
— nella quale un terzo della popolazione nordcoreana
venne sterminata dall'indiscriminato bombardamento a tappeto ed
incenerimento al napalm degli americani
— non è mai terminata ufficialmente. L'armistizio
firmato nel 1953 sotto dettato di
Washington tecnicamente è soltanto un cessate il fuoco. Da
decenni, la richiesta della Corea del Nord un trattato di pace
completo è stata ripetutamente respinta da
Washington e dal suo stato satellite della Corea del Sud. In
altre parole,
Washington ha trattenuto la prerogativa implicita di riprendere
il suo bombardamento aereo della popolazione nordcoreana in
qualsiasi momento lo desideri. Ciò costituisce una minaccia
costante, ovvero una politica di terrorismo di stato da parte di
Washington.
La minaccia degli USA verso la popolazione coreana includeva e
continua ad includere l'annientamento nucleare. Durante la Guerra di
Corea, l'aeronautica USA volava regolarmente sulla penisola con
bombardieri nucleari B-52. La gente sul terreno riconosceva gli
aerei, ma non sapeva quale fosse lo scopo operativo. Riuscite a
immaginare che terrorismo comunicasse questo?
—
appena cinque anni dopo che gli USA avevano vaporizzato
la popolazione civile di
Hiroshima
e Nagasaki e nello stesso momento in cui le
forze armate USA obbligavano i coreani a vivere nelle caverne come
unico modo per sfuggire alla distruzione di massa del bombardamento
convenzionale.
Lo stesso comportamento criminale del governo USA è in armonia
con la sua autorizzazione durante questa settimana trascorsa per il
volo di bombardieri nucleari B-2 e bombardieri B-52 sulla penisola
coreana. Lo sgancio di "bombe inerti" da parte di questi mostri
aerei deve essere inteso come un efferato calcolo di
Washington mirato ad accrescere il terrorismo.
Tuttavia, assurdamente, gli organi della propaganda
occidentale, chiamati altrimenti notiziari, ritraggono questo
terrorismo di stato americano come "protezione".
Per esempio, il
New York Times,
ha citato un cosiddetto esperto che spiegava che la risposta
della Corea del Nord all'ultima provocazione americana affermando:
"Alla popolazione nordcoreana deve essere regolarmente ricordato che
il suo paese è circondato da nemici intriganti. Altrimenti, potrebbe
cominciare a porre domande politicamente pericolose".
Il ridicolo su questo pensiero da esperto di lavaggio del
cervello e del
New York Times
che lo promuove, è che il popolo della Corea è davvero
circondato da un nemico intrigante
— gli USA
— e se il più ampio pubblico e i media internazionali
dovessero cominciare a pensare su questo fatto, allora ci sarebbero
"domande pericolose politicamente" come: chi ha dato agli USA il
diritto di condurre "giochi di guerra" militari annui al largo della
e sulla penisola coreana
nei sei decenni passati, compreso lo schieramento della
distruzione nucleare?
Il popolo della Corea, Nord e Sud, merita e desidera la pace.
Nonostante l'antagonismo e la belligeranza evidenziati dai media
della propaganda occidentale, la maggioranza del popolo della Corea
del Nord e del Sud non ha di fatto nessun desiderio di guerra. Il
consenso per i coreani comuni è per la pace e per una risoluzione
democratica di decenni di conflitto imposto dall'esterno alla loro
patria. Ma non otterranno questa condizione ragionevole finché
Washington continua a gestire il suo "racket della protezione".
E, sfortunatamente, il governo americano non cesserà, non può
cessare il suo comportamento criminale
– perché dominazione, aggressione e terrorismo sono
i segni caratteristici del regime mafioso di
Washington.
Finian Cunningham è un collaboratore
abituale di
PressTV
dove è apparso questo articolo.
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