Workers Action

a revolutionary socialist organization

 

 

13 maggio 2012

Perché i politici USA sono tranquilli sul tracollo dell'Europa

Shamus Cooke

 

 

Dopo che le elezioni greche hanno infuso paura nei cuori dei bankster globali, la ricaduta rimane incerta. Se le prossime elezioni greche producono ancora un risultato anti-austerità, quasi certamente la Grecia porrà in atto una veloce uscita dall'euro. Se ciò accade e sembra sempre più inevitabile le conseguenze per l'economia globale sono oscure in modo spettacolare. Tuttavia i media ed i politici USA sono in gran parte silenziosi sulla questione, quasi come se non stesse accadendo nulla.

Cosa accadrà quando la Grecia lascerà l'euro? Le banche straniere detengono più di $90 miliardi del debito greco nei settori pubblico e privato. Queste enormi perdite potrebbero proprio bene abbattere delle banche in Europa ed all'estero.

Inoltre, i paesi che si dibattono nell'euro come Italia, Spagna, Portogallo ed Irlanda vedranno salire alle stelle i costi per prendere in prestito, dal momento che i ricchi saranno più restii a sprecare ancora denaro per gli investimenti nei rischiosi paesi europei, garantendo una ulteriore spirale verso il basso di debiti, salvataggi e bancarotta.

Quanto è probabile l'uscita della Grecia dall'euro? La rivista conservatrice Economist riferisce:

"Se la Grecia rifiuta il secondo salvataggio o rimane drasticamente indietro nel suo programma [di pagamenti del debito e di tagli al settore pubblico], la sua uscita diventerebbe inevitabile".

Questo scenario sembra sempre più probabile, poiché gli elettori greci si sono stancati di appoggiare dei politici che continuano ad attaccare i livelli di vita della maggioranza di loro attraverso massicce politiche di austerità (tagli ai posti di lavoro, ai programmi sociali ed al settore pubblico in generale).

Le banche USA come verrebbero influenzate da un crollo dell'Unione Europea? La Banca dei Regolamenti Internazionali sostiene che le banche USA hanno prestato $96,8 miliardi ai paesi europei più deboli nei settori pubblico e privato, con $275,8 addizionali alle banche tedesche e francesi, che soffrirebbero direttamente se i paesi deboli affogassero.

Inoltre, l'Unione Europea è il 'maggiore partner commerciale degli USA; le esportazioni USA nella UE precipiterebbero all'istante se si dovesse svolgere lo scenario suddetto.

Il che ci porta al silenzio dei politici USA sulla questione. Le gigantesche misure d'austerità che stanno spingendo l'Europa sull'orlo della rivoluzione negli USA a livello federale sono state ritardate fino a dopo le elezioni di novembre. Quindi, entreranno in vigore le raramente discusse "confische" di bilancio tagli automatici alla spesa federale di $100 miliardi, ogni anno fino al 2021.

Inoltre, dopo le elezioni scade l'assicurazione per la disoccupazione accresciuta a livello federale, come il taglio dell'imposta sul monte salari federale. Il piano di stimolo di Obama che sostiene i governi di stati e città si è esaurito alla fine del 2011, aggiungendo pena alla crisi del deficit in corso su scala nazionale.

E' possibile che gli USA stiano già rientrando da una recessione "ufficiale", tuttavia la recessione dei posti di lavoro non se ne è mai andata; il rapporto sul lavoro di aprile ha dimostrato che soltanto il 63,6% delle persone negli USA sono occupate o cercano attivamente lavoro, il numero più basso in più di tre decenni.

I politici USA sia i Democratici che i Repubblicani sono uniti nella strategia di combattere l'economia che si indebolisce ricorrendo alla strategia europea dell'austerità. Entrambe i partiti hanno già lavorato assieme per tagliare 600.000 posti di lavoro statali (principalmente locali) dal 2009, distruggendo i servizi che questi lavoratori forniscono nel processo (l'istruzione è stato il più bersagliato).

Questi numeri si gonfieranno quando gli effetti della situazione dell'Europa raggiungeranno le coste americane. Il silenzio politico su questo fatto è una strategia valida per i rappresentanti politici del capitale USA, più impreparati per le misure d'austerità sono i lavoratori, più facili sono da implementare (quella che Naomi Klein chiama la Shock Doctrine).

Perciò, negli USA i lavoratori hanno bisogno di imparare a parlare il greco e di adottare uno slogan sempre più popolare che respinge le misure di austerità: Tassate i ricchi! In altre parole, far pagare i ricchi per la crisi che hanno creato. In pratica, questo significa che, invece di massicce riduzioni dei posti di lavoro, dei tagli all'istruzione ed all'assistenza sanitaria, le imposte sui ricchi e sulle corporation dovrebbero essere alzate, le banche dovrebbero essere poste sotto il controllo pubblico piuttosto che essere salvate con denaro pubblico, il settore pubblico dovrebbe essere pienamente finanziato ed ampliato piuttosto che privatizzato e tagliato.

L'austerità vi è quando i ricchi tentano di portare gli effetti delle loro recessioni sulle spalle dei lavoratori, che occorre soltanto la respingano collettivamente e costringano invece a pagare l'1%.

http://www.economist.com/node/21554530
http://www.economist.com/node/21554544?fsrc=scn/tw/te/ar/unhappyintheirownways
http://www.bis.org/statistics/consstats.htm
http://www.nypost.com/p/news/opinion/editorials/it_the_numbers_stupid_ifUIFDvUEBCKG7WQMca68N#ixzz1ugyaW4YG