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Gli Stati Uniti e al Qaeda: la santa alleanza

Igor IGNATCHENKO | 17.07.2012 | 00:24

 

La Siria è inondata da terroristi di tutti i tipi. Al Qaeda ha commesso numerosi atti terroristici. Secondo l'ex comandante dell'Accademia Navale turca ammiraglio Turker Erturk riceve sostegno dagli USA. Sostiene che l'occidente ed i suoi alleati arabi hanno deciso di ripetere lo "Scenario salvadoregno" contando su gruppi terroristici che entrano piuttosto che sull'opposizione. Gli assalti dinamitardi suicidi a Damasco confermano il fatto. Lasciatemi ricordare che l'operazione mirata alla destabilizzazione del Salvador con l'aiuto di attentatori suicidi era diretta da John Negroponte, che più tardi divenne ambasciatore USA in Iraq e dal probabile ambasciatore in Siria Robert Ford.

Peter Oborne, commentatore del Daily Telegraph, ha confermato che recentemente gli USA e la Gran Bretagna hanno intensificato la cooperazione clandestina con al Qaeda unendo gli sforzi nella lotta contro il governo siriano. Nel suo articolo "La crisi della Siria ci porta verso improbabili alleati", rileva che gli atti di terrore commessi a Damasco prima dei capodanno avevano tutte le caratteristiche di quelli commessi dall'organizzazione terrorista in Iraq. Secondo il giornalista britannico, i militanti di al Qaeda erano venuti in Siria dalla Libia attraverso il "corridoio turco". Peter Oborne vede la "triplice alleanza Washington-Londra-al Qaeda" come una grande minaccia per il Regno Unito.

Omar Al-Bakri, estremista religioso che risiede in Libano, in un'intervista al Daily Telegraph ha confessato che i militanti di al Qaeda sostenuti dal Al Mustaqbal diretto da Saad al-Hariri si sono già infiltrati in Siria dal Libano. Ad una conferenza stampa tenuta a Baghdad, il ministro degli esteri iracheno Hoshyar Zebari ha confermato il fatto che al Qaeda si infiltra in Siria attraverso il confine iracheno allo scopo di commettere azioni terroristiche e di portare dentro armi.

Recentemente il Guardian ha pubblicato un articolo intitolato "L'intervento militare in Siria sarebbe disastroso per il suo popolo". L'autore Sami Ramadani nota il fatto che ha preso forma un'alleanza tra gli USA ed al Qaeda. Gli USA e la Turchia destabilizzano intensivamente la Siria utilizzando i fondi del petrolio forniti da Qatar ed Arabia Saudita. Mentre Hillary Clinton sta cercando di persuadere la comunità internazionale che l'intervento in Siria è un passo necessario, la CIA è impegnata attivamente nel fornire appoggio ed addestramento ai militanti. Come è noto, gli USA e gli alleati della NATO hanno reclutato capi di organizzazioni terroristiche e criminali comuni da diversi paesi del mondo come mercenari per far loro passare dei corsi di esercitazioni speciali nei campi di addestramento situati in Turchia ed in Libano. Per esempio, mentre era a Homs, un membro della missione degli osservatori degli stati della Lega Araba che lavora per i servizi speciali iracheni è rimasto sorpreso moltissimo nel vedere dei mercenari pakistani, iracheni ed afgani. Specialmente sorprendente è stato il fatto che alcuni di loro erano stati i suoi rapitori in Iraq. E' importante osservare che dopo avere liberato Homs più di un centinaio di mercenari da paesi arabi ed altri, compreso un numero significativo di legionari francesi, sono stati catturati dalle autorità siriane.

Hala Jaber, corrispondente del Sunday Times, è sicuro che estremisti religiosi e mercenari stranieri che si infiltrano in Siria dai territori dei paesi limitrofi hanno contribuito all'inasprimento della violenza per far terminare la missione degli osservatori internazionali. Hala Jaber ha enfatizzato che gli appelli di sceicchi sauditi ad attraversare il confine siriano sono stati seguiti da dozzine di persone provenienti da Libano, Tunisia, Algeria, Arabia Saudita, Libia, Egitto, Giordania e Kuwait piene dell'aspirazione fanatica di creare un califfato arabo in Siria e nella regione.

In gennaio di quest'anno il British Times ha pubblicato un articolo che sosteneva che Arabia Saudita e Qatar hanno partecipato ad un accordo clandestino per finanziare acquisizioni di armi da parte dell'opposizione siriana per rovesciare il regime di Bashar Assad. E' stato raggiunto un accordo segreto tra i governi di Arabia Saudita, Qatar e l'opposizione siriana dopo che la riunione dei ministri degli esteri dei paesi della Lega Araba in gennaio al Cairo. Un rappresentante dell'opposizione siriana ha raccontato al giornale britannico che l'Arabia Saudita ha offerto ogni assistenza. Ha aggiunto che anche la Turchia ha assunto una parte attiva nell'appoggiare l'opposizione consegnando armi attraverso la frontiera Siria-Turchia.

Mehmet Ali Ediboglu, un deputato della provincia di Hatay, ha dichiarato all'agenzia Nazionale degli Emirati Arabi Uniti che in Siria vi erano grandi quantità di armi fabbricate in Turchia. Ediboglu faceva parte del gruppo del Partito Repubblicano del Popolo turco che è andato in Siria nel settembre 2011. I funzionari siriani hanno mostrato alla delegazione carichi di armi scaricati nella zona cuscinetto desertica tra i punti di controllo siriano e turco. Secondo l'intervista del deputato turco le armi sono state consegnate dai Fratelli Musulmani.

L'agenzia internet pro-israeliana Debka, vicina ai servizi segreti del Mossad, fin dall'agosto 2011 ha riferito che la NATO ha consegnato alle forze d'opposizione attraverso il territorio della Turchia sistemi di difesa aerea a spalla, armi anticarro, lanciagranate e mitragliatrici pesanti. "I ribelli siriani ricevono addestramento all'interno della Turchia", ha riportato Debka. La NATO e gli USA hanno organizzato una campagna per reclutare migliaia di volontari musulmani da diversi paesi per accrescere la potenza dei "ribelli" siriani. L'esercito turco ha fornito loro addestramento e passaggio sicuro attraverso la frontiera turco-siriana.

Secondo il Guardian, l'Arabia Saudita è pronta ad offrire ogni assistenza finanziaria ai militanti dell'Esercito Siriano Libero per istigare diserzioni in massa dai ranghi delle forze armate siriane e per aumentare la pressione sul governo di Assad. Riyadhha già discusso i piani di vasta portata con Washington ed altri stati arabi. Come nota il giornale britannico riferendosi alle fonti in tre capitali arabe non nominate, l'idea non ha origine dai sauditi ma piuttosto dai loro alleati arabi disposti ad eliminare lo stato siriano. L'incoraggiamento di disertori siriani ha coinciso con consegne di armi in Siria. Il Guardian afferma che le discussioni con funzionari dei paesi arabi chiariscono che i rifornimenti di armi dall'Arabia Saudita e dal Qatar (compresi fucili automatici, lanciagranate e missili anticarro) sono cominciati a metà maggio. Gli interlocutori arabi del Guardian hanno dichiarato che l'accordo finale per trasferire le armi dai punti di immagazzinamento all'interno della Turchia nelle mani dei ribelli era inoltre stato permesso dall'istituzione di un centro di comando a Istanbul che coordina le linee di rifornimento in consultazione con i leader del FSA all'interno della Siria. Il Guardian è stato testimone di un trasferimento di armi all'inizio di giugno vicino alla frontiera turca.

Come ha riferito l'influente New York Times, la CIA ha già organizzato rifornimenti di armi e di equipaggiamento per l'opposizione. Secondo la fonte, degli esperti operativi della CIA stanno "lavorando" impegnati nel distribuire illegali fucili d'assalto, lanciarazzi anticarro ed altre armi all'opposizione siriana. Armi e munizioni vengono portate in Siria principalmente con l'aiuto della rete della Fratellanza Musulmana della Siria, afferma Eric Schmitt, autore dell'articolo. Le spese di fucili, lanciagranate e sistemi anticarro sono condivise da Turchia, Arabia Saudita e Qatar. Gli agenti della CIA forniscono assistenza sul posto per consegnare il carico alla destinazione desiderata. Gli operativi dell'agenzia potrebbero stare aiutando i ribelli ad organizzare una rudimentale organizzazione di servizio di informazioni e di controspionaggio per combattere Bashar Assad. Andrea Stone del Huffington Post conferma queste informazioni. Osserva che funzionari della Central Intelligence Agency operano da marzo dalla Turchia meridionale per consigliare Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti quali elementi dell'Esercito Siriano Libero (FSA) dovrebbero armare. Inoltre, il vicepresidente del Partito del Lavoro turco, Bulent Aslanoglu, ha confermato che circa seimila persone di nazionalità araba, afgana e turca sono state reclutate dalla Central Intelligence Agency degli USA per commettere azioni terroristiche in Siria.

L'alleanza tra gli USA ed al Qaeda Reuel Marc Gerecht, ex agente della CIA e membro autorevole della Fondazione per la Difesa delle Democrazie. Sulle pagine del Wall Street Journal sostiene "un'operazione muscolare della CIA lanciata dalla Turchia, dalla Giordania ed anche dal Kurdistan iracheno". Pensa che l'impresa di portata limitata della CIA contro Assad che diventa pubblica che arriva alla vista del pubblico grazie ai media occidentali non porterà a niente in termini concreti per coloro che si battono per rovesciare il regime dominante in Siria. Gerecht pone speciale importanza sul fatto che "Assad, che dipende dalla minoranza sciita alawita (all'incirca il 10-15% della popolazione) per la sua forza militare, non possiede il potenziale umano per una controinsurrezione su fronte multiplo". Lo studioso della Fondazione per la Difesa delle Democrazie pensa che "uno sforzo coordinato, guidato dalla CIA per fare affluire armamento anticarro, antiaereo ed antiuomo attraverso i buchi aperti nella sicurezza di frontiera del regime non sarebbe difficile. La mancanza di potenziale umano del regime e la geografia della Siria di basse montagne, di steppe e di deserti inaccessibiliprobabilmente la renderebbe vulnerabile all'opposizione, se l'opposizione avesse potenza di fuoco sufficiente". L'ex agente della CIA è sicuro che l'azione siriana non sarebbe un'impresa imponente: "Anche quando la CIA incrementò l'assistenza alle forze afgane anti-sovietiche nel 1986-87, i numeri impegnati (all'estero ed a Washington) erano modesti, all'incirca due dozzine. Un'operazione aggressiva in Siria probabilmente richiederebbe più potenziale umano della CIA di quella, ma probabilmente ancora meno di 50 agenti USA che operano con i servizi alleati

In modo più importante secondo Gerecht, il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha rotto irreversibilmente con Assad. Anche la Giordania, il paese che gode della più intima relazione araba di collegamento con gli USA, è messa contro Damasco. Inoltre, l'ex veterano della CIA assicura che il Kurdistan iracheno, sempre desideroso di più funzionari USA sul proprio suolo, probabilmente darebbe più margine alla CIA a condizione che Washington prometta di stare con i kurdi in qualsiasi disputa con Baghdad e Tehran.